Felice Matteucci
Felice Matteucci (Capannori, 12 febbraio 1808 – Capannori, 13 settembre 1887) è stato un ingegnere italiano. Con Eugenio Barsanti realizzò il primo motore a combustione interna.
[modifica] Biografia
Studiò ingegneria idraulica e meccanica a Parigi e a Firenze. Nel 1838 sposò Giulia Ramirez di Montalvo da Campi Bisenzio, ultima discendente di una nobile famiglia di origine spagnola e si trasferì nella villa della moglie, anche per essere più vicino a Firenze dove stava compiendo alcuni studi per l'Osservatorio Ximeniano. Nel 1851 conobbe padre Nicolò Barsanti degli Scolopi e rimase impressionato dalla sua idea per un motore a combustione interna; da questo momento i due collaborarono per tutta la vita allo sviluppo pratico dell'invenzione. Tra il 1851 ed il 1864 i due costruirono vari prototipi di motore a scoppio provando delle varianti al concetto di combustione interna ad un cilindro. Presentarono inoltre vari brevetti in Italia ed all'estero.
Dopo la morte del socio nel 1864 ed il fallimento della società costituita per promuovere l'applicazione a macchine industriali del motore, ritornò alla sua attività di ingegnere idraulico. Fece studi su idrometri e pluviometri e sulle opere idrauliche fluviali.
Nel 1877 rivendicò per sé e per Barsanti la priorità dell'invenzione del motore a combustione interna, nel frattempo sviluppato da Nikolaus August Otto in modo palesemente simile al motore Barsanti-Matteucci.
Gli insuccessi e le frustrazioni accumulate favorirono la malattia che ne causò la morte nella sua villa di Vorno, frazione di Capannori.
La sua salma fu collocata nella cappella della Villa Montalvo di Campi Bisenzio, comune di cui fu anche consigliere comunale dal 1865 al 1875.
[modifica] Dediche
- Il liceo scientifico di Viareggio è stato intitolato alla coppia di inventori toscani Barsanti e Matteucci.
- La Fondazione Barsanti e Matteucci di Lucca ha donato al Deutsche Museum di Monaco in Germania, una riproduzione, a grandezza naturale, del primo motore a combustione interna costruito da Eugenio Barsanti e Felice Matteucci.