Filatura
Col termine filatura si intende definire la complessa sequenza di operazioni necessarie alla trasformazione delle fibre tessili in filato oppure filo, sia lo stabilimento industriale (filanda, filatoio) in cui avviene tale lavorazione.
Indice |
[modifica] Definizione
Lo scopo essenziale della filatura consiste nell'ottenere un prodotto finale il più possibile omogeneo, ovvero dotato di uniformi caratteristiche di resistenza, titolo, colore, pulizia ed elasticità. In sostanza la filatura è l’insieme di operazioni che trasforma una fibra grezza in un filato. Il filato è un filamento resistente, omogeneo e sufficientemente lungo per poter essere usato sia nella fabbricazione dei tessuti, sia nella confezione a maglia e anche come filato per cucito o anche ricamo.
Premesso che le fibre possono presentarsi in fiocco (lana, cotone, ecc) o a filamento continuo (seta e fibre sintetiche), la filatura può essere eseguita su:
- Fibra in fiocco corta
- Fibra lunga in fiocco
- Fibra a filamento continuo
È inoltre da precisare che le fibre sintetiche possono essere altresì tagliate e trasformate in fiocco. Lo scopo di tale operazione è quella di poterle lavorare insieme ad esempio ad altre fibre non a lunghezza illimitata. Le fasi di lavorazione cambiano in relazione alla tipologia della fibra di partenza, in particolare sulla base della lunghezza delle fibre.
Per trasformare una massa di fibre in un filato l'operazione indispensabile è la torcitura. Il filato è il prodotto derivato dall'unione di una grande quantità di fibre tessili che, generalmente, presenta caratteristiche di sofficità a differenza del filo che è sottile, di lunghezza teoricamente illimitata, formato da una o più bave di seta o di fibre sintetiche o artificiali, filate in continuo; nei confronti del filato, esso risulta solitamente di sezione più regolare, liscio, rigido, brillante, ma meno morbido e termicamente meno isolante.
- la filatura propria, detta anche filatura tradizionale, è l'insieme delle operazioni necessarie alla trasformazione delle fibre tessili (esclusa la seta) in filato.
- la filatura impropria descrive tipicamente la produzione delle fibre artificiali e sintetiche con la filiera.
[modifica] La filatura tradizionale
[modifica] Storia
Per torcere le fibre tessili il primo attrezzo utilizzato dall'umanità furono le mani, lavoro lungo e complesso che già nel neolitico veniva eseguito con l'aiuto di un fuso. Del tutto identico al modello oggi usato in sud America e Africa e tradizionalmente nel sud Italia e nord America il fuso dell'antichità era formato da un bastoncino (lungo una spanna) infilato in un tondino forato (largo 4-6 cm). La rotazione impressa al bastoncino, prolungata dall'inerzia del tondino torce le fibre che vengono legate al fuso, che nel girare accumula sul bastoncino il filo fatto. Filare è un lavoro lungo che occupava una considerevole fetta della popolazione, soprattutto donne e bimbi, la produzione di un alacre filatore poteva essere di pochi etti nella giornata, l'esigenza di velocizzare la lavorazione portò alla costruzione di apparecchi in legno che azionati da un pedale sveltivano di molto la produzione.
Nel medioevo si cominciò ad usare questo apparecchio che viene chiamato: arcolaio, filerina o filatoio. Il primo filatoio a mano risale al 1280.
Nella metà del XVIII secolo con la rivoluzione industriale si avviò la meccanizzazione della filatura. Nel 1764 James Hargreaves inventa il primo filatoio meccanico a lavoro intermittente (Spinning Jenny o Giannetta) che brevetterà nel 1770. Nel 1769 Richard Arkwright lo azionerà con una ruota idraulica. Nel 1787 vi verrà applicato un motore a vapore.
[modifica] Ciclo della filatura tradizionale
La filatura richiede delle fasi di lavorazione dei materiali indispensabili alla preparazione delle stesse, differenti a seconda delle fibre utilizzate,
- Preparazione: apre, miscela e pulisce il materiale, prevede la battitura per la lana lo sfibramento con la gramola per il lino.
- Cardatura: districa le fibre, dandogli un certo ordine
Per giungere alla
- Filatura: torce le fibre trasformando l'ammasso cardato in cordone più o meno sottile che è il filato.
Che può essere seguita da finiture strutturali o estetiche come:
- Binatura: accoppiamento con torsione di più capi per ottenere un filato più robusto e più stabile.
- Lavaggio
- Tintura'
[modifica] Filatura della seta
La seta non viene filata (essendo la bava prodotta dal baco da seta già un filo), il dipanamento del bozzolo si chiama trattura, per le fasi della produzione di un filato di seta vedi:
| Per approfondire, vedi la voce Filanda. |
[modifica] Filatura industriale
| Per approfondire, vedi la voce Tipi di filatura. |
La filatura industriale è effettuata da batterie di macchinari che funzionano in modo completamente automatico. Le fasi di lavorazioni cambiano in relazione al tipo di prodotto voluto. Le operazioni per la filatura lunga prevedono:
- Pulitura con cernita e lavatura
- Apertura
- Battitura
- Cardatura
- Pettinatura (non si fa per le fibre corte)
- Dindello
- Stoppino
- Filato
- Operazioni complementari
La filatura industriale prevede le seguenti fasi:
[modifica] Preparazione
- Pulizia e depolverizzazione con aria compressa
- Mischia: miscelazione delle fibre provenienti da balle diverse o di materiali diversi.
[modifica] Cardatura
Ha lo scopo di orientare le fibre in un'unica direzione (parallelizzazione), tramite apposite macchine chiamate carde od "assortimenti di carde". La carda è costituita da cilindri rotanti di grandi dimensioni (tamburo e pettinatore) muniti di denti metallici di opportuna finezza e numero, registrati tra di loro a pochi centesimi di millimetro (da 40 a 15 progressivamente), da organi ausiliari cardanti (lavoratori e volteggiatori) e da numerosi altri organi ausiliari (volante, sopravolante, sottovolante, entrate, rouletabosse); le fibre passano attraverso queste due superfici mobili munite di punte, per essere districate ed orientate, fino a ridursi di passaggio in passaggio in un velo di fibre parallelizzate che viene trasformato in nastro cardato (piatto) e poi in stoppino (cilindrico) nell'ultima parte della macchina detta "divisore".
[modifica] Pettinatura
Ha lo scopo di aumentare l'omogeneità e la parallelizzazione delle fibre, scartando le più corte.
[modifica] Stiro
Ha lo scopo di mescolare fibre di diverso genere o diversi lotti dello stesso genere(ad esempio fibre sintetiche con fibre naturali)e rendere uniforme lo stoppino, procedendo ad una serie di accoppiamenti e successivi stiraggi (tramite stiratoi) fino ad ottenere un numero determinato di fibre in ogni punto dello stoppino stesso in modo da fargli raggiungere, durante la successiva fase di filatura, il titolo desiderato, cioè la finezza desiderata.
L’operazione di stiro consiste nel tirare il nastro. I nastri di carda sono irregolari; l'operazione è preceduta dalla sovrapposizione di più nastri l’uno sopra l’altro; infatti, i nastri di carda sono di per sé irregolari: uno diverso dall’altro, quindi sovrapponendoli è possibile compensare i relativi difetti. Di norma si accoppiano dai 4 ai 6 nastri che vengono stirati 4 o 6 volte finché diventano uniformi. Ad es. presi 4 nastri con titolo 1 vengono sovrapposti, da tale operazione si otterrebbe un titolo 4, ma con la successiva stiratura si ritorna ad un titolo pari ad 1 ma con un nastro uniforme. Più tecnicamente lo stiro si ottiene facendo passare i nastri di carda attraverso appositi cilindri che stirano gli stessi. Il nastro cammina per effetto dei cilindri alimentatori che hanno una velocità inferiore a quello di stiro che quindi è più veloce. Normalmente si utilizzano 4 o 6 stiratoi, ognuno formato da 4 cilindri, 2 alimentatori e 2 di stiro. Al termine della fase di stiro otteniamo il cosiddetto nastro stirato.
[modifica] Filatura
Lo stoppino risulta assai poco resistente; per ottenere un filato tenace ed omogeneo, è quindi ulteriormente assottigliato tramite torsione per mezzo dei cosiddetti "banchi a fusi". Lo stoppino proveniente dai "banchi a fusi" subisce infine la torsione definitiva e l'avvolgimento su rocchetti o bobine (bobinatura) nei filatoi che possono essere intermittenti (selfacting) o continui (ad alette o ad anelli).
[modifica] Roccatura
I fusi di filato prodotti dal filatoio ad anelli (ring spinning) vengono svolti dalla roccatrice e riavvolti sotto forma di rocca che solitamente è di forma troncoconica e del peso che varia dai 900 grammi ai 3000 grammi.
Eventuali trattamenti nobilitanti come: binatura, ritorcitura, gasatura e tintura.
[modifica] Filatura cotone pettinato
| Per approfondire, vedi la voce Filatura cotone pettinato. |
La filatura del cotone pettinato è un tipo di filatura industriale che si applica a fibre di cotone di una certa lunghezza. Il suo prodotto è un filato di cotone di alta qualità resistente, con aspetto lucido e poco peloso.
[modifica] Filatura laniera cardata
| Per approfondire, vedi la voce Filatura laniera cardata. |
Il ciclo di filatura laniera cardata è destinato alla lavorazione delle fibre che, per la loro limitata lunghezza o per la loro specificità, non possono subire l'operazione di pettinatura e quindi confluire nel ciclo di filatura pettinata.
[modifica] Titolazione
Il titolo di un filato indica la finezza del medesimo. Si sono utilizzati numerosi modi per misurare il titolo, ora il più usato è il titolo metrico Nm, che indica il numero di km di filo che si ottengono con un Kg di fibra. Nm 44 significa quindi che 44000 metri di filo hanno il peso di un Kg. È ancora spesso utilizzata la forma "1/44" che esplicita la condizione di filo singolo avente titolo Nm 44. La dizione "2/44" ad esempio invece esplicita la condizione di un filo ritorto a due capi ottenuto a partire appunto da due fili Nm 44.
[modifica] Voci correlate
- Glossario di tessitura
- Cronologia di tecnologia tessile
- Museo del tessuto
- Elettrofilatura
- Filatura dei polimeri