Europrogettazione

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Europrogettazione è un neologismo con cui si vogliono indicare tutte le complesse attività necessarie e strumentali alla produzione, alla stesura e alla presentazione dei progetti europei, intendendosi come tali le domande di finanziamento indirizzate alla Commissione europea (o ad altri enti che comunque utilizzano fondi europei), in risposta ad uno specifico bando. Il termine, non facilmente traducibile nelle altre lingue europee, è stato coniato in Italia nella seconda metà degli anni novanta.

L'europrogettazione può interessare tanto gli enti pubblici (ministeri, università, comuni, aziende sanitarie, ecc.) che i privati (aziende, associazioni, fondazioni, ecc.) in quanto possibili beneficiari dei bandi europei ad essi destinati, ed è spesso indicata come un promettente "giacimento occupazionale". In effetti l'europrogettista era indicato dalle ricerche Isfol/Ministero del Lavoro degli anni novanta come una figura professionale emergente, caratterizzata da una forte progressione occupazionale. In epoca più recente si è potuta caratterizzare meglio la reale portata della professione, comprendendone la sua reale caratteristica di competenza di nicchia, dove l'intuitu personae e il sistema delle relazioni svolgono un ruolo determinante.

L’europrogettista svolge la sua attività a favore di aziende, enti pubblici di ogni tipo, imprese sociali, enti di formazione e associazioni non profit. Questa figura gode di una notevole autonomia dal punto di vista tecnico e procedurale, nell’ambito del project management e del coordinamento di attività complesse. L’europrogettista può essere assunto dall’organizzazione o prestare la sua collaborazione come consulente esterno. In ragione della sempre maggior competizione per aggiudicarsi i finanziamenti europei, l'attività dei professionisti dell'europrogettazione implica la sottoposizione a continuo aggiornamento e la sistematica coltivazione di relazioni pubbliche mirate alla costruzione dei partenariati. I percorsi formativi professionali devono necessariamente essere accompagnati da una robusta fase di lavoro sul campo, e prevedere, oltre ad un totale dominio del funzionamento e delle politiche dell'Unione Europea e delle regole finanziarie che presidiano l'elaborazione dei progetti, la conoscenza della terminologia, degli strumenti e delle diverse modalità metodologiche con cui può svilupparsi la progettazione, fino alla gestione della negoziazione che prelude al subsidy contract, l'atto finale che suggella la concessione del finanziamento europeo. L'inglese è lingua di lavoro corrente, e di fatto obbligatoria.

Ogni fase in cui si sviluppa un progetto europeo deve rispondere e sottostare a regole precise e deve essere in primo luogo capace di rispondere con efficacia alle "chiamate" o "bandi" o "inviti a presentare proposte", in inglese "Calls", che la Commissione europea pubblica nei diversi settori d'interesse comunitario, dall'Agricoltura alle Imprese, dalla Cultura all'Occupazione e così via.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Linee Guida di Europrogettazione (a cura di I. Sgandurra, edizioni Cleup © Centro di formazione in europrogettazione 2012)
  • European Commission, February 2001, Project Cycle Management - Training Handbook (Manuale di formazione sulla Gestione del Ciclo di Progetto pubblicato dall’Unità di Valutazione di EuropeAid, Ufficio di Cooperazione Esterna della Commissione Europea).
  • I finanziamenti dell’Unione Europea a gestione diretta, FrancoAngeli, 2001, di Roberto Carpano e Vincenzo Naso.
  • Guida pratica per l'elaborazione di progetti europei, edizione 2013 (65 pg) Civica srl, a cura di Mauro Vanni