Ferruccio Valobra
Ferruccio Valobra (Torino, 12 aprile 1898 – Poligono di Tiro del Martinetto, Torino, 22 settembre 1944) è stato un partigiano e antifascista italiano.
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[modifica] Biografia
Ferruccio Valora nacque a Torino da famiglia ebrea. Capitano di complemento nel corpo degli Alpini durante la prima guerra mondiale, fu decorato con medaglia d'argento al valor militare. Nel dopoguerra lavora come perito industriale e rappresentante di commercio. Sposato, è padre di una bambina. Radiato dall'esercito in seguito alle leggi razziali del 1938, allo scoppio della guerra è costretto a sfollare a Carmagnola nella frazione di San Bernardo. Di idee antifasciste, aderì al Partito repubblicano clandestino. Dopo l'8 settembre 1943 entrò a far parte del primo CNR carmagnolese e divenne comandante (il Capitano Rossi) di una formazione partigiana autonoma operante nel territorio circostante. Tradito da un anonimo delatore l'8 settembre 1944, fu incarcerato e torturato da elementi della Guardia Nazionale Repubblicana fascista. Con sentenza del Tribunale Co. Gu. di Torino fu condannato a morte per fucilazione il 21 settembre 1944. La sentenza fu eseguita il giorno seguente nel Poligono di Tiro del Martinetto a Torino. Prima di morire Valobra riuscì a scrivere due lettere, che si concludono con le parole indirizzate alla moglie e alla figlia:
| « Spero che il mio sacrificio come quello dei miei compagni serva a darvi un migliore domani, in un’Italia più bella quale io e voi abbiamo sempre agognato nel più profondo del nostro animo.[1] » |
Ferruccio Valobra è sepolto nel cimitero ebraico di Carmagnola. A lui è oggi dedicata la strada principale della cittadina. Nell'attuale Sacrario del Martinetto è presente una lapide commemorativa che ne ricorda il suo sacrificio.
[modifica] Note
- ^ Piero Malvezzi - Giovanni Pirelli (a cura di), Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, pp. 321-322.