Extended play

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Extended play, abbreviato in EP, è il nome dato nel settore discografico ai dischi in vinile o ai CD la cui durata sia superiore a un singolo e inferiore a un album.

[modifica] Gli EP in vinile

Solitamente un EP in vinile contiene quattro tracce, e gira a 45 giri; se invece gira a 33 giri si usa la denominazione Q Disc.

Quando le tracce cominciano ad essere cinque o più ci si trova più propriamente davanti ad un mini album, mentre nel caso di 45 giri con tre canzoni vengono usate altre denominazioni (in genere disco tris) e, comunque, viene seguita la stessa numerazione di catalogo dei 45 giri (mentre gli Extended Play seguono una numerazione propria).

Un esempio di EP: in questo caso, un disco dei Brutos pubblicato nel 1960, si tratta di quattro canzoni inedite di cui una pubblicata in seguito su 45 giri

Gli EP venivano usati o per raggruppare alcune canzoni già pubblicate su 45 giri o per lanciare nuove canzoni; i brani erano suddivisi due per lato.

Tre EP pubblicati da Mina: in questi tre casi, abbiamo un disco con un titolo proprio, Mina canta Napoli, e due dischi che riportano solo i titoli dei brani contenuti.

Non sempre gli EP avevano un titolo proprio: spesso venivano invece riportati sul fronte di copertina le quattro canzoni in esso contenute, che quindi diventavano il titolo vero e proprio del supporto.

[modifica] Gli EP in CD

Nel caso del supporto in CD solitamente si preferisce[chi?] sostituire il termine EP con i più appropriati CD singolo o mini album[senza fonte]

Generalmente, gruppi e artisti ricorrono a questo tipo di pubblicazione quando hanno del nuovo materiale da pubblicare senza però necessariamente pubblicare un vero e proprio album. L'EP contiene poche tracce, solitamente il numero può aggirarsi all'incirca tra le 4 e le 7 tracce e la durata solitamente non raggiunge i 30 minuti.

Un EP può contenere brani completamente inediti, non presenti in un album precedentemente pubblicato dall'artista perché scartati per motivi di spazio o perché non graditi particolarmente dall'artista o dalla sua etichetta (dando così ai fan l'opportunità di sentirli ugualmente) oppure brani nuovi che verranno poi inseriti nel successivo album (si ricordano ad esempio Hesher dei Nickelback, o anche Extended Play -appunto così intitolato- di Vasco Rossi che contiene Basta poco poi inclusa nell'album). Allo stesso modo può contenere versioni demo, versioni live o alternative di brani già noti al pubblico. Può contenere anche delle cover inedite di brani di altri artisti registrate in studio (si citi Feedback dei Rush) o dal vivo (come ad esempio in A Change of Seasons dei Dream Theater).

Generalmente il pubblico delle masse ha una scarsa propensione ad acquistare questo tipo di pubblicazione, preferendo il vero e proprio album o al massimo il singolo,[senza fonte] mentre è particolarmente ricercata dai fan più accaniti di un artista (che non vorrebbero perdersi nemmeno un'uscita dei propri idoli) e in particolar modo dai collezionisti, che per aggiungere un pezzo raro alla loro collezione la acquistano in negozi specializzati o la ordinano via Internet. In oriente invece gli EP sono particolarmente comuni ed apprezzati, specialmente in Giappone dove sono il tipico formato scelto dalle band emergenti, soprattutto nell'ambito del visual kei.[senza fonte]

[modifica] Gli EP per DJ

Tra le produzioni di musica techno o house l'EP è sicuramente il formato di pubblicazione più diffuso, per facilitare il mixaggio ai DJ nelle discoteche: l'EP permette al DJ di districarsi in modo più pratico fra le tracce del disco, essendo solo due per lato. Anche le pubblicazioni dei vari remix di una traccia famosa sono spesso inseriti in un EP, non essendo (il più delle volte) superiori a 4 o 5.

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