Cucina torinese
La cucina torinese è una cucina ricca ed elaborata; ciononostante, è profondamente radicata nel territorio. Infatti essa nasce da un connubio fra la sua origine contadina e le esigenze raffinate della Corte sabauda, entrambe aperte, oltretutto, alle influenze della cucina francese. Inoltre, la grande ondata di immigrati degli anni sessanta e settanta, provenienti dalle regioni del Mezzogiorno, ha portato a Torino le tradizioni culinarie del Sud, così come il più recente fenomeno migratorio dai Paesi extracomunitari ha, invece, determinato l'apertura di numerosi ristoranti etnici. I più diffusi in città sono i ristoranti cinesi, indiani e mediorientali (soprattutto le gastronomie arabe e turche), ma vi sono locali che propongono la cucina spagnola, messicana, argentina, brasiliana, libanese, etiope e giapponese.
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[modifica] Ristoranti
Tra i ristoranti più famosi spicca il "Ristorante Del Cambio", fondato nel 1757 e frequentato da Cavour, ma anche da Giacomo Casanova, che lo menziona nelle sue Memorie, e il ristorante "Al Gatto Nero" della famiglia Vannelli dal 1927. Tre ristoranti della città posseggono una stella assegnata dalla Guida Michelin: essi sono il "Vintage 1997", "La Barrique" e "Casa Vicina - Guido per Eataly"; mentre sono due le stelle per il "Combal.Zero", quest'ultimo situato a Rivoli all'interno del Museo di Arte Contemporanea.
A livello enogastronomico si possono anche notare famose enoteche in città come "RossoRubino" (con degustazione) o la "Casa Del Barolo".
Nel 2007[1] è stato aperto "Eataly", presso gli ex stabilimenti della Carpano, davanti al Lingotto, il primo supermercato italiano di prodotti tipici e di qualità.
- Antipasti
- Cacciatorini (salamini di piccole dimensioni)
- Vitel Tonné
- Acciughe al verde (acciughe sottolio con salsa verde)
- Tomini al verde
- Lingua al verde
- Flan di verdure
- Primi piatti
- Agnolotti (pasta all'uovo rettangolare ripiena di carne, condita con il sugo d'arrosto o con burro e salvia)
- Agnolotti al Plin (ossia al pizzicotto, di taglio più piccolo degli agnolotti normali)
- Tajarin (tagliatelle sottili all'uovo, condite come gli agnolotti, o servite al ragù)
- Secondi
- Fritto misto alla piemontese (originale combinazione di carni, interiora, frutta e dolci fritti)
- Bollito misto alla piemontese (si serve con la salsa verde, la salsa rossa e una mostarda d'uva)
- Bagna càuda (salsa a base di acciughe e aglio, in cui si intingono verdure crude o scottate)
- Brasato al Barolo (stracotto di manzo, dopo che questo è stato lasciato marinare, secondo la ricetta tradizionale, per otto giorni nel Barolo)
- Cacciagione in civet (ossia cotta col vino rosso, spezie e funghi)
- Finanziera (reste, bargigli, granelli, fegatini di pollo, filetti di manzo, fesa e animelle di vitello vengono cotti con funghi sottolio e sottaceti, burro e Marsala)
- Contorni
- Funghi trifolati in padella (meglio se sono porcini)
- Spinaci al burro
- Zucchine in carpione (in agrodolce con cipolle, aceto, zucchero e salvia)
- Panetteria
- Biòve (il tipico pane torinese, di forma tonda)
- Grissia (altra tipica forma di pane, di farina di grano duro)
- Grissini (stirati o arrotolati, questi ultimi sono anche chiamati Rubatà. Furono inventati nel 1668 a Torino dal panettiere Antonio Brunero per il piccolo duca Vittorio Amedeo di Savoia)
- Dolci
- Amaretti
- Marrons glacés
- Torta alle nocciole
- Bonèt (budino con amaretti e cacao)
- Panna cotta
- Baci di dama
- Savoiardi
- Bicerìn
- Zabajone (inventato a Torino dal francescano Pasquale de Baylon nel XVI secolo, il quale fu poi fatto santo: dall'espressione "San Baylon" viene poi il nome di questa miscela di tuorli, zucchero, cannella e marsala o moscato, cotta al bagnomaria)"
- Coppa di Torino (si tratta di una fetta di pan di Spagna imbevuta di rhum e posta sul fondo di una grande coppa di cristallo da spumante. Sopra si sistemano uno strato di crema pasticciera, una di marrons glacés sminuzzati e infine uno di panna montata. Sulla sommità viene posta una ciliegina.)
- Piatti Completi
[modifica] L'aperitivo
Torino è considerata una delle città natali dell'aperitivo[2][3]. A Torino l'aperitivo è un rito a cui dedicare pochi minuti come diverse ore, tanto da poter diventare il sostituto di una cena vera e propria. I buffet possono infatti comprendere assaggi di pietanze fredde (come le verdure per una bagna càuda) o calde. Il rito dell'aperitivo è esploso negli ultimi anni in questa forma ormai comune in tutto il Nord Italia, tuttavia nel capoluogo subalpino è in uso da molto tempo. In primo luogo è un'abitudine tradizionale piemontese la cosiddetta marenda sinòira, ossia il pasto del tardo pomeriggio a base di salumi e formaggi, consumato durante le partite a carte o al ritorno da un'escursione in montagna, accanto a del vino rosso. In secondo luogo è da ricordare che il vermouth fu inventato a Torino nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano e tale bevanda fu resa nota a livello internazionale dalla Martini & Rossi, un'altra ditta torinese. Inoltre non tutti sanno che il primo tramezzino in Italia fu quello del bar Mulassano, nel 1925, importato come altre cose da Parigi[4].
[modifica] Locali storici
Dall'associazione dei locali storici italiani, Torino risulta essere la seconda città in Italia ad ospitarne di più, dopo Milano [5]. Infatti sono presenti ben 14 tra ristoranti, alberghi e, soprattutto, caffè. I caffè torinesi sono ben diversi dai bar, e questo tratto accomuna Torino con Parigi, la grande città a cui la capitale sabauda si è sempre riferita come un modello da imitare. Pare che a determinare già nell'Ottocento la diffusione dei caffè, oltre alla passione subalpina per le golosità e la tradizione del cioccolato, sia stato l'arrivo improvviso di intellettuali da tutta Italia, che trovavano nella Torino di Carlo Alberto e di Cavour un rifugio dalle persecuzioni a cui erano soggetti nei loro Stati per le loro idee politiche, e il punto di riferimento per la lotta all'unità italiana. Nei caffè essi potevano incontrarsi, leggere i quotidiani, riscaldarsi e gustare le prelibatezze locali. Oltre ai personaggi del Risorgimento, come Cavour, Rattazzi e D'Azeglio, nel Novecento alcuni di essi saranno frequentati da scrittori (come Guido Gozzano e Cesare Pavese), industriali (come il senatore Agnelli ed Emilio Lavazza) e pittori (come Felice Casorati).
- Caffè
- Caffè Mulassano (1907)
- Caffè e Pasticceria Baratti e Milano (1875)
- Caffè Platti (1875)
- Ristorante Caffè Torino (1903)
- Caffè San Carlo (1822)
- Caffè Al Bicerin (1763)
- Caffè Fiorio (1780)
- Pasticcerie
- Pasticceria confetteria Abrate (1866)
- Confetteria Avvignano (1883)
- Pasticceria Pfatish Gustavo (1921)
- Pasticceria confetteria Stratta (1836)
- Ristoranti
- Ristorante Caffè Del Cambio (1757)
- Alberghi
- Grand Hotel Sitea (1925)
- Hotel Turin Palace (1872)
[modifica] Il cioccolato
Torino è un importante centro europeo per la produzione di cioccolato. Fu a Torino, infatti, che alla fine del XVIII secolo fu inventato il sistema per rendere il cioccolato solido, dato che fino ad allora veniva consumato esclusivamente come bevanda calda. In tal modo iniziò una vera e propria produzione industriale che da Torino si diffuse in tutta Europa, a tal punto che gli stessi Svizzeri vennero nella capitale del Regno Sabaudo per imparare il mestiere.
Tipico cioccolatino simbolo di Torino è il Gianduiotto, inventato dalla Caffarel (allora situata in via Balbis, nel quartiere San Donato di Torino) nel 1852.
Le più importanti cioccolaterie della città sono Peyrano, Streglio, Baratti e Milano, Guido Gobino, Pfatish, Venchi e Stratta.
Un altro tipico prodotto torinese a base di cioccolato è il bicerin, una bevanda a base di cioccolato, caffè e panna, inventata secondo la tradizione al caffè Al bicerin, uno dei più antichi caffè della città. Oggi è prodotto, sempre a Torino, un liquore chiamato Bicerin (vedi foto), a base di crema di gianduia.
A Torino a marzo si tiene per le vie e piazze della città CioccolaTò: una fiera del cioccolato in cui prendono parte sia i produttori locali sia le multinazionali del settore.
[modifica] Il gelato
In città sono presenti molte gelaterie artigianali, alcune delle quali negli anni hanno fatto la storia del gelato. Tra queste l'Antica Cremeria di via Po.
Nel 1939, a Torino è stato inventato e brevettato dalla "Gelati Pepino" il gelato Pinguino, primo gelato al mondo su stecco con copertura di cioccolato amaro, del quale Mussolini era così goloso da farselo spedire a Roma.[6]
[modifica] Note
- ^ A Torino nasce Eataly, il mercato delle eccellenze. URL consultato il 12-04-2012.
- ^ Aperitivo a Torino
- ^ Il tramezzino è nato da Mulassano La Stampa, 5/8/2008
- ^ Il tramezzino è nato da Mulassano La Stampa, 5/8/2008. Il pane per tramezzino utilizzato modernamente è stato però inventato a Mestre nel 1966: Mestre o Venezia? No, Torino la Nuova di Venezia, 14/11/2009 e Mestre, la capitale del tramezzino la Nuova di Venezia, 7/2/2010
- ^ Sito dell'Associazione dei Locali storici d'Italia
- ^ Torino | 360 GRADI