Epistole
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Le Epistole di Francesco Petrarca sono una raccolta di lettere in prosa latina del grande poeta, in parte progettate già dall'autore per la pubblicazione e pensate per un pubblico più vasto del destinatario esplicito.
Sono molto numerose e sono catalogate in quattro raccolte, secondo la scelta e il riordino compiuto dallo stesso autore. Notevole è l'importanza storica di queste espistole: sono la migliore fonte per la ricostruzione della vita del poeta e una vivida chiave d'accesso al suo pensiero, oltre che al tempo in cui egli visse.
Vi sono lettere destinate al fratello frate, agli amici (spesso apostrofati con pseudonimi classicheggianti), ai principi, ai dogi veneziani, all'imperatore, ai vari papi e a cardinali, oltre ad alcune scritte per la raccolta e destinate ai grandi uomini dell'antichità, quali Cicerone, Virgilio e altri. Anche dal punto di vista letterario sono significative per l'eleganza e il virtuosismo descrittivo.
Le quattro sezioni sono:
- Familiares o Familiarium rerum libri: 24 libri composti da 350 lettere in tutto, scritte tra il 1325 e il 1361. La più diffusa fra i contemporanei è la XXII 2 che espone il codice del perfetto principe secondo quei principi medievali che saranno poi contestati da Machiavelli.
- Seniles: diciassette libri, con 125 lettere composte tra il 1361 e il 1374; tra queste viene generalmente compresa la lunga lettera Posteritati che rappresenta una specie di autobiografia del poeta, scritta dopo il 1351 ma ritoccata fino ai suoi ultimi anni.
- Sine nomine: un libro di 19 lettere redatte tra il 1342 e il 1358, nelle quali per prudenza il poeta censurò il nome del destinatario, poiché vi si criticava la curia avignonese.
- Variae o extravagantes: un libro di 65 lettere raccolte dagli ammiratori del poeta dopo la sua morte.
Ci sono anche 66 Epistolae metricae [lettere in versi], messe insieme dopo la sua morte. Si tratta di lettere scritte in forma poetica, cioè in esametri, dove Petrarca parla anche del tema dell'amore per Laura, non trattato invece altrove.
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