Francesco Gabrieli

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Francesco Gabrieli

Francesco Gabrieli (Roma, 27 aprile 1904Roma, 13 dicembre 1996) è stato un orientalista italiano, annoverato tra i più insigni arabisti italiani insieme a Giorgio Levi Della Vida e Alessandro Bausani, di cui fu rispettivamente allievo e collega alla Sapienza Università di Roma (allora semplicemente "Università di Roma").

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Francesco Gabrieli nacque a Roma, nell'appartamento dell'ultimo piano di Palazzo Corsini, sede dell'Accademia nazionale dei Lincei, assegnato a suo padre, Giuseppe Gabrieli (nativo di Calimera, in provincia di Lecce, ma sempre vissuto a Roma), che ne fu il secondo Bibliotecario, sotto il profilo temporale.

Giuseppe Gabrieli, che del figlio fu il primo insegnante di arabo, era studioso apprezzato nel mondo dell'Orientalismo italiano,[1] malgrado avesse intrapreso solo per brevissimo periodo la carriera universitaria. Leone Caetani, che lo stimava al punto di dedicargli il quinto volume dei suoi imponenti Annali dell'Islām (per i quali lavorarono studiosi quali Giorgio Levi Della Vida, Michelangelo Guidi, Josef Horovitz e Gerardo Meloni), volle realizzare con lui l'Onomasticon Arabicum, affidandogli anche la cura degli Indici degli Annali (tuttavia solo in parte completati, non per responsabilità di Gabrieli), cui egli lavorò con competenza e umiltà scientifica. Di alto livello è il suo lavoro Al-Burdatān, ovvero I due poemi arabi del mantello in lode di Maometto: Contributo storico critico allo studio della leggenda di Maometto nell'Oriente musulmano[2] ma apprezzata è anche una sua Bibliografia di studi ebraistici.[3]

Francesco Gabrieli studiò dapprima la lingua araba col padre per poi frequentare i corsi tenuti nell'Università di Roma da Carlo Alfonso Nallino, uno dei massimi studiosi italiani dell'Islam, attivo nei primi 40 anni del XX secolo e fondatore nel 1921 dell'Istituto per l'Oriente di Roma che oggi porta il suo nome.
Apprese, come era l'usanza, anche la lingua persiana e quella turca (che con l'arabo costituivano il cosiddetto "tripode islamico") che, insieme alla perfetta conoscenza del francese, dell'inglese e del tedesco, nonché del russo, gli consentirono un continuo aggiornamento delle sue conoscenze arabistico-islamistiche.

Di ampi interessi italianistici (era particolarmente competente di Francesco Petrarca) e storici (specialmente del periodo risorgimentale italiano), Francesco Gabrieli spaziò fra l'attività puramente arabistica – con l'edizione di inediti Dīwān (canzonieri) di antichi poeti del primo Islam – e quella storico-filosofico-islamistica (di particolare pregio[senza fonte] sono i suoi studi sulla Estetica e poesia araba nell'interpretazione della Poetica aristotelica presso Avicenna e Averroè), con pionieristici lavori sul condottiero arabo omayyade Maslama ibn ʿAbd al-Malik, sul Califfo omayyade Hishām b. ʿAbd al-Malik, sulla guerra civile che contrappose i due fratelli-califfi abbasidi al-Amīn e al-Maʾmūn e sull'età delle Crociate, viste tuttavia dal punto di vista arabo, precorrendo di molto e con maggior rigore contenutistico e metodologico lavori assai più tardi[senza fonte] riguardanti lo stesso argomento[4] e proponendo per la prima volta al lettore testi inediti cronachistici arabo-musulmani.

Fu professore universitario a Palermo e all'Istituto Universitario Orientale di Napoli, approdando presto, per rimanervi fino all'età del pensionamento, all'Università degli studi di Roma-La Sapienza e alla "Scuola Orientale" che nella Facoltà di Lettere era allora inserita.
Socio di un gran numero di associazioni e accademie italiane e internazionali di ricerca, Gabrieli fu nel Consiglio Scientifico dell'Istituto della Enciclopedia Italiana - usualmente identificata come Treccani - come pure in quello che curò la seconda edizione dell'Encyclopædia of Islam/Encyclopédie de l'Islam (Leida-Parigi), oltre che di un gran numero di altre riviste scientifiche, presiedendo con grande prestigio l'Istituto per l'Oriente che aveva nel secondo dopoguerra salvato dal rischio di scioglimento al momento delle epurazioni post-fasciste.
Fu membro autorevole dell'Accademia Nazionale dei Lincei, quindi Presidente della sua Fondazione Leone Caetani per gli Studi Islamici e infine Presidente della stessa Accademia.

Nel 1955 ricevette il Premio Feltrinelli per le Scienze morali e storiche e nel 1983 fu insignito del Premio Balzan per l'Orientalistica, in considerazione dell'altissimo livello raggiunto dai suoi studi sul mondo arabo-islamico.

Autore di innumerevoli libri, saggi, articoli e recensioni (perfetta la sua traduzione e cura delle Mille e una notte per la Einaudi), Francesco Gabrieli fu anche fine[senza fonte] elzevirista, collaborando con i migliori quotidiani italiani.

Molte sue opere sono state tradotte all'estero, in lingua inglese, francese e tedesca.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Per la sua amplissima bibliografia si rinvia a quanto pubblicato dapprima nel volume A Francesco Gabrieli. Studi orientalistici offerti nel sessantesimo compleanno dai suoi colleghi e discepoli (Roma, Università di Roma, 1964) e successivamente nel primo dei 2 volumi, curati da R. Traini, Studi in onore di Francesco Gabrieli nel suo ottantesimo compleanno (Roma, Università di Roma, 1984).
Nel 2012 sono stati dati alle stampe gli atti del convegno commemorativo L'Oriente di un umanista. Omaggio a Francesco Gabrieli a dieci anni dalla scomparsa, svolto a Calimera e a Lecce il 13 e 14 dicembre 2006. Curatrici del volume sono state Monica Ruocco e Samuela Pagani (Roma, Aracne).

Storia e letteratura araba
  • Storia della letteratura araba, 1951
  • Dal mondo dell'Islam, 1954
  • Storici arabi delle Crociate, 1957
  • Gli Arabi, 1958
  • Risorgimento arabo, 1958
  • Saggi orientali, 1960
  • Maometto e le grandi conquiste arabe, Milano, Il Saggiatore, 1967
  • Cultura araba del Novecento, 1983
Traduzioni e antologie
  • Francesco Gabrieli e Virginia Vacca (a cura), Antologia della letteratura araba, Milano, Edizioni Accademia, 1976
  • Francesco Gabrieli (a cura), Le Rubaiyyàt di Omar Khayyàm, Firenze, Sansoni, 1944 (ristampe recenti: Roma, Newton Compton)
Letteratura di viaggio e varia
  • Escursioni, 1958
  • Uomini e paesaggi del Sud, 1960
  • Abbozzi e profili, 1960
  • Tra Mimnermo e Solone. Pagine stravaganti di un arabista, 1968
  • L'arabista petulante, 1972
  • Uomini del mio tempo, 1987
  • Orientalisti del Novecento

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda il necrologio di Ettore Rossi, "In memoria di G. G. (1872-1942)", su Oriente Moderno, XXII, 1942, pp. 256 e segg.).
  2. ^ Roma, Istituto per l'Oriente, 19722, VI+103 pp.
  3. ^ Italia judaica: Saggio d'una bibliografia storica e archeologica degli Ebrei d'Italia, Roma, Fondazione Leonardo per la cultura italiana, 1924, 84 p.
  4. ^ Si vedano i lusinghieri apprezzamenti di Khalid Yahya Blankinship, espressi nei confronti di Gabrieli, nel suo The End of the Jihād State: the Reign of Hishām ibn ʿAbd al-Malik and the Collapse of the Umayyads, Albany, SUNY Press, 1994.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • In memoria di Francesco Gabrieli (1904-1996), Supplemento n. 2 alla Rivista degli Studi Orientali, volume LXXI, Roma, 1997, 229 pp. ISSN 0392-4866
  • Umberta Colella Tommasi, Lo sguardo che unisce. Occidente e Oriente arabo-islamico nel pensiero di Francesco Gabrieli, Galatina (Le), Mario Congedo Editore, 2002, 210 pp. ISBN 8880864629

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 36918520 LCCN: n50016770 SBN: IT\ICCU\CFIV\028929