George Kubler

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George Alexander Kubler (Hollywood, 26 luglio 19123 ottobre 1996) è stato uno storico dell'arte statunitense.

George Kubler è stato un teorico dell'estetica e uno specialista di arte pre-colombiana e ibero-americana del Messico.

La sua opera principale è The Shape of Time: Remarks on the History of Things, del 1962[1]. George Kubler è stato allievo e studioso di Henri Focillon e dei massimi studiosi di arte precolombiana e postcolombiana soprattutto in Messico. Nel suo The Shape of Time formula la nozione di “storia dell’arte come storia delle cose”, in quanto storia della cultura materiale. Kubler invita a ricomprendere nel concetto di arte “oltre alle tante cose belle, poetiche e non utili di questo mondo, tutti i manufatti umani in generale” (the whole range of (hu)man-made things), così da far coincidere “l’universo delle cose fatte dall’uomo con la storia dell’arte, con la conseguente e immediata necessità di formulare una nuova linea di interpretazione nello studio di queste stesse cose”. La ‘storia delle cose’ è per lui una antropologia delle tecniche, interessata al “processo che trasforma ininterrottamente le capacità sensoriali umane e il sapere mediante scoperte continue”. È utile quindi "riunire idee e cose sotto la rubrica di ‘forme visive’, includendo in questo termine sia i manufatti che le opere d’arte, le repliche e gli esemplari unici, gli arnesi e le espressioni, in breve, tutte quelle materie lavorate dalla mano sotto la guida di idee collegate e sviluppate in sequenza temporale […] Scienza e arte si occupano ambedue di certi bisogni umani che la mente e le mani soddisfano producendo cose. Arnesi e strumenti, simboli ed espressioni corrispondono ugualmente a determinati bisogni e tutti devono essere prima progettati e poi eseguiti […] Oggi appare di nuovo chiaro che l’artista è un artigiano e che egli appartiene a un raggruppamento umano distinto quale homo faber, il cui compito è quello di evocare un perpetuo rinnovamento di forme della materia[2].

Concentrandosi sulla storia delle cose nei loro rapporti di influenze e filiazioni nel tempo, Kubler critica la nozione kantiana di contemplazione disinteressata e il culto dell’autorialità e dell’opera unica, tipico della cultura euro-americana degli ultimi secoli. Nel far questo ha bisogno non di mettere in secondo piano l’artista, ma di non trascurare l’uomo operatore, il semplice lavoratore e produttore di cose utili[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In italiano La forma del tempo. La storia dell'arte e la storia delle cose, Einaudi 2002
  2. ^ The Shape of Time, ed.or. p. 13
  3. ^ G. Angioni 2011, 73-74

Bibliografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Willey, G.R. (1998) George Alexander Kubler (26 July 1912-3 October 1996). Proceedings of the American Philosophical Society, Vol. 142, No. 4 (Dec., 1998), pp. 672-675 [1], retrieved on May 6, 2007)
  • "George Kubler" in Dictionary of Art Historians. Retrieved May 6, 2000, Web site: http://www.dictionaryofarthistorians.org/kublerg.htm
  • "George A. Kubler" - Obituary. In Yale Bulletin & Calendar. Retrieved May 6, 2000, Web site: http://www.yale.edu/opa/ybc/v25.n10.obit.html
  • Angioni, G. (2011) Miseria e nobiltà della tecnica, in Giulio Angioni, Fare, dire, sentire: l'identico e il diverso nelle culture, Il Maestrale 2011, pp. 71-83.
  • Wood, P. (2006). Reality Check. In Oxford Art Journal, 29(2), pp. 291-296.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scritti di e su George Kubler [1]

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