Dialetto veneto occidentale
| Dialetto veneto occidentale o veronese | |
|---|---|
| Parlato in | Italia |
| Parlato in | Provincia di Verona |
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Filogenesi | Indoeuropee Italiche Romanze Italo-occidentali Occidentali Galloiberiche Galloromanze Galloitaliche Veneto Dialetto veneto occidentale |
Il dialetto veneto occidentale o veronese è un complesso dialettale della lingua veneta.
Il gruppo è diffuso nella provincia di Verona entro il territorio delimitato dal Garda, dal Mincio dall'Adige e dal Po; esistono dunque particolari zone di interferenza con il bresciano e il mantovano.
Dal punto di vista storico, il veronese ha in realtà un substrato gallo-italico su cui si è successivamente imposto il veneto.
Indice |
[modifica] Diffusione e varianti
Nel territorio della provincia di Verona il dialetto presenta varie sfumature lessicali e fonetiche da una zona all'altra. Possiamo quindi riassumere con questo schema le varianti dialettali:
- veronese puro, parlato ovviamente nella città di Verona; si estende fino a circa Sona (ad ovest) e Caldiero (ad est). Andando verso Nord, è parlato a Illasi, Tregnago, Badia Calavena.
- le cosiddette parlade del lago con influssi trentini, parlate circa da Torri del Benaco a Malcesine
- le parlade del lago con influssi bresciani, parlate circa da Garda a Peschiera
- veronese del Baldo e della Val d'Adige, parlato circa da Brentino Belluno a Caprino Veronese
- valpolicellese, parlato nella zona della Valpolicella, ovvero attorno Negrar
- lessinico, parlato circa da Sant'Anna d'Alfaedo a Vestenanova
- veronese orientale, ovverno attorno alla zona di San Bonifacio, Cologna Veneta e la Val d'Alpone con forti influssi vicentini, oppure padovani in alcuni paesi
- villafranchese, parlato nella zona attorno a Villafranca
- veronese con influssi mantovani, parlato circa da Valeggio sul Mincio a Gazzo Veronese
- veronese della Bassa, parlato circa da Nogara (influssi mantovani) a Villa d'Adige (influssi rodigini)
In alcuni dialetti della provincia di Vicenza o di Padova, parlati in comuni confinanti con quelli di Verona, quali Lonigo o Montagnana, si rintracciano forti legami col veronese. Lo stesso avviene ad esempio nella Bassa Mantovana nei comuni di Villimpenta o Castel d'Ario, nell'Alto Mantovano a Ponti sul Mincio e Monzambano o nell'Alto Rodigino, in primis a Villa d'Adige e Badia Polesine, dove la parlata non si discosta eccessivamente da quella veronese.
[modifica] Caratteristiche
[modifica] Fonetica
I foni del veronese non sono troppo diversi da quelli veneziano in quanto le consonanti interdentali caratteristiche del veneto centrale (/θ/ e /ð/) sono assolutamente rari e limitati solo ad alcune varietà rustiche. Alcune zone tendono a sostituire il suono /s/ con una consonante sibilante simile a /ts/.
Viene persa la dittongazione derivante dal latino ĕ, per cui "viene" è tradotto con vén (vién in veneziano), "miele" con mél (mièl in veneziano) e via dicendo.
Il gruppo interno /kl/ si è evoluto in /d͡ʒ/ e quindi in /i/: si ha quindi spèio o, in certe zone, spèo ("specchio"). A Verona città, invece, l'esito è del tutto analogo al veneziano con il fono /t͡ʃ/: spècio.
[modifica] Conservazione delle consonanti
La consonante /v/ è molto debole in posizione interna (péar "pepe", veneziano pèvare; pióa "pioggia", veneziano pióva) e nelle varianti rustiche anche ad inizio parola (òlta "volta", veneziano vòlta).
A differenza di molti altri dialetti veneti la consonante /l/ viene mantenuta.
[modifica] Conservazione delle vocali e suffissi
Le vocali finali tendono a cadere, sebbene con modalità differenti rispetto al feltrino-bellunese. Di conseguenza, i suffissi latini -ārius e -ĕŏlus sono resi rispettivamente con -ar (scarpàr "calzolaio", mulinàr "mugnaio") e -ól (paról "paiolo", fiól "figlio"). Inoltre, il corrispondente del veneziano -ièr e del centrale -iéro è -ér: mestér "mestiere", contrapposto a mestièr e mestiéro.
[modifica] Morfologia
Specialmente nei dialetti rustici risulta assai diffuso il metaplasmo per ricondurre tutti i maschili in /o/ e i femminili in /a/: dolso ("dolce"), verdo ("verde"), zóino e zóina ("giovane"), féara ("febbre"), parento e parenta ("parente").
Il latino -āti (participio passato maschile plurale) ha prodotto -è: quindi malè ("ammalati"), andè ("andati"); in aggiunta, prè ("prati") e cugné ("cognati").
Tra i pronomi spiccano le che è anche maschile singolare (i te le dà "te lo danno"), nonché l'interrogativo ci "chi" (ci èlo? "chi è?"), da non confondere con chi "qui".
Per quanto riguarda la coniugazione interrogativa, il veronese presenta uno schema del tutto particolare. Si citano in particolare sónti?, gónti? e dorménti? ("sono (io)?", "ho (io)?" e "dormo (io)?"), sétu? o séto? ("sei (tu)?"), èlo? ("è (lui)?), sénti? ("sentiamo (noi)?"), sìo?, ghìo?, andéo? e dormìo? ("siete (voi)?", "avete (voi)?", "andate (voi)?" e "dormite (voi)?"), èi? o èli ("sono (essi)?"). Da ricordare, quale esempio, la formula sa fèto? ("cosa fai?" ovvero "come stai?").
[modifica] Lessico
Del lessico sono da notare alcune peculiarità: arfiar "respirare", riolar "fischiare" (veneziano "subiar"), butèl "giovanotto" con butìn e buteleto "bambino" (veneziano putìn e putèo "bambino"), guasso "padrino" (termine trentino di origine tedesca), dessedàrse "svegliarsi" (cfr. l'italiano destarsi), pessàta "pedata", reguso "fieno di secondo taglio", spiansar "spruzzare", tortór "imbuto" (da trasiectōrium), sdinsala o sginsala "zanzara".
[modifica] Esempio di poesia in veneto occidentale
Uno dei più grandi esponenti letterari del dialetto veronese è forse da considerarsi Berto Barbarani. Di seguito è riportato un esempio di veronese letterario nella poesia Quà dove l'Adese:
| (VEC)
« Qua, dove l'Adese, sensa fermarse
rompe nei ponti la so canson, Li tegno al suto, li meto al caldo Quando jè svelti, libari e pronti, Canto i molini, canto le ciese, Se la me vita de tutti i giorni me scondo drento de 'na ostaria, |
(IT)
« Qui dove l'Adige, senza fermarsi
Rompe nei ponti la sua canzone Li tengo all'asciutto, li metto al caldo Quando son svelti, liberi e pronti Canto i mulini, canto le chiese, Se la mia vita di tutti i giorni mi nascondo dentro un'osteria |
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(Berto Barbarani, Qua dove l'Adese)
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[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali in Dialetto veneto occidentale
[modifica] Bibliografia
- Alberto Zamboni, Le caratteristiche essenziali dei dialetti veneti in Manlio Cortellazzo (a cura di), Guida ai dialetti veneti, Padova, CLEUP, 1979, pp. 19, 39-41.
- Barbarani Berto: Nuovo canzoniere veronese, Verona 1914
- Buriana Ampelio, Puliero Roberto: Noantri, Verona 1995
- L'Arena:Dizionario Veronese-Italiano, Verona 2004
- Giuseppe Vaccari: Dizionario veronese di Sanguinetto e dell'area sud-occidentale, Grafiche Atena 2010