Cuorgnè
| Cuorgnè comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giuseppe "Beppe" Pezzetto (Lista Civica Cuorgnè in Movimento) dal 17/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°23′0″N 7°39′0″E / 45.38333°N 7.65°ECoordinate: 45°23′0″N 7°39′0″E / 45.38333°N 7.65°E | ||||
| Altitudine | 414 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 19,38 km² | ||||
| Abitanti | 10 141[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 523,27 ab./km² | ||||
| Frazioni |
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| Comuni confinanti | |||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 10082 | ||||
| Prefisso | 0124 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 001098 | ||||
| Cod. catastale | D208 | ||||
| Targa | TO | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | cuorgnatesi | ||||
| Patrono | San Dalmazzo | ||||
| Localizzazione | |||||
Localizzazione del Comune di Cuorgnè nella Provincia di Torino. |
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| Sito istituzionale | |||||
Cuorgnè (Corgnè [kʊr'ɲɛ] o Coergnè [kwər'ɲɛ] in piemontese) è un comune di 10.151 abitanti della provincia di Torino.
È situata ad un'altitudine di 414 m s.l.m., a 41 km dal capoluogo, allo sbocco della valle dell'Orco, sulla riva destra del torrente, nel vasto anfiteatro morenico formatosi dai ghiacciai fra questa valle e la val Soana. È stata insignita dello status di città nel 1932.
Indice |
[modifica] Storia
L'origine di Cuorgnè è antica. Nei suoi pressi esisteva l'insediamento di "Canava" (dal celtico Knappe o Canaba, forse della tribù dei Salassi, e dal latino Cohors Canava, da cui deriva il toponimo "Canavese"), scomparsa verso il 1030 in seguito ad una piena del torrente Orco. Le subentrarono gli insediamenti di Cuorgnè, Castellamonte e Valperga.
L'origine del nome Cuorgnè non è chiara. Si è ipotizzato derivi dal latino Cornu Nictatio, o Corniatu (luogo dove si suonava il corno d'allarme), ovvero dall'antico proprietario romano Coroniacus, oppure ancora da Cornai (luogo ricco di corniolo). In un racconto popolare si parla di una corsa di porci durante la quale i proprietari delle bestie li incitavano urlando: "Cur! Cur!" ("Corri! Corri!") ai quali gli animali rispondevano grugnendo "Gnè! Gnè!".
Durante la dominazione romana la regione di Cuorgnè apparteneva al municipium di Julia Augusta Taurinorum, l'odierna Torino.
Nel medioevo i primi signori si dissero discendenti del re Arduino d'Ivrea. Nell'alto medioevo Cuorgnè appartenne ai conti di Valperga. La peste nera uccise circa la metà della popolazione. Sono documentate lotte fra famiglie nobiliari locali per il dominio sul territorio e continue scorrerie di eserciti mercenari. Questi determinano la grande rivolta popolare denominata del Tuchinaggio (1386-1391), trasformata poi in guerra civile, e alla quale pose termine Amedeo VII di Savoia, il Conte Rosso, che assediò e conquistò Cuorgnè, imponendo la rappacificazione. Da quell'epoca il centro segue le vicende sabaude. Cuorgnè divenne un importante centro commerciale, punto di incontro tra pianura e montagna.
Nella regione passarono e lasciarono il segno truppe francesi, spagnole, austriache, mercenarie, come pure compagnie di briganti. La peste del 1630 fece in Cuorgnè più di 600 vittime.
Negli anni della rivoluzione francese a Cuorgnè si piantò l'albero della libertà e la città dovette fornire due compagnie all'esercito napoleonico, afflitto, per altro, dalla diserzione che ingrossava le file dell'esercito popolare e che diede vita alla "rivolta degli zoccoli".
Restaurata la monarchia sabauda, Vittorio Emanuele I stanziò a Cuorgnè un distaccamento di carabinieri reali (arma da lui fondata nel 1814), testimonianza questa dell'importanza data alla città. Nel 1878 vi fu costruita la caserma degli alpini, presenti in città fino all'ultimo dopoguerra.
Cuorgnè partecipò al Risorgimento e al movimento garibaldino, nel quale si misero in evidenza i fratelli Pinelli e il magistrato Giuseppe Ghiglieri. Nel corso del XIX secolo si sviluppò anche a Cuorgnè il movimento delle cooperative, con la Società di mutuo soccorso (1853), che diede origine a magazzini, negozi, forni, cantine, scuole e biblioteca, contribuendo alla diffusione della cultura popolare.
La prima guerra mondiale comportò per Cuorgnè 87 caduti. Con l'arrivo del Fascismo, nell'ottobre 1922, due giorni dopo la marcia su Roma un artigiano, Giorgio Rebuffo, venne ucciso sulla porta della locale Società di mutuo soccorso. Nel 1940 molti giovani vennero arruolati quali meccanici sulle navi da guerra e molti di essi caddero in combattimento.
La partecipazione alla guerra di liberazione è massiccia e molti sono i caduti, vittime delle rappresaglie, sino alla fucilazione di cinque cittadini il 1º maggio 1945. Il gonfalone cittadino è decorato di medaglia d'argento al valor militare.
Nel dopoguerra la manifattura tessile tornò alla piena attività e raggiunse un alto livello occupazionale. Negli ultimi anni, però, la crisi tessile ha portato alla necessità di riqualificazione della mano d'opera.
Negli anni settanta la vecchia giunta comunale si è buttata a capofitto nel progetto "dormitorio Cuorgnè" studiando e realizzando un complesso di case popolari che ha tolto spazio e permessi a ditte e imprese cuorgnatesi. Di conseguenza alcune di queste hanno cessato la loro attività mentre altre si sono semplicemente trasferite in altri comuni.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giuseppe "Beppe" Pezzetto (Lista Civica Cuorgnè in Movimento) dal 17/05/2011
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
| Per approfondire, vedi la voce Museo archeologico del Canavese. |
Il centro storico di Cuorgnè presenta ancora oggi un tipico aspetto medievale, intorno alle vie Rivassola ed Arduino, con antiche dimore, quali un palazzotto nobiliare forse del XIV secolo, detto "Casa del re Arduino" sebbene successivo all'epoca in cui era vissuto il re. Presenta arcate di tipo gotico, abbellite con decorazioni floreali (prese anche a modello dal D'Andrade per il borgo medioevale di Torino del Valentino) e con porte e finestre decorate da fregi in cotto.
La chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, originaria del XII secolo, si presenta oggi nella sua struttura ottocentesca, ma conserva in un’apposita cappella l’antica immagine bizantina, ritenuta miracolosa, di Nostra Signora di Rivassola.
Nel centro sono notevoli: la torre dell'Orologio, la torre quadrata (forse di antica origine romana) e la torre Carlevatto, rotonda (entrambe del '300 e di circa pari altezza), la chiesa della Santissima Trinità (oggi centro multimediale), con un'ancona del Perucca (1691) e quella di San Giovanni, con dipinti del Bassetti da Orta.Da ricordare il monumento ai caduti partigiani della II guerra mondiale realizzato da Umberto Mastroianni.
A Valpega, altro comune a pochi chilometri da Cuorgnè si trova il Sacro Monte di Belmonte. Nel 2003, insieme ad altri sei "sacri monti" piemontesi, il complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità. La sua costruzione si deve a Michelangelo da Montiglio, frate minore osservante e si protrasse, a partire dal 1712, con interruzioni, sino al 1825.
Osservando la pianta del borgo si possono riconoscere facilmente nel tessuto urbano verso oriente i bastioni di difesa, d'epoca medievale, che circondavano tutto il centro storico. Lungo la bastionata corre ancora la strada periferica interna alle mura, la cosiddetta "Cursera", dalla quale si diramano i camminamenti pedonali. Essendo stata Cuorgnè in passato sede di amministrazione della giustizia, le sentenze capitali venivano eseguite sotto i bastioni, nel largo ancora oggi denominato "Rondò della forca".
Il Museo Archeologico contiene importanti reperti, dalla preistoria all’epoca romana, ritrovati in scavi nell'Alto Canavese e offre un quadro della storia antica del territorio.
Importante esempio di archeologia industriale è la "Manifattura cuorgnatese" in restauro. In località Piova nella frazione di Priacco si può ammirare un ponte medievale, in pietra ad una sola arcata, che costituiva l'antico collegamento tra l'alto Canavese e Ivrea.
A Cuorgnè si trovano ancora tre arcate di un ponte romano (I secolo d.C.) sul fiume Orco; il ponte in origine aveva ben tredici arcate, era di vitale importanza per l'economia della zona, perché era l'unico collegamento carraio, con le valli Orco, Soana e Sacra. Per passare il ponte si pagava un pedaggio, infatti la zona si chiama Il pedaggio. Nel corso dei secoli le piene del fiume fecero crollare delle arcate che venivano riparate con assi di legno dette "pontiglia"; tali rattoppi venivano distrutti dalle piene periodiche del fiume. Il ponte comunque fu utilizzato per circa 18 secoli, e solo nel 1858 fu costruito l'attuale ponte, su progetto dell'ingegnere cuorgnatese Pietro Zerboglio.
[modifica] Personalità legate a Cuorgnè
- San Callisto Caravario, missionario
- Carlo Chenis, vescovo
- Walter Fillak, partigiano
- Francesco Ghiglieri, politico
- Giuseppe Perrucchetti, generale
- Carlo Bergoglio, giornalista
- Paolo Beruatto, calciatore
- Tullio Pinelli, sceneggiatore
[modifica] Sanità e sicurezza
[modifica] Sanità
- ASL: Cuorgnè è una delle 5 sedi dell'ASL TO4, come Ivrea, Chivasso, Cirié e Lanzo Torinese. Precedentemente era la seconda sede dell'ex ASL9 di Ivrea.
- Ospedale: l'ospedale di Cuorgnè è l'unico dell'alto Canavese ad avere il pronto soccorso, dopo che è stato chiuso quello di Castellamonte, oggi utilizzato per scopi di riabilitazione.
- Base Soccorso Avanzato: dall'ospedale di Cuorgnè ha partenza l'ambulanza tango (o di soccorso avanzato) che copre buona parte dell'alto e del basso Canavese. Infatti è una delle tre di tutto il territorio. Le altre hanno base a Ivrea e Caluso.
- Croce Rossa Italiana: la Croce Rossa Italiana ha una sede a Cuorgnè e dispone di vari mezzi, tra cui le ambulanze, una delle quali è definita unità mobile di rianimazione. Nonostante ciò effettuano pochi interventi, anche perché la C.R.I. di Cuorgnè si basa più sull'assistenza ai bisognosi.
[modifica] Sicurezza
- Servizi 118: gli interventi che necessitano l'intervento di ambulanze base e india vengono effettuati in città principalmente dalla Croce Bianca del Canavese, che ha la sede poco distante dal centro cittadino. Come riportato sopra, gli interventi 118 con necessità di ambulanza tango o di rianimazione vengono effettuati dall'ambulanza medicalizzata (o di soccorso avanzato) che ha sede all'ospedale, nel centro cittadino.
- Carabinieri: Cuorgnè ha una caserma dei carabinieri, che si trova in viale Matteotti.
- Guardia di Finanza: Cuorgnè è l'unica città del Canavese oltre a Ivrea a possedere una caserma della Guardia di Finanza. Essa si trova a 60 metri da quella dei carabinieri.
- Vigili del Fuoco: a Cuorgnè è presente una caserma dei Vigili del Fuoco che ha un camion e una campagnola. Il camion inoltre è un mezzo nuovo e adesso è in fase di progetto l'acquisto di un nuovo mezzo. Si pensa ad un furgone modello Iveco Daily o Fiat Ducato omologato per i Vigili del Fuoco o ad un'autoscala.
La caserma di Cuorgnè è un distaccamento del distretto centrale di Ivrea, quindi i pompieri sono tutti volontari.
[modifica] Trasporti
[modifica] Treni
Cuorgnè ha due stazioni ferroviarie sulla linea Torino-Pont Canavese, la Stazione di Cuorgnè "Centro" e la Stazione di Campore che sono gestite da GTT, come l'intera tratta.
[modifica] Autobus
Cuorgnè è una città che comprende il passaggio di molte linee di autobus:
[modifica] Autolinee con capolinea a Cuorgnè
- Cuorgnè-Chiesanuova-Castelnuovo Nigra
- Cuorgnè-San Colombano Belmonte-Forno Canavese
- Cuorgnè-Valperga-Forno Canavese
- Cuorgnè-Ivrea
- Cuorgnè-Caselle-Caselle Aeroporto
- Cuorgnè-Bosconero-Leini
- Cuorgnè-Rivarolo Canavese
- Cuorgnè-Frassinetto
- Cuorgnè-Alpette
[modifica] Autolinee che passano da Cuorgnè
- Pont Canavese-(Favria)-Rivarolo Canavese-Torino
- Pont Canavese-(Scarmagno)-Ivrea
- Caluso-Locana
- Torino-Noasca-Ceresole Reale
- Valperga-Ivrea
Tutte le linee sono gestite da GTT e Kubaba insieme a Vi.Mu. (Viaggi Munaro) e Seren.
[modifica] Economia
L'economia è resa difficile dalla natura del piano, anche se nelle frazioni di Priacco, Salto (Salto vantava un vitigno autoctono detto "La nera di Salto") e Ronchi c'erano molti vigneti e frutteti. Si contavano anche molti piccoli allevamenti di bovini; ancor oggi ci sono realtà zootecniche nella zona delle frazioni di Salto, Priacco e in località Bandone. Hanno avuto maggior sviluppo il commercio e l'industria: i cotonifici e le officine metallurgiche nelle aree di Campore e Pedaggio, stabilite originariamente dalle famiglie lombarde dei Signorelli (dal 1689) e dei Podio, che sfruttano l'energia idrica del torrente Orco, hanno reso Cuorgnè il maggior centro industriale dell'Alto Canavese. La grande manifattura tessile nacque qui nel 1872. In tempi più recenti sono sorte officine meccaniche dipendenti dall'industria automobilistica di Torino: nei primi anni del XX secolo la città era diventata la capitale delle bronzine, per la presenza dello stabilimento Botto e per l'invenzione, presso la Trione, di una lega antiusura.
Tradizionale a Cuorgnè, come per tutto il Canavese, è l'artigianato del rame. Gli antichi calderai, detti in piemontese i magnin, erano in origine montanari che, spinti da ristrettezze economiche, scendevano dai monti per riparare e fabbricare con colpi pazienti paioli di rame (le ramine) ed altri utensili per la cucina. Quest'arte, diffusa anche nei comuni di Valperga, Alpette e Pont), diede origine alla prima industrializzazione. A Cuorgnè da secoli si tiene il mercato settimanale il giovedì, il mercato di Cuorgnè fu per molto tempo il mercato più importante dell'Alto Canavese, riferimento per le valli Orco e Soana, e tutte le altre valli minori vicine, si teneva anche un mercato zootecnico, fino alla metà del XIX secolo avevano un posto da ambulante nel mercato dei commercianti di Cogne e della Val d'Isere.
[modifica] Festività
- "Madonna di Rivassola", patrona di Cuorgnè.
- "San Giacomo", patrono di Salto
- "San Faustino", patrono di Priacco
- "San Luigi", festa tradizionale dell'omoninmo rione
- Rievocazione medievale del "Torneo di Maggio alla Corte di Re Arduino", con musica d'epoca, sfilate in costume, torneo equestre e festa protratta sino a tarda notte, organizzato dalla Associazione Turistica Pro Loco. Negli anni di maggior successo ha visto la partecipazione di più di 5000 persone. La ventunesima edizione della manifestazione, prevista per il 2007, si è tenuta nel 2009 dopo due anni di interruzione.
| Per approfondire, vedi la voce Torneo di Maggio alla Corte di Re Arduino. |
[modifica] Frazioni
[modifica] Priacco
| Per approfondire, vedi la voce Priacco. |
Situata a nord-est del comune lungo la strada che porta a Borgiallo e Chiesanuova. Priacco è di antica origine celtica: il suo nome significa prima delle acque, ovvero del torrente Orco. Fino al 1928 Priacco era un comune autonomo, poi fu incorporato a Cuorgnè, con il comune autonomo di Salto.
La frazione Priacco è suddivisa in varie borgate, la principale è quella del capoluogo, a nord verso Chiesanuova in zona decisamente collinare c'è la borgata denominata "Case Morgando", a sud della frazione, troviamo in ordine località "Parrocchia" e "Ciocchetti" a breve distanza, canton "Turina", sul confine con il comune di Castellamonte c'è la località "Piova" sulla collina ad est del paese è ubicato Canton "Vasetto".
Il nucleo storico di Priacco è il capoluogo in cui è situata la scuola elementare, un negozio e l'uffico postale. A Priacco si trovano anche due antichi mulini ad acqua (ora abbandonati), una chiesa, nel capoluogo, dedicata a San Rocco risalente al 1700, la chiesa parrocchiale(XIV secolo) dedicata a San Faustino, si trova fuori dal paese nella piccola borgata detta appunto località "Parrocchia".
Il territorio della frazione è in buona parte pianeggiante, in maggioranza coltivato a prato e qualche campo di mais, nelle colline e sui pendii la coltivazione prevalente è la vite, notevoli sono anche i boschi, nella zona detta "Valassa".
Priacco nella zona è riconosciuta come il polmone verde del comune di Cuorgnè, infatti è il borgo che vanta le maggiori estensioni di terreno coltivate a prato stabile, che danno al paese la caratteristica di verde Canavesano.
[modifica] Ronchi Maddalena
Si trova sulle colline che sormontano il comune a ovest, ma di fianco ai Ronchi san Bernardo (con cui confina); è di dimensioni più contenute rispetto alla frazione precedentemente nominata, e il principale punto di incontro è l'area sportiva Brunasso C.Lorenzo, in cui si tengono la sagre di luglio (in occasione della Patronale Maria Maddalena), la Castagnata a ottobre ed una gara di mountain-bike in primavera. Per il resto dell'anno, si può giocare tranquillamente.
[modifica] Ronchi San Bernardo
| Per approfondire, vedi la voce Ronchi San Bernardo. |
Si trova sulle colline che sormontano il capoluogo comunale, sulle strade che portano al comune di Alpette e al Sacro Monte di Belmonte. È articolata in diverse località (Ceretto, Barba), con vista panoramica sull'alto Canavese e gode di un clima più mite, sia d'inverno che d'estate, rispetto alla sottostante pianura, con differenze termiche anche di 5 °C. Vi si tengono le due sagre rurali della Pesca e della Cipolla Ripiena, a inizio e fine estate.
[modifica] Sant'Anna di Campore
| Per approfondire, vedi la voce Sant'Anna di Campore. |
La frazione, di un centinaio di anime, è situata a nord del comune sulla strada che prosegue oltre il cimitero. Vi si tiene una festa paesana in onore di Sant'Anna l'ultima domenica di luglio.
[modifica] Salto
Situata all'imbocco delle valli dell'Orco, è la frazione più grossa e popolosa del comune; da sola copre un quarto della superficie comunale, ed i suoi confini si spingono fino alla sommità del monte "Belice" a 900 m s.l.m. Salto deve probabilmente il suo nome ad un salto (più probabilmente una rapida imponente) che il torrente Orco compiva in località Roncasso. Nel centro della frazione si trovano i ruderi del castello, che fu degli Aira signori di Salto (vassalli dei conti di Valperga). Come la vicina frazione di Priacco, anche Salto fino al 1928 era comune autonomo, poi incorporato a Cuorgnè.
[modifica] Santa Lucia
Piccola, immersa nel verde dei boschi verso Belmonte, circondata da vigneti, da boschi di faggi e castagni; vi sono una piccola chiesetta dedicata alla santa da cui prende il nome la borgata, e una storica trattoria.
[modifica] Località
- Nava e Navetta sono due piccole frazioni di montagna situate sui fianchi del monte Belice, si svolge nella frazione la festa di "Canava"
- Vena è una piccola borgata già in zona montana sulla strada che conduce ad Alpette
- Bandone una piccola borgata sulle rive dell'orco, caratterizzata da un'intensa attività agricola e zootecnica, con notevoli appezzamenti in piano ed irrigui coltivati a prato stabile.
- Taboletto piccola localita sulla strada che porta alla Frazione Campore!
Situata in stessa Localita' una stazione meteorologica, entrata in rete con l’identificativo PMC33 la Lacrosse 2355 wireless con schermo solare Davis 8 piatti. L’ubicazione su prato erboso sulla sponda destra del fiume Orco in zona notoriamente ventosa, dista pochissimo infatti dal campo volo VLSE destinato all’atterraggio di parapendii e deltaplani. Facente parte del Progetto Meteo Canavese link:http://www.progettometeocanavese.org/index.php Link Stazione meteo: http://meteocuorgne.altervista.org/
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito Associazione Turistica Pro Loco di Cuorgnè
- Blog di discussione sulle elezioni comunali 2011
- Blog su Cuorgne'
- Forum su Cuorgne'
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