Egidio Ortona

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Egidio Ortona (Casale Monferrato, 16 settembre 1910Roma, 10 gennaio 1996) è stato un diplomatico italiano, ambasciatore per l'Italia alle Nazioni Unite (1958-61) e Segretario generale del Ministero degli Esteri (1966-67).

Egidio Ortona

Indice

[modifica] Biografia

In oltre quarant’anni di attività diplomatica Egidio Ortona è stato testimone diretto dei principali avvenimenti della storia del secolo scorso e, dal dopoguerra, attento e capace interprete ed esecutore della nostra politica estera soprattutto negli Stati Uniti, dove ha trascorso gran parte della sua carriera. Entrò nel corpo diplomatico molto giovane, negli anni trenta, e dopo un periodo di servizio consolare al Cairo e a Johannesburg, tra il 1937 e il 1940 fu segretario d’ambasciata a Londra, dove la carica di ambasciatore era ricoperta prima da Dino Grandi, poi da Giuseppe Bastianini [1].

Ortona segue Bastianini a Zara, in Dalmazia, quando nel giugno del 1941 quest'ultimo viene nominato governatore. Nel febbraio del 1943 il Ministro degli esteri Galeazzo Ciano viene defenestrato da Mussolini che, mantenendo ad interim tale incarico, nomina Bastianini unico sottosegretario agli esteri. Ortona rientra quindi a Roma in un momento cruciale della guerra e della vita del Paese, come capo della segreteria del neo sottosegretario [2] [3]. Con l'avvento del governo Badoglio la carica di ministro degli esteri viene assunta da Raffaele Guariglia; dopo l'armistizio viene affidato ad Ortona l'incarico di fare da tramite tra il Ministero del Tesoro e la Commissione Alleata ed è messo a capo dell'ufficio preposto ai rapporti economici con gli Alleati. Nasceranno così i suoi «Anni d’America» che si aprono il 3 novembre 1944, quando una delegazione composta da Raffaele Mattioli, Enrico Cuccia, Quinto Quintieri, Mario Morelli e Ortona partì per Washington con la finalità di richiedere al governo americano aiuti per l'Italia che stava per avviare una faticosa ricostruzione [4].

Egidio Ortona rimase all'ambasciata italiana negli USA, ricoprendo vari incarichi, per i successivi quindici anni che vedranno succedersi come nostri ambasciatori Alberto Tarchiani e Manlio Brosio. Il diplomatico piemontese contribuirà non poco alla comprensione della complicata situazione politica italiana ai più alti livelli dell'establishment americano presso il quale si farà apprezzare per equilibrio e capacità di mediazione. Erano, infatti, gli anni della «cortina di ferro» (immagine introdotta da Winston Churchill nel 1946 in un discorso tenuto a Fulton nel Missouri) e gli americani seguivano con particolare attenzione gli sviluppi politici in Italia, dove vi era radicato un forte partito comunista [5]. Tra le numerose problematiche che caratterizzarono quel periodo vi fu l'ammissione dell'Italia all'ONU che avvenne il 14 dicembre 1955 dopo estenuanti trattative tra gli Stati Uniti e l'URSS che oppose per anni il veto, condizionando il nostro ingresso a quello di alcuni paesi satelliti. Nella stessa data fecero il loro ingresso al «palazzo di vetro» Austria, Ceylon, Laos, Spagna, Finlandia, Indonesia, Giordania, Irlanda e Portogallo per la parte occidentale e, nell'altro campo, l'Ungheria, l'Albania, la Romania e la Bulgaria.

Tra il 1959 e il 1961, Ortona sarà rappresentante dell'Italia alla Nazioni Unite. Rientrò in Italia nel 1962 con l'incarico di direttore generale degli Affari Economici del Ministero degli Esteri e, successivamente di segretario generale della Farnesina, per essere nominato, nel 1967, nostro ambasciatore a Washington dove rimase sino al termine della sua lunga carriera, nel 1975 [6].

Di particolare interesse per un approfondimento della storia dei rapporti politico diplomatici del dopoguerra è la sua ricca attività pubblicistica, Ortona ha infatti lasciato nei suoi diari importanti testimonianze sull'Italia repubblicana.

[modifica] Opere

[modifica] Note

  1. ^ Enrico Serra, Professione: Ambasciatore d'Italia (volume secondo), Franco Angeli, Milano, 2001, pag. 103
  2. ^ Enrico Serra, cit., pag. 104
  3. ^ Ortona ha descritto tale periodo nell'opera: Mussolini l'alleato: 1940-1943, Einaudi, Torino, 1990
  4. ^ Enrico Serra, cit., pag. 105
  5. ^ Cfr.: Alberto Tarchiani, Dieci anni tra Roma e Washington, Mondadori, Milano, 1955
  6. ^ Enrico Serra, cit., pag. 107

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 9 agosto 1967

[modifica] Voci correlate

Predecessore Rappresentante Permanente per l'Italia presso l'ONU Successore Italy-Emblem.svg
Leonardo Vitetti 1958-1961 Vittorio Zoppi
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