Gian Carlo Caselli

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Gian Carlo Caselli
Gian Carlo Caselli.jpg

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo
Durata mandato 1993 –
1999

Direttore generale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
Durata mandato 1999 –
2001

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino
In carica
Inizio mandato 30 aprile 2008

Gian Carlo Caselli (Alessandria, 9 maggio 1939) è un magistrato italiano.

Indice

Biografia

Conseguita la maturità classica presso il liceo Salesiano Valsalice, si è laureato in giurisprudenza con la tesi Concubina pro uxore-Osservazioni in merito al c. 17 del primo Concilio di Toledo, pubblicata dalla Rivista di Storia del diritto italiano, presso l'Università di Torino in cui dal 1964 è assistente volontario di storia del diritto italiano. Nel dicembre 1967, vinto il concorso in magistratura, è stato destinato al Tribunale di Torino, ove nei primi anni settanta è stato giudice istruttore penale. Dalla metà degli anni settanta sino alla metà degli anni ottanta, ha trattato reati di terrorismo riguardanti le Brigate Rosse e Prima Linea.

Nel 1984 ha fatto parte della commissione per l'analisi del testo di delega del nuovo codice di procedura penale e nel 1991 è stato consulente della Commissione Stragi. Dal 1986 al 1990 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura.[1] Nel 1991 è stato nominato magistrato di Cassazione ed è divenuto Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino.

Dal 15 gennaio 1993 fino al 1999 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ottenendo importantissimi risultati nella lotta alla mafia come l'arresto di boss del calibro di: Leoluca Bagarella, Gaspare Spatuzza, Giovanni Brusca. Dal 30 luglio 1999 è Direttore generale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.[2] Dal marzo 2001 è il rappresentante italiano a Bruxelles nell'organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata. Dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino, viene nominato Procuratore Capo della Repubblica di Torino con voto unanime del Consiglio Superiore della Magistratura il 30 aprile 2008.[3]

Nel 2009 ha coordinato le indagini sul "G8 dell'università di Torino" dello stesso anno[4], e 25 arresti per reati commessi in occasione delle manifestazioni del movimento No Tav nel gennaio del 2012[5]. Per questa ragione è stato più volte contestato dai No TAV[6].

Emendamento Luigi Bobbio

Essendo probabile nel 2005 la nomina di Caselli a procuratore nazionale antimafia, il governo Berlusconi III agì al fine di evitare ciò. Viene quindi presentato un emendamento dal senatore Luigi Bobbio (AN) alla legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (la cosiddetta "Riforma Castelli").[7][8] Con questo emendamento, Caselli non poté più essere nominato per quel ruolo per superamento del limite di età. La Corte Costituzionale, successivamente alla nomina di Piero Grasso quale nuovo Procuratore Nazionale Antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento che aveva escluso il giudice Gian Carlo Caselli dal concorso.

Note

  1. ^ Documento senza titolo
  2. ^ http://www.giustizia.it/ministro/com-stampa/cs300399.htm
  3. ^ Flash Repubblica del 30 aprile 2008
  4. ^ Scontri al G8 dell'Università, 21 arresti Gli studenti protestano da Torino a Napoli - esteri - Repubblica.it
  5. ^ Caselli: "Blitz non è contro i No Tav" Grillo: "Geometrica potenza" - Torino - Repubblica.it
  6. ^ Tav occupano comune Milano contro Caselli e Anpi
  7. ^ Testo della legge-delega
  8. ^ Testo del decreto legislativo impugnato

Bibliografia

Collegamenti esterni

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