Cortenuova

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Cortenuova
comune
Cortenuova – Stemma Cortenuova – Bandiera
Cortenuova – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Gianmario Gatta (lista civica L'Arcobaleno futuro per Cortenuova) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 9°47′00″E / 45.533333°N 9.783333°E45.533333; 9.783333 (Cortenuova)Coordinate: 45°32′00″N 9°47′00″E / 45.533333°N 9.783333°E45.533333; 9.783333 (Cortenuova)
Altitudine 133 m s.l.m.
Superficie 7,11 km²
Abitanti 1 963[1] (31-12-2010)
Densità 276,09 ab./km²
Comuni confinanti Calcio, Cividate al Piano, Covo, Martinengo, Romano di Lombardia
Altre informazioni
Cod. postale 24050
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016083
Cod. catastale D066
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cortenovesi
Patrono S. Alessandro martire, compatrona santa Fausta
Giorno festivo 26 agosto; 4ª domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cortenuova
Posizione del comune di Cortenuova nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Cortenuova nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Cortenuova (Cor-nöa in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 1.963 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato ai margini orientali della pianura bergamasca, tra la sponda sinistra del fiume Serio e quella destra del fiume Oglio, dista circa 24 chilometri a sud-est dal capoluogo orobico.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Questo piccolo centro della pianura bergamasca può essere considerato uno dei paesi più ricchi di storia dell’intera provincia. Le sue origini risalgono già all’epoca romana, quando fu soggetto all’opera di centuriazione avvenuta anche in gran parte delle zone limitrofe. Al riguardo sul territorio comunale sono stati rinvenuti numerosi resti riguardanti tombe, lapidi ed utensili vari.

I secoli successivi, caratterizzati da una scarsa antropizzazione del territorio, videro l’arrivo dei Longobardi, con i quali si venne a creare una curtis, ovvero un villaggio rurale inserito in un contesto latifondista. Questo insediamento ebbe un notevole sviluppo grazie all’arrivo dei Franchi, ai quali si deve anche il primo documento scritto in cui si attesta l’esistenza del toponimo: in un atto risalente all’anno 877, l’imperatore Carlomanno dava in gestione i territori di Cortenova al monastero di Bobbio.

L’importanza del centro crebbe grazie alla presenza di due importanti vie di comunicazione e commerciali che, intersecandosi proprio nelle vicinanze della Curtis Regia di Cortenuova, collegavano Milano con Aquileia e Bergamo con Cremona.

Il successivo consolidamento del Sacro Romano Impero portò allo sviluppo del feudalesimo, che si instaurò per tutto il periodo medievale. Il primo usufruttuario del territorio comunale fu un certo conte Didone, il quale lo cedette nel 915 alla diocesi di Bergamo. Erano tempi in cui le diocesi erano comandate da vescovi-conte, che spesso infeudavano alcuni territori a propri parenti: è ciò che avvenne per Cortenuova nel secondo decennio dell’XI secolo, quando il vescovo Ambrogio Martinengo, diede in concessione il territorio di Cortenuova alla famiglia stessa dei Martinengo, che vi costruì un castello ed assunse il titolo di Conti di Cortenova. Di fazione guelfa ed alleata delle città di Brescia e Milano, estese la propria influenza su gran parte dei comuni attigui, nell’area compresa tra i fiumi Serio ed Oglio, suscitando le ire del comune di Bergamo.

Nei pressi di Cortenuova si scontrarono i due più grandi eserciti di tutto il medioevo: quello di Federico II e quello della Lega, per un totale di circa 35.000 soldati. L'esercito della Lega in territorio bresciano aveva temporeggiato, aspettando che l'esercito imperiale si ritirasse nei quartieri invernali. Federico II allora finse di ritirarsi verso l'alleata Cremona e si portò a Soncino. Da qui, quando l'esercito della Lega giunse sul territorio di Cortenuova, si mosse per attaccarlo. Sebbene la voce che poi i contadini si tramandarono per secoli, asserisse che quello che poi fu chiamato: Fosso Bergamasco, fosse stato scavato quella notte, probabilmente gli zappatori lombardi, si limitarono ad allargare un preesistente canale scavato dai romani. Su questo fossato, si svolse il primo scontro, costretti ad arretrare in vari punti, ed attaccati a nord dalle truppe di Bergamo, i soldati della Lega furono costretti a ritirarsi attorno al carroccio, e poi col sopravvenire del buio, a cercare la fuga, venendo però raggiunti dai bergamaschi sulle sponde del Serio in piena. La battaglia, che viene ricordata come Battaglia del Campo Rosso, o più semplicemente Battaglia di Cortenuova, ebbe luogo il 27 novembre 1237 e portò alla sostanziale distruzione dell'esercito guelfo. Furono fatti 5000-6000 prigionieri, e un numero di circa 10.000 caduti.

Il successo imperiale fu così netto che gli abitanti del borgo furono costretti a lasciare immediatamente le proprie abitazioni, che furono distrutte ed incendiate il giorno seguente. Anche il castello seguì la stessa sorte. Conseguentemente il territorio passò sotto la giurisdizione di Bergamo, che vietò a chiunque di risiedervi.

La condizione di luogo disabitato durò fino alla metà del XV secolo, quando le mutate condizioni politiche permisero un nuovo ripopolamento. Difatti il territorio aveva vissuto il passaggio alla Repubblica di Venezia, che aveva messo la parola fine alle lotte di fazione attuando una politica lungimirante, volta a ristabilire pace e tranquillità, unite ad un miglioramento economico. Questa difatti compì numerosi interventi volti al miglioramento delle condizioni sociali e lavorative, dissodando terreni e costruendo canali per l'irrigazione. Tra questi va menzionato il Fosso bergamasco, costruito al fine di stabilire in modo definitivo i confini territoriali tra lo Stato di terra di Venezia ed i possedimenti del Ducato di Milano. Il fosso lambiva anche il territorio di Cortenuova, delimitandolo a sud ed includendolo definitivamente nei territori veneti.

I terreni vennero quindi donati dalla Serenissima al condottiero Bartolomeo Colleoni, che favorì la ricostruzione del paese e del vecchio castello, sui cui resti fece sorgere nuclei abitativi rurali, in cui ospitò il personale addetto alla manutenzione dei suoi possedimenti.

La popolazione cominciò a crescere, senza tuttavia superare poche centinaia di unità.

I secoli successivi videro il borgo passare dalla dominazione veneta a quella francese nel 1797 a seguito del Trattato di Campoformio, e poi a quella austriaca nel 1815 senza che qui accadessero eventi di rilievo. Dopo l’ultimo passaggio, avvenuto nel 1859 con l’annessione al Regno d'Italia, nel paese ha cominciato a verificarsi un incremento della popolazione che ha portato il numero dei residenti ad avvicinarsi alle duemila unità.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il luogo di maggior richiamo presente sul territorio comunale è il vecchio castello, risalente al XIII secolo: al riguardo forse sarebbe meglio dire ciò che resta di esso, dato che sono visibili soltanto alcune tracce delle mura perimetrali.

Altro edificio di particolare interesse è il Palazzo Colleoni che, costruito nel 1760 a nord del centro abitato, presenta affreschi del Domenghini, che ne curò il successivo restauro datato 1880. Altri edifici degni di nota sono Villa Cipriana e Palazzo Quarti che arricchiscono il paese con la loro bellezza.

In ambito religioso spicca la Chiesa Parrocchiale di Sant'Alessandro: il nucleo originale risale addirittura al XII secolo, anche se nel corso del XV secolo venne totalmente ricostruita per volontà della famiglia Colleoni. Successive ristrutturazioni ne hanno ingrandito le dimensioni, mettendo in gran risalto la facciata neoclassica.

Di grande pregio il Santuario di Santa Maria del Sasso, l'unica costruzione cittadina sopravvissuta alla distruzione del 1237, data la sua posizione discosta dal centro abitato. L'edificio originario risale al tardo Medioevo come ben testimoniano le tracce di affreschi rinvenute nel corso degli anni '90 del secolo scorso al momento di alcune opere di restauro: gli affreschi rappresentano chiaramente San Francesco d'Assisi e confratelli in un ambiente rurale.

Il Santuario, restaurato diverse volte e riedificato nel corso del XVIII secolo, ospita notevoli stucchi di Muzio Camusso e tele del Cappella, di Giovanni Raggi e di Vincenzo Angelo Orelli. Presenta inoltre aggiunte in stile barocco risalenti a due secoli più tardi, su progetto di Filippo Alessandri, lo stesso che diresse i lavori del Palazzo Colleoni.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Riccardo Caproni, Cortenuova e la battaglia del 27 novembre 1237, Bergamo, 2007
  • Poloni Emiliano, Le Nebbie del Tempo, Cortenuova 1237, Montedit, 2008

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