Fondazione CRT

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[modifica] La Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino)

La Fondazione CRT è una fondazione di origine bancaria. Prende forma a fine 1991 dalla Cassa di Risparmio di Torino ed è persona giuridica privata, senza fine di lucro, dotata di piena autonomia statutaria e gestionale e rappresenta uno dei soggetti di organizzazione delle libertà sociali, che interpretano lo spirito della Costituzione Italiana. Pur avendo uno status privato, la Fondazione ha dunque una valenza di carattere collettivo che ne giustifica l’orientamento in direzione degli interessi comuni e pubblici del territorio di riferimento: Piemonte e Valle d’Aosta. L'istituzione torinese persegue statutariamente esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, orientando la propria attività e destinando le risorse in tutti i settori del sociale: dalla conservazione e valorizzazione dei beni artistici e delle attività culturali alla ricerca scientifica; dall’istruzione e formazione alla sanità e assistenza alle categorie sociali deboli; dalla protezione civile e tutela ambientale all’innovazione negli enti locali e al sostegno allo sviluppo economico.

Presidente della Fondazione è Andrea Comba, Segretario Generale è Angelo Miglietta.

[modifica] Da istituto di credito a fondazione

Negli anni Novanta le banche furono oggetto di una profonda e radicale trasformazione, ad opera della legge di delega n. 218 del 30 luglio 1990 (cosiddetta legge Amato e relativi decreti applicativi. Questa riforma portò alla separazione dell'attività creditizia da quella filantropica: la prima fu scorporata e attribuita alle Casse di Risparmio e alle Banche del Monte Spa, mentre le attività finalizzate allo sviluppo sociale, culturale, civile ed economico furono affidate alle Fondazioni. Fu così che la Cassa di Risparmio di Torino scorporò la Fondazione e la Banca Cassa di Risparmio s.pa, detenuta al 100% dalla prima. L'identità delle Fondazioni fu meglio chiarita nel 1998, con la legge delega n. 461 (c.d. legge Ciampi) e successivo decreto applicativo n. 153/99, e riconfermata nel 2003 dalla Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 300, ha confermato la personalità giuridica privata delle Fondazioni ribadendone il ruolo rilevante nello sviluppo della società.

[modifica] La Fondazione CRT e Unicredit

Da unica azionista di Banca CRT spa, nel 1997 Fondazione CRT strinse un’alleanza con Fondazione Cariverona facendo confluire Banca CRT nel Gruppo Unicredito formato da Cariverona, Cassamarca e CR Trieste.

Nel 1998 il Gruppo Unicredito fu unito al Gruppo Credito Italiano e nacque il Gruppo UniCredito Italiano: Fondazione CRT divenne azionista della capogruppo. L’accorpamento delle varie aziende bancarie ha seguito un processo graduale culminato nell’adozione della sigla unica: UniCredit.

Operativamente le banche federate sono state riorganizzate in tre soggetti giuridici: Corporate, Retail e Private. Torino è diventata la sede delle attività di Private Banking e, più in seguito, la sede di Unimanagement, il polo di alta formazione internazionale del gruppo. Nel corso degli anni il rapporto tra i due soggetti si è dimostrato profittevole per entrambi: Fondazione CRT ha ottenuto notevoli risorse da investire sul territorio grazie agli utili derivanti dalla banca, mentre Unicredit ha potuto contare sulla solidità e garanzia dell’istituzione torinese che in più occasioni, soprattutto in momenti congiunturali particolarmente negativi, ha partecipato all’aumento del suo capitale.

[modifica] Modus operandi

La Fondazione CRT si è finora mossa seguendo due modalità di intervento: le erogazioni dirette e la progettazione in proprio. Quest ultima via negli anni si è sempre più consolidata. L'istituzione torinese è oggi un luogo in cui si progetta e si realizza, una macchina pensante che dà vita ad attività a regìa propria in grado di dare risposte mirate alle esigenze territoriali nei diversi settori, con un occhio di riguardo alla possibilità di crescita, formazione e lavoro soprattutto delle giovani generazioni del Piemonte e della Valle d Aosta, la vera risorsa strategica per lo sviluppo del territorio. A fianco di queste due forme d'operatività, la Fondazione CRT ha di recente innescato un cambiamento nel modo di “essere fondazione , imprimendo una svolta allo spirito delle proprie attività. Erogazioni e progettualità propria sono state affiancate da una terza modalità operativa: la venture philanthropy, un approccio innovativo all investimento nel sociale, che ha interessato tutti i settori d intervento della Fondazione e che è stato facilitato dalla costituzione di un nuovo soggetto, la Fondazione Sviluppo e Crescita - CRT. Si tratta di una progettualità sostenibile nel medio lungo periodo, che stimoli comportamenti sempre più responsabili. La venture philantrophy contempla, a differenza della semplice donazione, una strategia di investimento completa i cui elementi cardine sono costituiti dalla valutazione dell investimento iniziale, la strategia di uscita, la sostenibilità e l'autonomia dell'organizzazione finanziata, così come il trasferimento a questa di competenze organizzative e manageriali.

[modifica] Le aree di intervento

Dal 2009 i sette settori di tradizionale operatività della Fondazione CRT sono stati accorpati secondo tre assi fondamentali, ovvero: “Arte e cultura”, che coincide con il settore “Arte, attività e beni culturali”; “Ricerca e istruzione”, in cui si collocano i settori “Educazione, istruzione e formazione” e “Ricerca scientifica e tecnologica”; e infine “Welfare e territorio” che aggrega i settori “Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa”, “Volontariato, filantropia e beneficenza”, “Protezione civile” e “Sviluppo locale”. Nello specifico, i progetti a regia propria sono così suddivisi:

  • Arte e Cultura: Città e Cattedrali - Mestieri Reali - Not&Sipari
  • Ricerca e Istruzione: Master dei Talenti - Lagrange - Diderot - Reading Economics - Marco Polo
  • Welfare e Territorio: Missione Soccorso - Safety Vehicle - Ulaop
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