Corrado Bonfantini

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on. Corrado Bonfantini
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Luogo nascita Novara
Data nascita 22 febbraio 1909
Data morte 10 agosto 1989
Titolo di studio laurea in medicina e chirurgia
Professione medico chirurgo
Partito Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Gruppo Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Lavoratori Italiani
Collegio Torino
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Legislatura I, II, III
Gruppo Unità Socialista, Partito Socialista Unitario, Partito Socialista (SIIS), Partito Socialista Democratico Italiano (I legislatura), Partito Socialista Democratico Italiano (II legislatura), Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Socialista Italiano, Misto (III legislatura)
Collegio Torino
Incarichi parlamentari
  • Componente della V Commissione (Difesa) - I legislatura
  • Componente della XI Commissione (Lavoro e previdenza sociale) - I legislatura
  • Componente della VI Commissione (Istruzione e belle arti) - II legislatura
  • Componente della VII Commissione (Lavori pubblici) - II legislatura
  • Componente della II Commissione (Interni) - III legislatura
  • Componente della VII Commissione (Difesa) - III legislatura
  • Componente della XIV Commissione (Igiene e sanità pubblica) - III legislatura

Corrado Bonfantini (Novara, 22 febbraio 190910 agosto 1989) è stato un medico e politico italiano.

[modifica] Biografia

Nato da famiglia di antica tradizione socialista (suo padre è stato sindaco di Novara prima dell'avvento del fascismo), aderisce giovanissimo al Partito comunista d'Italia, per poi distaccarsene nel 1933. Avvicinatosi all'organizzazione clandestina del Partito socialista italiano, è più volte arrestato per attività antifascista, deferito al Tribunale speciale e condannato al carcere e al confino.

Il 10 gennaio 1943 costituisce, insieme con altri socialisti, il Movimento di Unità Proletaria e partecipa alla resistenza come comandante delle Brigate Matteotti a Milano. In tale veste, nei primi mesi del 1945, è protagonista di un controverso tentativo di mediazione con alcuni emissari della RSI (tra i quali l'ex socialista Carlo Silvestri), finalizzato ad un passaggio di poteri incruento, nel Nord Italia, tra il fascismo repubblicano e le formazioni socialiste. La discussa operazione si svolge al di fuori di ogni copertura da parte del CLNAI.

Il 26 aprile 1945 è il primo ad annunciare dalla stazione radio EIAR di Milano l'avvenuta insurrezione generale.

Nel 1946 è eletto all'Assemblea Costituente nelle file del Partito socialista. È poi di nuovo Deputato nelle prime tre legislature, dal 1952 come esponente del PSDI, al quale aveva nel frattempo aderito. Dopo la breve esperienza dell'unificazione socialista (1966-69) sceglie di rimanere nel PSI.

Ha lasciato alcuni scritti sul socialismo riformista e sulla figura di Filippo Turati.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

  • [1] Scheda sul sito Anpi
  • [2] Scheda da Fondazione di studi storici Filippo Turati
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