Olivetti MC-24

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Olivetti MC24 Tetractys

La sigla MC-24 indica una serie di macchine da calcolo elettriche, automatiche, con stampa integrata e registro di memoria dinamica, prodotte dalla Olivetti a partire dal 1956.

La meccanica fu progettata da Natale Capellaro, mentre la carrozzeria si deve a Marcello Nizzoli.

Indice

[modifica] Modelli

La MC 24 in versione 1956

La serie comprendeva 3 modelli base: la Multisumma-24 (somma, sottrazione e moltiplicazione), la Divisumma-24 (anche divisione) e la Tetractys che, dotata di un doppio totalizzatore e di una serie di funzionalità aggiuntive, rappresentava a livello mondiale lo stato dell'arte del calcolo meccanico di quegli anni. Vennero poi realizzati diversi modelli speciali, ad esempio le varianti CR con carrello più ampio per esigenze contabili. Tra queste c'è anche una "Elettrosumma 24 CR" priva di moltiplicazione automatica.

La produzione di questa classe di macchine, ubicata negli stabilimenti I.C.O in via Jervis, a Ivrea, continuò fino agli anni '70. Le versioni speciali, dotate di carrello tabulatore (MC24-CR), furono prodotte inizialmente negli stabilimenti O.M.O., situati in località San Bernardo d'Ivrea, su una catena di montaggio a cottimo individuale, con volumi medi di produzione di 50 unità al giorno.

L'aspetto più innovativo di queste macchine è il fatto che i due modelli superiori furono le prime calcolatrici ad avere una modalità di utilizzo quasi completamente analoga a quella delle calcolatrici attuali: possibilità di eseguire le quattro operazioni, un'unica tastiera numerica ridotta (10 tasti) per impostare tutti i termini dell'operazione e stampa dei risultati.

[modifica] Caratteristiche

Da un punto di vista costruttivo, si trattava di macchine estremamente complesse, ma di realizzazione economica, grazie, appunto, alla genialità costruttiva di Capellaro. La Divisumma, grazie al buon rapporto prezzo-prestazioni, fu il modello maggiormente venduto: il suo prezzo era di poco inferiore a quello di una Fiat 500. Nel libro di Silmo si riporta che l'Olivetti rivendeva queste macchine a 10 volte il costo di produzione, pur restando molto concorrenziale. Non si conosce il numero esatto di esemplari prodotti. Sicuramente, nel 1967, fu prodotto il milionesimo esemplare. Silmo stima che la produzione complessiva si sia aggirata sul milione e mezzo, un record assoluto per macchine di questo tipo. Pertanto, le MC-24 costituirono un elemento fondamentale per la prosperità dell'Olivetti. Pier Giorgio Perotto la definirà la gallina dalle uova d'oro. Però, paradossalmente, furono proprio questi elevatissimi utili economici a rallentare l'azienda di Ivrea nell'intraprendere la conversione tecnologica dalla meccanica verso l'elettronica.

[modifica] Aspetti tecnici

L'interno di una Divisumma 24

Fu progettata per addizionare, sottrarre, moltiplicare e dividere velocemente (250 cicli al minuto) in sequenza. In questo modo può essere effettuata una grande varietà di calcoli, rapidamente e in modo automatico. Ogni fase di un calcolo e ogni risultato è stampato su un rotolo di carta per mezzo di un nastro inchiostrato in banda blu e rossa.

La necessaria rigidità strutturale è affidata a un basamento in ghisa ottenuto per fusione, lavorato a fresa, sul quale sono avvitate 4 flange in lamiera, che fungono da supporto all'albero principale, ma anche agli innumerevoli alberini aventi funzioni secondarie. La matricola della macchina veniva incisa a pantografo sul lato inferiore del basamento. Il moto è affidato a un motore elettrico di 70 watt il cui pignone a vite senza fine aziona un ingranaggio in tela bachelizzata dotato di frizione, calettato sull'albero principale (diametro di 10 mm), lungo quanto tutta la larghezza della macchina, supportato da 4 boccole in bronzo; su questo, tramite coppie di viti temperate poste a 90 gradi, una mordente e una perforante, sono fissate le varie camme a profilo multiplo in materiale sinterizzato, azionanti a loro volta gli innumerevoli leveraggi. Gli unici cuscinetti sono la coppia di supporto dell'albero motore. La lubrificazione a vita è affidata a 4 tipi di lubrificanti, ognuno ottimizzato per il genere di attrito generato nel punto specifico: olio denso, grasso a bassa viscosità, grasso infusibile e grasso al bisolfuro di molibdeno Molykote.

[modifica] Bibliografia

  • Salvetti, Adolfo e Pacchioli, Eugenio (ed.). Le macchine sapienti di Natale Capellaro. - Associazione Archivo Storico Olivetti, Ivrea 2002.
  • Silmo, Giuseppe: M.D.C. Macchine da calcolo meccaniche, Olivetti e non solo; Natale Capellaro - Il genio della meccanica. ed. Tecnologicamente Storie. Ivrea, 2008.

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