Giacomo Ulivi
| « Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere! » | |
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(Giacomo Ulivi, Lettera agli amici)
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Giacomo Ulivi (Parma, 29 ottobre 1925 – Modena, 10 novembre 1944) è stato un partigiano italiano. Studente di legge all'Università di Parma, decorato della Medaglia d'argento al valor militare alla memoria.
Indice |
[modifica] Biografia
Nacque a Baccanelli di San Pancrazio Parmense, attuale frazione di Parma, dal discusso inventore Giulio Ulivi e da Maria Luisa Fornari. Trasferitosi con la famiglia a Roma l'anno successivo alla nascita, dal 1930 al 1932 visse a Bruxelles in seguito al trasferimento del padre, su invito del governo belga.
Rientrato a Parma insieme alla madre, compì gli studi elementari e ginnasiali, che allora duravano cinque anni, si iscrisse giovanissimo al Liceo Classico "Maria Luigia" dove ebbe tra i suoi insegnanti Attilio Bertolucci.
Terminò gli studi liceali nel 1942, con un anno di anticipo. Nell’autunno dello stesso anno si iscrisse alla Facoltà di medicina dell’Università di Parma ma, dopo alcune settimane, chiese e ottenne il passaggio alla Facoltà di legge. In questo periodo Ulivi maturò le proprie convinzioni antifasciste. Dopo l'8 settembre 1943 aderì attivamente alla Resistenza italiana, svolgendo funzioni di collegamento tra i CLN di Parma e di Carrara e tra i partigiani con gli ufficiali inglesi oltre alla diffusione della stampa clandestina.
L'11 marzo 1944 fu arrestato a Parma una prima volta ma fuggito in modo rocambolesco, continuò la sua attività per il CLN di Modena. Qui venne nuovamente arrestato ma riuscì nuovamente ad evadere. Il 30 ottobre 1944 fu catturato per la terza volta dalle Brigate Nere in Via Farini a Modena, mentre usciva dalla sede del Comando provinciale della RSI dopo aver ricevuto dal maresciallo Alessandro Bassi dei documenti falsi. Arrestato e tradotto nel carcere dell'Accademia Militare fu interrogato e torturato ma non rivelò nulla. Inizialmente amnistiato, fu infine fucilato, per rappresaglia all'occupazione di Soliera da parte dei partigiani, sulla Piazza del Duomo di Modena il 10 novembre 1944 da un plotone della Guardia Nazionale Repubblicana insieme ad Alfonso Piazza ed Emilio Po.
Gli fu conferita la Medaglia d'argento al valor militare.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'argento al valor militare alla memoria | |
| «Diciassettenne prendeva parte alla lotta per la liberazione con tutto lo slancio dell'età giovanissima brillando per la completa dedizione alla causa e lo sprezzo del pericolo. Arrestato una prima volta evadeva e si trasferiva a Modena dove riprendeva la sua intensa attività compiendo pericolosissime missioni di collegamento. Catturato nuovamente, sottoposto alle torture più atroci e raffinate le sopportava stoicamente senza nulla rivelare all'odiato nemico. Col corpo segnato dalle stigmate del martirio affrontava impavido e sereno il plotone di esecuzione. Esempio impareggiabile di amore ardente per la Madre Patria» — Modena, 10 novembre 1944 |
[modifica] Riconoscimenti e dediche
- A Parma è stato intitolato a Giacomo Ulivi uno dei quattro Licei Scientifici Statali.
[modifica] Bibliografia
- Pietro Malvezzi e Giovanni Pirelli (a cura di), Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945), 16a ed., Torino, Einaudi [1952], 2003, pagg. 320-323. ISBN 978-88-06-17886-4
- Baldassarre Molossi, Dizionario dei parmigiani grandi e piccini (dal 1900 ad oggi), Parma, La Tipografica Parmense, 1957.
- Istituto storico della Resistenza, Lettere di Giacomo Ulivi, Modena, Cooperativa tipografi di Modena, 1974.
[modifica] Collegamenti esterni
- Le ultime lettere di Giacomo Ulivi sul sito dell'INSMLI - Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia
- Scheda di Giacomo Ulivi sul sito dell'ANPI di Modena
- Scheda di Giacomo Ulivi sul sito del Liceo Ulivi di Parma
- Scheda di Giacomo Ulivi sul sito dell'ANPI