Freddie Mercury

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Freddie Mercury
Freddie Mercury in concerto nel 1978
Freddie Mercury in concerto nel 1978
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Glam rock[1]
Hard rock[1]
Pop rock[1]
Rock progressivo[1]
Dance rock[1]
Art rock[1]
Arena rock[1]
Heavy metal[1]
Periodo di attività 1969-1991
Strumento Voce
Pianoforte
Tastiera
Clavicembalo
Chitarra
Sintetizzatore
Etichetta Columbia, Polydor, EMI, Parlophone, Hollywood Records
Gruppi The Hectics
Ibex
Wreckage
Sour Milk Sea
Queen
Album pubblicati 39
Studio 17 (2 da solista, 1 postumo)
Live 6 (3 postumi)
Raccolte 16 (14 postume, delle quali 5 da solista)
Freddie Mercury signature 2.svg

Freddie Mercury (nome d'arte di Farrokh Bulsara; Zanzibar, 5 settembre 1946Londra, 24 novembre 1991) è stato un cantautore, musicista e compositore britannico.

Nato a Zanzibar con ascendenze parsi e indiana, Freddie Mercury fu fondatore nel 1970 dei Queen, gruppo rock britannico di cui fece parte fino alla morte. È ricordato per il talento vocale e la sua esuberante personalità sul palco. Per i Queen fu autore di brani di successo quali Bohemian Rhapsody, Crazy Little Thing Called Love, Don't Stop Me Now, It's a Hard Life, Killer Queen, Love of My Life, Play the Game, Somebody to Love e We Are the Champions. Oltre all'attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese la carriera solista con la pubblicazione di due album, Mr. Bad Guy (1985) e Barcelona (1988), quest'ultimo frutto della collaborazione con il soprano spagnolo Montserrat Caballé, il cui singolo omonimo divenne l'inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade[2].

Ammalatosi di AIDS, sviluppò a causa di ciò una grave broncopolmonite che lo portò alla morte, sopravvenuta il giorno seguente alla pubblica dichiarazione del suo grave stato di salute[3]. In suo onore, il 20 aprile 1992 fu organizzato il Freddie Mercury Tribute Concert, al quale parteciparono molti artisti musicali internazionali; i proventi dell'evento furono utilizzati per fondare The Mercury Phoenix Trust, organizzazione impegnata nella lotta all'HIV, il virus alla base della sindrome da immunodeficienza acquisita. Freddie Mercury è considerato uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock; nel 2008 la rivista statunitense Rolling Stone lo classificò 18º nella classifica dei migliori cento cantanti di tutti i tempi[4] mentre Classic Rock, l'anno successivo, lo classificò al primo posto tra le voci rock[5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Mercury a Stone Town.

Farrokh Bulsara nacque al Government Hospital di Stone Town, sobborgo di Zanzibar, all'epoca un protettorato britannico, distante 25 chilometri dalla costa della Tanganika; ivi trascorse l'infanzia. I suoi genitori, Bomi e Jer Bulsara, appartenenti all'etnia parsi e di religione zoroastriana,[6] provenivano dal Gujarat, uno Stato dell'India occidentale, e dovettero trasferirsi in Africa a causa del lavoro del padre, cassiere della Segreteria di Stato per le Colonie;[7][8] la famiglia era completata dalla sorella minore di Farrokh, Kashmira, nata nel 1952.[9]

Il 4 febbraio 1954, all'età di otto anni, Farrokh iniziò a frequentare la St. Peter's Boys School, un collegio scolastico britannico a Panchgani, nei pressi di Mumbai, in India;[10] qui Bulsara iniziò ad essere chiamato "Freddie".[7] Oltre a possedere un notevole talento artistico, risultando eccellente nel disegno, il ragazzo praticava anche alcuni sport ad ottimi livelli; era infatti un abile velocista e pugile, raggiungendo buoni risultati anche in altre discipline sportive come l'hockey su prato e il tennis da tavolo.[7]

Il talento musicale di Bulsara venne notato dal preside dello St. Peter College, che scrisse una lettera ai suoi genitori suggerendo che, con un aumento della retta mensile, Freddie avrebbe potuto prendere ulteriori lezioni musicali;[11] con l'approvazione di Bomi e Jer, il ragazzo raggiunse il quarto grado di apprendimento di pianoforte.[12] Durante la permanenza al collegio ebbe anche la sua prima esperienza musicale, formando insieme a quattro compagni i The Hectics,[13] una band che si esibiva durante feste o eventi scolastici e di cui Freddie era il pianista, suonando canzoni di Cliff Richard e Little Richard.[14] Bulsara dovette tuttavia lasciare il St. Peter College il 25 febbraio 1963, non avendo superato l'esame d'ammissione alla decima classe;[10] continuò la sua educazione alla St. Mary's School di Bombay.[15]

L'arrivo in Inghilterra e i gruppi pre-Queen[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver trascorso gran parte dell'adolescenza in India con la nonna e la zia Sheroo Khory ed aver fatto ritorno a Zanzibar, nel 1964, all'età di 18 anni, dovette spostarsi con la famiglia in Inghilterra per via della rivoluzione di Zanzibar, che stava minando la stabilità politica del paese; la rivolta portò alla nascita dello Stato della Tanzania.[16][17] I Bulsara si stabilirono così in una piccola casa a Feltham, nel Middlesex, nei pressi dell'Aeroporto di Heathrow, vicino Londra.[18] Freddie proseguì la sua formazione al politecnico di Isleworth (dal 1993 West Thames College); oltre ai suoi studi d'arte, nei suoi primi anni inglesi Bulsara lavorò in un servizio di catering presso il vicino aeroporto e in un magazzino nella zona commerciale a Feltham.[12]

Nella primavera del 1966 ottenne il massimo dei voti nell'esame di arte dell'Isleworth Polytechnic, punteggio che gli consentì l'ammissione al Ealing Art College di Londra;[12] qui studiò "arte e design grafico", stabilendosi nel quartiere di Kensington, in un appartamento affittato da un amico nei pressi di Kensington Market.[19] In parallelo con i suoi studi, Freddie creò una linea di abbigliamento e scrisse brevi articoli per alcuni periodici londinesi.[10] A Ealing conobbe Tim Staffell, suo compagno di corso nonché cantante e bassista degli Smile, band completata dal chitarrista Brian May e dal batterista Roger Meddows-Taylor; Bulsara cercò, in un primo momento, di convincere Staffell a farlo entrare nel gruppo come secondo cantante, senza tuttavia riuscirci.[7]

Una via di Kensington, quartiere di residenza di Bulsara e dei suoi amici alla fine degli anni sessanta.

Poco dopo aver ottenuto il diploma presso l'Ealing Art College, Bulsara si unì agli Ibex, una band di Liverpool influenzata dai Cream.[20] Pochi giorni dopo il primo incontro con il gruppo, Freddie imparò a memoria tutti i brani presenti nel repertorio del gruppo; la sua prima esibizione in pubblico come cantante si tenne a Bolton il 23 agosto 1969.[12] Due giorni dopo, gli Ibex svolsero un concerto all'aperto, nel Queen's Park di Bolton;[20] in seguito, i membri della band tornarono a Londra, cominciando a lavorare con il nuovo cantante ad alcuni brani inediti. Questo fu un periodo economicamente difficile sia per la band di Bulsara sia per gli Smile; i musicisti passavano la maggior parte del loro tempo insieme in piccoli appartamenti, dormendo a volte sul pavimento e suonando la loro musica fino a tarda notte.[21] Bulsara e Roger Taylor, per soddisfare le loro esigenze, cominciarono a vendere vestiti usati a Kensington Market.[22] L'ultima apparizione ufficiale degli Ibex avviene il 9 settembre 1969 al The Sink, un piccolo club di Liverpool. Quella stessa sera, i membri di Smile stavano suonando in un club nella stessa città; secondo alcuni biografi, Taylor e May invitarono Bulsara sul palco per suonare alcuni dei loro brani.[20]

Negli ultimi mesi del 1969, Bulsara scelse di rinominare gli Ibex "Wreckage", cominciando a scrivere per la band numerosi pezzi, tra cui Stone Cold Crazy.[23] Tuttavia nessuna delle canzoni, eccetto una traccia dal titolo Green, ebbe il successo sperato ed il gruppo, per la mancanza di offerte nei locali, si sciolse.[24] Freddie Bulsara cominciò nuovamente a cercare un nuovo gruppo e rispose ad un annuncio pubblicato sul Melody Maker dai Sour Milk Sea. Avendolo sentito in prova, gli altri membri del gruppo furono colpiti dalla sua voce e lo ingaggiarono, esibendosi anche tre serate a settimana.[20] L'unico concerto in cui Bulsara ha certamente partecipato si è tenuto a Oxford nel marzo 1970. L'arrivo del nuovo cantante, creativo ma prepotente, causò il deterioramento delle relazioni tra i membri del gruppo; Gallop e Chesney, dopo anni di amicizia, litigarono e i Sour Milk Sea decidettero di separarsi.[20]

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Queen.
Freddie Mercury, durante un concerto a New Haven nel novembre 1978.

Il primo singolo degli Smile, Earth/Step On Me, registrato ai Trident Studios e pubblicato nel maggio 1969 dalla Mercury Records, uscì negli Stati Uniti senza ottenere tuttavia il successo sperato;[25] per questo motivo, Staffell decise di abbandonare i due compagni.[26] Con lo scioglimento di questa band e il contemporaneo fallimento dei progetti musicali del cantante, May, Taylor e Bulsara decisero di formare un nuovo gruppo insieme; nell'aprile 1970, su suggerimento di Freddie, scelsero "Queen" come nome della band, cominciando a cercare un bassista.

(EN)
« Years ago I thought up the name Queen... It's just a name, but it's very regal, and it sounds splendid. It's a strong name, very universal and immediate. It had a lot of visual potential and was open to all sorts of interpretations. I was certainly aware of the gay connotations, but that was just one facet of it. »
(IT)
« Anni fa ho pensato al nome Queen... È solo un nome, ma è molto regale e sembra splendido. È un nome forte, molto universale e immediato. Aveva un sacco di potenziale visivo ed era aperto ad ogni tipo di interpretazione. Ero certamente consapevole delle connotazioni gay, ma quello era solo uno dei suoi aspetti. »
(Freddie Mercury[27])
Freddie Mercury in concerto ad Hannover, nel 1979.

Nello stesso periodo, Farrokh Bulsara cominciò a farsi chiamare Freddie Mercury, decisione presa in seguito alla composizione della canzone My Fairy King.[28] Il 27 giugno 1970, anno in cui May presentò a Mercury Mary Austin, con la quale visse per sette anni,[12] i tre, completati da Mike Grose, si esibirono per la prima volta in pubblico, a Truro, in un concerto di beneficenza per la Croce rossa.[23] La band venne completata nel 1971 da John Deacon, anno in cui Mercury e il resto del complesso, con lo scopo di acquisire maggior confidenza con il palcoscenico, affrontò il suo primo tour in Cornovaglia.[23] Nel 1972, Mercury, grazie alla sua formazione come grafico, progettò il logo dei Queen, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito e includendo nel logo i segni zodiacali dei quattro componenti della band.[29] L'anno successivo uscì il primo album della band, Queen, con brani registrati in precedenza presso i De Lane Lea Studios; prima dell'uscita del disco, Mercury pubblicò i singoli I Can Hear Music e Goin' Back, rispettivamente cover dei brani di The Ronettes e Dusty Springfield, sotto lo pseudonimo di Larry Lurex.[23]

Nei primi anni settanta, Freddie Mercury cominciò ad avere le prime consapevolezze del proprio orientamento sessuale, espresse durante un'intervista del dicembre 1974 alla rivista New Musical Express, nella quale dichiarò di essere "gay come una giunchiglia".[30] In questi anni, Mercury vestiva abiti della stilista Zandra Rhodes, con capelli lunghi e unghie con lo smalto.[7] Soprattutto a causa dell'eccentricità di Freddie, il primo decennio dei Queen fu caratterizzato da stravaganti esibizioni che spesso sfociarono in spettacoli teatrali; Mercury e May si presentavano truccati e vestiti totalmente in bianco e nero,[31] chiudendo i concerti lanciando rose agli spettatori, brindando con loro con champagne e intonando God Save the Queen, l'inno nazionale del Regno Unito.[32] Strinse per questo un forte legame con il pubblico, colpito dall'entusiasmo e dall'energia con cui il complesso e, in particolare, il frontman li coinvolgevano durante le apparizioni dal vivo.[31]

I primi album della band vennero ben accolti dalla critica, con un rapido incremento della popolarità dei Queen; la volontà di Mercury era comunque quella di innovare il più possibile il loro stile musicale, attingendo ai più diversi generi musicali. Nel 1975 venne pubblicato A Night at the Opera, che consacrò definitivamente il quartetto.[33] Il singolo Bohemian Rhapsody divenne il simbolo della creatività del gruppo e soprattutto del suo cantante, che ne fu l'autore; per la registrazione di questa sola canzone furono necessarie tre settimane, di cui una dedicata esclusivamente alla parte vocale centrale.[34] Nel 1976, durante il A Night at the Opera Tour, i Queen visitarono il Giappone, la cui cultura influenzò notevolmente Mercury;[12][35] Nei successivi anni, Mercury scrisse alcuni tra le più importanti canzoni dei Queen, come Somebody to Love (A Day at the Races, 1976), We Are the Champions (News of the World, 1977), Don't Stop Me Now (Jazz, 1978), Crazy Little Thing Called Love (The Game, 1980).[17] Nell'ottobre 1979, il cantante si esibì con i ballerini del Royal Ballet in un galà di beneficenza presso il London Coliseum, cantando e ballando Crazy Little Thing Called Love e Bohemian Rhapsody.[36]

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, Mercury cambiò notevolmente il suo aspetto, tagliandosi i capelli e facendosi crescere i baffi, seguendo il look detto "Castro clone", moda lanciata da alcuni omosessuali dell'epoca.[37] Questa trasformazione fu inizialmente mal vista dai fan, che inviarono al cantante rasoi da barba usa e getta.[38] Il 1981 sarà un anno di transizione; visse a Monaco di Baviera, in Germania, la cui vita notturna lo condizionò molto, non riuscendo a lavorare "quasi mai in condizioni psicologiche perfette".[39]

Freddie Mercury al Festival di Sanremo 1984.

Alla fine del 1982, i Queen, dopo il successo del The Game Tour e dell'Hot Space Tour, decisero di comune accordo di separarsi per un certo periodo; questo fu dovuto sia all'insoddisfazione dei fan, così come della band, della qualità dell'album Hot Space, nel quale non si riconoscevano,[40] sia al deterioramento progressivo dei rapporti personali all'interno del gruppo.[39] I quattro cominciarono così a dedicarsi a progetti solisti; Mercury in particolare, che aveva già ipotizzato tra gli anni settanta e gli anni ottanta di pubblicare un album proprio, collaborò con Giorgio Moroder, compositore e arrangiatore italiano specializzato in musica dance, per la nuova colonna sonora della versione rieditata e restaurata del film di Fritz Lang Metropolis.[39] Con lui scrisse il brano Love Kills, il suo primo singolo da solista, che raggiunse la decima posizione nella classifica britannica.[41]

Dopo i progetti solisti, i Queen si ritrovarono nell'agosto 1983, registrando The Works.[42] Cominciarono poi una serie di lunghe tournée in tutto il mondo, come il The Works Tour; tra il 12 e il 19 gennaio 1985, la band partecipò a Rock in Rio, dove suonarono davanti a circa 250 000 persone in due serate; tra i momenti principali dell'evento, vi fu il duetto tra Mercury e i fan sulle note di Love of My Life.[43]

Il 13 luglio 1985 invece presero parte al Live Aid,[44] un concerto umanitario organizzato da Bob Geldof che vide la partecipazione dei più importanti artisti internazionali, allo scopo di ricavare fondi in favore delle popolazioni dell'Etiopia, colpite da una grave carestia.[45] I Queen si esibirono al Wembley Stadium di Londra e i loro 20 minuti di canzoni "consegnarono alla storia i Queen e fecero di Freddie Mercury una leggenda";[46] sia la stampa, sia i 72 000 spettatori di Wembley, sia gli artisti, considerarono la loro interpretazione una delle migliori di tutti i tempi; Mercury costruì in questa esibizione "il mito di insuperabile frontman".[25][47]

Francobollo del Benin dedicato a Mercury, ritratto nel concerto di Wembley del 1986.

Il 29 aprile dello stesso anno uscì il primo album da solista di Mercury, Mr. Bad Guy,[17] un disco pop caratterizzato anche da sonorità disco e dance;[48] questo suo primo lavoro, prodotto da Reinhold Mack, contiene alcune tracce scritte da Mercury, originariamente composte per far parte di The Works, ma che in seguito furono scartate dalla band, come Made in Heaven, I Was Born to Love You, Man Made Paradise e There Must Be More to Life Than This; quest'ultima è frutto di una collaborazione con Michael Jackson risalente al 1983.[49] Living on My Own fu una della canzoni di maggior successo dell'album, che complessivamente non ottenne notevoli risultati da un punto di vista delle vendite, arrivando comunque al sesto posto nella classifica inglese e restandovi per 23 settimane; negli Stati Uniti Mr. Bad Guy si fermò solo alla 159ª posizione.[50]

Il 6 giugno 1986 i Queen cominciarono a Stoccolma il Magic Tour, che fu la loro tournée più grande e spettacolare.[51] Nelle 26 date, la band raccolse circa un milione di spettatori; l'11 e 12 luglio tornarono a suonare al Wembley Stadium, davanti entrambe le serate a 70 000 persone, per quelli che divennero due dei loro concerti più famosi e celebrati.[52] In questi concerti indossò la famosa giacca gialla che divenne un simbolo del cantante. Freddie concluse gli spettacoli sulle note di God Save the Queen, vestito da re, con pelliccia e corona.[51] L'ultima esibizione della band si tenne il 9 agosto nel parco di Knebworth; questo fu l'ultimo concerto di Freddie Mercury, il quale si esibì davanti a 120 000 spettatori.[53]

Nello stesso anno, Mercury partecipò alla scrittura del musical Time di Dave Clark, scrivendo ed interpretando le ballate Time e In My Defence.[53] L'anno successivo pubblicò come singolo la cover dei The Platters The Great Pretender, edita come singolo nel mese di febbraio, arrivando alla quarta posizione nella classifica inglese e risultando tra i maggiori successi della sua carriera solista.[41] Nella primavera 1987, i medici rivelarono al cantante la sua positività all'HIV, senza conoscere mai con precisione da chi fosse stato contagiato;[54][55] ciononostante, il cantante continuò a dichiarare pubblicamente di essere risultato negativo al test.[51] Nel 1988 venne pubblicato Barcelona, realizzato con la partecipazione di Montserrat Caballé, soprano spagnola conosciuta nel maggio 1983 ad una rappresentazione de Un ballo in maschera presso la Royal Opera House;[12] questo disco esemplifica il desiderio del cantante britannico di avvicinarsi al mondo dell'opera, genere musicale in parte già utilizzato in canzoni come Bohemian Rhapsody.[56] Barcelona venne acclamato dalla critica, anche se a ciò non corrispose un notevole successo discografico, fermandosi all'ottava posizione della classifica del Regno Unito, ottenendo tuttavia maggior successo in Spagna.[57] La title track divenne nel 1992 l'inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade di Barcellona, motivo per cui venne originariamente scritta.[2]

Gli ultimi anni di vita e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Garden Lodge, residenza di Mercury a Earls Court, Kensington, Londra.

Mercury nascose il segreto della sua malattia anche agli altri membri dei Queen fino al 1989, quando decise di fare accertamenti clinici più specifici; durante questi esami, gli fu asportata parte di pelle dalla spalla sinistra mediante la quale si riscontrò la sua positività all'HIV. Dopo qualche tempo gli fu anche diagnosticata la sindrome dell'AIDS. Sicuro della malattia, confessò la sua condizione agli amici più intimi nonché ai membri del gruppo.[58] Freddie abbandonò la sua vita pubblica, non organizzando più concerti e asserendo che un uomo di 40 anni non poteva saltare e cantare su un palco con una calzamaglia indosso e che voleva rompere il binomio album-tour.[37] Alcune testate scandalistiche cominciarono a sospettare che il cantante fosse effettivamente malato; questi sospetti derivavano dal suo aspetto, dall'improvvisa sospensione dei tour dei Queen e dalle confessioni di alcuni amanti pubblicate sulle pagine dei tabloid inglesi del tempo.[59] Si fecero dunque sempre più rare le sue apparizioni pubbliche e Mercury si rifugiò sempre più nella Garden Lodge, la sua villa di Earls Court a Londra, costata oltre 4 milioni di sterline.[60]

Il 18 febbraio 1990, per ricevere un premio per il contributo dei Queen alla musica britannica ai BRIT Awards, Freddie Mercury fece la sua ultima apparizione in diretta.[61] La crescente diffusione di notizie su una possibile malattia di Mercury, confermate dalla morte di Nikolai Grishanovich, un suo amante,[40] portò il gruppo a diffondere un comunicato stampa ufficiale, nel quale smentiva ogni voce sul cantante. Poco dopo, Mercury si trasferì a Montreux, in Svizzera, dove affittò un appartamento, la "Duck House".[62] La sua ultima apparizione in pubblico fu nel video della canzone These Are the Days of Our Lives, in cui il frontman appare molto dimagrito; il videoclip del brano, tratto dal suo ultimo album con i Queen, Innuendo, venne tuttavia reso pubblico solo dopo la sua morte, su sua precisa volontà.[63] Mercury continuò a registrare canzoni, nonostante fosse molto debilitato dalla malattia e costretto a riposo per molte ore al giorno; solo circa un mese prima del suo decesso fu costretto da alcuni problemi polmonari a smettere di cantare, invitando gli altri membri dei Queen ad effettuare le ultime correzioni alle tracce registrate, per poterle poi pubblicare in seguito. L'ultima canzone che incise fu Mother Love, il 22 maggio 1991 secondo quanto dichiarato da David Richards nel documentario Champions of the world; tra l'altro Freddie interruppe le registrazioni per riposarsi, disse che ci sarebbe ritornato per ultimare la canzone e non è mai più tornato.[62] Molti dicono che la canzone sia stata incisa poche settimane prima della morte di Freddie, ciò è impossibile in quanto lui era diventato troppo malato per poter continuare a lavorare, e pertanto la sessione di registrazione finì nel giugno 1991.

Freddie rientrò in Inghilterra ai primi di novembre 1991, per stare vicino ai suoi cari.[64] Qui venne sottoposto ad alcune cure palliative, con medicinali che arrivavano di nascosto alla Garden Lodge;[65] tuttavia il cantante diventò sempre più debole. Intanto, negli ultimi giorni ci furono gruppi di giornalisti che si insediarono addirittura fuori al portone della villa.[64] Il 22 novembre 1991, Mercury convocò nella sua casa di Earls Court il manager dei Queen Jim Beach per redigere un comunicato ufficiale, che venne consegnato alla stampa il giorno successivo:[3][66]

Il Kensal Green Cemetery, luogo dei funerali di Freddie Mercury.
(EN)
« ...I wish to confirm that I have been tested HIV positive and have AIDS. I felt it correct to keep this information private to date to protect the privacy of those around me. However, the time has come now for my friends and fans around the world to know the truth and I hope that everyone will join with me, my doctors, and all those worldwide in the fight against this terrible disease... »
(IT)
« ...Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell'HIV e di aver contratto l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa terribile malattia... »
(Freddie Mercury)

A poco più di 24 ore dal comunicato, Mercury morì alle 18:48 del 24 novembre 1991 all'età di 45 anni; la causa ufficiale del decesso fu una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all'AIDS.[64][67] I funerali, che si svolsero al Kensal Green Cemetery, furono celebrati da un sacerdote zoroastriano;[68] secondo le sue ultime volontà, Mercury fu cremato e le sue ceneri affidate a Mary Austin, sparse poi probabilmente nei pressi del Lago di Ginevra.[64][69] Tra i 35 presenti alla cerimonia, oltre ai familiari anche i suoi compagni di band John Deacon, Brian May e Roger Taylor, il suo compagno Jim Hutton e i cantanti Elton John, Michael Jackson e David Bowie.[70][71] Nel suo testamento, il cantante affidò la metà esatta del suo patrimonio, pari a circa dieci milioni di sterline, a Mary Austin, mentre il resto del patrimonio fu diviso tra i genitori e la sorella Kashmira Bulsara-Cook.[72] Inoltre, lasciò £ 500 000 al cuoco Joe Fanelli, £ 500 000 all'assistente personale e amico Peter Freestone, £ 100 000 all'autista Terry Giddings e £ 500 000 a Jim Hutton; a quest'ultimo, suo amante negli anni ottanta, comprò un appezzamento di terreno a Carlow, sua città natale in Irlanda, sul quale fece costruire una casa, dove si trasferì nel 1995, dimorandovi fino alla sua morte, avvenuta nel 2010.[73][74]

Freddie Mercury Tribute Concert e pubblicazioni postume[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Freddie Mercury Tribute Concert.
Elton John, amico di Mercury, suonò al Freddie Mercury Tribute Concert.

Dopo aver superato il lutto della scomparsa del cantante, nel febbraio 1992 i rimanenti componenti dei Queen annunciarono, durante i BRIT Awards, il desiderio di organizzare un grande evento per rendere omaggio alla vita e alla carriera del cantante. Il Freddie Mercury Tribute Concert si tenne il 20 aprile 1992 al Wembley Stadium di Londra e vide la presenza di numerosi artisti internazionali come Tony Iommi, Metallica, Guns N' Roses, David Bowie, Roger Daltrey, Robert Plant, George Michael, Zucchero, Elton John, Lisa Stansfield, Annie Lennox, Liza Minnelli, Extreme e Def Leppard;[75][76] i 72 000 biglietti per questo evento terminarono in meno di sei ore, venendo inoltre visto in televisione da oltre un miliardo di persone.[77] Il concerto, oltre che per l'eccezionalità dell'evento musicale, si segnalò per l'aver richiamato il mondo sul dramma dell'AIDS;[52] i proventi dell'evento furono devoluti in beneficenza per dare vita all'associazione The Mercury Phoenix Trust.[17]

Il 16 novembre 1992, a quasi un anno dalla morte, uscì The Freddie Mercury Album (The Great Pretender negli Stati Uniti), una raccolta delle più celebri canzoni da solista.[7] È invece dell'anno seguente Remixes, una compilation di sei pezzi originali remixati da altri artisti.[78] Il 7 novembre 1995 venne invece pubblicato l'album Made in Heaven, destinato ad essere l'album dei Queen più venduto in Gran Bretagna;[7] il disco contiene le ultime tracce vocali di Mercury, registrate poco prima di morire, come A Winter's Tale, You Don't Fool Me e Mother Love, ultima traccia da lui incisa, che pare il cantante sia stato costretto a registrare da seduto a causa delle condizioni che gli aveva recato la sua malattia.[79] Agli inizi degli anni 2000 venne pubblicato Freddie Mercury Solo Collection, la più vasta raccolta di materiale in sua memoria; un box-set contenente dieci CD con sessioni di brani mai pubblicati ufficialmente e due DVD: The Untold Story e The Video Collection.[80] Il 5 settembre 2006, in concomitanza del suo 60º compleanno, fu messo in commercio Lover of Life, Singer of Songs: The Very Best of Freddie Mercury Solo, comprendente due CD e due DVD;[81] a tale progetto si aggiunse il libro Freddie Mercury: A Life, In His Own Words, dove, attraverso interviste e comunicati, Freddie racconta di sé e della sua vita.[82]

Stile e influenze musicali[modifica | modifica wikitesto]

Jimi Hendrix, uno dei musicisti preferiti da Freddie Mercury.

Mercury dimostrò sin da bambino particolare interesse per la musica e crebbe ascoltando le sonorità orientali della cantante Lata Mangeshkar, che conobbe durante il suo soggiorno in India.[83] Dopo lo spostamento a Londra, iniziò a conoscere la musica dei maggiori artisti del periodo;[7] tra i suoi cantanti preferiti vi erano Jimi Hendrix,[84] John Lennon,[1] Robert Plant[85] e Elvis Presley,[1] apprezzando inoltre Jim Croce ed Eric Clapton.[1][86] Di Hendrix, Mercury disse durante un'intervista:[87]

(EN)
« Jimi Hendrix is very important. He's my idol. He sort of epitomizes, from his presentation onstage, the whole works of a rock star. There's no way you can compare him. You either have the magic or you don't. There's no way you can work up to it. There's nobody who can take his place. »
(IT)
« Jimi Hendrix è molto importante. È il mio idolo. In qualche modo, riassume, con la sua performance dal vivo, tutti gli aspetti del lavoro di una rock star. Non si può paragonare a nessuno. O hai la magia o non ce l'hai. Nessuno può eguagliarlo. Nessuno può prendere il suo posto. »
(Freddie Mercury)

Mercury era inoltre attratto dalla cantante e attrice Liza Minnelli,[88] dichiarando in un'intervista: "Una delle mie prime influenze artistiche fu Cabaret. Adoro Liza Minnelli, il modo in cui interpreta i suoi brani è pura energia".[89] Elvis Presley rappresentò un esempio per Mercury, al quale rese omaggio con Crazy Little Thing Called Love, una canzone scritta in stile rockabilly; durante i concerti, spesso la band inglese era solita suonare brani di Presley, come Jailhouse Rock e (You're So Square) Baby I Don't Care.[1] Tra i gruppi musicali, venne fortemente influenzato da Led Zeppelin, The Beatles, Rolling Stones, Black Sabbath e The Who.[1][90] Lo stile glam di Mercury, ed in generale dei Queen, fatto di abiti bizzarri ed eccentrici, occhi truccati e unghie laccate, nacque alla fine degli anni sessanta, ed ebbe come primi esponenti David Bowie e T. Rex, artisti ai quali facevano riferimento i quattro musicisti anche da un punto di vista musicale.[91]

Nel corso della sua carriera, Mercury, come cantante di un gruppo musicale, ha toccato varie forme di musica rock già consolidate nel panorama musicale, come il progressive, l'art e il glam rock, attingendo tuttavia ad numerosi altri generi musicali, passando dall'hard al pop rock, dall'arena rock all'heavy metal, dal rock and roll al rock psichedelico.[7][92] Sperimentò anche sonorità lontane dalla sua radice musicale, come blues, dance rock, gospel, ragtime, funk, folk, musica classica e, più raramente, punk rock, vaudeville, rock sinfonico, rockabilly, dixieland e calypso.[7][52][92] Per quanto riguarda invece la carriera solista di Mercury, Mr. Bad Guy è caratterizzato maggiormente, rispetto agli album dei Queen, da sonorità pop, disco e dance, con un vasto utilizzo del sintetizzatore.[48] L'album Barcelona invece risentì notevolmente della collaborazione con Montserrat Caballé, in quanto vi sono numerosi elementi caratteristici dell'operatic pop, del opera rock e della stessa opera.[56]

Caratteristiche artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Profilo vocale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la sua voce naturale, nel parlato, fosse di tipo baritonale, Freddie Mercury cantava come tenore leggero;[93] tuttavia, nel corso degli anni il fumo conferì alla sua voce un'intensità e una potenza di timbro più vicine a quelle di un tenore lirico.[64] Il biografo David Bret ha detto che la sua voce era in grado di compiere "scale musicali in poche battute, passando da un ruggito rock gutturale ad un acuto puro e cristallino, una coloratura perfetta".[94] Dopo la morte, Montserrat Caballé disse di lui: "La sua tecnica era impressionante. Non aveva alcun problema di tempo, cantava con un senso del ritmo incisivo, scivolando da un registro vocale all'altro senza alcuno sforzo. Aveva grande musicalità. Il suo fraseggio poteva essere sottile, delicato e dolce o più energico e deciso. Era in grado di trovare il giusto timbro, la giusta sfumatura espressiva per ogni parola".[95][96]

L'estensione vocale di Mercury, comprensiva del falsetto.

Tuttavia, le opinioni divergono per quanto riguarda la reale portata della sua capacità canora. Alcune fonti gli concedono una scala di note di fuori dell'intervallo normale, arrivando a quattro ottave con l'aiuto del falsetto;[3] altre invece sono più caute, considerando i problemi di salute causati dalla comparsa di noduli alle corde vocali che Mercury si rifiutava di asportare con un intervento chirurgico,[97] cosa che lo costrinse probabilmente, almeno durante gli ultimi concerti, a cantare utilizzando note più basse.[97][98] Inoltre è probabile che i lunghi tour con i Queen gli causarono ulteriori difficoltà.[98] Caballé confermò comunque la tesi delle quattro ottave, dicendo che la sua voce si estendeva dal fa della prima ottava al fa della quinta (F2 - F6 in notazione anglosassone),[96] raggiungendo il fa della quarta ottava (F5 nella notazione anglosassone) in voce piena, nota raggiunta in All God's People.[96]

Mercury è considerato uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock; nel 2008, il magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18º posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi,[4] mentre Classic Rock, nel 2009, lo ha classificato al primo posto tra i cantanti rock.[5] Secondo un sondaggio britannico effettuato nei primi anni 2000, al quale votarono 600 000 persone, Freddie Mercury è considerato il sesto miglior cantante di tutti i tempi.[99] All Music giudica la sua voce come "una delle più grandi voci di tutta la musica".[7] Nel settembre 2010, un sondaggio condotto tra i fan del rock nominò Mercury Greatest Rock Legend Of All Time, "la più grande leggenda rock di tutti i tempi", davanti a Elvis Presley, David Bowie, Jon Bon Jovi, Jimi Hendrix e Ozzy Osbourne.[100] Il cantante dei Queen si classificò al secondo posto sia nella classifica di MTV del 2003 22 Greatest Voices in Music, dietro Mariah Carey,[101] sia nel sondaggio della stazione radio Planet Rock del 2009 The Top 40 Greatest Voices in Rock, dietro a Robert Plant.[102] Nel 2011, i lettori delle riviste New Musical Express e Rolling Stone, in due sondaggi separati, hanno posto Mercury al secondo posto dei migliori cantanti di tutti i tempi.[103][104]

Compositore[modifica | modifica wikitesto]

Per i numerosi singoli di successo da lui scritti, a Mercury viene riconosciuto il talento, oltre nel canto, nel comporre e scrivere canzoni.[17] Numerosi sono infatti i premi e i riconoscimenti attribuiti alle sue opere; Bohemian Rhapsody, nel 2002, è stata eletta dal Guinness Book of Records miglior singolo britannico di tutti i tempi,[105] mentre nel 2004 la canzone è entrata nel Grammy Hall of Fame, seguita nel 2009 da We Are the Champions;[106] quest'ultima inoltre venne indicata da un sondaggio mondiale la miglior canzone al mondo.[107] Delle 180 tracce scritte dai Queen, il cantante ha composto 51 canzoni, risultando il maggior autore dei testi della band; inoltre, 10 canzoni sulle 17 presenti nella raccolta Greatest Hits furono scritte da Mercury: Bohemian Rhapsody, Seven Seas of Rhye, Killer Queen, Somebody to Love, Good Old-Fashioned Lover Boy, We Are the Champions, Bicycle Race, Don't Stop Me Now, Crazy Little Thing Called Love e Play the Game.

Freddie Mercury, in basso a sinistra, suona una chitarra in un concerto.

La caratteristica principale della sua attività da compositore era la variegata gamma di stili che riusciva a incorporare nelle proprie opere; in un'intervista del 1986 dichiarò: "Odio fare le stesse cose più volte. Mi piace osservare il modo in cui si evolve il mondo della musica, del cinema, del teatro e integrare gli elementi caratteristici di ognuno di essi." Rispetto ad altri celebri cantautori, l'artista britannico tendeva a creare anche complesse melodie, come Bohemian Rhapsody, canzone con un'articolata struttura di base e una molteplicità di accordi, e Innuendo,[108] in contrapposizione a brani incentrati sul ripetersi di alcuni semplici suoni come Crazy Little Thing Called Love. Nonostante il fatto che Mercury abbia scritto molte composizioni complesse da un punto di vista armonico e musicale, lui stesso affermò che "riusciva a stento a leggere la musica".[97]

Musicista[modifica | modifica wikitesto]

Mercury, a partire da quando aveva nove anni, seguì corsi di pianoforte in India,[95] e più tardi, con il suo trasferimento a Londra, iniziò a suonare la chitarra, soprattutto per via dei suoi gusti musicali che non potevano prescindere da tale strumento, del quale tuttavia Mercury possedeva solamente conoscenze di base.[97] Canzoni come Ogre Battle e Crazy Little Thing Called Love sono stati composte interamente con la chitarra; quest'ultima era l'unico brano che veniva suonato da Mercury con questo strumento anche sul palco. Dagli anni ottanta cominciò inoltre a fare grande uso anche di sintetizzatori in studio di registrazione.

Mercury suonava il pianoforte in molte delle più importanti canzoni dei Queen, come Killer Queen, Bohemian Rhapsody, Good Old Fashioned Lover Boy, We Are the Champions, Somebody to Love e Don't Stop Me Now'. In concerto suonava preferibilmente pianoforti a coda e, occasionalmente, si esibiva con strumenti simili, come il clavicembalo; Brian May sostenne poi che Freddie usufruì sempre meno della sua capacità al piano, per muoversi con più facilità sul palcoscenico e per interagire maggiormente con gli spettatori; per questo motivo, durante i concerti dei Queen, Morgan Fisher prima, Spike Edney poi, cominciarono ad occuparsi delle tastiere.[52]

Influenze su altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Dave Grohl, leader dei Foo Fighters e noto fan di Freddie Mercury.

Molti musicisti di vari stili, nazioni e generazioni, hanno dichiarato di ispirarsi in parte al cantante britannico, tra cui Sebastian Bach,[109] Ben Folds Five,[110] Jeff Buckley,[111] Gary Cherone,[112] Cesare Cremonini,[113] Celine Dion,[114] Joe Elliott,[115] Frankie Goes to Hollywood,[116] Justin Hawkins,[117] Keane,[118] Adam Lambert,[119] George Michael,[120] Mika,[121] RuPaul,[122] Seal,[123] Billy Squier,[124] Right Said Fred,[125] Rufus Wainwright,[126] Robbie Williams[127] e Andrew Wood.[128] Anche Michael Jackson, amico di Freddie Mercury nei primi anni ottanta, citò "Hot Space" come ispirazione per Thriller, album a cui avrebbe dovuto partecipare lo stesso Mercury.[129]

Dave Grohl e Taylor Hawkins, due membri dei Foo Fighters, hanno più volte sottolineato il loro apprezzamento per la musica dei Queen e, in particolare, per il loro frontman, dicendo nel 2001, in occasione dell'inserimento dei Queen nella Rock and Roll Hall of Fame;[130]

(EN)
« Freddie Mercury has to be one of the greatest frontmen of all time. Making thousands and thousands of people connect with your music, it's not easy. »
(IT)
« Freddie Mercury è uno dei più grandi frontman di tutti i tempi. Unire migliaia e migliaia di persone con la tua musica, non è facile. »
(Dave Grohl)

Esibizioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Mercury durante un concerto nel 1984.

Freddie Mercury è spesso ricordato per sue le performance live, tenute solitamente negli stadi, con le quali riusciva a far interagire il pubblico con la sua teatralità, indipendentemente dalle dimensioni della manifestazione.[52] Il cantante voleva che ogni esibizione della sua band fosse uno spettacolo unico e originale, avvicinandolo ad un'opera teatrale, grazie anche alle sue doti di improvvisazione; il cantante era capace di creare uno stretto legame con il pubblico, caratteristica ammirata da numerosi artisti come Bob Geldof, David Bowie, George Michael, Kurt Cobain, Dave Gahan e Robbie Williams. Il frontman dei Queen era molto dinamico, spostandosi lungo tutto il palco, composto da scale e rampe, che dunque doveva essere necessariamente grande;[52][131] l'asta di sostegno del microfono, solitamente un Shure Unisphere 565 SD,[132] veniva privata della base, per facilitarne lo spostamento lungo tutto il palco, divenendo anch'essa parte integrante della sua presenza scenica.[133]

Nel corso della carriera il cantante di Stone Town tenne 707 concerti con i Queen, la maggior parte negli Stati Uniti d'America e nel Regno Unito, 4 con gli Ibex, 5 con i Wreckage e tre con i Sour Milk Sea, oltre ad alcuni con i The Hectics.[20] David Bowie, al Freddie Mercury Tribute Concert, descrisse il cantante come "un uomo capace di tenere il pubblico nel palmo della propria mano".[134] L'esibizione dei Queen al Live Aid del 1985, che vide il gruppo esibirsi allo stadio di Wembley davanti a 72 000 persone, è stata giudicata da un gruppo di esperti, ma anche dagli artisti presenti e dal pubblico, come la migliore esibizione dal vivo nella storia della musica rock;[46] tali risultati furono trasmessi da un programma televisivo britannico, intitolato The World's Greatest Gigs.[135]

(EN)
« Those who compile lists of Great Rock Frontmen and award the top spots to Mick Jagger, Robert Plant et al are guilty of a terrible oversight. Freddie, as evidenced by his Dionysian Live Aid performance, was easily the most godlike of them all. »
(IT)
« Quelli che fanno le classifiche dei più grandi frontmen del rock e assegnano le prime posizioni a Mick Jagger, Robert Plant e altri sono colpevoli di una terribile dimenticanza. Freddie, come dimostrato dalla sua performance dionisiaca al Live Aid, è senza dubbio il più divino tra tutti loro. »
(John Harris[136])

Tributi e popolarità[modifica | modifica wikitesto]

La statua di Mercury che si affaccia sul Lago di Ginevra, a Montreux.

Alcuni sondaggi di popolarità condotti nel corso degli anni duemila hanno indicato che la reputazione e la popolarità di Freddie Mercury potrebbero essere cresciute dalla sua morte. In una votazione del 2002, nella quale il pubblico del Regno Unito era chiamato a scegliere chi fosse il più importante britannico della storia, Mercury si è classificato al 58º posto; il sondaggio venne trasmesso dalla BBC con il nome 100 Greatest Britons.[137] Raggiunse invece la 52ª posizione in un'indagine giapponese del 2007 riguardante i 100 "eroi più influenti".[138] Lo scrittore Paul Russell incluse il cantante nel libro The Gay 100: A Ranking of the Most Influential Gay Men and Lesbians, Past and Present.[139]

La prematura morte di Mercury contribuì alla crescita della fama dei Queen nel mondo; negli Stati Uniti, nazione che osteggiò la band a partire dagli anni ottanta, le vendite dei dischi del gruppo britannico aumentarono esponenzialmente nel 1992, anno seguente la morte del cantante. Nello stesso periodo, un critico americano osservò che "era entrato in scena ciò che ai cinici piace definire fattore "star deceduta", e in questo modo i Queen trascorsero un periodo di rinascita".[140] Il film Fusi di testa, nelle sale pochi mesi dopo la scomparsa del cantante, diede grande popolarità al brano Bohemian Rhapsody, che venne ripubblicato come singolo, raggiungendo la seconda posizione della Billboard Hot 100, contribuendo anch'esso a riaccendere la popolarità della band in Nord America.[141] Secondo la Recording Industry Association of America, i Queen hanno venduto circa 41 milioni di album negli Stati Uniti, circa metà dei quali distribuiti dal giorno del decesso di Mercury.[142]

Una statua di Mercury presso il Dominion Theatre di Londra, dove si tiene We Will Rock You.

Nel 2006 la rivista Time Asia lo ha nominato come uno dei più influenti eroi asiatici degli ultimi 60 anni;[101] l'articolo dice che Mercury "ha fatto con la musica ciò che altri indiani, come Salman Rushdie e Vikram Seth, hanno fatto con la letteratura: utilizzare la forma artistica dei colonizzatori meglio di quanto gli inglesi avessero mai creduto possibile".[101]

A Montreux, in Svizzera, venne costruita dalla scultrice ceca Irena Sedlecká una statua in onore del cantante; tale monumento si affaccia sul Lago di Ginevra e fu inaugurato il 25 novembre 1996 da Bomi Bulsara, padre del cantante, e da Montserrat Caballé. Dal 2003, ogni anno, il primo fine settimana di settembre, i fan del cantante si recano in Svizzera per rendergli omaggio, partecipando al Freddie Mercury Montreux Memorial Day.[143] Un ulteriore monumento che lo rappresenta è stato eretto a Liverpool il 3 giugno 2011.[144] In tutto il mondo sono sparse oltre cento sculture che lo rappresentano.[145]

La morte di Freddie Mercury rappresentò un significativo passo nella storia dell'AIDS, poiché informò milioni di fan in tutto il mondo della minaccia dell'HIV.[146] Dopo la morte del cantante, May, Taylor e Deacon fondarono il Mercury Phoenix Trust, un'organizzazione di volontariato che cerca di combattere l'AIDS in tutto il mondo, nata dai proventi del Freddie Mercury Tribute Concert.[77]

La Royal Mail, il servizio postale britannico, emise un francobollo raffigurante Mercury e facente parte di una speciale serie detta Millennium Stamp.[147] La National Entertainment Collectibles Association, casa produttrice di action figure, creò due statuette di Freddie Mercury: una nella tenuta che indossò durante il Live at Wembley Stadium del 1986, l'altra nell'abbigliamento da "biker" che l'artista era solito indossare durante alcune esibizioni dal vivo.[148] In memoria di Mercury, esiste una rosa di colore giallo, il suo preferito, che porta il suo nome.[149]

Il 24 novembre 2009, a 18 anni dalla sua morte, venne posta una targa a Feltham nei pressi dell'abitazione nella quale Mercury e la sua famiglia si erano trasferiti al loro arrivo in Inghilterra nel 1964; inoltre fu installata una stella nella Feltham High Street, in ricordo dei successi del cantante, alla cui inaugurazione erano presenti Jer Bulsara e Brian May.[150] Dal maggio 2002, all'ingresso al Dominion Theatre di Londra, sede da allora del musical We Will Rock You, si trova una grande statua di Mercury;[151] si stima che, in tutto il mondo, monumenti di questo tipo siano oltre cento.[152]

È annunciato da tempo un film su Mercury, su sceneggiatura di Peter Morgan.[153]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una relazione tra il 1969 e il 1970 con Rosemary Pearson, collega di corso all'Ealing College Of Art,[154] Mercury iniziò un lungo rapporto con Mary Austin; visse con la ragazza per circa sei anni, prima in Victoria Road, poi in Holland Road.[72] Nei primi anni settanta, Freddie Mercury cominciò ad avere le prime consapevolezze del proprio orientamento sessuale, espresse durante un'intervista del dicembre 1974 alla rivista New Musical Express;[30][155] questo portò al termine della sua relazione con Austin, alla quale rimase tuttavia molto legato nel corso degli anni. Mercury le lasciò in eredità, al momento della sua morte, metà del suo patrimonio e la Garden Lodge, la casa londinese del cantante;[72][156] In un'intervista del 1985, Mercury ha detto; "Tutti i miei amanti mi chiedono perché non possono sostituire Mary, ma questo è semplicemente impossibile. Lei è la mia unica amica e non desidero nessun altro. Per me, è come se fosse mia moglie. Per me è un matrimonio".[157]

Tra il 1978 e il 1979, ebbe una relazione con Joe Fanelli, diventato poi suo chef privato.[156] Negli anni ottanta, dopo una storia con Winnie Kirchberger,[158] Freddie ebbe una relazione con l'attrice austriaca Barbara Valentin, apparsa anche nel videoclip di It's a Hard Life.[55][159] Nel 1984, iniziò invece la storia d'amore con un parrucchiere di nome Jim Hutton. L'uomo, che risultò anch'egli sieropositivo nel 1990, visse con Mercury a Garden Lodge, per gli ultimi sette anni della vita del cantante, assistendolo nella malattia e rimanendo al suo fianco al momento della sua morte.[160] Hutton, anch'egli HIV positivo,[160] è morto di cancro il 1º gennaio 2010.[73]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni biografi e giornalisti mossero delle critiche al frontman dei Queen riguardanti la decisione di nascondere al pubblico le sue origini parsi. Un amico intimo del cantante ha detto a David Bret: "Farrokh Bulsara è un nome che è stato sepolto. Non voleva parlare della sua vita prima di diventare Freddie Mercury".[161] Roger Taylor ha sostenuto che Mercury avesse respinto le sue origini perché le riteneva incompatibili con la sua immagine pubblica.[162]

Numerosi furono anche i giudizi discordanti riguardo alla sessualità di Freddie Mercury; il cantante riteneva che questa fosse una questione prettamente privata e fu sempre parco e a volte contraddittorio nelle dichiarazioni in merito.[163] Mentre alcuni critici sostengono che Mercury avesse più volte dichiarato pubblicamente la sua omosessualità,[30][101][155][164] altri affermano che il cantante dei Queen ha cercato di nascondere il proprio orientamento sessuale,[7][165] asserendo che avrebbe spesso preso le distanze da Jim Hutton, suo compagno negli anni ottanta, in occasione degli eventi pubblici.[73] Nell'agosto 2006 l'Islamic Mobilization and Propagation chiese la cancellazione delle celebrazioni in larga scala del 60º compleanno di Mercury a Zanzibar, asserendo che Mercury non fosse un vero e proprio zanzibariano e che non fosse conforme alla Shari'a in quanto omosessuale, sostenendo che "l'associazione di Mercury con l'isola degradasse Zanzibar come luogo dell'Islam". Le cerimonie previste vennero annullate.[164]

Mercury venne inoltre criticato per il suo rifiuto di rivelare al pubblico, fin dal 1987, la sua positività al test HIV, considerando il fatto che poteva usare la sua fama internazionale per raccogliere fondi a favore della ricerca contro la malattia. Al contrario, il suo atteggiamento avrebbe potuto suggerire al pubblico che l'AIDS fosse una malattia di cui bisognasse vergognarsi.[166][167] Il Freddie Mercury Tribute Concert riuscì comunque a raggiungere l'obiettivo di informare con notevole efficacia l'opinione pubblica, favorendo anche la raccolta fondi per la prevenzione, grazie alla quale sorse The Mercury Phoenix Trust.

Nell'ottobre 1984, come gli altri membri del gruppo, Mercury fu al centro di numerose polemiche per via di alcuni concerti che i Queen tennero, nel coro del The Works Tour, a Sun City, città sudafricana considerata il simbolo dell'apartheid, in quanto popolata da facoltosi uomini bianchi;[43] in passato le Nazioni Unite avevano vietato agli artisti di esibirsi in questo Stato, per la sua discriminazione nei confronti delle persone di colore.[168] Per l'idea di suonare comunque a Sun City, i Queen vennero molto criticati in tutto il mondo e accusati di mirare esclusivamente al denaro, legittimando inoltre l'apartheid.[43] Il gruppo rispose che decisero di suonare a Sun City in quanto non erano una band politicizzata, precisando inoltre che il pubblico dei loro spettacoli era composto da uomini di tutte le razze.[168]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Freddie Mercury e Discografia dei Queen.

Con i Queen[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  8. ^ La famiglia Bulsara deve il proprio nome a Valsad, una città dello stato indiano del Gujarat, conosciuta in passato come Bulsar. Nel XVII secolo Bulsar era uno dei cinque centri della religione Zoroastra, quindi il cognome "Bulsara" è abbastanza frequente tra i seguaci di tale culto.
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