Enrico Bocci
Enrico Bocci nome di battaglia "Placido" (Fabriano, 28 giugno 1896 – 18 (?) giugno 1944) è stato un avvocato, partigiano e antifascista italiano Medaglia d'Oro della Resistenza.
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[modifica] Biografia
Nato a Fabriano nelle Marche, studia a Firenze, giovanissimo va volontario nella Prima guerra mondiale e lì contrae malattie che lo debiliteranno per tutta la vita ( malaria e reumatismi, tali da danneggiargli il cuore). Nel dopoguerra, a Firenze, si apre il Circolo di Cultura, primo nucleo di antifascismo, in contrasto con lo squadrismo fascista subito dilagante, e Bocci è fra i frequentatori del Circolo. Il giorno della morte non è ancora sicuro. Si ha notizie di Bocci fino al 18 giugno 1944. Il suo corpo non fu più trovato. Sulla sparizione della salma... "molte ipotesi e congiutture sono state fatte"- si legge nella sentenza d'appello del processo- "ma non fu mai possibile sciogliere questo mistero a causa dell'ostinato e inqualificabile silenzio degli imputati... ed oggi ancora è ignoto dove riposano le ossa di quel Grande"
Si laurea in legge, inizia l'attività di procuratore.
[modifica] Italia libera
Fa parte dei fondatori de L'Italia Libera, fra cui Carlo e Nello Rosselli, Luigi Rochat, Dino Vannucci, Nello Traquandi.
"Chi si iscrive a L'Italia Libera non deve aspettare né onori né prebende", era scritto nelle regole, e così fu per tutti gli aderenti che gettarono le basi del futuro Partito d'Azione. Molte le persecuzioni per gli antifascisti, a Firenze: molta gente in prigione o al confino, studi, circoli, associazioni distrutte, molti i bastonati, gli uccisi (fra gli altri, i fratelli Rosselli massacrati dai fascisti in Francia); ma Bocci continua, coraggiosamente, dal suo studio a tessere la tela per una rivolta morale, per procurare documenti al movimento clandestino e ai perseguitati razziali, "non per odio,né disprezzo, ma amore per la giustizia e la libertà".
[modifica] Radio CORA
Scoppia la Seconda guerra mondiale. Tedeschi e fascisti rastrellano l'Italia, gli alleati hanno bisogno di informazioni per accelerare la loro avanzata. Bocci organizza il servizio Radio CORA (Commissione Radio) che fornisce informazioni sulla linea tedesca di difesa sull'Appennino, e poi sul traffico ferroviario, il passaggio e la dislocazione di truppe, i mezzi e i materiali tedeschi, e anche quelle per lanci di uomini e armi, per procurare documenti da fare arrivare al di là delle linee nemiche.
[modifica] La prigionia
Il 7 giugno viene scoperto l'ennesimo appartamento da cui il gruppo di Bocci trasmetteva e si ritrovava. Ferito a morte il radiotelegrafista Luigi Morandi (morirà poco dopo in ospedale), tutti gli altri vengono arrestati: Gilda La Rocca, Carlo Campolmi, Guido Focacci, Gianfranco Desiderio Gilardini (detto Franco), Italo Piccagli e Bocci, tutti trasferiti e torturati a Villa Triste, sede nazista e del Reparto Servizi Speciali, tristemente noto per la ferocia del suo capo Mario Carità. La Rocca, Campolmi e Gilardini si salveranno scappando successivamente durante il trasferimento in Germania da Fossoli. Focacci sopravvive a Mauthausen dove viene condotto assieme al giovane figlio del maggiore Martini esponente del CTLN (non trovando Martini, che era riuscito a scappare, i fascisti arrestarono la moglie, la figlia e il ragazzino, ed è quest'ultimo che è inviato nel Lager. Focacci riuscirà a riportarlo a casa togliendosi il pane di bocca). Piccagli verrà fucilato il 12 giugno a Cercina assieme a quattro di cinque soldati paracadutati a Prato con delle trasmittenti, a un giovane rimasto sconosciuto e ad Anna Maria Enriques Agnoletti, prelevata dal carcere (dove era rinchiusa per attività antifascista, ma che non faceva parte del gruppo Co. Ra). Bocci è seviziato per giorni – per mantenerlo in vita gli faranno iniezioni di cardiotonici – ma nessuno dei suoi aguzzini riuscirà a farlo parlare. Il suo cadavere verrà fatto scomparire dai nazisti in fuga (in una data incerta di giugno) e non sarà ritrovato.
[modifica] Il ricordo
Placido, nome di battaglia di Bocci, venne ricordato da Piero Calamandrei nel processo contro gli aguzzini di Villa Triste, i quali non rivelarono mai il luogo della sepoltura e non furono condannati per "sopravvenuta amnistia" (gli armadi della vergogna, trovati a Roma nel 1994, parlano anche di questo). Ricordando agli avvocati d'Italia, nel 1947, gli avvocati Bocci e Galimberti, ambedue uccisi dai nazifascisti perché non avevano parlato (loro, che usavano la parola solo per difendere), Calamandrei concluse con una frase rimasta famosa:
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- Soffrire, morire, ma non tradire.
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[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Tempra indomita di patriota, dedicò tutta la sua esistenza alla lotta contro l' oppressore per il supremo ideale della libertà e della giustizia. Fu tra i primi ad impugnare le armi, facendosi promotore ed organizzatore della lotta militare clandestina in Toscana. Organizzò e diresse, in ambiente particolarmente sorvegliato dal nemico, il servizio di radiotrasmissione, che, attraverso numerose stazioni clandestine, mantenne il collegamento con gli alleati. Braccato dai nazifascisti, riuscì a sfuggire alle insidie che quotidianamente gli venivano tese per catturarlo, finché, sorpreso nella sede del comando del servizio radio, fu imprigionato e sottoposto a inaudite sevizie. Agli aguzzini che tentavano di strappargli con le barbare torture rivelazioni sul servizio radiocollegamenti che tanto loro nuoceva, rispose col contegno dei forti irrobustito dalle sofferenze e non una parola che potesse nuocere ai compagni ed al servizio uscì dalle sue labbra. Nulla si è più saputo del suo destino[1].» — Firenze, giugno 1944. |
[modifica] Note
- ^ Quirinale - scheda - visto 18 gennaio 2009
[modifica] Bibliografia
- Gilda La Rocca, La Radio Cora di Piazza d'Azeglio, ed. La Giuntina, (1985; 2004)
- Lucia Tumiati, Enrico Bocci, una vita per la libertà, ed. Barbèra (1969) e La Giuntina, (2006)
- Andreina Morandi, Le foglie volano, ediz. La Nuova Europa, (1984)
- Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, La Nuova Italia, (1961)
- Riccardo Caporale, La Banda Carità, Litotipo S. Marco, (2005)
- Non Mollare, La Nuova Italia, (1955, anastatica dell'annata 1925)
- Mimmo Franzinelli, Le stragi nascoste, Milano, Mondadori, 2002.
[modifica] Collegamenti esterni
- Firenze - radio cora - visto 18 gennaio 2009
- Chi era costui - visto 18 gennaio 2009
- Anpi - scheda - visto 18 gennaio 2009