Doria

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Doria
Coa fam ITA doria2.jpg
Spaccato d'oro e d'argento all'aquila spiegata di nero, membrata, imbeccata, linguata e coronata di rosso attraversante sul tutto
Fondatore Arduino di Narbona
Data di fondazione X secolo

La famiglia Doria, o più correttamente D'Oria, originaria di Genova, è una delle famiglie nobiliari più importanti della storia d'Italia. Gli storici ed i documenti custoditi a Genova nell'Abbazia di San Matteo, tradizionalmente chiesa gentilizia della famiglia, ne fanno risalire la nascita all'anno 941.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Non essendo, come la maggior parte delle famiglie nobili genovesi, di origine feudale le loro radici si possono far risalire con difficoltà a non prima del X secolo perdendosi comunque in congetture che sfiorano la leggenda; giova tuttavia ricordare un aneddoto che per la sua diffusione potrebbe nascondere un fondo di verità: secondo la vulgata, nata probabilmente dal bisogno di attribuire origini illustri e feudali ad una famiglia con ogni probabilità autoctona e giunta al potere politico e al possesso di signorie dal commercio, i Doria trarrebbero le loro origini da un Arduino Visconte di Narbona, il quale passando da Genova per andare crociato a Gerusalemme si ammalò gravemente, ospitato in casa di una vedova della famiglia De Volta, curato si innamorò di una delle sue due figlie, Orietta, detta Oria la quale ebbe infine un figlio: Ansaldo che, dal nome della madre, fu detto figlio d'Oria: i nomi con cui i genovesi ne indicarono i figli e poi i discendenti sono: Auriae e D'Oria. Questo genitivo dopo il nome di battesimo è appunto la forma che usarono gli annalisti del Comune per indicare i singoli personaggi della casata; mentre per indicarli collettivamente, come clan, scrissero illi de Auria: quelli di Oria, ovvero i D'Oria. Nel tempo tuttavia ha prevalso la denominazione contratta Doria con cui la famiglia è nota. I D'Oria erano ghibellini nel XIV secolo. Oberto Doria (Genova, 1230 - 1295) fu Capitano del Popolo e diarca di Genova. Nel 1263 divenne Signore di Loano, grazie alla cessione di quel territorio da parte del Vescovo di Albenga, dando origine al feudo che resta proprietà della famiglia Doria Lamba, quasi un'isola in terra incuneata tra territori appartenenti a Genova ("Loano isola del Ponente").

Lamba Doria (Genova, 1245 - 1323) è il più famoso ammiraglio genovese insieme al discendente Andrea. Vinse i veneziani nella battaglia di Curzola nel 1298, dove ebbe tra i prigionieri l'ammiraglio Andrea Dandolo, che per la disperazione si uccise, e Marco Polo, che durante la sua prigionia dettò il Milione.

Nella battaglia i veneziani perdettero ottantacinque navi: di queste diciotto furono catturate e le rimanenti, in spregio, furono bruciate.

Tornato a Genova in trionfo, all'ammiraglio Lamba fu donato dal Comune un palazzo, in piazza San Matteo e altri possedimenti a Savona dove tuttora è presente il Palazzo Doria Lamba, l'Isola dei Doria, così come a Genova ed in Piemonte. Inoltre la città lo proclamò capitano del popolo. Fu nominato ammiraglio di 40 galere per conto dell'imperatore Arrigo VII.

Ai suoi discendenti diretti, oltre ad essere stato concesso il titolo di Marchesi, fu concesso di aggiungere al cognome Doria il nome del glorioso ammiraglio: Doria Lamba.

Andrea Doria (Oneglia, 1466 - Genova, 1560) non ebbe figli, ma costituì attorno a sé un nucleo familiare di eredi ben definito attraverso le figure dei nipoti, a cominciare da Giannettino Doria, ucciso nella congiura di Gianluigi Fieschi del 1547.

Il pronipote Gianandrea Doria divenne erede unico di Andrea Doria alla morte di questi, avvenuta nel 1560. Fu pertanto proprietario tra gli altri beni del palazzo del Principe a Fassolo. Egli sposò Zenobia Del Carretto Doria, che portò in dote il principato di Melfi e trasmise ai comuni discendenti i diritti feudali ereditari dei marchesi di Finale. Essi utilizzarono quindi talvolta il cognome Doria Carretto.

Agli inizi del XVII secolo, Giovanni Andrea II Doria sposò Maria Polissena Landi, principessa di Valditaro: in seguito a tale matrimonio vennero acquisiti il patrimonio, il nome e le insegne dei Landi, ancor oggi presenti nello stemma di famiglia, che da allora si chiamò Doria-Landi.

In seguito, nella seconda metà del XVIII secolo, i Doria-Landi acquisirono anche il nome di Pamphilj, grazie al matrimonio, avvenuto peraltro parecchi decenni prima, tra Giovanni Andrea III Doria e Anna Pamphilj. La famiglia fu conosciuta, dunque, come Doria-Landi-Pamphilj, o anche semplicemente come Doria-Pamphilj. Il ramo è proprietario del Palazzo del Principe di Genova, divenuto polo museale per gli affreschi di Perino del Vaga e recentemente riportato in parte agli iniziali splendori con la ricostituzione del rigoglioso e scenografico giardino all'italiana.

I Doria d'Angrì sono un ramo stabilitosi ad Angri ed inviato originariamente al sud presso la Corte di Carlo V.

La Famiglia Doria Colonna è residente a Roma.

Possedimenti dei Doria[modifica | modifica sorgente]

La famiglia Doria ha o ha avuto possedimenti in tutto il territorio italiano.

Chiese patrocinate dai Doria[modifica | modifica sorgente]

Marchesi e Principi di Torriglia[modifica | modifica sorgente]

Il piccolo feudo imperiale, arroccato sull'Appennino ligure alle spalle di Genova, viene concesso dall'imperatore Carlo V ad Andrea Doria, dopo averne spossessati i Fieschi (1548). Piccolo stato sovrano a tutti gli effetti è amministrato da commessiarie deputati della famiglia. Il marchese Giovanni Andrea III è il primo a risiedervi stabilmente dal 1737; il 13 maggio 1760 è elevato a principato e tale rimane fino all'abolizione del feudalesimo in Italia nel 1798.

  • Pagano Doria 1562-74
  • Giovanni Andrea 1574-1606
  • Andrea II -1612
  • Giò Andrea II -1640
  • reggente Polissena Doria -1648
  • Andrea III -1654
  • Giò Andrea III Doria Landi 1679-1743
  • Giò Andrea IV -1764
  • Andrea IV Doria Landi Pamphili -1794
  • Andrea V -1798.

Personaggi di spicco della famiglia[modifica | modifica sorgente]

Cardinali[modifica | modifica sorgente]

Tra parentesi l'anno della nomina:

X secolo[modifica | modifica sorgente]

XI-XIV secolo[modifica | modifica sorgente]

XV-XVI secolo[modifica | modifica sorgente]

XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Meloni, Insediamento umano nella Sardegna settentrionale. I possedimenti dei Doria alla metà del XIV secolo, in "Atti del XIV Congresso di Storia della Corona d'Aragona", Sassari-Alghero, 19-24 maggio, 1990, vol. II, La Corona d’Aragona in Italia (secc. XIII-XVIII), 1, Il “regnum Sardiniae et Corsicae” nell’espansione mediterranea della Corona d’Aragona, tomo II, Sassari, 1995, pp. 573-593.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]