Domus del chirurgo

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Domus del chirurgo.

La domus del chirurgo è un'abitazione romana della seconda metà del II secolo, scoperta nel 1989 a Rimini, in piazza Ferrari, e aperta al pubblico il 7 dicembre 2007.

Il nome con cui è nota, "casa del chirurgo", si deve all'importante corredo chirurgico rinvenutovi: da una mensola originariamente posta sulla parete era caduta una scatola di bronzo, da cui si era rovesciato un gruppo di strumenti in ferro e bronzo utilizzati dal medico per i suoi interventi, pinze, bisturi, scalpelli, sonde e altri attrezzi, nonché bilance e misurini di bronzo; e ancora vasetti in terracotta, e un gruppo di vetri ormai irriconoscibili, pertinenti a fiale e ad altri contenitori di uso farmaceutico.

Le stanze della domus si affacciavano tutte su un lungo corridoio che serviva da disimpegno e raccordo tra i diversi vani, e che a sua volta dava su un cortile. All'interno c'era una stanza che serviva al medico per visitare e operare i pazienti, più una taberna medica che fungeva da ambulatorio e che dava sul cortile. Tra i vani è stata identificata anche la sala da pranzo, il triclinio, e la camera da letto, il cubicolo. La cucina e la piccola dispensa erano invece situate al secondo piano della domus.

La ristrutturazione della domus risale agli ultimi anni del II secolo o ai primi decenni del III. Venne abbandonata repentinamente, e mai più occupata, in seguito ad un incendio che la distrusse completamente; in mezzo alle macerie formatesi col crollo del secondo piano furono trovate circa 80 monete romane, quasi tutte d'argento, la più recente delle quali è databile tra il 253 e il 258; la distruzione si può far risalire a questi anni, o di poco posteriori.

Indice

[modifica] Il chirurgo

Si suppone che il nome del medico fosse Eutyches (Eutiche) grazie all'iscrizione sul muro della sua Taberna Medica "Eutyches Homo Bonus", e che fosse un medico militare di origine orientale.

Dai ritrovamenti archeologici, dai mosaici, dalle decorazioni e dalle numerose scritte in greco ritrovate sul vasellame, si ipotizza che Eutyches fosse di origine greca, oltre ad essere un'amante del bello. A confermare l'origine ellenica di Eutyches c'è anche il piede della statua di Ermarco, filosofo discepolo di Epicuro, ritrovata nel giardino.

[modifica] Reperti archeologici

All'interno della domus sono stati ritrovati centinaia di reperti archeologici: ferri chirurgici, vasellame da cucina e monete, oltre ad una lunga serie di decorazioni e mosaici.

Gli strumenti chirurgici ritrovati a Rimini rappresentano ad oggi la più ricca collezione chirurgica antica al mondo, per varietà e numero degli oggetti: si tratta infatti di circa 150 pezzi utilizzati per intervenire su ferite e traumi ossei, più una serie di vasetti utilizzati per la preparazione e la conservazione dei medicinali. Nel corredo chirurgico spiccano vari bisturi, sonde, pinzette, tenaglie odontoiatriche, leve ortopediche, un trapano a bracci mobili e diversi ferri utilizzati per esportare calcoli urinari. La tipologia dei ferri chirurgici indica che il chirurgo riminese era specializzato in professione medica militare.

Uno dei ritrovamenti più importanti è stato quello del Cucchiaio di Diocle, un pezzo unico al mondo, che serviva per estrarre le punte di freccia conficcate nel corpo umano. Si tratta di un arnese composto da un manico di ferro che termina con una lamina a forma di cucchiaio, forata al centro, in modo da bloccare ed estrarre la freccia. Veniva utilizzato in particolare dai medici che operavano sul campo di battaglia.

[modifica] Mosaici e affreschi

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce una lunga serie di mosaici ancora intatti e di affreschi policromi.

Tra i mosaici spicca quello di Orfeo tra gli animali, ritrovato nella taberna medica, che vede al centro dell'opera il celebre musico circondato da animali in ascolto. I mosaici sono stati realizzati prevalentemente con la tecnica dell' opus tessellatum e dell' opus reticulatum.

Nel triclinium è stato invece ritrovato un pannello di pasta di vetro dove su sfondo blu sono stati raffigurati 3 pesci: un delfino, un'orata e uno sgombro.

I numerosi mosaici ritrovati sono oggi conservati nella Sezione Archeologica del Museo della Città di Rimini.

[modifica] Collegamenti esterni

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