Magra

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Magra
Magra

La foce del fiume

Stato bandiera Italia
Regioni Stemma Toscana
Stemma Liguria
Lunghezza 70 km
Portata media 40 m³/s
Bacino idrografico 1.686 km²
Altitudine sorgente 1.200 m s.l.m.
Nasce Tra il Monte Borgognone ed il Monte Tavola
Sfocia Mar Ligure
« Di quella valle fu’ io litorano
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano. »
(Dante Alighieri, Commedia, Par. IX, 88-90)

La Magra[1] è un fiume che scorre in Toscana e in Liguria bagnando le province della Spezia e di Massa-Carrara. È il principale fiume della Liguria per portata media alla foce (40 m3/s) anche se ad essa appartiene solo la parte terminale del suo corso.

Indice

[modifica] Corso del fiume

Il fiume nasce in Toscana a quota 1.200 m s.l.m., tra il Monte Borgognone (1.401 m s.l.m.) e il Monte Tavola (1.504 m s.l.m.), creando con il suo corso la Val di Magra. Giunto in territorio ligure confluisce con il Vara riversandosi poi nel Mar Ligure con un ampio estuario situato tra Bocca di Magra e Fiumaretta, frazione del comune di Ameglia.

Nel tratto che va da Pontremoli ad Aulla mantiene una direzione longitudinale rispetto alla catena dell'Appennino, NO-SE, per poi cambiare direzione ad Aulla, volgendo a SO, e sfociare successivamente all'altezza della località di Santo Stefano nell'ampia pianura alluvionale.

La sua lunghezza complessiva è di 70 km[2].

Tra i comuni attraversati dal corso d'acqua si ricordano: Aulla, Filattiera, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana e Zeri in Provincia di Massa e Carrara; Ameglia, Arcola, Santo Stefano di Magra, Sarzana e Vezzano Ligure in Provincia della Spezia

[modifica] Affluenti

Il fiume visto dal ponte dell'A12, poco prima della confluenza con il Vara

Sul suo percorso confluiscono numerosi affluenti, che traggono origine dallo spartiacque dell'Appennino tosco-emiliano, da quello Tosco-Ligure e dalle Alpi Apuane, pertanto sia dalle vallate della Lunigiana, che del Vara. Il primo di questi affluenti, il torrente Magriola, si immette nella Magra poco prima di Pontremoli.

Il tratto montano del fiume, con carattere torrentizio, termina all'altezza della località di Pontremoli e da qui inizia la parte mediana, che finisce alla confluenza del Vara. In questo tratto riceve la maggior parte degli affluenti sia di destra che di sinistra, tra i quali spicca per portata il Bagnone (torrente).

Gli affluenti di destra sono caratterizzati, ad esclusione del Vara, da una portata modesta a causa della scarsità di sorgenti perenni, ed in genere hanno dei corsi brevi e vicini tra di loro, mentre gli affluenti di sinistra sono quelli che danno il contributo maggiore alla portata del fiume in quanto alimentati da buone sorgenti anche in alta quota. I torrenti più lunghi sono il Taverone e l'Aulella che plasmano le due rispettive valli, in direzione di Licciana Nardi e del passo del Lagastrello e di Fivizzano e del passo del Cerreto, ma il più copioso d'acqua è il Bagnone (torrente), omonimo del comune al quale dà il nome.

La foce della Magra vista dalle colline di Carrara
Affluenti di destra Affluenti di sinistra
* torrente Acqua salata
  • torrente Carrara
  • torrente Canossilla
  • torrente Cisavola
  • torrente Cisolagna
  • rio Gazzola
  • torrente Geriola
  • torrente Gordana
  • torrente Magriola
  • torrente Màngiola
  • torrente Osca
  • torrente Pènolo
  • torrente Teglia
  • fiume Vara
  • torrente Verde
* torrente Aulella
  • torrente Bagnone
  • torrente Caprio
  • torrente Civiglia
  • torrente Gorgoglione
  • torrente Monia
  • torrente Tarasco
  • torrente Taverone
  • torrente Magnola

[modifica] Regime idraulico

Ponte della Colombiera distrutto nell'alluvione del 2011

Al seguito del ricevimento dell'acqua dagli affluenti sopra elencati la portata media annua sale a circa 40 m3/s (presso la foce), con una media mensile massima in novembre di quasi 90 m3/s ed una media mensile minima in agosto di circa 7 m3/s. I valori massimi sono in particolare raggiunti in autunno ed in primavera. Proprio per la sua collocazione geografica, il bacino della Magra è soggetto a forte piovosità sicché si possono verificare piene straordinarie particolamente imponenti in genere ogni anno; dai dati del Servizio Idrografico Nazionale del Ministero dei Lavori Pubblici si può stabilire che generalmente il regime dei flussi ricalchi quello degli afflussi meteorici, con piene elevate e magre accentuate.

La portata minima assoluta mai toccata è di 5 m3/s, mentre quella massima assoluta, raggiunta durante la disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011 ha superato di gran lunga i 5.000 m3/s.

Tali piene portano spesso ad esondazioni[3], generalmente nel tratto finale del fiume dove risente, tra l'altro, dell'andamento del moto ondoso e delle maree del Mar Ligure, che possono contrastare il deflusso delle acque. Tra il 2009 ed il 2011 si sono verificate ben quattro esondazioni che hanno distrutto due volte il ponte della Colombiera, allagato case e stutture produttive: due nel 2009[4], nel 2010[5] e la più grave con l'alluvione del 2011

[modifica] Fauna

La foce della Magra vista dalle colline di Luni

Le acque del fiume sono ricche di pesci, nel corso inferiore della Magra sono presenti più di 30 specie, tra quelle autoctone e quelle introdotte nelle acque spezzine per le gare di pesca; ricordiamo la trota iridata, la trota fario, la tinca, la savetta, la lasca, la scardola, la carpa, il carassio, il pesce persico, il pesce gatto ed il luccio; verso la foce anche molte specie di mare, che risalgono la corrente per diversi chilometri.
Le rive sono abitate da: toporagno d'acqua, volpe, cinghiale, nutria (d'origine non autoctona); ma soprattutto da uccelli: gabbiano, cormorano, cornacchia grigia, topino, gruccione, ecc. e presentano un ambiente assai accogliente per le specie migratorie, che qui si fermano anche per lunghi periodi, spesso nidificando.

[modifica] Il Parco

Il tratto di fiume situato nella Provincia della Spezia fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello Magra.

[modifica] Storia e curiosità

  • Il fiume Magra assurse di importanza coi romani al termine della Guerra sociale, quando fu preso, assieme al fiume Rubicone quale confine del territorio italiano godente della cittadinanza romana. Infatti per i Romani l'«Italia» quale entità geografico-amministrativa, non comprendeva né le isole (Sicilia e Sardegna) né la pianura padana.[senza fonte]
  • Il fiume Magra, come il Reno, il Marecchia, il Conca e il Lamone, sorge in una regione appartenente all'Italia centrale e sfocia in una regione appartenente all'Italia settentrionale.

[modifica] Bibliografia

Il fiume Magra alla foce
  • Ferruccio Bartolini, Riccardo Boggi, Almo Farina, Emilia Petacco, Giulivo Ricci, Roberto Ricci, La Magra, viaggio all'interno di una valle, Sarzana, Editrice Lunaria, 1992.

[modifica] Note

  1. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia Secondo il DOP l'idronimo è femminile.
  2. ^ Documento Autorità di Bacino
  3. ^ William Domenichini. «Tabula rasa mercificata». Informazionesostenibile.info.
  4. ^ William Domenichini. «I nuovi percorsi dell’acqua, tra cambiamenti climatici e mutamenti territoriali». Informazionesostenibile.info.
  5. ^ William Domenichini. «Se Maometto non va alla montagna, la montagna frana». Informazionesostenibile.info.

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