Garlasco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Garlasco
comune
Garlasco – Stemma
La chiesa parrocchiale
La chiesa parrocchiale
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Pavia – stemma Pavia
Sindaco Pietro Francesco Farina (Lista civica di Centro-Destra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°12′0″N 8°55′0″E / 45.2°N 8.91667°E / 45.2; 8.91667 (Garlasco)Coordinate: 45°12′0″N 8°55′0″E / 45.2°N 8.91667°E / 45.2; 8.91667 (Garlasco)
Altitudine 93 m s.l.m.
Superficie 39,03 km²
Abitanti 9 898[1] (31-08-2011)
Densità 253,6 ab./km²
Frazioni Bozzola, San Biagio
Comuni confinanti Alagna, Borgo San Siro, Dorno, Gropello Cairoli, Tromello, Zerbolò
Altre informazioni
Cod. postale 27026
Prefisso 0382
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018069
Cod. catastale D925
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti garlaschesi/garlaschini
Patrono Beata Vergine Assunta
Giorno festivo seconda domenica di settembre
Localizzazione
Garlasco è posizionata in Italia
Garlasco
Sito istituzionale

Garlasco[2] (Garlàsc in dialetto lomellino[3]) è un comune italiano di 9.898 abitanti (4.817m; 5.081f) della provincia di Pavia in Lombardia.

La città, una delle maggiori della Lomellina, è nota per il Santuario della Madonna della Bozzola, a 4 km dal centro, meta di pellegrinaggi religiosi, nonché per la presenza de Le Rotonde, una delle maggiori discoteche della zona.

Indice

[modifica] Geografia

Si trova nella Lomellina centro-orientale, a poca distanza dalla riva sinistra del Terdoppio e non lontano dal ciglio del terrazzo della valle alluvionale del Ticino.

Il territorio è quasi esclusivamente pianeggiante, e caratterizzato da numerose risaie e coltivazioni intensive di cereali e mais. Tali caratteristiche geografiche sono la principale causa del clima continentale umido che caratterizza la città: nel periodo invernale è sovente presente la nebbia, mentre nel periodo estivo il territorio è soggetto ad afa con sovrastanti foschie.

[modifica] Storia

Di probabile origine preromana (almeno a giudicare dal nome), è citato fin dal X secolo; nel 981 fu donato dall'imperatore Ottone II al monastero di San Salvatore di Pavia, a quell'epoca tra i massimi possidenti della zona. Nel XII secolo, se non prima, entrò a far parte dei domini pavesi, sotto i quali fu sede di podesteria, restando a lungo (come d'altra parte gli altri centri maggiori del territorio pavese) libero da signorie feudali. Solo nel 1436 il conte palatino Guarnerio Castiglioni fu investito di Garlasco da Filippo Maria Visconti, e il feudo rimase poi ai suoi discendenti, divisi in più linee che ebbero la consignoria su Garlasco; solo Alessandro Castiglioni nel 1761 riunificò il potere nelle sue mani; suo nipote Alfonso Gaetano nel 1774 ebbe il titolo di Conte di Garlasco, ma fu anche l'ultimo feudatario, poiché il feudalesimo fu abolito nel 1797. Nel 1818 fu definitivamente unito a Garlasco il comune di Aurelio e San Biagio.

  • Aurelio e San Biagio, comprendente l'attuale frazione San Biagio, è noto fin dal 1250, e fu sempre un comune autonomo fino alla soppressione nel 1818.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria, l'interno

Nella centrale Piazza della Repubblica si trova la grande Chiesa Parrocchiale di Garlasco, intitolata alla Beata Vergine Assunta e a San Francesco Saverio. La chiesa attuale, di stile corinzio, a tre navate con grandiosa cupola, venne costruita tra il 1715 e il 1783 sui resti della primitiva chiesa di S.Maria "intra muros", di cui restano tracce nel basamento del campanile nonché nelle pitture quattrocentesche tuttora presenti all'esterno dell'abside.

La facciata è stata ultimata nel 1931, sulla quale si aprono i tre ingressi insistenti sulle tre rispettive navate dell'interno, dotate di notevoli coperture miste.

L'altare maggiore, rinnovato nel 1979, è realizzato in pregiati marmi policromi, tra cui macchia vecchia, giallo di Siena e verde di Seravezza; la Pala raffigura l'Assunzione di Maria e S. Francesco Saverio. Di notevole interesse è lo splendido pulpito marmoreo, donato nel 1818 dal prevosto, mons. Amedeo Cecconi: è ornato di bassorilievi che rappresentano il Primato di Pietro, la Disputa di Gesù al tempio e la predicazione di Giovanni Battista.

A sinistra e a destra si possono ammirare i grandiosi altari laterali, rispettivamente della Madonna del Rosario (ornato con dipinti dei Misteri realizzati da Achille Savoia) e del Suffragio, con un grande bassorilievo in stucco raffigurante la Vergine e le anime purganti. Vi è pure un affresco di Biagio Canevari raffigurante l'apparizione di Maria Ss.ma a Lourdes, ed un grande crocifisso ligneo risalente al 1300.

In controfacciata si può ammirare il grandioso Organo, costruito nel 1896 dai Fratelli Lingiardi, rinomati organari pavesi; di fattura eccellente, esso conta 1737 canne ed è dotato di due tastiere, per il Grand'Organo e per l'Organo Eco, o Cassa Armonica. La trasmissione è interamente meccanica. Sul parapetto della cantoria si possono leggere alcune iscrizioni "storiche", come quella del parroco, mons. Giuseppe Sanpietro, a proposito dell'eccentrico organista Bormioli: "Hanno dato dell'asino al M° Bormioli, ora professore al Conservatorio di Milano: a perenne memoria di tanto disparato giudizio - 1907".

[modifica] Chiesa di San Rocco

Del XVI Secolo è la chiesa di San Rocco, posta sul retro della Chiesa di Santa Maria Assunta. Venne fatta costruire dal conte Giovanni Castiglioni nel 1570; era dotata di molti beni artistici depredati nel 1813 dalle truppe napoleoniche, ed ancora oggi è retta dalla Confraternita che in passato fondò l'ospedale di San Rocco.

Internamente, vi sono affreschi e decorazioni di artisti locali (Canevari, Panzarasa, Sampietro).

[modifica] Santuario della Madonna della Bozzola

Il Santuario della Madonna della Bozzola
La Storia

L'origine del santuario di Garlasco è da ricondurre ad un evento miracoloso risalente al 1465 quando una bambina di tredici anni, Maria, di Garlasco, sordomuta, si trovava al pascolo con gli animali del padre. All'improvviso si scatenò un forte temporale e Maria cercò riparo sotto una piccola cappella dove si trovava un affresco della Beata Vergine Maria, dipinto da Agostino da Pavia come ex voto alla Madonna per essere stato tratto in salvo mentre stava per annegare nel fiume Ticino. Ad un certo punto un bagliore improvviso apparve in un globo, e la ragazzina vide la Beata Vergine Maria, che affidò a lei una missione: "Maria, va' a dire ai Garlaschesi che voglio qui un santuario a protezione di tutta la Lomellina. Saranno tante le grazie che Io spargerò in questo luogo e miei figli sperimenteranno i tesori delle mie misericordie". Dopo aver fatto ritorno a Garlasco, Maria (che da quel momento venne chiamata Maria Benedetta), non più sordomuta dal miracolo, narrò l'accaduto alla popolazione. La bambina, cresciuta, si ritirò nel monastero, retto dalle monache di clausura e sito al confine del territorio di Garlasco, tra Tromello e Alagna, in prossimità del torrente Terdoppio. Il luogo dell'apparizione miracolosa era allora circondato da cespugli di biancospino (in dialetto locale buslà, parola dalla cui traslitterazione in italiano deriva il nome Bozzola).

Il Santuario

L'evento prodigioso dette il via all'edificazione dell'attuale santuario, costruendo dapprima una chiesetta in corrispondenza dell'attuale presbiterio, seguita da un primo ampliamento della struttura risalente al 1600. Nel 1662 venne costruita la torre campanaria e nel 1720 la cupola ottagonale che verrà terminata negli anni successivi. Nel 1860 venne prolungata la navata e venne aperto il braccio destro e il sinistro. Nel 1890 venne costruita la facciata su disegno del Cav. Marietti; tuttavia nel giro di alcuni anni venne abbattuta in quanto non si dimostrò soddisfacente, e venne pertanto rifatta nel 1897 su disegno dell'ing. Nava di Milano. La nuova struttura venne decorata con statue in cotto del Provini di Milano e del Repellini di Cremona, mentre su due basamenti di granito vennero poste due statue in cemento (la Fede e la Speranza) della ditta Rossi Speluzzi di Milano. Nel 1927 il santuario è stato insignito del titolo di Basilica Minore. Numerosissimi i pellegrinaggi ed il legame con molti altri siti mariani come il Santuario di Corbetta.

[modifica] Architetture civili e militari

Il castello
  • Castello - La presenza di fortilizi medioevali originò, a cavallo tra il XIV e il XV secolo, uno dei castelli più importanti della Lomellina, tanto da essere detto, all'epoca, Propugnaculum Papiæ. La struttura era quella tipica lombardo-viscontea, a pianta quadrata con corte interna e torri quadrangolari agli angoli. Il castello venne saccheggiato e devastato più volte, in particolare nel 1524 quando venne quasi completamente raso al suolo. Ricostruito e rivisitato architettonicamente e funzionalmente nel corso dei secoli, del castello originario non vi è quasi più traccia: l'unica testimonianza tangibile è data dal torrione posto alle spalle della piazza (anch'esso commistione di stili diversi), oltre ad alcuni resti delle fondazioni ed una piccola torre.
  • Teatro Martinetti - Costruito presumibilmente intorno al 1830 come "Teatro Sociale", fu progettato dal geometra Giuseppe Martinetti e dal figlio Cesare, ingegnere, che fecero anche parte della prima gestione societaria; venne costruito in un periodo molto fortunato per l'opera, quando i teatri venivano costruiti, soprattutto in provincia, ad imitazione dei grandi teatri d'opera ottocenteschi. Rimodernato ed ampliato nel 1887 passò all'Amministrazione Comunale, che cominciò anche a gestirne il calendario: opera e operetta, concerti, ma anche beneficenza furono le attività prevalenti del teatro, che viveva un periodo di notevole splendore. La struttura venne intitolata intorno al 1920 a Francesco Martinetti, figlio di Cesare, che dall'Argentina era rientrato in Italia per combattere nella Prima guerra mondiale, dove cadde. Con l'avvento del cinematografo, il teatro subì un lento declino fino agli anni cinquanta, quando venne riconvertito in sala da ballo. Negli anni settanta il teatro perse definitivamente il suo status di locale pubblico, e diventò dapprima sede di partito politico, quindi magazzino e infine abbandonato perché fatiscente. Tuttavia nel 1977 l'amministrazione comunale decise di recuperare il teatro, e dopo trent'anni di lavori di riqualificazione e restauro, il teatro venne re-inaugurato nel 2006. Attualmente il teatro può contenere circa 250 persone, e la tradizione imitativa ottocentesca ha fatto sì che l'interno ricordi, molto più in piccolo, il Teatro alla Scala di Milano. A pianta circolare, ha due ordini di palchetti oltre al loggione, ed una platea da circa 70 posti. Il teatro ha l'ingresso nella via della Trinità, e la facciata presenta vari motivi classici di architettura rinascimentale.
  • Piazza della Repubblica - In origine progettata per essere composta da quattro ali con portici, vennero inizialmente realizzata solo quella settentrionale (che ha incluso il vecchio palazzo comunale) e quella orientale. Nel 1954 venne realizzata la parte occidentale, in stile completamente dissonante con quello già realizzato, mentre la parte meridionale non venne mai realizzata.

[modifica] Natura

Boschi del Vignolo; asta di fontanile

Il territorio del comune è incluso nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, mentre in frazione Bozzola è presente l'Oasi LIPU "Bosco del Vignolo". Qui, la presenza di un ambiente molto ben conservato favorisce molte specie di uccelli, facilmente visibili, quali lodolaio Falco subbuteo, picchio rosso maggiore Dendrocopos major, picchio rosso minore Dendrocopos minor e martin pescatore Alcedo atthis. Nella zona boschiva sono presenti specie interessanti di mammiferi; fra questi: martora Martes martes, puzzola Mustela putorius, tasso Meles meles, scoiattolo Sciurus vulgaris, cinghiale Sus scrofa. Sono inoltre da segnalare buone popolazioni riproduttive dell'endemica rana di Lataste Rana latastei e della rana agile Rana dalmatina, oltre a diverse altre specie di Anfibi. Nei boschi del Vignolo è stata localizzata l'unica e ultima stazione di presenza spontanea del gambero di fiume Austropotamobius pallipes in pianura. Ancora frequente è anche la presenza della farfalla diurna Lycaena dispar, detta anche licena delle paludi, inclusa nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate di estinzione. Fra le specie vegetali, è rilevante la presenza di una discreta stazione di Osmunda regalis, felce di grandi dimensioni e globalmente in forte regressione. Sono molto interessanti anche gli aspetti naturalistici dell'area del torrente Terdoppio nel territorio comunale di Garlasco e nei dintorni.

[modifica] Storia della protezione dei Boschi del Vignolo

Boschi del Vignolo; fioritura primaverile di Corydalis cava
Boschi del Vignolo; occhio di una risorgiva

L'area chiamata “Valle del Vignolo” (“val dä'vgnoeu”) era così chiamata per la presenza e l'importanza di vigneti relativamente estesi situati sulla scarpata e al di sopra della stessa. Qui si coltivava un vitigno che forniva un vino che oggi sarebbe valutato di scarsa qualità; il cosiddetto “tintűrènn”, molto tannico e carico di pigmenti. Proprio per la sua capacità di fornire una colorazione molto intensa, veniva utilizzato per tagliare vini rossi poco colorati, come attesta lo storico pavese Bernardo Sacco (1497-1579, in Pasi Testa, 1980). Il catasto sabaudo del XVIII secolo mostra la presenza di estese superfici coltivate a vigneto sopra il ciglio della scarpata, mentre al di sotto della stessa erano presenti aree prative solcate da un reticolo di fossati che prendevano origine al piede del terrazzo; probabilmente si trattava di marcite. L'area era interessata anche da importanti superfici boscose, che si sviluppavano quasi senza soluzione di continuità sino alle golene del Ticino. Nei secoli successivi, la destinazione prevalentemente agraria dell'area viene testimoniata dalla carte IGM in scala 1:25:000. Tuttavia, già a partire dagli anni '50-60 del secolo scorso, gran parte della superficie coltivata fu abbandonata. Probabilmente, le opere di manutenzione necessarie per il drenaggio efficace dei terreni sortumosi erano diventate costose, anche per l'aumento del costo della mano d'opera. Va aggiunto, poi, che una parte importante dell'area era di proprietà di enti assistenziali che concedevano in affitto i terreni; gli affittuari non si accollavano le spese di manutenzione straordinaria dei terreni più problematici. Inoltre, alcune vicende famigliari dei proprietari terrieri locali avevano portato all'abbandono della coltivazione in buona parte dell'area attualmente perimetrata come SIC e posta al di sotto della scarpata. La natura paludosa dei terreni, dovuta alla risorgenza di acque superficiali dal terrazzo fra livello pleistocenico e zona bassa olocenica, e la vicinanza di banche di semi, costituite da residui lembi di vegetazione palustre e boschiva, avevano facilitato la riconquista dei terreni da parte delle specie vegetali spontanee. In particolare, nei terreni più influenzati dalla falda acquifera superficiale, si svilupparono boschi di ontano nero, in parte governati a ceduo. Negli anni'60, infine, l'area fu interessata da due interventi molto invasivi dal punto di vista ambientale. Il Comune di Garlasco vi localizzò la discarica di rifiuti solidi urbani, in prossimità della scarpata del terrazzo posta verso la porzione occidentale e un'associazione privata realizzò un circuito da motocross, adiacente alla discarica e sempre sulla scarpata. L'approvazione della legge istitutiva del Parco lombardo della Valle del Ticino, nel gennaio 1974, fece sorgere alcune speranze agli appassionati della natura che stavano prendendo coscienza del valore ambientale dei boschi del Vignolo. Le misure di salvaguardia approvate nel volgere di pochi anni, tuttavia, interessavano soprattutto la fascia fluviale, ignorando gli importanti biotopi posti al piene della scarpata pleistocenica. Fu allora che l'Amministrazione comunale di Garlasco procedette all'acquisto dei terreni di maggior interesse naturalistico che si rendevano disponibili sul mercato. A questo scopo, a cavallo fra gli anni '70 e '80, il Comune di Garlasco utilizzò sia i fondi della Regione Lombardia appositamente destinati all'acquisizione di terreni per l'istituzione di aree protette, stanziati in base alla L.R. N 4/1974, sia fondi propri derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Le prime acquisizioni interessarono parte delle proprietà Polloni e ILGA. Nei decenni successivi importanti acquisizioni, in particolare relative all'eredità Bertani, furono effettuate dal Consorzio del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Lo stesso Consorzio stipulò un contratto d'affitto trentennale con l'Ente ospedaliero proprietario di parte dei terreni situati ai piedi del terrazzo in corrispondenza della cascina Campazzo. Nel frattempo, la discarica di RSU di Garlasco e il campo da motocross venivano chiusi. A partire dal 1998, la LIPU-Lega Italiana Protezione Uccelli, in seguito alla stipula di una convenzione con il Consorzio del Parco lombardo della Valle del Ticino e con il Comune di Garlasco si è occupata della manutenzione ordinaria e della gestione della attività didattiche. Nel 1995 l'area è stata inclusa fra i SIC-Siti d'interesse comunitario, istituiti in ottemperanza alla Direttiva Habitat-CEE 1992/43 e denominata SIC-IT2080016 Boschi del Vignolo e nella ZPS “Boschi del Ticino” IT2080301, istituita ai sensi della Direttiva Uccelli-CEE 1979/409. Con deliberazione 8 agosto 2003, n. 7/14106, la Regione Lombardia ne affidava la gestione al Parco della Valle del Ticino.

[modifica] Discoteche

Pepe club: Discoteca Situata in Via dorno piccola ma adorata discoteca stile retrò. Le Rotonde: Massimo centro musicale in italia negli anni 60-70-80- Si sono esibiti i massimi esponenti della musica italiana e mondiale. Il complesso è costituito da una parte centrale le 2 sale( L'odierna discoteca invernale) + Acquapark all centro con Zona collinare con discoteca estiva, sono presenti un casino un drake pub irlandese 2 ristoranti e 2 pizzerie e un centro fisico per la riabilitazione e per ultimo un hotel dall'altro lato della strada.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Garlasco

  • Ron (1953), cantante, ha trascorso fanciullezza e adolescenza in città, dove ha in seguito realizzato una sala di registrazione e istituito la propria residenza.

[modifica] Economia

Il territorio ha una storia prevalentemente agricola, basata sulla coltivazione del riso e sull'allevamento. Tuttavia dal secondo dopoguerra ha avuto un notevole sviluppo la piccola industria legata al settore calzaturiero, sebbene dalla fine del XX secolo la delocalizzazione abbia causato la chiusura di molte di queste manifatture.

Il turismo è legato principalmente alla presenza del Santuario della Madonna della Bozzola. Anche la presenza del maggiore complesso di divertimento della zona attira, specie nel periodo estivo, un notevole numero di turisti.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Pietro Francesco Farina (Lista civica di Centro-Destra) dal 16/05/2011

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La società di calcio più importante della città è la F.C. Garlasco, che nella stagione 2011-12 milita nel campionato di Eccellenza (neopromossa). I colori sociali della squadra sono il giallo e il blu. Di più recente creazione è il San Rocco Garlasco, che è recentemente passata dal campionato amatoriale alla Terza Categoria.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Garlasco
  • 1946-47 - 1° nel girone A della Prima Divisione Lombarda. Promosso in Serie C.
  • 1947-48 - 4° nel girone D della Serie C. Retrocesso nella nuova Promozione Interregionale.
  • 1948-49 - ritirato nel girone D di Promozione.
  • 1999-00- 1° nel girone H di Prima Categoria. Promosso in Promozione.
  • 2000-2001- 9° nel girone C di Promozione Lombardia.
  • 2001-2002- 8° nel girone C di Promozione Lombardia.
  • 2002-2003- 6° nel girone C di Promozione Lombardia.
  • 2003-2004- 4° nel girone C di Promozione Lombardia.
  • 2004-2005- 10° nel girone C di Promozione Lombardia.
  • 2005-2006- 7° nel girone F di Promozione Lombardia.
  • 2006-2007- 3° nel girone F di Promozione Lombardia.
  • 2007-2008- 3° nel girone G di Promozione Lombardia.
  • 2008-2009- 2° nel girone G di Promozione Lombardia.
  • 2009-2010- 9° nel girone G di Promozione Lombardia.
  • 2010-2011- 2° nel girone G di Promozione Lombardia. Ripescato in Eccellenza dopo i play off.
  • 2011-2012- 14° nel girone A di Eccellenza. Ai play out contro il Gavirate.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Da Gherla/Garla ricorrendo all'uso di quel suffisso - asco che per secoli si utilizza per indicare la dipendenza, si creò inoltre la designazione di Garlasco (presso Vigevano, provincia di Pavia). Su un piano semantico, Garlasco/Gherlasco rappresenta la zona che era legata ad una piccola fortificazione, che gravitava sulla Gherla come sbarramento campale (dapprima di legno). Cfr.: Ottavio Lurati, Ghirla e ghirlanda (Inferno XIV, 10) e le ghirlande di Leonardo in salda muratura...; enigmi semantici, in Paolo D'Achille, Enzo Caffarelli (a cura di), Quaderni Internazionali di RION 3 (2008), Società Editrice Romana, Roma 2008, 51, 52, 55.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 351.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni