Dragon Ball (manga)

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Dragonball
manga
La copertina del terzo numero della Perfect Edition
La copertina del terzo numero della Perfect Edition
Titolo originale Doragon Bōru
Autore Akira Toriyama
Editore Shueisha
1ª edizione 19841995
Collana 1ª ed. Weekly Shonen Jump
Periodicità settimanale
Tankobon 42 (completa)
Pagine 173
Editore it. Star Comics
1ª edizione it. 3 aprile 199518 ottobre 1997
Collana 1ª ed. it. Dragon
Periodicità it. quindicinale
Tankobon it. 62 (completa)
Rilegatura it. brossurata
Pagine it. 128
Lettura it. originale (da destra a sinistra)
Censura it. no (prima e quarta ristampa)
(seconda e terza ristampa)
Genere

Dragon Ball (ドラゴンボール Doragon Bōru?) è un popolare manga ideato da Akira Toriyama nel 1984. Il titolo significa "Sfera del Drago" in lingua inglese.

Indice

[modifica] Produzione

Il fumetto fu pubblicato ad episodi sulla rivista settimanale Shōnen Jump dal 1984 al 1995, per un totale di 519 capitoli, e poi raccolti in 42 tankobon dal 15 settembre 1985 al 4 agosto 1995, ancora oggi continuamente ristampati. La prima edizione italiana di Dragon Ball fu stampata da Star Comics dal 1995 al 1997 sulla collana Dragon; era formata da 62 volumi (infatti ogni volume conteneva 128 pagine contro le 173 della versione originale), ed è stato il primo manga pubblicato in Italia a essere letto da destra verso sinistra, cioè rispettando l'impaginazione originale nipponica. La prima ristampa (Dragon Ball Deluxe 1998-2001), unica a non essere censurata, è formata da 42 volumi, la seconda ristampa (Dragon Ball New 2002-2005, uscita anche con sovraccoperta esclusivamente per le fumetterie con il nome Dragon Ball Book) è composta sempre da 42 volumi, ma contiene alcune censure causate da alcune proteste, e la terza ristampa (Dragon Ball Perfect Edition 2006-2008), anch'essa censurata, è formata da 34 volumi ed è conclusa da un finale alternativo disegnato recentemente dallo stesso Toriyama (questa ristampa è stata pubblicata anche in Giappone). Una quarta ristampa (Dragon Ball Evergreen Edition) è attualmente in corso di pubblicazione a partire da fine ottobre 2011, sempre in 42 volumi, con le copertine dalle prima edizione giapponese, con l'aggiunta dei commenti dell'autore, non presenti nelle vecchie edizioni, ed è priva di censure. [1][2]

Considerato ormai alla stregua di un prodotto internazionale (la produzione riguardante Dragon Ball ha ormai raggiunto tutto il mondo e consta di videogiochi virtuali, laser disc, DVD, cassette home video, pupazzetti, gadget, ecc.), Dragon Ball è stato pubblicato in ben 15 paesi: USA, Hong Kong, Cina, Italia, Francia (primo paese europeo a trasmettere l'anime), Grecia, Spagna, Corea, Thailandia, Australia, Indonesia, Serbia, Svizzera, Belgio e Canada.

[modifica] Serie anime

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Dragon Ball (anime), Dragon Ball Z, Dragon Ball GT e Dragon Ball Kai.

Dal fumetto sono state tratte quattro serie anime. La prima serie è intitolata Dragon Ball (1986-1989), 153 episodi, il quale ripercorre la narrazione a partire dall'incontro fra Bulma e Goku fino alla sconfitta di Piccolo durante il 23° Torneo Tenkaichi (volumi 1-16), proseguendo con una saga originale narrante il matrimonio fra Goku e Chichi.
La seconda serie è intitolata invece Dragon Ball Z (1989-1996), 291 episodi, il quale ripercorre la narrazione a partire dall'attacco di Raditz fino alla fine del manga (volumi 17-42), anche qui vi sono due minisaghe aggiuntive. Visto il successo delle prime due serie, la Toei Animation decise di creare una terza serie anime, intitolata Dragon Ball GT (1996-1997), 64 episodi. Quest'ultima serie rappresenta l'ultimo filone narrativo della serie di cui non esiste il manga, in quanto creata appositamente per la televisione. Essa ha inizio al ritorno di Goku dall'allenamento con Ub fino all'incontro tra i discendenti di Goku e Vegeta. Per festeggiare il 20º anniversario della seconda serie è stato creato un restyling ad alta definizione dello Z, ovvero Dragon Ball Kai (2009-2011), 97 episodi, il quale copre gli eventi dall'arrivo di Raditz fino alla sconfitta di Cell.

[modifica] Traduzione dei nomi dei personaggi

Nome originale
Bandiera del Giappone
Nome originale
traslitterato
Bandiera del Giappone
Nome italiano
Bandiera italiana
孫 悟空 Son Goku Son Goku
孫 悟飯 爺ちゃん Son Gohan jīchan Son Gohan
武天老師 Muten Rōshi Maestro Muten
ウーロン Ūron Olong
ヤムチャ Yamucha Yamcha
牛魔王 Gyu Mao Stregone Del Toro
クリリン Kuririn Crilin
ランチ Ranchi Laura
カリン様 Karin sama Karin
餃子 Chaoz Jiaozi
天津飯 Tenshinhan Tenshinan
ピッコロ 大魔王 Pikkoro Daimaō Grande Mago Piccolo
ヤジロベー Yajirobē Yajirobei
Kami sama Dio della Terra
ピッコロ Pikkoro Piccolo

Molte delle differenze tra i nomi del manga originale e quelli del manga in italiano sono dovuti al fatto che gli ideogrammi giapponesi si possono traslitterare in caratteri occidentali in più modi:[3] per esempio in giapponese la u non si pronuncia quasi, quindi la si può omettere nella traslitterazione, oppure la l e la r sono equivalenti ecc. Per questo motivo Kuririn può essere traslitterato anche in Crilin (come viene chiamato nell'edizione italiana del manga) perché la u non si pronuncia e può essere omessa, la seconda r può anche essere sostituita con la l e la K può essere sostituita con la C perché hanno lo stesso suono. Altre differenze sono dovute al fatto che alcuni nomi originali sono stati tradotti in italiano: per esempio poiché Uranai Baba significa in giapponese vecchia chiaroveggente, è stata chiamata in italiano Vecchia Sibilla; allo stesso modo Kami (spesso chiamato Kami-sama in segno di rispetto) significa letteralmente "Dio" e per questo motivo è stato chiamato Dio nella versione italiana. Anche "Stregone del Toro" (Gyumao) e "Grande Mago Piccolo" (Pikkoro Daimao) sono traduzioni letterali del nome originale. Altre differenze sono dovute al fatto che i giapponesi scrivono in romaji (giapponese traslitterato in caratteri occidentali) i nomi inglesi (esempi: Furiza al posto di Freezer, Ginyu al posto di Ginew, Jisu al posto di Jeeth) in modo da adattarli all'alfabeto e alla pronuncia giapponese[4] e la Star Comics li ha semplicemente scritti come li si scriverebbe in inglese.

[modifica] Parodie

Sono apparse tempo fa un paio di parodie basate sul manga di Toriyama, ma oggigiorno sono piuttosto rare da trovare a causa delle piccole dimensioni delle case editrici e del loro successivo fallimento:

  • Dragon Ball AF: ipotetica serie di cui è circolata la storia in Internet per anni ma di cui Akira Toriyama, autore del manga originale, ha sempre negato di essere l'artefice. La voce si è susseguita anche sulle riviste specializzate, e data la popolarità delle serie originali ha avuto una risonanza mediatica molto marcata, tanto da essere citata in numerosi fansite di tutto il mondo e dando vita a molteplici fan fiction, spesso spacciate per essere le trame autentiche della fantomatica serie. L'inconsistenza delle voci ha fatto supporre (e in seguito confermare) che si trattasse di una bufala. Si ritiene infatti che la sigla AF sia l'acronimo di Another Future, o di April's Fool (pesce d'aprile). In questa storia, tra l'altro, si parla di un ipotetico quinto livello di Super Saiyan. Nel 2008 un gruppo di mangaka ha creato un dōjinshi (manga in proprio) su Dragon Ball AF traendo spunto da quella che oramai può essere considerata una leggenda metropolitana, il fumetto in questione è stato presentato alle mostre fumetto Comiket riscuotendo un notevole successo. Questo dōjinshi comunque non è ufficiale né può essere esportato in altri paesi o trasposto in anime non possedendo alcun tipo di licenza o copyright dall'autore originale, ha perciò il valore di una comune fan fiction.
  • Dragon Fall: serie argentina realizzata da un gruppo di disegnatori chiamato Hi no Tori Studio sullo stile di Dragon Ball Z, pubblicato in Italia dalla casa editrice Marenero. Dragon Fall riprende abbastanza bene lo stile di disegno di Toriyama e aggiunge innumerevoli altre parodie di manga, fumetti, film e cartoni alla parodia principale. Sebbene la serie in originale fosse molto lunga, tanto da toccare tutto Dragon Ball Z e anche Dragon Ball GT, in Italia è apparso solo il primo numero, dato che la Marenero è fallita subito dopo la sua pubblicazione.
  • Dragor Pall: un fumetto demenziale e satirico ispirato ai personaggi di Toriyama, pubblicato dalla casa specializzata in parodie Zero Press.
  • Dragon Ball X: nome a cui corrisponde un hentai dōjinshi pubblicato anche in Italia, che vede come protagonisti Goku e Chichi, collocato nell'intervallo concesso da Cell prima del Torneo Tenkaichi da lui stesso indetto. Per estensione, è diventato un nome generico a cui sono associati immagini e diversi dōjinshi di Dragon Ball.
  • Mao mushi parodia presente in Due Fantagenitori e piu precisamente in fanta zapping

[modifica] Videogiochi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista di videogiochi di Dragon Ball.

Il successo di Dragon Ball è stato sfruttato anche da numerosi videogiochi, tra i quali: Dragon Ball Z: Ultimate Battle 22, Dragon Ball Z: The Legend e Dragon Ball GT: Final Bout per Playstation. Super Dragon Ball Z, Dragon Ball Z: Budokai 3, Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 1, 2 e 3, Dragon Ball Z: Infinite World per Playstation 2. Dragon Ball Z: Shin Budokai 1 e 2 per PSP. Dragon Ball Z: Burst Limit e Dragon Ball: Raging Blast 1 e 2 per PlayStation 3 e Xbox 360.Dragon Ball Ultimate Tenkaichi per Ps3 e Xbox 360

[modifica] Strategie commerciali

Intorno al 2001 Dragon Ball, raggiunse l'apice del successo in Italia, motivo per cui aumentarono le serie e gli oggetti relativi alla serie. Oltre alla collana Dragon Ball Deluxe, al tempo in uscita, furono pubblicate due nuove e diverse edizioni, la De Agostini distribuì le serie Z e GT in cassetta, e fu creata la raccolta Dragon Ball Z scacchi con le pedine rappresentate da personaggi di Dragon Ball e relativi fascicoli sugli scacchi. Inoltre furono commercializzati anche pupazzi (le cosiddette "action figure"), carte da collezionare e molti videogiochi relativi per Playstation 1 e 2 ed altre console. Nel 2003 De Agostini mise in distribuzione su DVD la serie Dragon Ball Z, mentre nel 2007 la prima serie di Dragon Ball in edizione integrale e i film tratti dalle tre serie. Nel 2009 la Hachette ha dato il via ad una nuova collezione di action figure (gashapon) di Dragon Ball composta da tutti i personaggi visti solo ed esclusivamente nel manga.

[modifica] Dragon Ball in altri media

In seguito al grande successo ottenuto dall'opera di Akira Toriyama, i personaggi e le situazioni di Dragon Ball sono state prese in prestito anche in altri lavori, sia da parte di mangaka, che da autori cinematografici[5].

[modifica] Note

  1. ^ Napoli Comicon: nuova edizione di Dragon Ball ed altro per Star Comics. AnimeClick.it, 02/05/2011
  2. ^ Romics 2011: Star Comics annuncia Shingetsusan Tsukihime. AnimeClick.it, 02/10/2011
  3. ^ Dragon Ball (prima edizione) 20, 18 gennaio 1996, pag. 126. «Per quanto riguarda il nome di Goku, è possibile scriverlo in entrambi i modi (Goku o Gokuh), a seconda di quale metodo di traslitterazione si usa nello scrivere gli ideogrammi.»
  4. ^ Per trascrivere in ideogrammi i termini stranieri, i giapponesi sono costretti a modificare la pronuncia e la scrittura di tali parole. Infatti ogni ideogramma in giapponese rappresenta una sillaba (unione di due suoni, consonante + vocale) e non un singolo suono, dunque in giapponese non esistono parole con due consonanti consecutive. Per scrivere una parola straniera che contiene due consonanti consecutive in caratteri giapponesi bisogna quindi aggiungere una vocale tra le due consonanti. Esempio: Dragon Ball viene scritto ドラゴンボール (Doragon Boru?) perché non esistono ideogrammi che si pronuncino "d" o "l"; i giapponesi sono dunque costretti a utilizzare al loro posto gli ideogrammi con la pronuncia più simile, cioè "do" (ド) e "ru" (ル). Un altro problema è la pronuncia di fonemi non esistenti in giapponese, il che causa una pronuncia (e una scrittura) approssimativa delle parole inglesi che contengono tali fonemi. Per esempio la "er" di Freezer in inglese si pronuncia /ə/, una vocale non esistente in italiano (e in giapponese) che viene approssimativamente pronunciata dai giapponesi "a". Il th sordo (/ɵ/) di Jeeth, un suono non esistente sia in italiano che in giapponese che viene pronunciato mettendo la lingua tra i denti, viene approssimativamente pronunciato dai giapponesi "s".
  5. ^ Dragon Ball Arena, sito con i riferimenti a Dragon Ball di altre opere

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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