Ferenc Kazinczy
Ferenc Kazinczy (Érsemjén, 1759 – Széphalom, 1831) è stato uno scrittore, poeta e traduttore ungherese.
Implicato nella cospirazione giacobina del 1793 venne arrestato e condannato a morte. In seguito la condanna venne commutata e restò in carcere dal 1794 al 1801.
Dedicò la sua vita alla causa della riforma della lingua e della letteratura ungherese (Ortologhi e neologhi presso di noi e presso gli altri popoli, 1819) ed è considerato il più autorevole critico letterario del suo tempo.
Fu direttore delle prime riviste letterarie ungheresi ("Museo ungherese", "Orfeo") e ideologo della borghesia illuminista. Fu inoltre uno dei primi membri dell'Accademia ungherese fondata nel 1830 che contribuì a costituire.
Tradusse Anacreonte, Cicerone, Sallustio, La Rochefoucauld, Marmontel, Molière, Shakespeare, Sterne, Lessing, Goethe, Wieland, Klopstock, Ossian, Métastase.
[modifica] Opere scelte
- Tövisek és virágok, 1811
- Poétai episztola Vitkovics Mihályhoz, 1811
- Felelet a mondolatra pamphlet, 1815
- Ortológus és neológus nálunk és más nemzeteknél, 1819
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