Friulano goriziano

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Friulano goriziano ({{{nomenativo}}})
Creato da {{{creatore}}}
Contesto {{{contesto}}}
Parlato in Italia
Regioni Friuli-Venezia Giulia
Periodo {{{periodo}}}
Persone ca. 40.000
Classifica non nelle prime 100
Scrittura {{{scrittura}}}
Tipo SVO flessiva - sillabica
Filogenesi Indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Retoromanze
    Lingua friulana
     Friulano centro-orientale
      friulano goriziano
Suddivisioni {{{sub1}}}
Statuto ufficiale
Nazioni {{{nazione}}}
Regolato da {{{agenzia}}}
Codici di classificazione
ISO 639-1
ISO 639-2 fur
ISO 639-3 {{{iso3}}}  (EN)
ISO 639-5 {{{iso5}}}
SIL FRL  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
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Traslitterazione
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Il friulano goriziano (detto anche friulano orientale e furlan da Bassa) è l'insieme delle varianti della lingua friulana parlate nelle aree che più o meno corrispondevano all'antica Contea di Gorizia e Gradisca (detto anche Friuli austriaco o Di là dal Clap), vale a dire quei territori friulani appartenuti all'Impero Austro Ungarico fino al 1918, allorquando furono ceduti all'Italia a seguito della Prima guerra mondiale.

Il sopracitato friulano del goriziano si differenzia dalla koinè ufficiale per qualche tratto caratteristico, essendo state scelte come base per la grammatica della lingua ufficiale normalizzata le varianti della zona udinese. Ciononostante, la gran parte degli studiosi tendono a classificare entrambe le varianti sotto il gruppo centro-orientale.

Indice

[modifica] Dove si parla

I confini del friulano goriziano sono rappresentati a est dal fiume Isonzo sino al mare Adriatico (fatti salvi la città di Gorizia e, fino a poco tempo fa, la frazione San Martino del Carso di Sagrado) e a ovest da una linea immaginaria che da Porto Buso, a ponente di Grado, raggiunge Brazzano passando lungo i centri udinesi di Cervignano del Friuli, Muscoli, Strassoldo, Aiello del Friuli, Campolongo al Torre, Tapogliano, includendoli, per poi seguire il confine politico della provincia di Gorizia.

Incerta la classificazione dei dialetti di Cormons e Mariano del Friuli, i quali si caratterizzano per la tipica terminazione in -e delle parole femminili. Questa peculiarità ha indotto Ugo Pellis a includere queste parlate nei tipi friulani centrali, ma non è dello stesso avviso Giovanni Frau che ritiene questa differenza non sufficiente per separarle dal goriziano[1].

[modifica] Storia

Blasone della Contea di Gorizia e Gradisca

Le piccole diversità della parlata friulana orientale hanno cause storiche; queste zone appartennero all'Impero Asburgico per quattro secoli consecutivi, causando un'evoluzione linguistica lievemente distinta rispetto alle zone friulane ad occidente, dominate in quel periodo dalla Repubblica di Venezia e quindi più influenzate dalle parlate e dall'ambiente culturale italiano.

In special modo a Gorizia la maggiore influenza austriaca è riscontrabile nelle opere ivi pubblicate nel XIX secolo; inoltre, spesso la popolazione era trilingue o addirittura quadrilingue, conoscendo anche lo sloveno, l'italiano accanto al tedesco e al friulano.

[modifica] Censimenti

Nella Contea di Gorizia e Gradisca la lingua friulana è stata censita 2 volte. La prima nel 1857, con questi risultati: 48.841 friulanofoni, 130.748 sloveni, 15.134 italiani e 2.150 tedeschi. La seconda nel 1921, pochi anni dopo l'annessione al Regno d'Italia: furono censiti 50.589 friulanofoni.

[modifica] Caratteristiche

[modifica] Morfologia

A prima vista, il carattere più evidente è dato dalle terminazioni delle parti del discorso, che in quasi tutte le varianti (sono escluse quelle di Mariano del Friuli (capoluogo) e Cormons) sono in -a. Se quindi nel friulano centrale si parla di "Lenghe furlane", in questa variante diventa "Lenga furlana"; allo stesso modo "Jê e samene i cudumars" diventa "Jê samena i cudumars".

Differiscono alcuni articoli determinativi:

Friulano goriziano Friulano centrale
Maschile Femminile Maschile Femminile
al la il la
i li(s) i lis

Si assiste alla caduta della -s nell'articolo femminile plurale. Per quanto riguarda la grammatica, i caratteri principali sono i seguenti:

Fortissimo arretramento dell'uso del Passato Indicativo, a favore del Passato Prossimo.
I pronomi personali clitici (tipici della Lingua friulana), a differenza di tutte le altre varianti della lingua, nelle frasi affermative vengono quasi sempre omessi; inoltre, nelle forme verbali, all'indicativo presente la prima persona termina solitamente in -i invece che in -t, viene qui di seguito preso in esempio il verbo crodi (credere):
Friulano goriziano Friulano centrale
Persona forma Persona forma
jo o crodi jo o crôt
tu tu crodis tu tu crodis
lui al crôt lui al crôt
a crôt e crôt
o crodìn o crodìn
o crodês o crodês
lôr a crodin lôr a crodin
Diversa rispetto alla koinè è anche la coniugazione dei verbi modali, qui di seguito viene preso ad esempio il verbo volê (volere), che all'Indicativo presente ha la seguente coniugazione:
Friulano goriziano Friulano centrale
Persona forma Persona forma
jo o uli jo o vuei
tu tu ulis tu tu vuelis
lui al ûl lui al vûl
a ûl e vûl
o ulin (urin) o volìn
o urês o volês
lôr a ulin lôr a vuelin

La prima persona singolare del futuro semplice è jo o urarai, nell'imperfetto jo o urevi, nel condizionale è jo o uraressi, con differenze minime da centro a centro.

[modifica] Fonologia

Dal punto di vista dei suoni, questo friulano presente diversità consonantiche rispetto alle altre zone friulanofone, che potrebbero farlo sembrare meno originale, in quanto, per esempio, alcuni suoni tipici del friulano centrale, come il tipico digramma 'cj' che indica la prepalatale sorda [k'] (per esempio in cjase) diventa affricata postpalatale sorda /ʧ/ (ciasa). Lo stesso vale per la prepalatale sonora [ɡ'] rese nella grafia con il digramma 'gj', diventa una affricata postalveolare sonora [d͡ʒ]. Es. "gjat" (gatto), viene pronunciato giat. Un'altra differenza con le altre varianti riguarda la resa della affricata postalveolare sorda [t͡ʃ] resa graficamente con 'c' o 'ç': in queste varianti divenne una affricata alveolare sorda [ʦ] (in grafia: 'z') per l'influenza del tedesco. In alcuni centri di più frequente rapporto con Venezia (ad es. Gradisca d'Isonzo), essa mutò in un suono di fricativa alveolare sorda [s] (in grafia 's') più o meno distante dall'affricata 'z' di cui sopra. Analogo discorso va fatto per l'affricata palatale sonora del friulano centrale [d͡ʒ] (in grafia 'g' o 'z'), che ebbe in queste varianti l'esito di affricata alveolare sonora [ʣ] o di fricativa alveolare sonora [s].

[modifica] Lessico

Visto il contesto secolare multiculturale e plurilingue, le varianti orientali nei secoli hanno acquisito prestiti sia dal tedesco che dallo sloveno in misura maggiore rispetto alle altre varianti della lingua friulana. Una delle vie di penetrazione fondamentale per questi neologismi, oltre alla fusione linguistica dovuta alla prossimità geografica e a necessità di natura commerciale o amministrativa, è stata la lunga ferma militare maschile nell'Esercito asburgico. Inoltre, al contrario delle altre zone friulanofone, nei territori della Contea la lingua friulana ha mantenuto caratteri più forti di lingua veicolare sia tra l'alta borghesia che tra la nobiltà anche in epoca moderna e contemporanea.

[modifica] Grafia

La grafia normalizzata della lingua friulana è stata elaborata tenendo presente i suoni di ogni varietà o dialetto della lingua friulana per cui anche il friulano orientale può essere scritto senza problemi utilizzando la grafia unificata ufficiale.

[modifica] Note

  1. ^ Giovanni Frau, Il Friulano orientale in Ferruccio Tassin (a cura di), Cultura friulana nel Goriziano, Gorizia, Istituto di Storia Sociale e Religiosa, 1988, p. 21.

[modifica] Voci correlate

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