Futbol'nyj Klub Zenit Sankt-Peterburg

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FK Zenit Sankt-Peterburg
Calcio Football pictogram.svg
Campione di Russia in carica
Sinie-Bielo-Golubye (Azzurri-Bianco-Celesti), Bomzhi (I vagabondi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Blu Azzurro e Bianco.png blu-bianco-azzurro
Dati societari
Città Coat of Arms of Saint Petersburg (2003).png San Pietroburgo
Paese bandiera Russia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Russia.svg RFU
Fondazione 1925
Presidente Bandiera della Russia Aleksandr Dyukov
Allenatore Bandiera dell'Italia Luciano Spalletti
Stadio Petrovskij
(21,570[1] posti)
Sito web www.fc-zenit.ru
Palmarès
Coppauefa.png Supercoppaeuropea.png
Titoli nazionali 1 Campionato Sovietico
3 Campionati Russi
Trofei nazionali 1 Coppa Sovietica
1 Supercoppa Sovietica
2 Coppe di Russia
2 Supercoppa Russa
1 Coppa della RPL
Trofei internazionali 1 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
Tifosi dello Zenit

Il Futbol'nyj Klub Zenit Sankt-Peterburg (in russo: Футбольный клуб "Зенит" Санкт-Петербург[?]), noto semplicemente come Zenit San Pietroburgo, è una società di calcio con sede a San Pietroburgo, in Russia. Gioca nella Prem'er-Liga del campionato di calcio russo e disputa le partite casalinghe nello Stadio Petrovskij di San Pietroburgo.

Indice

[modifica] Storia

Fondato nel 1925 con il nome di Krasnaja Zarja Leningrado, si è chiamato Stalinec Leningrado, Zenit Leningrado e, dal 1991, è denominato Zenit San Pietroburgo.

Il primo successo il club lo colse in piena seconda guerra mondiale, quando nel 1944 vinse la sua prima Coppa dell'Unione Sovietica battendo il CSKA Mosca. Nel 1967 lo Zenit finì ultimo nel campionato sovietico, ma venne salvato dalla politica, che decise che non era il caso di far retrocedere un club di Leningrado proprio nell'anno del 50º anniversario della rivoluzione bolscevica.[2]

Negli anni ottanta il club raggiunse altri importanti traguardi: la medaglia di bronzo nel 1980, la finale della Coppa dell'Unione Sovietica del 1984, e, nello stesso anno il successo più importante, la vittoria del titolo sovietico. L'anno successivo vinse anche la Supercoppa sovietica.

Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, il club venne inizialmente relegato (1992) nella seconda serie del campionato russo, e solamente nel 1996 fu promosso nella massima serie. Nel 1996 vinse il suo primo trofeo russo, la Coppa di Russia, competizione di cui disputò la finale anche nel 2002. Nel 2003 si aggiudicò anche la prima e unica edizione della Coppa del campionato russo.

Dal dicembre del 2005 il club è controllato dal colosso petrolifero Gazprom.

Nel novembre 2007, sotto la guida di Dick Advocaat, la squadra si è aggiudicata per la prima volta il campionato russo, inanellando 10 vittorie nelle ultime 11 giornate.

Nel 2008 lo Zenit San Pietroburgo di Advocaat è stato artefice di grandi imprese in Coppa UEFA. Dopo aver eliminato Villarreal nei sedicesimi di finale, Olympique Marsiglia negli ottavi, Bayer Leverkusen (battuto per 4-1 in casa) nei quarti di finale, ha estromesso dalla competizione anche il più quotato Bayern Monaco in semifinale. La partita di andata all'Allianz Arena è terminata 1-1, mentre nel ritorno allo Stadio Petrovskij i russi hanno sconfitto i bavaresi per 4-0, infliggendo loro la sconfitta più netta del club tedesco nella storia delle coppe europee. In finale, il 14 maggio al City of Manchester Stadium, hanno affrontato i Rangers imponendosi per 2-0, dopo aver dominato per tutta la gara. Per la squadra russa è il primo trofeo vinto a livello europeo. Lo Zenit è anche riuscito a piazzare un proprio giocatore, l'attaccante Pogrebnjak, autore di 10 reti, in cima alla classifica dei marcatori, alla pari di Toni.

Il 29 agosto 2008 allo Stade Louis II di Monaco lo Zenit si è aggiudicato la Supercoppa europea, battendo i detentori della Champions League, gli inglesi del Manchester United ed entrando in tal modo a pieno titolo tra le grandi del calcio europeo.

Nella stagione 2008-2009 la squadra pietroburghese fa il suo esordio in Champions League, dove è inserita nel girone di Real Madrid, Juventus e Bate Borisov. Tuttavia nonostante le aspettative, complice anche la notevole difficoltà del girone, i risultati faticano ad arrivare e i russi non vanno oltre il terzo posto, ottenendo così l'accesso in Coppa UEFA.

Il 1º ottobre il quotidiano spagnolo El Pais pubblica un articolo in cui riporta che sulla partita vinta dallo Zenit per 4-0 contro il Bayern Monaco aleggerebbe il sospetto di corruzione, così come sarebbe stato affermato da due mafiosi russi che, durante una telefonata intercettata, si vantavano di aver pagato 50 milioni per fare risultato.[3]

Nel dicembre 2009, un mese dopo la fine del campionato, il club ingaggia il tecnico Luciano Spalletti. Il 16 maggio vince la seconda Coppa di Russia della sua storia[4].

Con il tecnico italiano la squadra di San Pietroburgo vince la Prem'er-Liga 2010 con due giornate di anticipo.

Il 28 aprile 2012, lo Zenit San Pietroburgo bissa il successo della stagione precedente, battendo per 2 a 1 la Dinamo Mosca, portandosi così a +15 dalle dirette inseguitrici, il CSKA Mosca e appunto la Dinamo Mosca, aggiudicandosi il campionato con ben 3 giornate d'anticipo.

Per il tecnico Luciano Spalletti dunque si tratta del quarto trofeo da quando è alla guida della squadra di San Pietroburgo, infatti ha conquistato due campionati 2010 e 2011-12, una Coppa di Russia 2010 e una Supercoppa di Russia 2011.

La squadra è in 18a posizione nel Ranking UEFA.

[modifica] Tifoseria

La tifoseria della prima squadra di San Pietroburgo si è resa artefice di alcuni atti a sfondo razzista. Giorno 11 novembre 2007, il giovane di origini tanzaniane, Maira Mkama, è stato oggetto di un'aggressione con accoltellamento e perdita del rene: da notare che il giovane era uscito per festeggiare la vittoria dello Zenit[5]. L'anno successivo, durante una gara di Coppa UEFA disputatasi il 12 marzo 2008, tifosi dello Zenit hanno impiccato una scimmia peluche, gettato banane in campo ed intonato cori razzisti[5]. Per quest'ultima condotta, la società è stata multata di 60.000 franchi svizzeri[6]. Ma già nel 2005 la tifoseria si è fatta notare per un altro gesto. La società era intenzionata ad acquistare il giocatore Ze Roberto, ma la trattativa saltò. A detta del d.s. Sarsania l'acquisto fallito fu dovuto all'opposizione della moglie del giocatore brasiliano; l'allenatore Dick Advocat ha successivamente raccontato al Telegraph che in realtà «la tifoseria non avrebbe capito» l'ingaggio di un giocatore di colore[7]. Nel 2009, la tifoseria dello Zenit è salita alla ribalta per aver chiesto alla propria società di proibire l'accesso allo stadio alle donne, giacché la loro presenza farebbe da deterrente al tifoso intento ad insultare l'avversario[8]. La società sembrerebbe intenzionata ad accogliere tale richiesta[9]. Nel Marzo 2011, durante il match contro il Futbol'nyj Klub Anži Machačkala, un tifoso dello Zenit ha lanciato al difensore Roberto Carlos, in forza agli avversari, una banana, gesto riconducibile come comportamento razzista.[10]

[modifica] Palmarès

[modifica] Trofei nazionali

Anni
Campionato Sovietico: 1 1984[11]
Campionati Russi: 3 2007, 2010, 2011-2012
Coppa Sovietica: 1 1944[11]
Supercoppa Sovietica: 1 1985[11]
Coppa di Russia: 2 1998-1999, 2009-2010
Supercoppa di Russia: 2 2008, 2011
Coppa del Campionato Russo: 1 2003

[modifica] Trofei internazionali

Anni
Coppauefa.png Coppa UEFA: 1 2007-2008
Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: 1 2008

[modifica] Organico 2011-2012

[modifica] Rosa

Rosa e numerazione aggiornate al 10 aprile 2012[12].

N. Ruolo Giocatore
2 Bandiera della Russia D Aleksandr Anjukov (capitano)
3 Bandiera del Portogallo D Bruno Alves
4 Bandiera dell'Italia D Domenico Criscito
6 Bandiera del Belgio D Nicolas Lombaerts
8 Bandiera della Serbia A Danko Lazović
9 Bandiera della Russia A Aleksandr Bucharov
10 Bandiera del Portogallo C Danny
11 Bandiera della Russia A Aleksandr Keržakov
14 Bandiera della Slovacchia D Tomáš Hubočan
15 Bandiera della Russia C Roman Širokov
16 Bandiera della Russia P Vjačeslav Malafeev
17 Bandiera dell'Italia C Alessandro Rosina
N. Ruolo Giocatore 600px Blu Azzurro e Bianco.png
18 Bandiera della Russia C Konstantin Zyrjanov
20 Bandiera della Russia C Viktor Fajzulin
22 Bandiera della Russia P Dmitrij Borodin
23 Bandiera dell'Ungheria C Szabolcs Huszti
24 Bandiera della Serbia D Aleksandar Luković
25 Bandiera della Russia C Sergej Semak
27 Bandiera della Russia C Igor' Denisov
29 Bandiera della Russia C Andrej Aršavin
30 Bandiera della Bielorussia P Jury Žaŭnoŭ
34 Bandiera della Russia C Vladimir Bystrov
99 Bandiera della Russia A Maxim Kanunnikov

[modifica] Giocatori celebri

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del F.K. Zenit Sankt-Peterburg.

[modifica] Note

  1. ^ http://www.petrovsky.spb.ru/stadium/id/15
  2. ^ (IT) Zenit. URL consultato il 4-12-2011.
  3. ^ «Zenit, ombre sul trionfo UEFA. La magistratura indaga», La Gazzetta dello Sport, 01-10-2008.
  4. ^ (EN) «Italian Spalletti leads Zenit to Russian Cup win», Reuters UK, 16-05-2010.
  5. ^ a b «Zenit San Pietroburgo, la tifoseria più razzista d'Europa.», Sky.it, 25-11-2008.
  6. ^ «Calcio, Uefa: Zenit multato per condotta razzista tifosi.», Kataweb News, 24-07-2008.
  7. ^ «Zenit-Rangers vale la Uefa - I ricchi sfidano i brutti.», Gazzetta.it, 14-05-2008.
  8. ^ «"Non vogliamo donne allo stadio"», Sport Mediaset.it, 27-02-2009.
  9. ^ «I tifosi dello Zenit: veri uomini (da evitare).», it.eurosport.yahoo.com, 02-03-2009.
  10. ^ «Banana a Roberto Carlos. E' bufera in Russia.», Repubblica.it, 23-03-2011.
  11. ^ a b c Titolo vinto con il nome di Zenit Leningrado
  12. ^ Zenit Players

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