Cusago
| Cusago comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Daniela Pallazzoli (Il Popolo della Libertà) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°27′0″N 9°2′0″E / 45.45°N 9.03333°ECoordinate: 45°27′0″N 9°2′0″E / 45.45°N 9.03333°E | ||||
| Altitudine | 126 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 11 km² | ||||
| Abitanti | 3 547[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 322,45 ab./km² | ||||
| Frazioni | Cusago di Sotto, Monzoro | ||||
| Comuni confinanti | Bareggio, Cisliano, Cornaredo, Gaggiano, Milano, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 20090 | ||||
| Prefisso | 02 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 015097 | ||||
| Cod. catastale | D229 | ||||
| Targa | MI | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | cusaghesi | ||||
| Patrono | san Vincenzo Ferreri | ||||
| Giorno festivo | prima domenica di maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Cusago (Cüsàk in dialetto milanese[2]) è un comune di 3.412 abitanti in provincia di Milano.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dalle origini alla fine del XIV secolo
Il comune di Cusago è posto lungo un'antica strada che, uscendo da Milano nei pressi di Porta Vercellina, passa per Baggio e prosegue poi in direzione di Cisliano, Albairate e Abbiategrasso. Il nucleo più antico del paese va individuato nella località detta Cusago di Sotto, menzionata nelle carte d'archivio come Cusago Vecchio: era probabilmente la villa medioevale, il villaggio privo di strutture difensive, destinato a subire la forza centripeta dell'attiguo castrum, il castello dell'età di Bernabò Visconti. Questi due poli, attorno ai quali si raccoglie la comunità locale e che sono un costante riferimento per una decina di insediamenti rurali che costellano il territorio, accentuano le loro differenze in età ducale. Cusago Vecchio si irrigidisce nella propria struttura curtense, risalente se non all'età romana, certo all'età longobarda e franca; Cusago di Sopra (ma poi per antonomasia solo Cusago) assume invece la struttura urbanistica del villaggio rurale, per quanto condizionata dal castello. Attorno a questa imponente costruzione il paese fissa il proprio aspetto definitivo e l'origine tardomedioevale di tale insediamento spiega perché solo alla fine del Trecento si menzioni una chiesa qui, un tempio cristiano dedicato a S.Ambrogio voluto dai Signori di Milano ma destinato poi anche al culto pubblico, così da interrompere la dipendenza anche religiosa di questo più recente centro rispetto a Cusago Vecchio. Quando alla fine del Seicento si dovrà edificare la chiesa parrocchiale essa nasce di fronte al castello, e con la forza coagulante che tale istituzione può avere su una comunità Cusago di Sotto è ormai irrimediabilmente periferia: l'area che separa e unisce le facciate e le torri dei due edifici principali del paese diviene una maestosa piazza, al cui completamento contribuirà in epoca recente l'edificazione del palazzo comunale. La preminenza del castello non è solo urbanistica ma si rispecchia anche nella storia di Cusago: dall'età ducale all'età moderna si può affermare che l'intero territorio comunale ha da sempre costituito un'unica, sconfinata pertinenza del castello.
[modifica] Storia recente
Nel 1771 Cusago aveva 892 abitanti. Nel 1809 il governo napoleonico gli annesse Assiano e Monzoro, e nel 1811 anche Cisliano. Gli austriaci annullarono tutto nel 1815, ma nel 1841 riconobbero la definitiva annessione della minuscola Monzoro. Nel 1859 Cusago contava 1148 anime.
[modifica] Chiese
[modifica] Chiesa Parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico
Sino al XVII secolo, il borgo di Cusago dipendeva spiritualmente dalla Pieve di Cesano Boscone, non avendo in loco un luogo di culto stabile, se non una piccola cappella dedicata a Sant'Antonio (risalente al XIV secolo ed oggi distrutta), annessa al castello e dedicata al culto privato dei Visconti, la quale però veniva aperta alla pubblica venerazione solo nei periodi estivi in cui i duchi milanesi si recavano in queste aree della Lombardia per la caccia.
L'edificazione della nuova chiesa parrocchiale subì l'impulso della visita di San Carlo Borromeo del 1580 e già a partire dal 1602 si diede ordine per una nuova costruzione che però subì continue interruzioni e, iniziata nel Seicento, venne completata solo nell'Ottocento. Nella chiesa sono oggetto di particolare venerazione le reliquie ("corpo santo") di un martire di nome Vincenzo,[3] donate dal cardinale Ottoboni (Papa Alessandro VIII) nel 1685, provenienti dalle catacombe romane, le quali vengono esposte regolarmente in chiesa nel giorno della festa patronale, la prima domenica di maggio.
All'interno della struttura si possono ravvisare ancora oggi dei pregevoli affreschi ottocenteschi e novecenteschi, oltre ad un organo originale del 1854 realizzato presso la bottega Carcano.
L'altare maggiore della chiesa parrocchiale venne ufficialmente consacrato solo il 9 maggio 1978.
[modifica] Chiesa di Santa Maria Rossa
Detta anche Santa Maria del Bosco, la piccola chiesa sorge nel borgo di Monzoro, frazione del comune di Cusago. Essa è ad oggi l'ultima parte rimasta dell'antica abbazia che un tempo sorgeva attorno a questo tempio sacro e che l'ha contraddistinta per diversi secoli, assumendo l'aspetto di una sala per concerti e serate culturali.
La chiesa di Santa Maria Rossa venne edificata nel 1359 del Generale degli Olivetani, Ippolito da Milano, e passò in seguito ai monaci Eremitani di Sant'Agostino, i quali provvedettero nel XV secolo alla struttura dell’edificio, che venne ampliato sino a divenire una vera e propria abbazia.
La struttura si presenta come una costruzione semplice, caratterizzata da una facciata in laterizio con una struttura a capanna dotata di due monofore laterali ed un rosone centrale che danno luce all'interno della chiesa. L'unica navata centrale accoglie un piccolo presbiterio di forma quadrangolare, nel quale si trova ancora uno degli affreschi originari rappresentante Cristo e gli evangelisti, mentre gran parte degli altri affreschi murari è stata rimossa ed esposta nei musei del Castello Sforzesco di Milano.
[modifica] Altre chiese
Le altre chiese del territorio di Cusago sono: San Martino di Assiano (presente in una località ora territorio di Milano e risalente al XIII secolo) e San Francesco di Monzoro (edificato nell'ultimo trentennio del XVI secolo e poi ricostruito in stile neoclassico agli inizi dell'Ottocento); scomparse sono invece le chiese di Sant'Agata, Sant'Antonio e San Rocco.
[modifica] Edifici
[modifica] Castello Visconteo
Il castello fu costruito su volere di Bernabò Visconti tra gli 1360 e il 1369, erigendolo sopra quanto rimaneva di una fortificazione longobarda.
Venne costruito per fungere da residenza durante le battute di caccia nella riserva viscontea che si estendeva nella camapagna a sud di Milano fra la citta' e Vigevano, successivamente Filippo Maria Visconti per raggiungerlo piu' comodamente fece scavare una derivazione del Naviglio Grande, chiamata Naviglietto, a partire da Gaggiano.
Nel corso della peste del 1398 il castello divenne un rifugio dal morbo fino a quando fu trasformato in lazzaretto. La sua funzione di villa di campagna signorile, per caccia, feste e luogo d'incontro con amanti venne ripristinata da Ludovico il Moro, che infine la dono' a Beatrice d'Este sua moglie. La proprita' poi passo' a Lucia Marliani, un'amante di Ludovico. I cambi di proprieta' proseguirono fino al conte Massimiliano Stampa e quindi alla di lui famiglia Casati-Stampa di Soncino.
Nel 1973, il castello, ormai da tempo in decadenza e trasformato in una grande cascina agricola abitata da circa trenta famiglie, assieme ai terreni circostanti venne acquistato da Silvio Berlusconi che, tramite Edilnord, costrui' su alcuni appezzamenti il quartiere "Milano Visconti". Il castello, ormai malridotto, fu quindi venduto ad una societa' formata da un gruppo di imprenditori "Il Castello di Cusago s.r.l" nel 2003 con l'ipotesi di farne una scuola floro vivaistica legata al Parco Agricolo Sud Milano, progetto sfumato per le difficolta' e il castello venne ceduto nel 2008 all'immobiliare "Kreiamo s.r.l" [4].
Il castello ha il portone d'ingresso volto ad est, un tempo arricchito da bassorilievi, poi asportati da Massimiliano Stampa per il suo palazzo di Milano. In corrispondenza dell'ingresso vi è una torre merlata, sopra cui vi è una torricella, sempre dell'epoca di Massimiliano.
Il fronte misura 62 metri (contro i 96 dei fianchi) e si sviluppa su due piani come tutto il resto della costruzione; è aperto da finestre a sesto acuto al superiore e da altre ad arco ribassato all'inferiore, distribuite asimmetricamente. A meridione ed a settentrione le finestre sono sette per lato, ma nel secondo sono più strette fra loro, in modo da riservare un terzo del fianco al loggiato; molte di queste finestre sono murate o parzialmente chiuse per ricavarne altre di minori dimensioni, ma sono perlopiù integre. La costruzione, già di per sé priva di strutture difensive (anche la torre sembra piuttosto un elemento di decoro o un motivo di maggior prestigio), è ancora più assimilabile ad una villa campagnola per la presenza di una graziosa loggia, smurata nell'Ottocento e poi di nuovo murata: essa si apre sull'estremità destra del fronte principale e svolta sul lato settentrionale, per complessivi tredici intercolumni, segnati da esili colonne anellate a metà, dai capitelli ornati di scudetti sui quattro lati, ma con le insegne ducali solo sulle facce esterne. Le finestre di questo loggiato, ricavato dall'angolo più in ombra per ripararsi dalla calura estiva, non sono oggi più visibili, ma erano originariamente decorate con motivi floreali, alternati ai graffiti romboidali delle pareti; sotto il loggiato la decorazione continuava con una grande fascia a vivaci colori, con listelli bianchi e neri e archetti allungati.
Anche l'interno è ormai disadorno: i lati frontali del cortile misurano 38/40 metri, mentre gli altri due lati 53 metri; il lato est, corrispondente all'ingresso, è porticato, largo oltre 5 metri con otto campate, di cui la quinta corrispondente al portone. I capitelli sono a fronte equina e furono privati delle insegne araldiche; sono superstiti invece gli eleganti capitelli pensili, da cui partono le volte, con medaglioni raffiguranti alcuni imperatori romani. Le finestre che danno sul cortile sono uguali per forma e dimensione a quelle esterne, tutte con tracce della tipica colorazione bicromatica (rosso e bianco). Ogni lato ne ha un numero diverso, che è crescente in senso orario: sul lato sud cinque, ad ovest sei, a nord sette ed otto a est. Tutte le fronti verso il cortile sono ricoperte quasi integralmente dalla decorazione a graffito romboidale, superstite anche su vaste superfici delle fronti esterne. Nessuna traccia, allo stato attuale, dell'oratorio ubicato al piano superiore della costruzione, mentre l'oratorio di Sant'Antonio, ubicato presso la chiesa parrocchiale, fu abbattuto nel '700.
[modifica] Il tunnel segreto
CI sono voci sull'esistenza nel Castello di un ingresso ad un antico tunnel sotterraneo. Il tunnel collegherebbe il Castello (in direzione Milano) alla chiesa di Santa Maria Rossa, da qui proseguirebbe verso Baggio e quindi Milano (si conoscevano alcuni ingressi presenti a Baggio) e dall'altro, in direzione Pavia, intersecherebbe un'altra rete di tunnel che corre fino alla Certosa di Pavia, quindi con una lunghezza di parecchi chilometri. Si ritiene che la fitta rete sotterranea sia molto estesa e che la via maestra correrebbe parallelamente al naviglio Pavese. Un ingresso del tunnel, murato intorno alla metà degli anni 60, si trova proprio sotto al Castello (sul lato destro guardando frontalmente l'edificio). Il tunnel, avrebbe una larghezza di circa 4/5 metri, un'altezza intorno ai 2.5 metri e risulterebbe costruito con una volta a mattoni. Una struttura tale da consentire il passaggio delle carrozze a cavallo, quindi con una probabile funzione di via di fuga dei signori di Milano.
[modifica] Eventi
- Ogni seconda domenica del mese (eccetto gennaio, luglio e agosto): mercatino dell'antiquariato in piazza castello
- 17 gennaio: falò di S. Antonio
- Sabato grasso: carnevale con saltimbanchi e maschere provenienti da Venezia
- Prima domenica di maggio: festa patronale di S. Vincenzo - fiera e serate danzanti oltre alla consueta processione religiosa che attraversa il paese
- Primi di giugno: palio delle Contrade - giornate medioevali con corteo storico, mercatino, tornei, falconeria ed un grandioso assalto al castello.
- Primi di settembre: festa dell'Uva
- Metà settembre: festa patronale di Santa Maria Bambina a Monzoro
[modifica] Personalità legate a Cusago
- Niccolò Piccinino, condottiero al soldo dei Visconti
- Massimiliano Stampa, feudatario del borgo
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Daniela Pallazzoli (Il Popolo della Libertà) dal 08/06/2009
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 244.
- ^ "Il martire Vincenzo"
- ^ Gian Antonio Stella Il castello in rovina dimenticato da Milano Corriere della Sera 17 ottobre 2011