Educazione alla teatralità
Il Teatro-Educazione si pone l'obiettivo di educare tramite il teatro. Il teatro e l’educazione sono due realtà che possiedono finalità comuni: da un lato la pedagogia pone al centro dell’azione educativa la persona con tutte le sue potenzialità da sviluppare; dall’altro il teatro persegue lo stesso obiettivo attraverso attività che stimolano lo sviluppo della creatività e la comunicazione.
Il teatro è un efficace mezzo di educazione per il fatto che coinvolge l'individuo intero, con la sua corporeità e fisicità, con i suoi sentimenti e il suo pensiero, ma anche con la sua profonda umanità, con la sua coscienza dei valori, con la sua più immediata e spontanea socialità.
Il Teatro-Educazione non vuole trasmettere un sapere, ma portare il soggetto a formarsi attraverso l’esperienza personale e la scoperta di sé, delle proprie possibilità e dei propri limiti, al fine di esprimersi e comunicare. È necessaria, quindi, una consapevolezza globale del proprio corpo: a livello motorio, dei propri mezzi di movimento; a livello affettivo, delle modalità di espressione dei sentimenti.
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[modifica] Le origini
Il Teatro-Educazione affonda le sue radici nelle innovazioni che i registi-pedagogisti del Novecento (Stanislavskij, Mejerchol'd, Vachtangov, Copeau, Brecht, Grotowski, Brook, Boal, Barba...) hanno apportato in campo teatrale e s’intreccia, nel suo intento educativo, con le teorie dei maggiori pedagogisti degli ultimi due secoli (Dewey, Montessori, Freinet, Maritain...)
L'incontro tra teatro ed educazione avviene all’interno dei laboratori della ricerca teatrale del XX secolo, laddove l’attenzione viene spostata dalla realizzazione di uno spettacolo alla centralità dell'attore, protagonista di un processo. Il teatro s’incontra con la pedagogia nel momento in cui pone al centro l’uomo e gli dà voce, nel momento in cui recupera ogni singolo individuo con la propria personalità e la propria espressività e lo fa crescere attraverso un percorso individuale che è, però, inserito in un disegno di gruppo. Il Teatro-Educazione sviluppa e ridefinisce questo pensiero.
[modifica] Cenni metodologici
Il Teatro-Educazione parte dalla convinzione che ogni individuo ha una propria preziosa pre-espressività naturale che lo caratterizza in modo particolare, della quale, però, non tutti hanno coscienza. Conoscere la propria pre-espressività significa conoscere se stessi.
Uno dei principi fondamentali di questa teoria è la formazione dell’attore-persona; l’obiettivo principale è lo sviluppo della creatività e della fantasia mediante un lavoro condotto, su basi scientifiche, dall'attore-persona su sé stesso, attraverso la metodologia del laboratorio, quindi della ricerca. L’attività teatrale diventa un processo educativo nel momento in cui implica un lavoro del soggetto su se stesso, che lo porta alla scoperta del proprio essere uomo.
Il Teatro-Educazione sviluppa il processo in un laboratorio dove viene incoraggiata la ricerca personale. Alla base della metodologia utilizzata nel laboratorio vi sono comportamenti che favoriscono questa ricerca: evitare l’assunzione di atteggiamenti standard, far scoprire al singolo le sue capacità, astenersi dall’esprimere valutazioni, accogliere ogni punto di vista, valorizzare tutti i linguaggi, modificare la tendenza alla passività, evitare ogni processo imitativo.
Il lavoro può essere rappresentato dalla formula:
- Pre-espressività + metodologia = Sviluppo della creatività individuale
L'esperienza teatrale ha come obiettivo l'individuo, ma avviene nella relazione; è un’occasione per la conquista di sé, ma anche spazio di costruzione di rapporti significativi volti a rinforzare l'identità di gruppo, a stimolare la conoscenza reciproca, la condivisione, la cooperazione, la valorizzazione dell’eterogeneità; è un percorso individuale in un lavoro di gruppo.
Il Teatro-Educazione vuole giungere a operare una sintesi equilibrata tra un concetto di arte e una visione strettamente pedagogica che attribuisce all’attività teatrale obiettivi prettamente formativi.
Chi viene chiamato in causa nel laboratorio teatrale è l’attore, ma, prima di lui, l'uomo che è. È di semplice intuizione come, in questa logica, il concetto di teatro si leghi a quello di vita e come l’educazione trovi di conseguenza legittimazione d’essere e di esistere all’interno di una nuova realtà teatrale che costruisce l'attore-persona partendo proprio dalla sua pre-espressività, senza forzature né manipolazioni, ma attraverso un percorso educativo che implica un lavoro su se stessi e con gli altri.
[modifica] Bibliografia
- Fabrizio Cruciani, Registi pedagoghi e comunità teatrali del ‘900, Roma, E & A editori associati, 1995.
- AA.VV., Educare al teatro, Brescia, La Scuola, 1998.
- Gaetano Oliva, Il laboratorio teatrale, Milano, LED, 1999.
- Gaetano Oliva, Il teatro nella scuola, Milano, LED, 1999.
- Gaetano Oliva, Una didattica per il teatro attraverso un modello: la narrazione, Padova, CEDAM, 2000.
- Rosa Di Rago, (a cura di), Il teatro della scuola, Milano, Franco Angeli, 2001.
- Gaetano Oliva, Serena Pilotto, Il teatro antico, Milano, I.S.U., 2002.
- Gaetano Oliva, Serena Pilotto, La scrittura teatrale, Milano, I.S.U., 2002.
- Serena Pilotto, La drammaturgia nel teatro della scuola, Milano, LED, 2004.
- Gaetano Oliva, L’educazione alla teatralità e la formazione. Dai fondamenti del movimento creativo alla form-a-zione, Milano, LED, 2005.
- Serena Pilotto, Angela Viola (a cura di), Il contado e la villa, Piacenza, Lir, 2006.
- Serena Pilotto (a cura di), Scuola, teatro e danza. Trasversalità delle arti del corpo nella didattica scolastica, Atti del Convegno 17 e 18 febbraio 2005, Teatro “Giuditta Pasta” Saronno, Milano, I.S.U., 2006.
- Serena Pilotto (a cura di), Creatività e crescita personale attraverso l’educazione alla arti: danza, teatro, musica, arti visive. Idee, percorsi, metodi per l’esperienza pedagogica dell’arte nella formazione della persona, Atti del Convegno 13 e 14 febbraio 2006, Teatro “Giuditta Pasta” Saronno, Piacenza, L.I.R., 2007
- Gaetano Oliva, La letteratura teatrale italiana e l’arte dell’attore 1860-1890, Torino, UTET, 2007.
- Rosa Di Rago, (a cura di), Emozionalità e teatro, Milano, Franco Angeli, 2008.
- Gaetano Oliva, (a cura di), La pedagogia teatrale. La voce della tradizione e il teatro contemporaneo, Arona, XY.IT Editore, 2009.
- Serena Pilotto, Angela Viola (a cura di), Il contado e la villa, l'affascinante villa Della Porta-Bozzolo nel '700, Arona, X.Y.IT Editore, 2009.
- Marco Miglionico, Il progetto educativo del teatro di Jacques Copeau e l'Educazione alla Teatralità, Arona, XY.IT Editore, 2009.
- Gaetano Oliva, L’Educazione alla Teatralità e il gioco drammatico, Arona, XY.IT Editore, 2010.
- Gaetano Oliva (a cura di), La musica nella formazione della persona, Arona, XY.IT Editore, 2010.
- Enrico M. Salati, Cristiano Zappa, La pedagogia della maschera. Educazione alla teatralità nella scuola, Arona, XY.IT Editore, 2011.
[modifica] Collegamenti esterni
- CRT Centro di Ricerche Teatrali "Teatro-Educazione"
- Centro di Documentazione, Biblioteca e Mediateca Lèon Chancerel
- XY.IT Editore
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