Enzo Consoli
Vincenzo Benito Consoli conosciuto come Enzo Consoli (Catania, 19 luglio 1939 – Roma, 15 febbraio 2007) è stato uno scrittore, drammaturgo, regista teatrale, attore teatrale e doppiatore italiano.
[modifica] Biografia
[modifica] Le origini familiari
Figlio di Albino Consoli Bruno - capitano di lungo corso di nobile famiglia siciliana, originaria di Catania, entrato, per avverse fortune, nell'Arma dei Carabinieri ove fece una brillante carriera, prima di congedarsi poco più che quarantenne - e di Epifania Fannì Passamonte Scardulla - donna anticonformista e dalla spiccata personalità, originaria di Sperlinga in provincia di Enna.
Le peculiarità dei genitori incidono nella formazione della personalità e nell'orizzonte delle aspettative dell'Autore.
In particolare è il piccolo paese di Sperlinga - in cui il padre, in servizio dopo la Grande guerra nella locale Stazione dei Carabinieri, sposerà la ventunenne Fannì Passamonte - a determinare in Consoli dei notevoli influssi. E, difatti, nel buen retiro sperlinghese che l'Autore sin da bambino, trascorrerà - come confiderà alla fine degli anni Novanta in una intervista televisiva a Pippo Baudo - molte vacanze estive ed i momenti più belli della sua esistenza.
[modifica] L'influsso dell'ambiente familiare
Sin da piccolo Consoli manifesta precoce interesse per lo spettacolo verosimilmente grazie anche agli input d'un ambiente originale e stimolante.
Infatti, per l'esempio datogli dal padre, sarà nell'infanzia attratto - come si evincerà poi soprattutto dalle sue opere teatrali - dall'Opera dei pupi la tradizionale rappresentazione teatrale siciliana, i cui protagonisti, i Paladini di Francia, son raffigurati da particolari marionette, i Pupi, che narrano - in origine oralmente in lingua d'oil o francese antico - storie tratte dalla Chanson de Roland, dal Poema del mio Cid e dalla poesia araba di al-Andalus.
Questa è - insieme ad altre vere e proprie manie culturali come la lirica, l'arte pittorica e la bibliofilia - una delle passioni del padre e soprattutto dell'eccentrico nonno, Francesco Consoli, facoltoso amante della tradizione dei cuntastorie siciliani che, per hobby, s'improvvisa architetto, intagliatore, scenografo e costumista in varie tipologie sceniche, arrivando addirittura a farsi costruire, per la gioia di grandi e piccini, nelle scuderie del suo dimora avita etnea - Palazzo Consoli/Valguarnera - un Teatrino privato.
A tali input filoartistici, s'aggiungono poi gli originali apporti dei cunta francofoni della madre (ereditati in seno alla piccola isola linguistica sperlinghese), che trattano oralmente tematiche tralatizie risalenti direttamente al ciclo della Chanson de geste, come avviene parallelamente in luoghi geograficamente distanti ma culturalmente omogenei, come la Francia, il Belgio ed in quello che sarebbe poi divenuto il territorio italiano, regioni come la Val d'Aosta o città come Novara, Alessandria ed Asti.
Così, il piccolo Consoli manifesta un curioso interesse ed una istintuale perizia per l'arte dello spettacolo, tanto da esser notato, a soli sette anni, dal già affermato fondatore del Teatro Stabile di Catania, l'attore teatrale Turi Ferro (che negli anni settanta diverrà noto al grande pubblico col film-scandalo Malizia del compianto Salvatore Samperi).
[modifica] L'incontro con Turi Ferro
Nell'immediato dopoguerra, il 2 novembre 1946, il venticinquenne attore teatrale Turi Ferro, va ad omaggiare Giovanni Verga, in occasione dell'approssimarsi del XXV anniversario della morte, sulla tomba posta nel Viale degli uomini illustri, all'interno del Cimitero monumentale di Catania. In quell'occasione Ferro nota, nello spazio antistante, il piccolo Enzo Consoli, che si trova coi fratelli sulla tomba a fianco e convince la madre a condurlo ad un provino teatrale.
[modifica] L'inizio della carriera teatrale e gli anni cinquanta
Per la verità l'istintuale padronanza scenica del Consoli era già stata testata, a cinque anni, nei campi sperlinghesi, durante la mietitura estiva, da un pubblico non troppo pretenzioso formato dai contadini del latifondo materno; e, successivamente, nei teatri parrocchiali etnei di San Cosimo e Damiano, Nesima, Cibali e Picanello. Ma saranno solo gli insegnamenti del maestro Ferro che, pur seguendo un periodo fisiologicamente legato a piccoli ruoli, consoni alla tenera età, faranno progressivamente del giovane Enzo un attore, professionalizzandone un altrimenti mero ed istintivo esibizionismo. Poi la carriera artistica di Enzo Consoli riceverà un buon impulso a partire dal 1953 per la lungimiranza di Turi Ferro che, pur spaziando dal teatro russo a quello americano (non tralasciando gli autori contemporanei), privilegerà i maestri siciliani - tra cui Verga, Luigi Capuana e Federico De Roberto con le tematiche moderne alla Paul Bourget (a quei tempi noto per la sua letteratura psicologica in cui analizza minuziosamente le coscienze tentando di giungere ad una "anatomia morale") - ma, soprattutto, nell'ambito delle rivoluzionarie opere pirandelliane, in cui affiderà a Consoli ruoli sempre meno secondari, sia in lingua italiana, che in siciliano (uno dei suoi primi successi sarà Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello con Turi Ferro).
Parallelamente, nella Catania degli anni cinquanta del XX secolo, l'attività del giovane attore spazia nel campo dello spettacolo dall'avanspettacolo al cabaret, in compagnia soprattutto di due nuovi amici: Giuseppe Pippo Baudo e Tuccio Musumeci.
In particolare nel 1956 Consoli inizia timidamente a farsi notare anche oltre gli angusti confini isolani, grazie ad una tournée nazionale (Arezzo, Bari, Bologna, Catanzaro, Firenze, Genova, Lamezia Terme, Lecce, Matera, Modena, Napoli, Novara e Salerno) della Compagnia dei Berretti a sonagli formata, sotto l'impulso di Ferro, tra gli studenti universitari della città etnea (di cui solo Consoli sarà l'unico liceale). Ma è soprattutto a Catania che la notorietà del bambino-prodigio, capace di mandare a memoria intere opere, facendo contemporaneamente fino a tre parti, permarrà per molo tempo. Ed a testimonianza d'una certa fama che circonda Consoli in quell'epoca nella sua amata Catania, tra i molteplici palcoscenici da lui calcati figurerà anche il Teatro Massimo Bellini, tempio della lirica etnea, come Teatro dell'opera di Catania.
In quegli anni, dopo i pionieristici esordi nella piccola sala del Teatro Angelo Musco con 250 posti, sorgerà, grazie al sacrificio economico del notaio Musumeci, il primo Teatro stabile a sud di Roma, quello di Catania, figlio artistico del Ferro. Così sotto la guida di quest'ultimo, un gruppo d'eccellenti attori - come Michele Abbruzzo, Ida Carrara, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Umberto Spadaro e Maria Tolu - consente a Consoli di migliorare il suo istintuale talento artistico ed, al contempo, di affinare la sua sensibilità autoriale.
[modifica] La partenza per Roma e gli anni sessanta
Alla fine degli anni Cinquanta, su pressione del padre, mentre frequenta l'Università di Catania, Consoli è assunto come impiegato di concetto nei ruoli periferici della Regione Siciliana presso l'ufficio del Catasto etneo. In quegli anni inizia a collaborare con la sede siciliana della RAI-Radiotelevisione Italiana in qualità d'intrattenitore nel programma radiofonico "Il fico d'india", insieme a Tony Cucchiara e Pippo Baudo. Nel 1961 viene iscritto, a sua insaputa, dal fratello, l'avvocato Vittorio Consoli - che, insieme alla moglie dell'autore, l'artista americana Pat Starke, sarà sempre il suo mentore ed il punto di riferimento - ad un concorso promosso dalla Casa di produzione cinematografica Titanus che mette in palio una borsa di studio per l'ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) di Roma. Il CSC è allora la più antica e prestigiosa fondazione italiana d'insegnamento, ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia, nonché prima istituzione per la formazione di mestieri cinematografici dopo il VGIK di Leningrado. Perciò, dopo aver vinto il concorso, classificandosi primo su una pletora di candidati, abbandona - malgrado il divieto del padre, ma con l'avallo della madre - sia il (prestigioso) posto alla Regione, sia l'Università degli Studi di Catania, per trasferirsi nella Città eterna, luogo mitopoietico che in quegli anni catalizza l'interesse di vaste schiere di giovani intellettuali ed artisti (sulla scia dei vari Federico Fellini, Mario Monicelli, Curzio Malaparte, Pinelli, etc.), anche per l'impulso della neonata televisione (3 gennaio 1954) e dell'affermazione di Cinecittà. Quest'ultima, sorta il 28 aprile 1937, conosce negli anni cinquanta del XX secolo un successo senza precedenti col genere peplum (soprannominato "sandaloni" dalla manovalanza romana). Infatti le produzioni americane - dal 1951 con Quo vadis? di Mervyn LeRoy, fino al 1959 con Ben Hur di William Wyler - conoscono un boom, sia per la competitività economica degli studi romani che creano la Hollywood sul Tevere, sia per la legislazione protezionistica che vieta ai produttori stranieri d'esportare i guadagni realizzati in Italia, obbligando a reinvestirli in loco. Il viaggio, quasi iniziatico, verso Roma viene intrapreso da Enzo Consoli insieme ad alcuni compagni di ventura che diventeranno presto famosi, tra cui Pippo Baudo - successivamente il principale conduttore televisivo nazionale - l'attore Pino Caruso - che lo seguirà dopo qualche anno (facendo della capitale il proprio centro nel 1965) e con l'autore condividerà una lunga amicizia, oltre che un idem sentire politico ed ideale che farà loro costituire dopo molti anni il Sindacato degli attori e quello dei Doppiatori - e Tony Cucchiara, autore, produttore ed interprete di musical tra cui Pipino il breve prodotto dal Teatro Stabile di Catania, un successo anche negli USA, in Sud America ed in Australia. Qui incontra maestri, diplomati, studenti e colleghi di corso poi divenuti celebri come Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Nestor Almendros, Claudia Cardinale - con cui lavorerà nel '63 ne Il Gattopardo - Raffaella Carrà, Beppe Cino, Antonello Falqui, Rosalba Neri, Francesco Maselli, Domenico Modugno e Vittorio Storaro. Ma l'incontro più importante sarà quello con il futuro premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, ai tempi ex collega al CSC di Roma (che poi con Fernando Birri fonderà la Scuola del cinema di Cuba), che lo inizierà alla scrittura e - insieme, come vedremo, allo scrittore e regista Andrea Camilleri ed alla sua musa, la moglie Pat Starke - farà da esemplare stimolo intellettuale a Consoli per tutta la vita.
Negli anni sessanta, insieme ad altri colleghi ed intellettuali, munito d'un background esperienziale e culturale - malgrado la giovane età - di tutto rispetto essendo la mascotte di un circolo culturale di dirompente importanza, noto come Gruppo 63 - un movimento di neoavanguardia strutturalista costituito nel 1963 a Palermo, e poi diffusosi in Italia, per sperimentare nuove forme d'espressione, rompendo con gli schemi tradizionali - vive le notti romane della dolce vita, in diversi cenacoli culturali per lo più nella zona di Via Veneto e di Via Margutta.
Tuttavia, malgrado l'indubbia "vis" artistica e la buona capacità recitativa, suffragata dal diploma conseguito al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1963 (anno in cui partecipa con successo alle riprese del film Il Gattopardo di Luchino Visconti), per poter "sbarcare il lunario" muove i primi passi nella nascente industria del doppiaggio che gli consentirà poi di diventarne un punto di riferimento, dapprima quale doppiatore e successivamente come direttore di doppiaggio, adattatore (con oltre 100 film), socio e consigliere di amministrazione della NCD (edizioni-doppiaggio).
[modifica] Il teatro come attore e regista e gli anni settanta
| Per approfondire, vedi la voce Teatro. |
La carriera artistica di Enzo Consoli - che si declina ancora prevalentemente nel mondo del teatro - dopo l'esperienza siciliana, continua a Roma, Milano, Genova e, successivamente, in Francia, Svizzera e particolarmente in Germania Est.
Alla fine degli anni sessanta, infatti, inizia a collaborare con Orazio Costa Giovangigli presso il Teatro Romeo, per poi seguirlo al Piccolo Teatro di Milano ed al Teatro Stabile di Genova. A quest'epoca risalgono le molte registrazioni per la RAI di opere teatrali che lo vedono protagonista o antagonista tra cui, nel 1965, resta celebre l'"Assassinio nella Cattedrale" di Thomas Stearnes Eliot, per la regia di Costa Giovangigli (traduzione d'Alberto Castelli), con Vito Cipolla, Antonio Crast, Renato Mori e Ugo Pagliai.
Viene poi chiamato, per la notorietà, per ora solo tra gli addetti ai lavori, da Luca Ronconi ne i Lunatici e ne l'Orlando furioso che ne decretano un popolare successo, tanto che anche una regista in voga quale Mina Mezzadri lo sceglie come antagonista ne Il Ciclo dell'Eroe Borghese di Carl Sternheim.
Inizia quindi la collaborazione col teathrical-maker svizzero Benno Besson - che morirà nel febbraio 2007 a 83 anni (proprio qualche settimana prima di Enzo Consoli, forse il suo allievo prediletto) - il cui nome rimane legato all'allestimento delle opere del suo riconosciuto maestro Bertolt Brecht. L'esordio di Consoli, con la regia di Besson - direttore e regista presso il Berliner Theater, il Deutsches Theater ed il Berliner Ensamble, nonché anima del Volksbüne - sarà ne l'Edipo tiranno di Sofocle.
Ma è l'allestimento da parte di Besson per il Teatro Argentina di Roma de l'Anima buona di Sezuan di Brecht, che consacra Consoli quale attor giovane protagonista (l'Aviatore) a livello non solo più siciliano, ma addirittura europeo. A Berlino, poi, Consoli inizia a collaborare, nella Margarethe di Peter Hax, con Besson, nella regia, attività che gradualmente affianca a quella d'interprete, almeno fino a quando non sceglierà di dedicarsi definitivamente alle sue primigenie passioni: la scrittura, la letteratura e la drammaturgia.
Così le performance attoriali, di ottimo livello - tra cui due piéce per la regia di Giorgio Strehler e Franco Enriquez - si fanno sempre più diradate, fino all'ultima rappresentazione a Milano al Teatro Pierlombardo in cui Consoli interpreta Launhart nel Gigante nano di F. Wedekind, con la regista Andrè R. Shamma.
Tra gli altri autori di cui Enzo Consoli è stato, nella sua carriera di attore, interprete: Woody Allen, Ludovico Ariosto, Samuel Beckett, Mikhail Bulgakov, T. S. Eliot, Carlo Goldoni, T. Middelton, Molière, S. J. Perelman, Harold Pinter, Edoardo Sanguineti.
Tra gli attori, invece, con cui Consoli lavorò a teatro, in Tv ed al cinema: Isa Barzizza, Miguel Bosè, Tino Buazzelli, Lando Buzzanca, Gino Cervi, Vito Cipolla, Valentina Cortese, Carlo Dapporto, Giorgio De Lullo, Marisa Del Frate, Rossella Falk, Vittorio Gassman, Orso Maria Guerrini, Leo Gullotta, Anna Magnani, Nino Manfredi, Anna Mazzamauro, Glauco Mauri, Maurizio Merli, Valeria Moriconi, Tony Musante, Ave Ninchi, Elio Pandolfi, Paolo Panelli, Biagio Pelligra, Vito Scotti, Luigi Squarzina, Paolo Stoppa, Gianrico Tedeschi, Sergio Tofano e Monica Vitti.
[modifica] Il cinema e la televisione dagli anni sessanta agli anni ottanta
Nel cinema - che, al pari della Tv (e della pubblicità), non occuperà mai un posto centrale nell'orizzonte artistico di Consoli - lavora in oltre trenta film, tra cui molti film commerciali e qualche capolavoro, esordendo, poco più che ventenne, come attore non protagonista ne Il bell'Antonio 1960, di Mauro Bolognini, dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati, e continuando con pellicole non sempre di qualità, ma in cui, comunque, i suoi cameo recitativi, ovvero i trattamenti e le collaborazioni alla regia od alla sceneggiatura mostreranno un costante impegno ed una originale caratura.
A partire da La sposa bella 1960, di Nunnally Johnson e Mario Russo, dal romanzo di Bruce Marshall, e continuando con il noto Divorzio all'italiana 1961, di Pietro Germi, con il capolavoro Il Gattopardo 1963, di Luchino Visconti - in cui incontrerà Alain Delon, che seguirà in Francia e di cui, per quasi un decennio, sarà amico - con il b-movie James Tont operazione D.U.E. 1965, di Bruno Corbucci, con Le Spie uccidono in silenzio 1967, di Mario Caiano, con OK Connery 1967, di Alberto Martino, con Col cuore in gola 1967, di Tinto Brass con Jean-Louis Trintignant, con Banditi a Milano 1968, di Carlo Lizzani con Gian Maria Volontè, con La Donna di quadri 1968, di Leonardo Cortese, con La donna di cuori 1968, di Leonardo Cortese, con Un bellissimo novembre 1969, di Mauro Bolognini, con Lo voglio maschio 1971, di Ugo Saitta con l'amico Tuccio Musumeci, Il sasso in bocca 1969, di Giuseppe Ferrara (premio Spoleto 1971 per l'opera prima; Noce d'oro 1971; premio Giovani protagonisti agli Incontri Silani; premio Mondello 1975; attestato di qualità 1970 del Ministero del turismo e dello spettacolo, con Paolo il caldo 1973, di Marco Vicario dal romanzo di Vitaliano Brancati, con Mimì metallurgico ferito nell'onore 1973, di Lina Wertmüller con il maestro Turi Ferro, con La polizia sta a guardare 1973, di Roberto Infascelli con Jean Sorel ed Enrico Maria Salerno, con Il saprofita 1974, di Sergio Nasca con gli amici Alain Delon, Valeria Moriconi e Miguel Bosé, con Faccia di spia 1974, di Giuseppe Ferrara, (Targa d'argento al festival di Taormina 1975 come Film nuovo; selezionato per il festival di Savona 1975; Targa Polifemo 1975; Targa Cineclub Napoli 1976), con La salute non si vende, 1977, (selezionato alla settimana del Film nuovo 1977), con Il padrino - Parte II 1974 di Francis Ford Coppola, con La orca 1976, di Eriprando Visconti con Michele Placido e Miguel Bosé, con Cronaca di un uomo 1978 e Palermo ober Wolfsburg (tratto dal romanzo Passione di Michele 1980), dell'amico Pippo Fava (cui dedicherà il romanzo Scarpe di Camoscio), con Anni di piombo 1981, di Margarethe von Trotta, con Panagulis vive 1981, selezionato per i festival di Venezia, Mosca, Carrara; premio Laceno d'oro al festival di Avellino 1981; Targa Cineclub Napoli 1981), con Porte aperte di Gianni Amelio 1990, con il coraggioso I banchieri di Dio 2001, di Giuseppe Ferrara che procurerà non pochi problemi ai suoi realizzatori.
In televisione Consoli partecipa con ruoli talvolta protagonisti, ma per lo più deuteragonisti, a molteplici fiction ante litteram, definite all'epoca sceneggiati od originali televisivi esordendo, a partire dal 1964 - per la RAI - con Le inchieste del Commissario Maigret con Gino Cervi e la regia di Mario Landi, oltre che del suo amico e futuro creatore di best seller Andrea Camilleri, che - così come aveva qualche anno prima fatto al Centro sperimentale Gabriel García Márquez - indurrà Consoli ad allontanarsi dalla recitazione a favore della regia e della sceneggiatura ed, infine, della drammaturgia e della letteratura. È poi nel 1966 nel cast de Il conte di Montecristo; seguono quindi Tenente Sheridan: Recita a soggetto 1967 e Qui squadra mobile (1974).
Tra l'altro, sin dall'epoca di Carosello e fino alla metà degli anni '80, Enzo Consoli ha partecipato in veste di attore, copywriter e/o regista, a numerosi spot tra cui Kimby, Regione Puglia, Patatine Pai, Caffè Splendid, etc.
[modifica] Attività di doppiaggio
Nella sua lunga carriera ha doppiato molti grandi attori stranieri. Tra i suoi personaggi: Leonard McCoy in Star Trek (cartoni animati e telefilm), Saranno famosi, Bill Cosby Show, Don in Jeeg Robot uomo d'acciaio, Scooby Doo, Atlas UFO Robot, il capitano Deis del Conan di Miyazaki. Ma il ruolo certamente più celebre resterà quello di Zenigata in Lupin III, che nell'arco di quasi un trentennio doppierà più volte.
Comunque, i ruoli più importanti restano quelli del doppiaggio di Alain Delon, di Montgomery Clift, Henry e Peter Fonda, Tony Musante, Jack Nicholson, Burt Reynolds, Frank Sinatra, Tom Selleck in Coma profondo, Robert Urich in Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan, e vari protagonisti di serial come "Saranno famosi", "Bill Cosby Show", "Atlas UFO Robot" o noti Telefilm come T.J. Hooker, di cui diresse anche il doppiaggio.
In particolare tra i ruoli protagonistici, deuterogonistici e co-protagonistici: Barry Newman in "Petrocelli" (Tony Petrocelli), DeForest Kelley in "Star Trek" (Leonard McCoy, 1^ voce), Peter Breck in "La grande vallata" (Nick Barkley), Carmine Caridi in "Saranno famosi" (Angelo Martelli, 2^ stag.), Ken Swofford in "Saranno famosi" (Quentin Morloch, 3^ stag.), Greg Mullavy in "Colorado" (Mule Canby), Bill Cosby in "Bill Cosby Show" (Chet Kincaid, 2^ voce), Jason Bernard in "Ma che ti passa per la testa?" (Sig. Bracken), Etienne Samson in "Il tesoro del castello senza nome" (Cap. Evrard), Scooby Doo in "Scooby Doo", Dott. Leonard McCoy in Star Trek (serie animata), Skipper in "L'isola delle 1.000 avventure" e "Il pianeta delle 1.000 avventure", Womdo in "Blinky Bill", Isp. Lestrade in "Il fiuto di Sherlock Holmes", capitano Deis in "Conan, il ragazzo del futuro", Hayashi in "Atlas UFO Robot", Don in "Jeeg Robot, uomo d'acciaio", Musashi Tomoe in "Space Robot", Benkei Kuruma in "Getta Robot", Tetsugyu in "Giant Robot", Tanosuke in "Daltanious", Futoshi in "Cackeen, il robot magnetico", Goemon Ishikawa in "Le avventure di Lupin III", ma soprattutto il mai dimenticato ispettore Koichi Zenigata in "Le avventure di Lupin III", "Lupin, l'incorreggibile Lupin" e in parecchi film, e proprio per uno di essi, "Lupin III: Tokyo Crisis - Memories of Blaze", ha ricevuto, nel 2005, a Brescia, il riconoscimento alla carriera.
[modifica] Opere letterarie e drammaturgiche dagli anni ottanta alla morte
Malgrado fosse una passione che Consoli coltivava - sull'esempio del padre, Albino, e del fratello, l'avvocato Vittorio - da molti anni, è grazie all'impulso della moglie che, a partire dagli anni ottanta - dopo aver diradato gli impegni di attore e regista nel teatro, nel cinema, nella Tv e nella pubblicità - Consoli riprenderà a dedicarsi professionalmente alla letteratura ed alla drammaturgia, realizzandosi quale autore, come molti anni prima gli avevano preannunciato due grandi autori come Gabriel Garcia Marquez, antico compagno di corso al Centro sperimentale di cinematografia, ed Andrea Camilleri, regista di tante avventure televisive comuni, tra cui resta celebre il Maigret della RAI degli anni settanta.
In generale, nel campo letterario, al di là dei rari contributi dottrinari e dei saggi, soprattutto come critico pirandelliano, in qualche rivista del settore, Consoli ha pubblicato i romanzi Il giardino dei limoni blu (in due edizioni) e Scarpe di camoscio. 'Il giardino dei limoni blu (declinato in due edizioni anastatiche) è
Scarpe di camoscio è, invece, un'opera che sconfina nella cronaca personale raccontando in presa diretta le res gestae di una generazione tra cui spicca in controluce un eroe borghese e campione dei diritti civili antimafia come il giornalista ed amico Pippo Fava.
Consoli ha inoltre scritto, a cavallo del nuovo Millennio, altri quattro romanzi: Uova di passero, l'Assolata, Tenui legami e Filo alla gola.
Tra le raccolte di Novelle consoliane la più interessante è l'incompiuto ciclo dei Vincenti, il cui incipit è rappresentato da Miraggi (1999).
Di pregnante qualità nell'ambito della storia del teatro letterario è il saggio postumo del 2004 Epistemologia del grottesco nella drammaturgia moderna.
Nel campo drammaturgico, Consoli ha scritto complessivamente ventuno opere teatrali, rappresentate sovente a livello internazionale, tra cui le più note rimarranno: "Danza per musica d'organo", la cui prima si ebbe nel 2002 a Fiuggi, col contributo del drammaturgo e statista Vàclav Havel, "Igloo" (Il nido), "La prigione privata del rag. Giovanni Berti", "Il tarlo" e "All'ombra del frassino".
La sua capacità creativa ha anche trovato una peculiare declinazione nell'adattamento ed elaborazione per il teatro italiano del celebre blockbuster cinematografico (primo film britannico per incassi nella storia del cinema, con ricavi per 244 milioni di $) Quattro matrimoni e un funerale.
Ma è negli anni ottanta che l'Autore, dopo molteplici vani tentativi, si rivela al pubblico ed alla critica europea con la commedia "Igloo" (Il nido), tradotta in cinque lingue e rappresentata in vari teatri del Vecchio continente tra cui, col patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura, il Teatro Nazionale di Praga.
Di "Igloo" è stata riscritta da Consoli con Ingrid Thulin una versione per il cinema.
Tra i principali registi che hanno diretto le opere di Enzo Consoli nel mondo: Jakub Korčák, Herve Ducroux, Ingrid Thulin, Marina Francesconi, Silvio Giordano e Romano Bernardi.
[modifica] Opere
- Enzo Consoli, Il giardino dei limoni blu - Palermo, Ila Palma, 1989 riedizione Roma, Ed. Onix, 2003
- Enzo Consoli, Uova di passero - Roma, Ed. Onix, 1996
- Enzo Consoli, L'assolata - Roma, Ed. Onix, 1999
- Enzo Consoli, Miraggi - Roma, Ed. Onix, 1999
- Enzo Consoli, Filo alla gola - Roma, Ed. Onix, 2000
- Enzo Consoli, Danza per musica d'organo - Roma, Ed. Onix, 2000
- Enzo Consoli, Tenui legami - Roma, Ed. Onix, 2001
- Enzo Consoli, L'altra metà della mela - Roma, Ed. Onix, 2001
- Enzo Consoli, Scarpe di camoscio - Roma, Ed. Onix, 2004
- Enzo Consoli, Epistemologia del grottesco nella drammaturgia moderna - Palermo, Ila Palma, 2004
- Enzo Consoli, La prigione privata del rag. Giovanni Berti - Roma, Ed. Onix, 2003
- Enzo Consoli, Quattro matrimoni e un funerale (Ad./Traduz.) - Roma, Ed. Onix, 2003
- Enzo Consoli, Il tarlo - Roma, Ed. Onix, 2005
- Enzo Consoli, All'ombra del frassino - Roma, Ed. Onix, 2006
- Enzo Consoli-Ingrid Thulin, Igloo (Il nido) - Roma, Ed. Onix, 2006
[modifica] Filmografia parziale
- Se vuoi vivere... spara, regia di Sergio Garrone (1968)
[modifica] Bibliografia
- Maricla Boggio, Mistero e Teatro. Orazio Costa, regìa e pedagogia - Bulzoni 2004
- Gerardo Di Cola, Le voci del tempo perduto, Il doppiaggio italiano ed i suoi professionisti più importanti - Roma, 2004
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Enzo Consoli de Il mondo dei doppiatori
- Scheda di Enzo Consoli su Calliopea
- (EN) Scheda su Enzo Consoli dell'Anime News Network's Encyclopedia
- Sito ufficiale di Enzo Consoli
- Scrittori italiani del XX secolo
- Drammaturghi italiani
- Registi teatrali italiani
- Nati nel 1939
- Morti nel 2007
- Nati il 19 luglio
- Morti il 15 febbraio
- Nati a Catania
- Morti a Roma
- Attori teatrali italiani
- Teorici del teatro
- Drammaturghi siciliani
- Personalità legate a Catania
- Doppiatori italiani
- Direttori del doppiaggio italiani