Enueg
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L'enueg o enuig nella poesia provenzale è un sottogenere del sirventese in cui vengono espresse lamentazioni per le preoccupazioni quotidiane e sono enunciate cose fastidiose[1] (il nome significa appunto noia, fastidio, protesta, vessazione,...), al contrario del plazer.
Il Monaco di Montaudon fu il primo ad utilizzare l'enuig e probabilmente ne fu anche l'inventore.
Il genere viene a perpetuarsi nella successiva letteratura medievale catalana, Italiana, francese e galiziano-portoghese. Nella letteratura italiana del Duecento è ripreso, tra gli altri, da Cenne de la Chitarra nella parodia dei sonetti de' mesi di Folgóre da San Gimignano.[2]
[modifica] Note
- ^ Raymond Hill definisce un enueg come "l'enumerazione in stile epigrammatico di una serie di cose irritanti".
- ^ Ernest Wilkins considera il sonetto LXVI di William Shakespeare un esempio di enuig inglese, citando anche un esempio del Petrarca. Richard Levin considera un enuig la poesia inglese anonima che inizia con "Whear giltles men ar greuously opreste".
[modifica] Fonti
- (EN) Chambers, Frank M. An Introduction to Old Provençal Versification. Diane, 1985. ISBN 0-87169-167-1.
- (EN) Levin, Richard. "A Second English Enueg", Philological Quarterly, 53:3 (1974:Summer), pp. 428–30.
- (EN) CWilkins, Ernest. "The Enueg in Petrarch and Shakespear", MP, 13 (1915), pp. 495–6.