Dieta

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La dieta, dal latino diaeta, a sua volta dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere»[1], in particolar modo nei confronti dell'assunzione di cibo, è l'insieme degli alimenti che gli animali, esseri umani compresi, assumono abitualmente per la loro nutrizione: lo spettro alimentare.
Regime alimentare, in italiano corrente, si sovrappone abitualmente come significato al termine dieta. Questo indica diete per diminuire-aumentare di peso corporeo, diete per attenersi a prescrizioni relative a particolari quadri clinici, come quelle specifiche per ottenere differenti risultati sul proprio fisico, ad esempio, in campo di dieta umana, le diete dell'atleta.
La dieta pertanto non è esclusivamente privativa, ma può essere anche una scelta di stile di vita che magari si abbina a pratiche sportive o ricreative.

Indice

Generalità [modifica]

Tutti gli organismi viventi eterotrofi necessitano dell'introduzione di nutrienti per soddisfare sia le necessità di costituzione del proprio organismo sia il relativo fabbisogno energetico, quest'ultimo ottenuto tramite reazioni ossidoriduttive. Solo nel caso degli animali quest'introduzione viene definita dieta.

Dieta nei differenti organismi [modifica]

Una dieta definisce quindi, nella prima e più ampia accezione, cosa l'animale mangi. Se le piante, autotrofe, sintetizzano le loro sostanze nutritive direttamente, gli animali dipendono da una o più altre specie per il cibo. Una dieta carnivora, erbivora o altro, ha una grande e fondamentale influenza sul comportamento animale. Essa determina, in particolare, lo stato di predatore o preda nella catena alimentare. La pratica comportamentale può essere molto variata per gli onnivori alimentari o più o meno specializzata per organismi stenofagi. La specializzazione per una fonte di cibo aziona anche l'evoluzione delle varie strutture anatomiche connesse all'assunzione e elaborazione del cibo, l'apparato digerente.

Alcune specie animali hanno diverse diete nello stadio larvale o giovanile e negli adulti; il girino degli anfibi, per esempio è erbivoro o detritivoro, gli adulti carnivori. Questo vale in generale per i mammiferi che allattano i piccoli dalla nascita.

Regimi dietetici carnivori [modifica]

Alimentazione lattea [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allattamento materno.

Regimi dietetici erbivori [modifica]

  • Baccivoro, che si nutre di bacche: Bluebird orientale
  • Frugivoro, che si nutre principalmente di frutta: scimmie arboricole, pipistrelli della frutta
  • Exsudativoro o gommivoro, che si nutre di essudati di piante gomme e linfa: ustitì
  • Folivoro, alimentazione a base di foglie
  • Granivoro, alimentatisi principalmente di semi: passeracei, muridi
  • Erbivoro o fitofago, si nutrono principalmente di erba, piante della vegetazione prativa: ruminanti
  • Mellifago, che si nutre prevalentemente di miele
  • Nectarivoro, che nutre principalmente di nettare: colibrì
  • Pollinivoro, che nutrono principalmente di polline, molti imenotteri apoidei
  • xilofago o lignivoro, che si nutre prevalentemente di legno: termiti, Cerambici
  • Zeofago, che si nutre di mais

Altre diete [modifica]

  • Absorbotropia, alimentazione da assorbimento: verme parassita
  • Adefago che si nutre voracemente (da non confondersi con l'omonimo ragruppamento dei coleotteri)
  • Batteriofago, che si nutre prevalentemente di batteri
  • Coprofago, alimentati principalmente da sterco: lo scarabeo stercorario
  • Detritofago o spazzino, nutrizione principalmente di detriti, cadaveri, escrementi
  • Geofago, che si nutre prevalentemente di terra, e del suo contenuto organicocome i lombrichi
  • Limivoro, che trova il suo cibo nel fango
  • Litofago, che si nutre variamente, ma attacca le rocce: dattero di mare
  • Mallofagi, che si nutre prevalentemente di sangue e parti cutanee di uccelli
  • Melofago, che si nutre prevalentemente di sangue di pecora
  • Micetofago o micofago, che si nutre principalmente funghi: Mycetophilidae
  • Microfago, che assorbe e digerisce particelle o cellule di piccole dimensioni: fenicotteri, balene, squali balena
  • Onnivoro, che ha la capacità di nutrirsi di alimenti d'origine vegetale o animale: scimpanzé, riccio, uomo, opossum, orso.
  • Polifago, in genere sinonimo di animali appartenenti a diversi schemi nutrizionali, e da non confondersi con l'omonimo ragruppamento di coleotteri
  • Pantofago che si nutre prevalentemente di tutto indiscriminatamente, spesso sinonimo di onnivoro
  • Saprofago, nutrentesi principalmente da materia in decomposizione
  • Saproxilofago, che si nutre prevalentemente di legno morto in decomposizione: le larve di alcuni coleotteri come i lucanidi
  • Spongivoro, che si nutre prevalentemente di spugne
  • Xerofago, a regime alimentare secco

La dieta umana [modifica]

La specie umana è onnivora, in grado di consumare una grande varietà di materiali vegetali e animali.[2][3] Durante il paleolitico l'Homo sapiens impiegava caccia pesca e raccolta quali fonti primarie di cibo[4], alternando ai vegetali spontanei (frutti, semi, radici, tuberi, funghi) le proteine animali (carne, pesce, insetti, molluschi, crostacei). Si è provato che gli umani abbiano usato il fuoco sin dal tempo[5] della predominanza dalla specie Homo erectus, che del fuoco faceva documentato uso, probabilmente anche per preparare e cucinare cibo prima di consumarlo.

L'uso del fuoco è diventato comunque documentatamente regolare nelle specie H.sapiens e H.neanderthalensis. Si ipotizza, su basi scientifiche, che un motore evolutivo per H.erectus, il primo ominide documentatamente in grado di cuocere i cibi sia stato costituito dal ricavare, con la cottura, più calorie dalla dieta, diminuire le ore dedicate all'alimentazione superando le limitazioni metaboliche che negli altri primati non hanno permesso un'encefalizzazione e uno sviluppo neuronale legato alle dimensioni del cervello in proporzione alle dimensioni corporee[6]. Questo, unito ad un crescente consumo di proteine animali, documentatamente ascritto alla separazione Homo-Australopithecus, o H.habilis-H.erectus[7][8] avrebbe costituito un potente impulso evolutivo.

Un certo numero di umani consumano comunque cibi non cotti, altri si astengono dal consumo di carne in toto, o di alcuni tipi solamente, altri ancora non consumano prodotti derivanti da animali, e ciò per diversi motivi, quali la religione, l'etica o per motivi di salute; la dieta umana dipende molto dalla cultura e dall'ambiente di ogni popolazione, contemplando popoli come gli Inuit, praticamente carnivori, e vasti strati di popolazioni tropicali pressoché vegetariane.

Lo studio della dieta ha prodotto lo sviluppo di una vera e propria scienza alimentare. In genere, gli uomini possono sopravvivere da due a otto settimane senza cibo, a seconda del grasso depositato nel corpo. La sopravvivenza senz'acqua è invece limitata raramente a più di tre o quattro giorni.

La carenza di cibo resta tuttavia un serio problema, con circa 300.000 morti per fame ogni anno.[9] In realtà esiste anche il problema contrario alla fame, l'obesità, che nei paesi industrializzati cresce in maniera quasi epidemica, portando problemi di salute e aumentando la mortalità.

Circa diecimila anni fa, l'uomo ha sviluppato l'agricoltura e l'allevamento all'inizio del Neolitico,[10] che ha sostanzialmente rivoluzionato il tipo di cibo che l'uomo assume, passando velocemente ad una dieta base ricca di carboidrati amilacei da cereali, proteine vegetali da legumi e proteine animali, probabilmente in minore quantità, da latte, uova, e carne di specie allevate, lipidi da semi. Si trattava di calorie a reperibilità facilitata rispetto all'ottenimento degli stessi nutrienti dalle attività di caccia e raccolta.

La disponibilità di calorie per un sempre più elevato numero di individui ha contribuito allo sviluppo di popolazioni, città e, a causa dell'aumento della densità della popolazione, a una maggiore diffusione delle malattie infettive epidemiche, nonché a variazioni nella costituzione fisica e nei caratteri antropometrici. Il tipo di cibo che si consuma e il modo in cui si prepara varia da cultura a cultura e nel corso del tempo. Progressivamente vennero introdotti nella dieta sempre nuovi cibi.

La dieta umana rispecchia i fabbisogni sostanziale e energetico, oltre che le condizioni di vita e abitudini alimentari che la persona segue. Determina, assieme con le caratteristiche metaboliche individuali il peso corporeo.

La dieta umana è influenzata da numerosi fattori, tra cui:

  • la reperibilità di sostanze nutritive nell'ambiente di vita
  • le regole igieniche, culturali e religiose
  • le condizioni economiche, le abitudini, le preferenze, le ideologie o le scelte alimentari (es. vegetarianesimo, pescetarianismo).

Diete dimagranti [modifica]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dieta dimagrante e Peso corporeo umano.

Nel gergo comune il termine dieta viene spesso usato per indicare le diete dimagranti. Le diete dimagranti sono uno specifico regime alimentare volto alla diminuzione del peso corporeo. Devono essere consigliate e studiate caso per caso da un dietista, ma spesso sono scelte in modo arbitrario dagli individui che ritengono di dover ridurre il proprio peso, spesso per avvicinarsi ad un determinato canone estetico. Malgrado vi siano numerose fonti (riviste, siti web, o il semplice sentito dire) che suggeriscono questa o quella dieta, intraprendere una dieta dimagrante senza stretto controllo medico può comportare gravi rischi per la salute e danni permanenti.

Le diete dimagranti si basano generalmente su un regime ipocalorico, inteso cioè a ridurre l'apporto di calorie coi cibi, generalmente privilegiando gli alimenti meno ricchi in nutrienti calorici come i lipidi e i glucidi. Molte diete inoltre si basano su una generale riduzione dell'assunzione di cibo, indipendentemente dal tipo di alimento.

Segno di una dieta dimagrante scorretta è l'effetto yo-yo, ovvero la perdita e il riacquisto di peso conseguente a diete eccessivamente ipocaloriche per adattamento del metabolismo.

L'adozione di un regime alimentare controllato non è sufficiente, in quanto per controllare il peso corporeo è necessario anche svolgere attività fisica regolare.

Diete di esclusione [modifica]

Un particolare tipo di dieta sono le diete di esclusione che vengono prescritte a pazienti sofferenti di allergia alimentare o intolleranza alimentare. Una volta individuato con certezza, l'alimento causa di patologia va eliminato in modo assoluto dall'alimentazione del soggetto. Un esempio tipico è il glutine nella dieta dei pazienti affetti da celiachia. [11]

Altre diete [modifica]

Alcuni, come Peter D’Adamo, sostengono che il gruppo sanguigno (AB0), influenzi la risposta del corpo umano a determinati cibi, teorizzando la dieta del gruppo sanguigno. la teoria non è attualmente supportata scientificamente.

Note [modifica]

  1. ^ Dizionario etimologico, Tristano Bolelli, Milano 2006
  2. ^ Haenel H (1989). Phylogenesis and nutrition. Nahrung 33 (9): 867–87. PMID 2697806.
  3. ^ Cordain, Loren, Implications of Plio-pleistocene diets for modern humans in Peter S. Ungar (a cura di), Evolution of the human diet: the known, the unknown and the unknowable, 2007, 264–5.
    «"Since the evolutionary split between hominins and pongids approximately 7 million years ago, the available evidence shows that all species of hominins ate an omnivorous diet composed of minimally processed, wild-plant, and animal foods.».
  4. ^ Marlowe, F. W. (2005). Hunter-gatherers and human evolution. Evolutionary Anthropology: Issues, News, and Reviews 14 (2): 54–67. DOI:10.1002/evan.20046.
  5. ^ Francesco Berna, Paul Goldberg, Liora Kolska Horwitz, James Brink, Sharon Holt, Marion Bamford,and Michael Chazan; PNAS Plus: Microstratigraphic evidence of in situ fire in the Acheulean strata of Wonderwerk Cave, Northern Cape province, South Africa PNAS 2012 109 (20) E1215–E1220; published ahead of print April 2, 2012, doi:10.1073/pnas.1117620109
  6. ^ Karina Fonseca-Azevedo, Suzana Herculano-Houzel, Metabolic constraint imposes tradeoff between body size and number of brain neurons in human evolution, PNAS 2012 109 (45) 18571-18576; published ahead of print October 22, 2012, doi:10.1073/pnas.1206390109
  7. ^ Ungar, Peter S. Dental topography and diets of Australopithecus afarensis and early Homo. Journal of Human Evolution, 46: 605-622, 2004.
  8. ^ David Holzman, Meat eating is an old human habit, newscientist, September 2003
  9. ^ Death and DALY estimates for 2002 by cause for WHO Member States World Health Organisation. Accessed 29 Oct 2006
  10. ^ Earliest agriculture in the Americas
    Earliest cultivation of barley
    Earliest cultivation of figs - URLs retrieved 19 febbraio, 2007
  11. ^ Intolleranze alimentari

Voci correlate [modifica]

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