Gagliano del Capo

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Gagliano del Capo
comune
Gagliano del Capo – Stemma
Il Ciolo
Il Ciolo
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Antonio Buccarello (lista civica Uniti nella Libertà) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 39°51′0″N 18°22′0″E / 39.85°N 18.36667°E / 39.85; 18.36667 (Gagliano del Capo)Coordinate: 39°51′0″N 18°22′0″E / 39.85°N 18.36667°E / 39.85; 18.36667 (Gagliano del Capo)
Altitudine 144 m s.l.m.
Superficie 16,14 km²
Abitanti 5 409[1] (30-11-2011)
Densità 335,13 ab./km²
Frazioni Arigliano, San Dana
Comuni confinanti Alessano, Castrignano del Capo
Altre informazioni
Cod. postale 73034
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075028
Cod. catastale D851
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti gaglianesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Gagliano del Capo è posizionata in Italia
Gagliano del Capo
Posizione del comune di Gagliano del Capo all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Gagliano del Capo all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Gagliano del Capo è un comune italiano di 5.409 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nell'estremità meridionale del Salento, a 63,9 km dal capoluogo provinciale[3], comprende anche le frazioni di Arigliano e San Dana. Include l'ultimo tratto della costa orientale della penisola salentina.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Il centro abitato sorge a 144 m s.l.m. e si adagia nell'avvallamento delimitato dalle sue alture denominate "Monte Tumasi" e "Monticelli". Il territorio comunale si estende fino alla costa e comprende le frazioni di Arigliano e San Dana e la località Ciolo caratterizzata da un'alta insenatura rocciosa e dall'amenità di alcune grotte marine di notevole interesse storico-artistico e paesaggistico. Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

Confina a nord con il comune di Alessano, a est con il Mar Ionio[4], a sud e a ovest con il comune di Castrignano del Capo.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Gagliano del Capo rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est favoriscono l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[5].


Gagliano del Capo Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

La frequentazione umana del territorio di Gagliano del Capo è databile sin dall'età del bronzo, come testimoniano i due menhir presenti ad Arigliano. Le fonti e i reperti testimoniano che un primo agglomerato urbano sorse dopo la distruzione dei vicini casali di Plusano e Misciano nel II secolo a.C..

Le origini del nome

Secondo la tradizione deriva dal nome latino di persona "Gallius" o "Gaius", un centurione romano che ebbe in possesso questa terra dopo la conquista romana del Salento.

Dal 553 e fino all'XI secolo il paese entrò nella sfera di influenza bizantina; si diffuse il rito religioso orientale che si conservò fino al XVII secolo. Nell'877 accolse i superstiti della città di Vereto scampati alla furia distruttiva dei Saraceni. Anche questa terra, come tanti altri casali di Terra d'Otranto, è stata protagonista di varie vicende feudali. Durante il dominio angioino (tra il XIII e il XV secolo) divenne feudo di Isolda De Nocera, del milite francese Guglielmo Brunel e di Mariotto Corso. Nel 1495, Ferdinando d'Aragona concesse il casale alla famiglia Castriota-Scanderbeg, i cui discendenti abitarono nel castello situato accanto alla chiesa parrocchiale.

Tra il 1413 e il 1421 il borgo fu dotato di mura e divenne rifugio degli abitanti dei casali vicini (Valiano, Misciano, Prusano, Santu Dimitri, San Nicola e Vinciguerra). Nel 1547, dopo l'ennesima invasione dei pirati saraceni che deportarono numerosi cittadini, le fortificazioni furono rafforzate.
Nel XVII secolo il feudo passò a Laura Guarini, dei Conti di Alessano, e solo nel 1806 fu sciolto da ogni vincolo feudale[7].

[modifica] Simboli

Gagliano del Capo-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Gallo fermo su di un serpente dalla testa rivoltata alla campagna montuosa all'orizzonte. »


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa Matrice di San Rocco Confessore

Chiesa madre

La chiesa matrice fu edificata nel 1574, su progetto dell'architetto Ercole Cassano di Tricase, e venne ultimata nel 1608. Di gusto barocco, con qualche riminiscenza rinascimentale, fu inizialmente dedicata a Santa Maria Assunta e nel XVII secolo ebbe il titolo di San Rocco Confessore.
La facciata, in carparo, presenta un portale del 1664 con timpano spezzato poggiante su colonne scanalate con capitelli ionici, una cinquecentesca finestra centrale e una statua in bassorilievo di san Nicola, proveniente dall'antica chiesa di rito greco.

Interno

L'interno, ad aula unica, è caratterizzato da una volta a botte lunettata e da decorazioni a festoni. Le pareti della navata sono articolate da lesene e sono arricchite da otto altari, tra i quali risaltano quelli della Madonna del Carmine, delle Anime Sante del Purgatorio e di san Rocco, realizzati nel XVIII secolo dallo scultore alessanese Emanuele Orfano. Pregevole è l'altare della Passione per le sculture lignee seicentesche dell'artista gallipolino Genuino Vespasiano. Il presbiterio è dominato dalla grande mole dell'altare maggiore bicromo con dorature. Tra le opere pittoriche risaltano le tele della Vergine del Rosario (1614) di Giandomenico Catalano, della Vergine con le Anime Purganti (1771) di Oronzo Tiso e della Vergine del Carmine con i Santi Carlo Borromeo e Giacinto (1778) di Paolo Lillo.

Chiesa dell'Immacolata

[modifica] Chiesa dell'Immacolata

La chiesa dell'Immacolata, sede dell'omonima Confraternita, fu edificata nel 1860 sulle rovine della piccola cappella di sant'Angelo risalente al XVII-XVIII secolo. Aperta al culto nel 1861, presenta una semplice facciata neoclassica, terminante con un timpano triangolare. L'interno è a navata unica coperta da volta a spigolo. Le pareti della navata sono ritmate da lesene doriche e da arcate nelle quali sono ospitati gli altari della Trinità (1964), di san Francesco d'Assisi voluto dal Terz'Ordine Francescano nel 1892, di santa Lucia (1950) e di santa Filomena (1870). Nel 1884 venne realizzato il pavimento in mosaico, opera dei fratelli Antonio e Ippazio Peluso di Tricase. L'altare maggiore del 1862 è sormontato dalla statua lapidea della Madonna Immacolata. Nella sacrestia si conserva una tela raffigurante santa Filomena, dipinta dal gaglianese Francesco Saverio Mercaldi nel 1871.

Chiesa di San Francesco di Paola

[modifica] Chiesa di San Francesco di Paola

La chiesa di San Francesco di Paola, annessa al convento dei Minimi costruito nel 1640, fu realizzata nel 1613 sulle fondamenta di una chiesa di rito greco dedicata a sant'Elia. La chiesa originaria, eretta tra il 1401 e il 1405 per volontà di Raimondo Orsini Del Balzo, costituiva la chiesa parrocchiale dell'antico casale di Prusano, oggi scomparso. Il nuovo edificio fu voluto da Giovanni Castriota Scanderbeg, feudatario di Gagliano. La facciata, delimitata da due lesene e coronata da un timpano spezzato, è arricchita da tre nicchie con statue e da un portale d'ingresso posto in asse con un finestrone realizzato a traforo con 29 finestrelle quadrate e 11 circolari che formano una croce. L'interno, a navata unica, è coperto da una volta a botte lunettata decorata con stucchi e affrescata con tre ovali raffiguranti le scene dell'Assunzione, dell'Apparizione della Vergine e del Miracolo di san Francesco, realizzati dal pittore Oronzo Letizia e databili alla metà del XVIII secolo. Lungo la navata si aprono otto brevi cappelle contenenti altrettanti altari. Il presbiterio accoglie il settecentesco coro ligneo e l'altare maggiore in marmo policromo. Dal 1809 al 1871, il complesso conventuale fu abbandonato e la chiesa fu utilizzata come pubblico cimitero fino al 1867, in sostituzione delle fosse carnarie della chiesa matrice di San Rocco. Fu riaperta al culto nel 1871 e per l'occasione fu realizzato il pavimento maiolicato.

Cappella Madonna di Costantinopoli

[modifica] Cappella di Santa Maria di Costantinopoli

La cappella di Santa Maria di Costantinopoli fu costruita nei primi anni del XVII secolo per volontà della famiglia Bleve. La struttura, ad unica navata, possiede una semplice facciata sormontata da un timpano triangolare. È dotata di un piccolo campanile a vela. Abbandonata e usata nel corso del XIX secolo come fienile e ovile, fu riaperta al culto il 7 maggio 1961. L'originario tetto ad incannucciato e tegole fu sostituito con una copertura a volta piana. Nella nicchia dell'altare maggiore è custodita la statua della Madonna di Costantinopoli.

[modifica] Altre chiese

  • Cappella delle Figlie della Carità (1891)
  • Cappella della Madonna di Leuca (1959)
  • Chiesa dei Santi Medici (1966)
  • Cappella della Madonna delle Grazie (1966)

[modifica] Architetture civili

Palazzo Ciardo

[modifica] Palazzo Ciardo

Palazzo Ciardo, casa natale del pittore Vincenzo Ciardo, attualmente ospita l'oratorio parrocchiale. Il Palazzo fu edificato nel 1900 sui ruderi del vecchio castello baronale, del quale è rimasto solo un torrione con una grande cisterna alla base. All'interno del torrione è ospita una piccola cappella. Il fossato del castello oggi è uno spiazzo dedicato alle manifestazioni della parrocchia. Il palazzo, a due piani, presenta molte stanze: al piano terra, la stanza che nella prima metà del XX secolo era adibita a farmacia comunale, attualmente è usata come biblioteca della parrocchia, mantenendo la sua forma semi-ovale con stuccature dorate. Tutte le stanze del piano superiore sono state adattate per attività della parrocchia (catechismo, sala musica, sala convegni, ecc..). Due stanze del piano superiore e una del piano inferiore, sono pavimentate a mosaico e recano la data 1900. Sono presenti inoltre le stalle, con pile per la raccolta di derrate alimentari, ed un torchio in legno del tipo “alla genovese”. Nel 2002, l'atrio è stato coperto da un'intelaiatura in legno e plexiglas. Sul lastricato solare sono presenti mattonelle in maiolica provenienti dallo smantellamento del piano di calpestio della Chiesa di San Rocco.

[modifica] Altri palazzi

  • Palazzo Daniele, in stile Liberty fu edificato tra il 1861 e il 1863.
  • Palazzo Comi, fu costruito nel XIX secolo inglobando ambienti del XVI secolo e del XVIII secolo.
  • Palazzo Buccarello, risale al 1690.
  • Palazzo Bitonti, è stato edificato nella seconda metà del XIX secolo ed è strutturato su due piani.
  • Palazzo Bleve, fu edificato nella prima metà del XVIII secolo ed è caratterizzato da un loggione in pietra leccese che costituisce la parte principale del balcone al piano superiore.
  • Palazzo Protopapa-Sergi, costruito tra il XVII e il XVIII secolo, è caratterizzato dalla presenza di un cornicione sostenuto da mensole.
  • Palazzo Gargasole, risale alla fine del XVII secolo e presenta un portale bugnato.

[modifica] Altro

[modifica] Colonne

  • Colonna di San Rocco, 1825
  • Colonna dell'Immacolata, 1825

[modifica] Aree naturali

[modifica] Canalone del Ciolo

Canalone del Ciolo

Il canalone del Ciolo è una profonda gola prodotta dall'azione erosiva dell'acqua nel suo percorso verso il mare. Il nome deriva dalle gazze ladre, dette Giole o Ciole nel dialetto salentino, che abitavano il canale. Si presenta come un profondo canyon, delimitato da alte e ripide pareti calcaree ricche di grotte, che delimita una piccola spiaggia ghiaiosa e una stretta insenatura. L'alto costone roccioso è ricoperto dalla vegetazione sempreverde della macchia mediterranea e da piante autoctone come il fiordaliso di Leuca e alcune specie di orchidee selvatiche. Sui costoni del canalone vi è la presenza di numerose grotte, protagoniste di ritrovamenti fossili e ceramici risalenti al Neolitico e al Paleolitico. La Grotta delle Prazziche, lunga 42 metri e larga circa 6, ne è un esempio. In essa i numerosi rinvenimenti hanno riportato alla luce pezzi di ceramica, manufatti del periodo litico e resti di fauna comprendente anche rinoceronti.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 a Gagliano del Capo risultano residenti 62 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[8]:

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Gagliano del Capo è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi e spagnoli.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

Nel comune di Gagliano del Capo hanno sede due plessi della Scuola dell'infanzia (uno nella frazione di Arigliano), una Scuola primaria e una Scuola secondaria di primo grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale.[9]

[modifica] Personalità legate a Gagliano del Capo

[modifica] Eventi

  • Festa Patronale di San Rocco - 16 agosto
  • Fiera di San Francesco - seconda domenica dopo Pasqua

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne:

[modifica] Ferrovie

Stazione Gagliano-Leuca

Il comune è servito dalla stazione ferroviaria Gagliano-Leuca, capolinea delle linee locali Novoli-Gagliano del Capo e Maglie-Gagliano del Capo gestite da Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonio Buccarello (lista civica Uniti nella Libertà) dal 30/03/2010 (2º mandato)
Indirizzo della casa comunale: Piazzetta del Gesù

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Dato Istat al 30/11/2011
  3. ^ Puglia.indettaglio.it
  4. ^ Mare Adriatico secondo alcune convenzioni nautiche.
  5. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/%28360%29S.Maria%20di%20Leuca.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  7. ^ Le successioni feudali in Terra d'Otranto, di L. A. Montefusco, 1994
  8. ^ Dati Istat
  9. ^ Sito Istituto Comprensivo di Gagliano del Capo

[modifica] Bibliografia

  • Mauro Ciardo, Il Castello Baronale di Gagliano del Capo: La fortezza medieavale, il palazzo signorile, l'oratorio parrocchiale, Pensa Editore, 2006
  • Mauro Ciardo, La storia di Gagliano del Capo. Il Cinquecento, Pensa Editore, 2005
  • Mauro Ciardo, La storia di Gagliano del Capo dall'età romana al medioevo, Pensa Editore, 2004
  • Francesco Fersini, Gagliano del Capo. Percorso storico attraverso i secoli, Libellula Edizioni, 2010

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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