Elezioni politiche italiane del 1968

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V Legislatura
Votazioni Elezioni politiche del 1968
Governi Leone II, Rumor I, Rumor II, Rumor III, Colombo, Andreotti I
Manifesti elettorali in piazza del Duomo a Milano

Le elezioni politiche del 1968 si tennero il 19 maggio, nel pieno della contestazione politica.

L'appuntamento cadde in un periodo di scomposizioni nello scenario dell'area socialista. A queste elezioni debuttò il Partito Socialista Unificato, denominazione ufficiosa del partito "PSI-PSDI Unificati", nato dall'unificazione tra i socialisti e i socialdemocratici. Il PSI/PSDI, comunque, riprese la denominazione storica di PSI subito dopo le elezioni. Si presentò alle elezioni anche il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, nato da una scissione interna al PSI e comprendente quei militanti più vicini all'area di sinistra che non accettavano l'alleanza con la DC e che invece vedevano di buon occhio un'eventuale più profonda collaborazione con il PCI.

Le elezioni videro l'avanzata di DC, PCI e PRI, perdettero voti PLI, MSI, monarchici e complessivamente i gruppi socialisti che complessivamente perdettero 29 seggi alla camera [1]. Le convulsioni del PSI condizionarono in maniera decisiva la legislatura. Le elezioni dimostrarono che la secessione del PSIUP non era stata un'operazione di palazzo bensì un'esigenza politica condivisa dalla sua base, tanto che i parlamentari massimalisti eletti furono in numero praticamente uguale alla consistenza dei gruppi parlamentari uscenti. La dirigenza del PSI iniziò dunque ad implementare una strategia volta a riassorbire i consensi dei massimalisti, strategia che fu individuata in un progressivo ritorno a sinistra, che passò prima dal divorzio col PSDI, poi dalla costituzione di giunte socialcomuniste in Emilia, Toscana ed Umbria dopo le elezioni regionali del 1970, ed infine dall'uscita dall'esperienza del centrosinistra nel 1972. Il tentativo di Giulio Andreotti di far risorgere a quel punto la politica del centrismo non trovò i numeri in parlamento, aprendo così la via per le prime elezioni anticipate nella storia repubblicana.

Indice

[modifica] Risultati elettorali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Grafico delle elezioni politiche italiane.
Distribuzione geografica del voto 1968 per la Camera.


[modifica] Camera dei deputati

totale percentuale (%)
Elettori 35.566.493  
Votanti 33.001.644 92,79 (su n. elettori)
Voti validi 31.790.428 96,33 (su n. votanti)
Voti non validi 1.211.216 3,67 (su n. votanti)
di cui schede bianche 640.202 1,94 (su n. votanti)
Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana (DC) 12.437.848 +664.666 39,12 +0,83 266 +6
Partito Comunista Italiano (PCI) 8.551.347 +783.746 26,90 +1,64 177 +11
PSI - PSDI Unificati 4.603.192 -1.528.915 14,48 -5,46 91 -29
Partito Liberale Italiano (PLI) 1.850.650 -293.620 5,82 -1,15 31 -8
Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) 1.414.697 - 4,45 - 23 -
Movimento Sociale Italiano (MSI) 1.414.036 -156.246 4,45 -0,66 24 -3
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 626.533 +206.320 1,97 +0,6 9 +3
Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica (PDIUM) 414.507 -122.441 1,30 -0,45 6 -2
Südtiroler Volkspartei (SVP) 152.991 +17.534 0,48 +0,04 3 =
altri 324.927 - 1,03 - 0 -
Totale 31.790.428 100,00 630

[modifica] Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune
totale percentuale (%)
Elettori 32.504.281  
Votanti 30.241.179 93,04 (su n. elettori)
Voti validi 28.590.897 94,54 (su n. votanti)
Voti non validi 1.650.282 5,46 (su n. votanti)
di cui schede bianche 1.110.891 3,67 (su n. votanti)
Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana (DC) 10.963.320 38,35 135
Partito Comunista Italiano - Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria 8.577.473 30,00 101
PSI - PSDI Unificati 4.353.804 15,23 46
Partito Liberale Italiano (PLI) 1.936.761 6,77 16
Movimento Sociale Italiano (MSI) 1.304.913 4,56 11
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 622.420 2,18 2
Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica (PDIUM) 312.621 1,09 2
MSI - PDIUM 131.080 1,02 0
Südtiroler Volkspartei (SVP) 131.071 0,46 2
altri 96.547 0,34 0
Totale 28.590.897 100,00 315
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elezioni politiche italiane del 1968/Eletti Senato.

[modifica] Analisi Territoriale del voto

La Democrazia Cristiana aumenta i propri consensi nel Nord Ovest, nel Centro Italia, dove cresce del 3% in Abruzzo, e nel Sud, con il picco di 6 punti percentuali guadagnati in Basilicata. In questa zona geografica si registrano anche gli unici due cali di consenso in Molise e Calabria. Stabile invece nel Triveneto che rimane la zona in cui la DC registra i migliori risultati.

Il Partito Comunista Italiano subisce un incremento di consensi generalizzato che si manifesta soprattutto nelle Regioni Rosse e in Calabria dove cresce del 3%. In controtendenza la Basilicata e la Sicilia dove perde consensi. Il Nord Est resta terra straniera per i comunisti ma si intravedono delle timide avanzate in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto, soprattutto nel Polesine e nel veneziano. Le roccaforti restano sempre le Regioni Rosse con le propagini nel Nord Ovest. La costante crescita nel Centro-Sud ha permesso al PCI di uscire dall'ininfluenza ottenendo risultati ragguardevoli a Roma e nelle regioni Ioniche.

L'unificazione di Partito Socialista Italiano e Partito Socialista Democratico Italiano delude profondamente in questa tornata elettorale, specialmente al Centro-Nord dove spesso il Partito Socialista Unificato raccoglie i consensi del solo PSI nel '63 o addirittura non arriva nemmeno a questo risultato. Emblematico è il caso dell'Umbria dove perde il 3% dei consensi rispetto al PSI del '63. Nonostante questo deludente risultato il Nord Italia resta la zona forte dei socialisti e dei socialdemocratici con risultati notevoli a Belluno, in Friuli-Venezia Giulia e nelle province attraversate dal Ticino e dal Po. I risultati al Sud risultano migliori di quelli del Nord, con cali meno accentuati e qualche aumento. In particolare in Molise e in Calabria, dove, nella Provincia di Cosenza ottiene più del 20% dei voti.

Il Partito Liberale Italiano perde consensi in modo generalizzato con l'esclusione del Nord Est. Cali particolarmente forte sono registrati nel Nord Ovest, dove scende di circa 2 punti percentuali restando comunque molto forte soprattutto nelle principali città, in Molise e in Sicilia dove prede rispettivamente il 4 e il 3%. Nonostante il calo si mantiene molto forte nelle città, specialmente Trieste e Roma, e nelle province di Benevento e Messina.

Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria ottiene ottimi risultati al Centro-Nord, dove evidentemente drena consensi al PSI, facendo registrare risultati sopra il 5% in Umbria, Veneto e Lombardia. Risultati simili a quelli delle due Isole Maggiori, mente nel resto del Sud Italia risulta piuttosto debole. Risultati molto importanti nelle province di Massa Carrara e Enna dove supera l'8% dei consensi.

Il Movimento Sociale Italiano perde consensi su quasi tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Campania dove aumenta i propri consensi. In particolare perde più del 2% in Puglia, Basilicata, Sardegna e Lazio, regione quest'ultima dove i missini restano molto forti. Sempre debole al Nord dove oltretutto perde notevoli consensi.

Il Partito Repubblicano Italiano inverte la tendenza che lo vedeva in costante calo e segna una crescita generalizzata, con l'eccezione della Sardegna. In particolare segna un aumento del 2% in Sicilia, che fa diventare l'isola una delle zone forte del PRI insieme alla Romagna, le Marche e la costa Toscana.

Fonte: Ministero dell'Interno

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ cfr pag. 65 Almanacco di Storia illustrata 1968
Calendario delle elezioni in Italia
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