Felice Cordero di Pamparato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Felice Cordero di Pamparato

Felice Cordero di Pamparato (Torino, 3 giugno 1919Giaveno, 17 agosto 1944) è stato un partigiano italiano.

[modifica] Biografia

Figlio di Stanislao, studiò nel Reale Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, e poi all'Accademia d'Artiglieria di Torino. Nel 1944 si unì alla Resistenza, divenendo comandante, con il nome di «Campana», di una brigata partigiana operante nella Val Sangone. Catturato il 7 agosto dai fascisti, fu impiccato con altri tre suoi compagni nella piazza centrale di Giaveno.

Cordero di Pamparato è Medaglia d'oro al valor militare alla memoria e gli è intitolato il Palazzo Campana di Torino. L'edificio, già casa del Fascio torinese, fu occupato dalla formazione partigiana «Campana» di Giustizia e Libertà il 28 aprile 1945, divenendo poi sede del Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ufficiale in servizio permanente effettivo, subito dopo l'armistizio entrava nelle file partigiane guadagnandosi, con ripetuti atti di valore, la stima e la fiducia dei compagni di lotta e la nomina a comandante di Brigata. Ricercato e combattuto dai nazifascisti, che temevano l'aggressività combattiva del suo reparto, cadeva dopo giorni di lotta nelle mani del nemico assai superiore per numero e mezzi. All'offerta di passare nelle file fasciste rispondeva sdegnosamente: « A nobile, si confanno soltanto cose nobili ». Affermava di avere combattuto perché fedele soldato del Re e di preferire la morte piuttosto che rinnegare i suoi partigiani. Condannato a morte, affrontava fieramente il capestro, raggiungendo la schiera dei martiri della Patria. Giaveno, 17 agosto 1944.»

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni