Egidio Maria da Taranto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sant'Egidio Maria di San Giuseppe da Taranto
opera classica in cartapesta del Maestro Salvatore Saquegna 1920
opera classica in cartapesta del Maestro Salvatore Saquegna 1920

Religioso Francescano Alcantarino Laico Professo

Nascita 1729
Morte 1812
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 5 febbraio 1888 da papa Leone XIII
Canonizzazione 2 giugno 1996 da papa Giovanni Paolo II
Santuario principale Chiesa di San Pasquale Baylón a Taranto
Ricorrenza 7 febbraio
Attributi Bastone per camminare, saio francescano, quadro della Madonna del Pozzo.
Patrono di Taranto

Sant' Egidio Maria da Taranto, al secolo Francesco Antonio Domenico Pasquale Pontillo (Taranto, 16 novembre 1729Napoli, 7 febbraio 1812), è stato un religioso italiano, appartenente all'Ordine dei Frati Minori Alcantarini, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

casa natale di Sant'Egidio al pendio La Riccia

Di umili origini, nacque in una piccola casa del borgo antico di Taranto nel 1729 e dimostrò fin dalla tenera età una fede straordinaria che viveva in ogni istante della sua giornata. Si iscrisse giovanissimo alla reale arciconfraternita di Maria Santissima del Rosario presso la chiesa di San Domenico Maggiore; perse il padre a 18 anni. Faceva l'umile mestiere del cordaio prima col padre poi dopo la scomparsa del genitore lavorò nella bottega del cognato della madre che si risposò in seguito con un barbiere di Grottaglie con il quale il giovane Francesco visse fino alla sua partenza da Taranto. Il 27 febbraio 1754, all'età di 24 anni, fu accolto tra i Frati Minori Alcantarini della provincia alcantarina della Terra d'Otranto. Iniziò la vita francescana nel convento di Galatone, cambiando il suo nome in Frate Egidio della Madre di Dio. Alla fine dell'anno di prova, il 28 febbraio 1755, fece la sua professione solenne emettendo i tre voti cardini della "povertà", "obbedienza" e "castità", modificando il nome in Frate Egidio Maria di San Giuseppe.

Trascorse quattro anni presso il convento di Squinzano e, dopo una breve parentesi nel convento di Capurso presso il santuario della Madonna del Pozzo, fu inviato a Napoli nel 1759 presso il convento di San Pasquale a Chiaia. In Napoli, durante la sua lunga permanenza, compì molti miracoli portando sempre con sé un preziosa reliquia di San Pasquale Baylon (Santo che fu guida per il giovane Egidio), tanto da essere chiamato dai napoletani O' Santariello.

Fra i numerosi prodigi i più ricordati sono la risurrezione delle anguille sulla spiaggia di Chiaia e la risurrezione della vaccarella Catarinella e soprattutto la resurrezione di un morto. Le sue vicende si intrecciarono con quelle della storia del Regno di Napoli: era conosciuto anche dal re Ferdinando IV di Borbone stesso e, quando il regno finì sotto il dominio francese e sul trono di Napoli salì Giuseppe Bonaparte, il frate fu convocato a corte da re Giuseppe incuriosito dalle cose dette su di lui e gli chiese quanto avrebbe regnato su Napoli; il frate gli rispose predicendo la sua caduta che sarebbe avvenuta di lì a poco. Morì a Napoli, ultraottantenne, in odore di Santità nel 1812.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Processione di Sant'Egidio di febbraio

Papa Pio IX il 24 febbraio 1868 lo dichiarò venerabile, mentre papa Leone XIII lo dichiarò beato il 5 febbraio 1888. Il 29 giugno 1919 l’arcivescovo di Taranto, Orazio Mazzella, proclamò solennemente l’allora “Beato Egidio Maria di San Giuseppe da Taranto Compatrono della città per averla protetta dai gravi pericoli della guerra mondiale 1915-18 appena trascorsa” Il 2 giugno 1996, Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro a Roma lo canonizzò, attribuendo come "miracolo" la guarigione da "coriocarcinoma uterino" della signora Angela Mignogna, nel 1937.

Il culto nella città di Taranto viene curato in maniera particolare dai Frati minori del convento di San Pasquale e dall'Arciconfraternita del Rosario alla quale il Santo era aggregato; molto diffuso è il culto anche nel periferico quartiere di Tramontone dove è stata eretta un parrocchia dagli anni ottanta e dove nel 2001 fu eretta una confraternita in onore del Santo tarantino. La Chiesa di san Egidio a Tramontone (Taranto) vanta un Portale con " I Luoghi ed i Miracoli di San Egidio": bronzetti dello scultore tarantino Aldo Pupino.Nel convento di San Pasquale della città bimare il 16 novembre 2009 è stato solennemente inaugurato alla presenza dell'arcivescovo di Taranto e del ministro provinciale dei Frati minori un museo che raccoglie oggetti appartenuti al santo, ex voto e testimonianze del processo di canonizzazione.

Sant'Egidio viene considerato dai cattolici protettore dei bambini, dei giovani in cerca di lavoro e delle famiglie provate dalla sofferenza e dalla malattia, nonché compatrono di Taranto.

La festa liturgica cade il 7 febbraio.

Madonna del Pozzo di Capurso[modifica | modifica sorgente]

È opera di sant'Egidio la diffusione nel Napoletano del culto della Madonna del Pozzo di Capurso. Egidio a Napoli soleva portare in un reliquiario presso le abitazioni degli ammalati che visitava un'immagine della Madre di Dio, e con permesso dei superiori collocò su di un altare laterale nella chiesa di San Pasquale una copia dell'icona di Santa Maria del Pozzo. In Napoli nella chiesa di San Pasquale a Chiaia, chiesa in cui ha vissuto il Santo, si venera ancora oggi con forte devozione popolare la Madonna del Pozzo, alla quale è dedicata un altare, ai cui piedi è conservata l'urna che contiene il corpo del Santo. La devozione verso la Madonna del Pozzo è fondamentale e centrale nella vita del Santo, devozione che darà a sant'Egidio l'appellativo de' "L'innamorato della Madonna del Pozzo[1]".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ P.Pierbattista Juliucci, Breve vita di San Egidio Maria di San Giuseppe Laico Professo dei Frati Minori, Napoli 1998

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo Risolvo, Sand'Egidie tarandine, Associazione "Taranto Centro Storico", Taranto 2003

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 5742156 LCCN: nr97008315