Domenico Rasi
| « Chi per la Patria muore, vissuto è assai!! Ho vent'anni ma già sento di aver vissuto abbastanza. La vita non poteva darmi di più. Non abbiatene contro coloro che mi hanno condotto alla tomba; sono giovani sconsiderati! » | |
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(Domenico Rasi[1])
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Domenico Rasi (Cesena, 9 dicembre 1924 – Cattolica, 24 giugno 1944) è stato un antifascista e partigiano italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Studente in Architettura all'Università di Firenze, nell'estate del 1944 era militare dell'8º Reggimento bersaglieri della R.S.I. di stanza a Gabicce Monte.
Unitamente al commilitone Vanzio Spinelli accusato da un delatore appartenente allo stesso Reparto di avere manifestato opinioni antifasciste e disfattiste e di avere avuto contatti con esponenti della Resistenza, furono imprigionati presso la rocca malatestiana di Cattolica e processati da un tribunale delle SS tedesche da cui - anche al fine di dare una punizione esemplare nel tentativo di porre un freno al crescente fenomeno delle diserzioni - vennero dichiarati colpevoli di "disfattismo nelle forze armate, intelligenza con i partigiani, propaganda sovversiva" e fucilati all'alba del 24 giugno 1944 presso il cimitero comunale.
Nello stesso processo verranno emesse altre condanne più lievi nei confronti dei commilitoni Ippolito Fontana e Carlo Cortesi, per analoghi motivi: quest'ultimo in una dichiarazione allegata agli atti del processo avviato nel dopoguerra nei confronti del comandante del Reparto, il Magg. Leonardo Vannata, ha fornito una drammatica e dettagliata testimonianza delle torture e degli interrogatori, da cui emerge il particolare accanimento dei fascisti nei confronti delle due giovani vittime, ree unicamente di desiderare giustizia e libertà per la loro Patria, come si può leggere nelle toccanti e dignitose parole scritte nelle loro ultime lettere indirizzate a familiari e amici.
[modifica] Riconoscimenti
È stato riconosciuto partigiano della 29ª brigata GAP, operante nell'area di Rimini, con ciclo operativo dal 20 giugno al 24 giugno 1944.
Nel 1944, una volta liberata la città dai nazifascisti, è stato insignito della Cittadinanza onoraria dal Comune di Cattolica unitamente al compagno Vanzio Spinelli, ed a loro è stato intitolato il lungomare cittadino, oggi denominato "Lungomare Rasi e Spinelli".
Nel cimitero comunale di Cattolica, nell'esatto luogo ove avvenne la fucilazione, è stato eretto un monumento nel 1978, progettato dall'Arch. Luigi Filippini.
[modifica] Note
- ^ Brano tratto dalla lettera inviata ai genitori poche ore prima della fucilazione il 24 giugno 1944.
[modifica] Bibliografia
- M. Casadei, La Resistenza nel Riminese, Provincia di Rimini, Rimini, 2005.
- M. Castelvetro - S. Medas, Storia di Cattolica, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2002.