Costantino Rozzi
Costantino Rozzi (/ˈrɔʦʦi/,[1] con riguardo alla dizione locale,[2] e non /ˈroʣʣi/; Ascoli Piceno, 11 gennaio 1929 – Ascoli Piceno, 18 dicembre 1994) è stato un dirigente sportivo e imprenditore italiano.
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[modifica] Biografia
È noto al pubblico sportivo di tutta Italia soprattutto come l'indimenticato presidente dell'Ascoli Calcio (grazie anche alla partecipazione a Il Processo del Lunedì). Costruttore edile, realizzò gli stadi Del Duca di Ascoli Piceno, Via del Mare di Lecce, Partenio di Avellino, Santa Colomba di Benevento e Nuovo Romagnoli di Campobasso.
Diplomatosi geometra con il massimo dei voti nel 1948, (con il rimpianto di non aver mai intrapreso gli studi di ingegneria) proseguì la tradizione paterna diventando imprenditore edile. Sposatosi con Franca Rosa, ebbe quattro figli: Annamaria, Fabrizio, Antonella e Alessandra.
Innamoratosi del calcio, rilevò quasi in modo casuale la Del Duca Ascoli, il 6 giugno 1968, su proposta dello stesso consiglio direttivo, dichiarando che ne avrebbe assunto la carica per un solo anno.
Ingaggiato l'allenatore Carlo Mazzone, Rozzi, dall'inizio di questa "avventura", riuscì nel giro di soli quattro anni a traghettare la squadra nel campionato cadetto, fino a giungere, nella stagione '74-75, alla massima divisione. Fino alla morte di Rozzi essa vi avrebbe poi disputato ben quattordici campionati, conquistandosi così una tradizione di tutto rispetto fra i club minori. Grazie al fondamentale contributo di Costantino Rozzi l'Ascoli Calcio[3] è diventata di gran lunga la società calcistica più blasonata delle Marche ed una delle più importanti del centro Italia. Lungimiranti in tal senso le intuizioni di mercato del Presidentissimo, che ha saputo portare nel corso degli anni nel Piceno campioni del calibro di Adelio Moro, Pietro Anastasi, Bruno Giordano, Dirceu, Walter Junior Casagrande ed Oliver Bierhoff.
La tenace difesa di questo calcio provinciale, unita alle sue doti di schiettezza, simpatia e verve popolare, fecero del Presidentissimo[4] una vera icona del calcio dell'epoca, insieme ad altri storici presidenti come Romeo Anconetani, Angelo Massimino e Antonio Sibilia.
La scomparsa di Costantino Rozzi avvenne il 18 dicembre 1994 e si stima che oltre 20.000 persone[5] resero omaggio alla salma. Il funerale fu celebrato nella cattedrale di Ascoli Piceno.
Dopo la sua morte per l'Ascoli si susseguirono diversi presidenti (tra cui il fratello di Costantino, Elio), in un periodo di permanenza in Serie C1 e Serie B, riuscendo solo dopo 13 anni, per ripescaggio nella stagione 2005-2006, ad avere un posto in Serie A.
Cavaliere del lavoro dal 1974, Costantino Rozzi ricevette nel 1989 la laurea honoris causa in sociologia dal rettore Carlo Bo presso l'Università degli Studi di Urbino. A Rozzi sono intitolati: la curva sud dello stadio Del Duca, che tradizionalmente ospita la tifoseria bianconera, un viale, una piazza nei pressi dello stadio stesso e un palazzetto per lo sport a Villa Pigna, frazione di Folignano (AP).
Se oggi la città di Ascoli Piceno può vantare una sede universitaria rispettabile e punto di riferimento per i giovani di tutto il sud delle Marche lo deve, in gran parte, all'impegno e alla dedizione di Costantino Rozzi, che nelle vesti di presidente del circolo culturale 'Lions Club' si impegnò in prima persona, a partire dagli anni '70, per portare una Facoltà di Architettura nel capoluogo piceno.[6]
[modifica] Note
- ^ Voce Rozzi del Dizionario d'Ortografia e di Pronunzia
- ^ La pronuncia del cognome Rozzi dalla voce dello stesso dirigente
- ^ Info sull'Ascoli Calcio su http://www.picenotime.it/
- ^ Pagina dedicata all'anniversario della morte di Rozzi, dal sito ufficiale dell'Ascoli
- ^ I Funerali di Rozzi, dal sito mondopicchio.com
- ^ "Costantino Rozzi e il Piceno. Analisi di un fenomeno" di Marco Amabili, 2005
[modifica] Collegamenti esterni
- La biografia di Costantino Rozzi su Emozionecalcio.it
- La scheda di Costantino Rozzi su Emozionecalcio.it
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