Fosgene

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Fosgene
formula di struttura
struttura 3D
Nome IUPAC
dicloruro carbonilico
Nomi alternativi
cloruro di carbonile
cloroformilcloruro
dicloroformaldeide
fosgene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare COCl2
Massa molecolare (u) 98,92
Aspetto gas incolore
Numero CAS [75-44-5]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,42 (a 8 °C)
Temperatura di fusione -118 °C (155 K)
Temperatura di ebollizione 8 °C (281 K)
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol−1) -219,1
ΔfG0 (kJ·mol−1) -204,9
S0m(J·K−1mol−1) 283,5
C0p,m(J·K−1mol−1) 57,7
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico corrosivo gas compresso

pericolo

Frasi H 330 - 314 - 280 - EUH071
Consigli P 260 - 280 - 304+340 - 303+361+353 - 305+351+338 - 315 - 405 - 403 [1]

Il fosgene (o cloruro di carbonile) a temperatura ambiente è un gas incolore estremamente tossico e aggressivo, dal tipico odore di fieno ammuffito. La sua formula chimica è COCl2, il suo numero CAS è 75-44-5.

Da un punto di vista sistematico, è il dicloruro dell'acido carbonico.

È un prodotto di sintesi, ma piccole quantità possono formarsi in natura dalla decomposizione e dalla combustione di composti organici contenenti cloro.
Durante la prima guerra mondiale è stato impiegato come arma chimica.

Il fosgene è un veleno particolarmente insidioso, perché non provoca effetti immediati. In genere, i sintomi si manifestano tra le 24 e le 72 ore dopo l'esposizione. Combinandosi con l'acqua contenuta nei tessuti del tratto respiratorio, il fosgene si decompone in monossido di carbonio e acido cloridrico; quest'ultimo dissolve le membrane delle cellule esposte causando il riempimento delle vie respiratorie di liquido. La morte sopraggiunge per combinazione di emorragie interne, shock e insufficienza respiratoria. A differenza di altri gas, il fosgene non viene assorbito attraverso la pelle, il suo effetto si produce solo per inalazione.

Indice

[modifica] Storia

Il fosgene è stato sintetizzato per la prima volta dal chimico John Davy nel 1812. Fu inizialmente usato come arma chimica dai francesi nel 1915; dapprima i tedeschi iniziarono ad aggiungerne piccole quantità al cloro per aumentarne la tossicità. Poco tempo dopo si iniziò ad usarlo tal quale.

Si calcola che i morti dovuti all'uso del fosgene nella prima guerra mondiale siano stati circa 100.000.

Il Regio Esercito ha utilizzato il fosgene in Libia e in Etiopia durante la campagna d'Africa sia contro militari sia contro civili[2].

[modifica] Produzione ed utilizzi

Industrialmente, il fosgene viene prodotto facendo fluire ossido di carbonio e cloro gassosi su un letto di carbone ad alta porosità, che agisce da catalizzatore.

La reazione che avviene è

CO + Cl2 → COCl2

La reazione è esotermica, ovvero avviene con sviluppo di calore, quindi il reattore deve essere raffreddato continuamente per allontanare il calore che viene prodotto. In genere la reazione viene condotta a temperature comprese tra i 50 °C ed i 150 °C; sopra i 200 °C il fosgene torna a decomporsi in cloro e ossido di carbonio.

Un'altra reazione in cui viene prodotto fosgene è quella tra tetraclorometano e acqua ad alte temperature

CCl4 + H2O → COCl2 +2HCl

Per via dei problemi di sicurezza legati al suo trasporto ed al suo stoccaggio, quasi sempre il fosgene è prodotto ed utilizzato nello stesso impianto chimico.

Da notare la precauzione d'utilizzo del cloroformio, che va sempre conservato in boccette ambrate e ben tappato, in quanto la luce, in presenza di ossigeno atmosferico, è in grado di convertire il cloroformio in fosgene.

Il fosgene è principalmente impiegato come materia prima nella produzione di polimeri, tra cui i poliuretani, i policarbonati e le poliuree, oltre che nella produzione del kevlar.

Viene usato anche per produrre isocianati e cloruri acilici, intermedi nelle produzioni di pesticidi, coloranti e molecole di interesse farmaceutico.

Tramite l'uso del fosgene è possibile isolare alcuni metalli - tra cui alluminio e uranio - dai loro minerali, ma si tratta di processi poco usati per via della pericolosità della sostanza.

[modifica] Note

  1. ^ scheda del fosgene su IFA-GESTIS
  2. ^ A. Del Boca, I gas di Mussolini, Editori Riuniti, Roma, 1996 ISBN 978-88-359-5859-8

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