Gianni Lancia

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Giovanni Lancia, chiamato Gianni (Fobello, 16 novembre 1924), è un ingegnere e imprenditore italiano.

Figlio di Vincenzo Lancia e della moglie Adele Miglietti, aveva due sorelle, Anna Maria ed Eleonora. Laureatosi in ingegneria all'università di Pisa, diviene presidente della casa automobilistica Lancia nel 1947, e rimane in carica fino al 1954. Durante la sua direzione la Lancia giunge alla quasi bancarotta a causa dei costosi prototipi costruiti, ma è da tutti ricordato per aver condotto la sua azienda nel mondo della Formula Uno e per aver prodotto alcuni dei più grandi modelli della storia automobilistica italiana, come la Lancia Aurelia, la Lancia Appia e la serie D da competizione. È anche ricordato per aver inventato assieme a Vittorio Jano il motore V6. A causa di divergenze con la famiglia, che non condivide i suoi progetti d'investimento, della morte del grande pilota Alberto Ascari mentre prova la Ferrari dell'amico Eugenio Castellotti sulla pista di Monza, e della situazione aziendale che va aggravandosi per via degli elevati costi di produzione delle vetture, nel 1956 cede la sua quota di azioni del 16% al resto della famiglia. L'azienda viene poi venduta alla famiglia Pesenti. Gianni Lancia parte per il Sud America, dove si dedica al commercio di prodotti alimentari in scatola. Alcuni anni dopo torna in Europa - in Francia e in Italia - ma senza interessarsi più di automobilismo. Vive vicino a Nizza, in Provenza.

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