Eccidio del Pian del Lot

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Eccidio del Pian del Lot
Stato bandiera Italia
Luogo Pian del Lot, Torino
Obiettivo Giovani cittadini e partigiani rastrellati
Data 2 aprile 1944
Morti 27
Responsabili Truppe naziste
Motivazione Rappresaglia per l'uccisione di un caporale tedesco (30 marzo 1944) da parte di un gappista
« Il 2 aprile/ 1944/ piombo nemico qui falciava le vostre radiose e fiorenti/ giovinezze. Italia e mamma fu il vostro/ ultimo grido mentre la terra che per tredici mesi/ vi fu letto di morte copriva i vostri corpi straziati/ e agonizzanti/ Parenti e amici offrono nel ricordo del vostro martirio »
(Lapide sul luogo dell'eccidio)

L'eccidio del Pian del Lot fu una strage perpetrata dai nazisti verso giovani rastrellati come rappresaglia per l'uccisione di un caporale tedesco a Torino da parte di un commando gappista.

[modifica] Gli avvenimenti

Il Pian del Lot si trova nella collina torinese, nell'attuale Parco delle Repubbliche partigiane piemontesi, a 511 metri di altezza. Dopo l'occupazione tedesca sul posto venne costruita una postazione anti-aerea Flak.

Il 30 marzo 1944, in un agguato dei GAP, viene ucciso un caporale tedesco, sul ponte Umberto I a Torino. Il comando nazista in città ordina come atto di rappresaglia l'uccisione di alcuni giovani rastrellati in precedenza, presso la Val di Lanzo e la Val Pellice, nonché reclusi nel carcere "Le Nuove".

Secondo il testimone oculare Giovanni "Oscar" Borca, un partigiano catturato, i prigionieri furono caricati sui camion e portati nel luogo dell'esecuzione, probabilmente il luogo dove prestava servizio il caporale ucciso. Una volta sul posto, con le mani legate, furono portati nei pressi di una fossa dove a gruppi di quattro furono falciati dalle mitragliatrici; alcuni di essi tuttavia erano ancora vivi quando furono ricoperti dalla terra. Borca si salvò perché, insieme ad altri prigionieri, aveva proprio il compito di ricoprire la fossa comune; al suo rientro in carcere gli fu intimato di restare in silenzio sull'accaduto. I corpi furono riesumati il 27 maggio 1945, a guerra finita. Nella fossa si contarono 27 giovani massacrati, dei quali 7 non identificati; studi recenti degli ultimi anni sono riusciti a dare un nome a 3 di questi cadaveri.

Ogni anno, il 2 aprile, viene celebrata, nei pressi del luogo dell'eccidio, una cerimonia commemorativa delle vittime della strage.

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