Gino Donè Paro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Gino Donè Paro (San Biagio di Callalta, 18 maggio 1924San Donà di Piave, 22 marzo 2008) è stato un partigiano e rivoluzionario italiano, unico europeo ad aver partecipato alla Rivoluzione Cubana.

[modifica] Biografia

A Cuba, nell'archivio storico delle FAR (Forze Armate Rivoluzionarie) c'è un dossier su Gino Donè Paro, l'unico europeo partecipante al "Desembarco del Granma" del 1956. Di due anni più vecchio di Fidel Alejandro Castro Ruz, l’italiano era nato da genitori braccianti il 18 maggio 1924 nel paesino di Rovarè (piccola frazione situata fra i due Comuni di San Biagio di Callalta e di Monastier di Treviso) a pochi chilometri da Venezia. Dopo le scuole va nei militari, e l' 8 settembre 1943 è a Pola. Torna a casa e diventa partigiano con la Missione Nelson e con il Comandante Guido, un ingegnere milanese italo-americano operante nell'area della laguna veneziana. Gino a fine guerra riceve un encomio dal Generale Alexander, e poi emigra a Cuba passando dal Canada. Nel 1951 lavora all' Avana come carpentiere nella grande Plaza Civica: l'attuale Plaza de la Revoluciòn. Nel 1952 il veneziano si fidanza con Olga Norma Turino Guerra, giovane rivoluzionaria di ricca famiglia cubana, abitante nella città coloniale di Trinidad, amica di Aleida March de La Torre, di Santa Clara, futura seconda moglie del Che. Con esse due anni dopo Gino entrerà nel "Movimento 26 Luglio", chiamato con la sigla "M-26-7", dalla data dell'assalto dei castristi (26 Luglio 1953) a caserme di Bayamo e Santiago de Cuba. Nel 1954 Gino sposa la fidanzata.

Poi nel 1955 e nel 1956, diventato tesoriere del "M-26-7" di Santa Clara, viene incaricato dal dirigente Faustino Perez Hernandez di portare dollari in Messico, dove lo attende Fidel che deve comperare il battello Granma. A Città del Messico l’italiano diventa molto amico del medico asmatico argentino Ernesto Che Guevara de La Serna, il quale gli confida che se non avesse incontrato Fidel egli sarebbe emigrato in Italia per specializzarsi in "anti-asma" nella prestigiosa facoltà di medicina dell’Università di Bologna. Nella capitale messicana Gino diventa amico anche di Fidel e di Raul e, in quanto ex partigiano, collabora agli addestramenti militari. Quindi il 25 novembre 1956 egli parte dal porto messicano di Tuxpan tra gli 82 patrioti del battello Granma, per il “desembarco” a Cuba. A bordo il suo grado è quello di Tenente del Terzo Plotone comandato dal Capitano Raul, fratello di Fidel. Gli 82 sul Granma erano: 78 cubani, più Gino (detto El Italiano), più un argentino (detto El Che), più un messicano (detto Alfonso), più un domenicano (detto Ramon).

Sul passaporto italiano di Gino come cognome c'è "Donè", ma all'anagrafe cubana, quando si è sposato, è stato registrato come "Donè Paro", cioè anche col cognome materno, come si usa nei paesi di lingua spagnola. Dopo lo sbarco del 2 dicembre 1956 ai piedi della Sierra Maestra (dove Gino salva la vita al Che in preda ad un attacco d’asma) e dopo il massacro di Alegria de Pio (ove la metà degli 82 vengono catturati e assassinati dai batistiani) il veneziano torna a Santa Clara, dove durante le festività natalizie partecipa ad alcune azioni di sabotaggio assieme alla guerrigliera Aleida March de La Torre. Ma nel gennaio 1957 riceve l'ordine dal "M-26-7" di andare all'estero salpando da Trinidad con una barca. Dapprima fuori Cuba, e poi dentro Cuba, egli addestra militarmente numerosi giovani che vogliono combattere assieme ai patrioti cubani ... (Poi "scompare", e diventa "agente" di Cuba) ... Dopo circa mezzo secolo da quel lontano 1957 Gino ha rilasciato un'intervista al quotidiano italiano Liberazione, pubblicata il 5 ottobre 2006, dove ha detto che: <<Dal giorno del Desembarco in poi, noi superstiti abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, chi in una forma e chi in un'altra. Io che ero straniero ero il più indicato per starmene lontano da Cuba per fare ciò che nella Sierra Maestra non avrei potuto realizzare. C'era bisogno di addestramenti, collegamenti, informazioni, notizie, soldi, armi, e di molte altre cose ancora. Così, chi con armi e chi senza armi ha fatto quello che doveva fare. E anch'io >> ... Nel maggio 1996, alla Fiera Turistica di Varadero, a Cuba, il comandante Jesus Sergio Montané Oropésa, "moncadista-granmista", da sempre assistente principale di Fidel, durante una breve intervista con il giornalista bolognese Gianfranco Ginestri, aveva così affermato: <<Gino era il più adulto, il più serio, il più disciplinato; e dopo la vittoria non ha mai cercato privilegi; e ogni tanto ci telefoniamo>>.

L'ultima volta che Gino è andato a trovare Montanè a Cuba è stato alla vigilia 40º anniversario del Desembarco, per 4 settimane, nel novembre-dicembre 1995, ospitato in una residenza del Consiglio di Stato, come un capo di stato... (Poi purtroppo Montanè muore nel 1999)... Nel 2003, Gino (senza figli e vedovo due volte: della cubana Norma e della portoricana Antonia) va ad abitare a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, dove vivono le numerose amate nipoti, figlie di fratelli e sorelle. All'Avana mantiene i contatti col suo amico guerrigliero granmista Arsenio Venancio Garcia Davila, col quale si reca alla sfilata del Primo Maggio 2004, dove entrambi sono stati decorati: poi il 18 maggio torna a Venezia dove per il suo 80º compleanno viene festeggiato dall’Anpi veneziana e dai Circoli Italia-Cuba del Veneto.

Per il suo 81°, nel 2005, è invitato a Firenze dove viene festeggiato dalla Fondazione Italiana Ernesto Che Guevara. Per il suo 82°, nel 2006, a Bologna diventa socio onorario del locale Circolo Italia-Cuba. Nel 2006 si reca tre volte a Cuba, per partecipare a tre celebrazioni dedicate al 50º anniversario del Desembarco del Granma, e per incontrare Fidel alla vigilia del suo ricovero in ospedale, prima delle sue dimissioni da presidente. Nel 2006 in Italia sono stati scritti diversi paginoni su Gino: Liberazione il giorno 5 ottobre, La Repubblica e L'Unità il 2 dicembre. E il 27 gennaio 2007 la rivista Lo Specchio gli ha dedicato quattro pagine con intervista e biografia e foto… Poi Gino è tornato a Cuba per partecipare a vari filmati e per essere intervistato dalla televisione cubana.

Infine, in Italia, il 18 maggio 2007 ha festeggiato il suo 83° - e ultimo - compleanno, a Roma, circondato dall’affetto dei compagni della Ambasciata Cubana e di tutte le organizzazioni locali e nazionali Pro-Cuba. Nel 2008 Gino Donè Paro è morto la sera del 22 marzo in un ospedale della provincia di Venezia, due mesi prima dell suo 84º compleanno. Le sue ceneri sono state consegnate alla famiglia (ma i cubani desiderano averle a Cuba, prima o poi). In questi ultimi anni sono stati realizzati diversi video su di lui, sia a Cuba che in Italia (alcuni visibili su youtube) e l'emittente slovena in lingua italiana "Radio Capodistria" ha segnalato un radiodramma a lui dedicato. Il 10 maggio 2010 la rivista "Turisti per caso" ha pubblicato una intervista al granmista cubano Arsenio Garcia Davila, il quale, parlando di Gino, ha tra l'altro detto: <<Egli si adoperò insieme ad un gruppo di persone che lavoravano all'estero a favore della repubblica socialista cubana; Gino ha svolto questo compito per quasi 40 anni; e visse negli Usa servendo sempre la causa cubana>>.

Attualmente il Direttore Responsabile della Rivista "El Moncada" (pubblicazione che viene inviata ogni due mesi ai 6.000 soci iscritti ai 100 circoli della Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba) sta raccogliendo varie informazioni e testimonianze e foto su "Gino: El Italiano", al fine di dare vita a un libro dedicato a questo eroico “Partigiano dei due mondi”, per conto di "Massari Editore"

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Altre lingue