Fulco Ruffo di Calabria
| Parlamento del Regno d'Italia Senato del Regno d'Italia |
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| Data nascita | 12 agosto 1884 |
|---|---|
| Luogo morte | Ronchi di Apuania |
| Data morte | 23 agosto 1946 |
| Professione | aviatore |
| Data | 6 aprile 1934 |
Fulco Ruffo di Calabria (Napoli, 12 agosto 1884 – Apuania, 23 agosto 1946) è stato un aviatore italiano.
Don Fulco, figlio di Fulco Beniamino Ruffo di Calabria e di Laure Mosselman du Chenoy.
Nobile di nascita, aveva i seguenti titoli nobiliari:
- 18º Conte di Sinopoli;
- 6º Duca di Guardia Lombarda;
- Nobile dei Principi di Scilla;
- Patrizio Napoletano;
- Principe sul Cognome (15 marzo 1928).
Fu un eroe ed asso della Regia Aeronautica Italiana nella prima guerra mondiale, conseguì 20 vittorie e fu insignito della medaglia d'oro al valor militare.
Indice |
[modifica] Biografia
Effettuati gli studi nel collegio di Mondragone, presta il 22 novembre 1904 si arruola come volontario a Foggia nel XI Reggimento Cavalleria Leggera "Foggia", alla Scuola Ufficiali di Complemento. Nel maggio 1905 è promosso Caporale, nel novembre 1905 Sergente, nel febbraio 1906 Sottotenente. Successivamente si trasferisce in Somalia dove rimane tre anni presso una società italo-belga che si occupa di commercio fluviale.
Allo scoppio della prima guerra mondiale rientra in Italia e si arruola volontario nel Battaglione Aviatori. Conseguito il Brevetto al Centro di Formazione di Torino Mirafiori nel 1915, viene inviato sul teatro di guerra.
Dopo le prime esperienze di volo in una Squadriglia di Ricognitori, nel 1916 viene assegnato ai Reparti da Caccia.
Nel 1917 viene assegnato alla 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia, la famosa Squadriglia degli Assi comandata da Francesco Baracca. Alla morte di Francesco Baracca, nel giugno 1918, gli viene assegnato il comando della 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia. Il 20 ottobre 1918 viene abbattuto mentre è in volo oltre le linee austriache. Miracolosamente riesce ad atterrare ed a riattraversare le linee. Pochi giorni dopo l'Austria chiede l’armistizio.
Dopo la guerra Fulco Ruffo di Calabria restò nel Regio Esercito fino al 1925. Negli anni successivi si dedicò alla propria azienda agraria ed a studi sulle piante. Anche in questo campo lasciò un segno della sua presenza in quanto scoprì una varietà di trifoglio, il trifolium vesiculosum Savi, conosciuto con il nome volgare di "trifoglio Ruffo".
Nel 1934 viene nominato senatore del Regno d'Italia[1] Muore a Ronchi di Apuania nella sua casa il 23 agosto 1946.
Dal matrimonio del Principe Fulco Ruffo di Calabria con la Contessa Luisa Gazzelli dei Conti di Rossana (1896-1989), sono nati sette figli:
- Principessa Maria Cristina (Roma, 1920), sposa Casimiro San Martino d'Aglié, Marchese di Fontanetto con San Germano;
- Principessa Laura (Roma, 1921 - Firenze, 1972), sposa Bettino Ricasoli Firidolfi;
- Principe Fabrizio nato a Roma il 5 dicembre 1922,terzogenito, ma primo dei maschi, eredita la linea di primogenituira della famiglia Ruffo di Calabria ed assume il nome di Fabrizio Beniamino di Calabria, Principe sul Cognome, 19º Conte di Sinopoli, 13º Principe di Scilla, Principe di Palazzolo, Duca di San Martino, 6º Duca di Guardia Lombarda, Marchese di Licodia, Conte di Nicotera, Barone di Calanna e Crispano, Patrizio Napoletano, Grande di Spagna di l° classe.Il 5 ottobre 1953 sposa Elisabetta Vaciago,ebbe discendenza maschile.
- Principe Augusto (Roma, 1925 - mare di Pescara 1943);
- Principessa Giovanna (1927 - 1941);
- Principe Antonello (Roma, 1930), sposa Rosa Maria Mastrogiovanni Tasca d'Almerita (figli);
- Principessa Paola (Forte dei Marmi, 1937), Regina dei Belgi per il suo matrimonio con Alberto del Belgio.
[modifica] Le sue vittorie aeree
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia | |
| «Capitano di Complemento di Cavalleria (Corpo Aeronautico Militare) - Dall'inizio della guerra in ininterrotto servizio come pilota, come comandante di una Squadriglia da caccia, come comandante di un Gruppo di Squadriglie da caccia, ha reso all'esercito infiniti preziosi servizi. Animato dal più raro amore di Patria, eletto esempio sempre ai suoi dipendenti, esecutore ed organizzatore esemplare, ha saputo con l'insancabile sua attività ottenere dai mezzi messi al suo comando il più completo rendimento. Nobile esempio come sempre di valore individuale, ha abbattuto nell'ultimo periodo di guerra 7 apparecchi nemici.» — 1915/1918 - 10 settembre 1918 (data conferimento R.D. n° 107 del 17 maggio 1919). |
| Medaglia d'Oro al Valor Militare | |
| «Capitano di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Comandante del 17º Gruppo da Caccia). Dotato di elette virtù militari, pilota da caccia d’insuperabile ardire, provato in ben cinquantatré scontri aerei, con spirito di sacrificio pari al suo valore, continuò a cercare la vittoria ovunque la poteva trovare. In due mesi fece precipitare quattro apparecchi avversari sotto i suoi colpi sicuri. Il 20 luglio 1917, con incredibile audacia assaliva da solo una squadriglia compatta di cinque velivoli, ne abbatteva due e fugava i superstiti. Mirabile esempio ai valorosi.» — Cielo di Castagnevizza, 14 luglio - Cielo di Tolmino, 17 luglio - Cielo di Nova Vas, 20 luglio 1917 (data conferimento R.L. del 5 maggio 1918). |
| Medaglia d'Argento al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Battaglione Squadriglie Aviatori). Pilota aviatore addetto a una squadriglia di aeroplani da caccia, con sereno sprezzo del pericolo e grande sangue freddo, dando prova di molta perizia aviatoria, affrontava arditamente potenti aeroplani nemici, riuscendo col fuoco della propria mitragliatrice a determinare la precipitosa caduta di un velivolo avversario in territorio nemico fra Bucovina e Ranziano, e concorrendo efficacemente all'abbattimento di un altro in territorio nazionale, a Creda presso Caporetto.» — Cielo di Gorizia, 23 agosto 1916 - Cielo di Caporetto, 16 settembre 1916 (data di conferimento D.L. del 15 marzo 1917) |
| Medaglia d'Argento al Valor Militare (conferitagli sul campo) | |
| «Tenente di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Battaglione Squadriglie Aviatori). Arditissimo pilota da caccia, dava continue prove di valore, attaccando numerosi e ben armati velivoli nemici, ed abbattendone 5 in breve periodo di tempo, malgrado il suo apparecchio fosse più volte danneggiato seriamente dal tiro avversario riusciva con grande perizia a portarlo in salvo.» — Cielo del Basso e Medio Isonzo, 5-26 maggio 1917 (data di conferimento D.L. del 20 gennaio 1918) |
| Medaglia di Bronzo al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Gruppo Squadriglie Aviazione Artiglieria, IV Squadriglia di Artiglieria su Caudron G3). Dava prova di ardire e calma in ogni occasione di volo. Il giorno 11 febbraio volava, nonostante il vento forte e l'aggiustato tiro avversario che colpiva il suo apparecchio ben undici volte, sopra una batteria avversaria da 305 per osservare il tiro di una batteria nostra, ponendo questa in grado di colpire in pieno il bersaglio.» — Lokvica, 11 febbraio 1916 ‑ Già distintosi volando sul Basso Isonzo, 12 novembre 1915 (data di conferimento D.L. del 15 ottobre 1916) |
| Medaglia di Bronzo al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Gruppo Squadriglie Aviazione Artiglieria, II Squadriglia di Artiglieria su Caudron G3). Pilota di aeroplano addetto ad una squadriglia da caccia, con sereno sprezzo d'ogni pericolo e dando prova di grande perizia aviatoria e sangue freddo, affrontava con altri apparecchi della stessa squadriglia, un potente e ben armato velivolo nemico, concorrendo molto efficacemente, col fuoco della propria mitragliatrice, a determinare la caduta dell'avversario» — Cielo di Udine, 11 febbraio 1917 (data di conferimento D.L. del 24 maggio 1917) |
| Medaglia di Bronzo al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Gruppo Squadriglie Aviazione Artiglieria). Tra vivo e continuato fuoco di artiglieria, fucileria e mitragliatrici nemiche, navigava a 750 metri sulle posizioni avversarie, allo scopo di agevolare l'osservatore nel ritrarre fotografie. Non essendo riuscita completa la serie, causa un guasto alla macchina fotografica, si manteneva alla stessa quota e nonostante la persistenza del fuoco, riusciva a precisare le posizioni di batterie e di ricoveri nemici.» — Basso Isonzo, 8-9 aprile 1916 (data di conferimento D.L. del 10 giugno 1917) |
| Medaglia di Bronzo al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento di Cavalleria (Aeronautica d'Armata, Gruppo Squadriglie Aviazione Artiglieria). Informato con altri aviatori che un aeroplano nemico volteggiava con insistenza sopra Monte Stol e Monte Stariski per regolare il tiro delle proprie artiglierie, montato su un velivolo da caccia, arditamente assaliva l'apparecchio avversario, che strenuamente si difese con una mitragliatrice e con un fucile a tiro rapido, e dopo una brillante e pericolosa lotta concorreva ad abbatterlo, rimanendone ucciso l'ufficiale osservatore e ferito mortalmente il pilota.» — Monte Stariski, 16 settembre 1916 (data di conferimento D.L. del 16 giugno 1917) |
| Croce al Merito di Guerra | |
| — 1918 |
| Nastrino per le Fatiche di Guerra (con sovrapposte 4 stellette d'argento, una per ogni anno di campagna: 1915, 1916, 1917, 1918) | |
| «Aver prestato servizio almeno per quattro mesi in zona di guerra ed in zona giurisdizionale della Armate italiane impegnate al fronte» — (Regio Decreto n° 641 del 21 maggio 1916) |
| Medaglia Commemorativa Nazionale della Guerra 1915–1918 (con inserite 4 fascette di bronzo, una per ogni anno di campagna: 1915, 1916, 1917, 1918) | |
| «Aver prestato servizio almeno per quattro mesi in zona di guerra ed in zona giurisdizionale della Armate italiane impegnate al fronte» — (Regio Decreto n° 1241 del 29 luglio 1920) |
| Medaglia Commemorativa Italiana della Vittoria | |
| «Ai militari che avevano già ottenuto il "distintivo delle fatiche di guerra" (istituito con R.D. n° 641 del 21 maggio 1916) o che avevano prestato servizio per almeno 4 mesi in zona di giurisdizione delle armate di terra e di mare stando a disposizione delle autorità mobilitate e collaborando direttamente con l'esercito operante» — (Regio Decreto n° 1918 del 16 dicembre 1920) |
| Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918 | |
| «A tutti coloro a cui era stata concessa la "medaglia commemorativa della guerra Italo-Austriaca 1915-18" (istituita con R.D. n° 1241 del 29 luglio 1920)» — (Regio Decreto n° 1229 del 19 ottobre 1922) |
| Commendatore (Gran Cordone) dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| — 30 novembre 1939 |
| Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| — 22 dicembre 1938 |
| Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| — 29 gennaio 1929 |
| Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo I (Belgio) | |
| Croce di Guerra (Belgio) | |
| Distintivo d'Onore Promozione per Merito di Guerra al grado di Tenente in S.A.P. | |
| — (D. del Comando Supremo, 10 marzo 1917) |
[modifica] Note
[modifica] Collegamenti esterni
- Fulco Ruffo di Calabria
- Pagina su Fulco Ruffo di Calabria
- Medaglia d'oro al valor militare su sito del Quirinale
- Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.