Contessa Entellina

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Contessa Entellina
comune
Contessa Entellina – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Palermo – stemma Palermo
Sindaco Sergio Gioachino Parrino (lista civica Contessa nel Futuro - Parrino Sindaco) dal 16/06/2008
Territorio
Coordinate 37°44′0″N 13°11′0″E / 37.73333°N 13.18333°E / 37.73333; 13.18333 (Contessa Entellina)Coordinate: 37°44′0″N 13°11′0″E / 37.73333°N 13.18333°E / 37.73333; 13.18333 (Contessa Entellina)
Altitudine 571 m s.l.m.
Superficie 136,4 km²
Abitanti 1 917[1] (31-12-2010)
Densità 14,05 ab./km²
Comuni confinanti Bisacquino, Campofiorito, Poggioreale (TP), Salaparuta (TP), Sambuca di Sicilia (AG), Santa Margherita di Belice (AG)
Altre informazioni
Cod. postale 90030
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082033
Cod. catastale C968
Targa PA
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti kundisiotë in arbëreshë
Patrono san Nicola di Mira
Localizzazione
Contessa Entellina è posizionata in Italia
Contessa Entellina
Posizione del comune di Contessa Entellina nella provincia di Palermo
Posizione del comune di Contessa Entellina nella provincia di Palermo
Sito istituzionale

Contessa Entellina (Kundisa in arbëreshë) è un comune italiano di 2.073 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Posta alle falde settentrionali del monte Genuardo, si adagia sul declivio delle colline Brinjat a 571 m s.l.m, ed è distante 80 km dal capoluogo di provincia. Il paese, insieme a Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, fa parte delle tre comunità etniche albanofone Arbëreshë di Sicilia, dove l'antica lingua albanese (arbërisht) viene ancora parlata. I suoi abitanti sono arbëreshë, ossia greco-albanesi.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il territorio di Contessa Entellina si estende per 136,4 km² nella media valle del fiume Belice Sinistro. È circondato da ampie campagne e fitti boschi, e il centro abitato si adagia sulle falde settentrionali delle colline Brinjat. Le attuali delimitazioni del territorio comunale sono costituite da elementi del paesaggio naturale o antropizzato, quali corsi d'acqua, linee di spartiacque o antiche mulattiere. Il territorio ricade nel settore nord-occidentale dei Monti Sicani ed è dominato dal massiccio del Monte Genuardo (1180 m), costituito in prevalenza da una potente sequenza di rocce carbonatiche, silicee e marnose. Altri tratti del confine sono rappresentati da corsi d'acqua di rilievo, quasi tutti affluenti del Belice Sinistro: a nord-est il Vallone Petraro, ad est il Vallone Chiarello, ad ovest il corso inferiore del Senore, fino alla confluenza con il Belice Sinistro. Sul lato meridionale, invece, il confine è rappresentato dallo spartiacque del Monte Genuardo, mentre su quello orientale da tratti di antiche mulattiere, nella contrada Realbate a nord-est e una parte delle pertinenze dell'Abbazia di Santa Maria del Bosco a sud-est. Altri corsi d'acqua di rilievo, anch'essi affluenti del Belice Sinistro, attraversano il territorio: il torrente Realbate nel settore nord-orientale e il Vaccarizzo nella parte centro-settentrionale, alle pendici meridionali della Rocca di Entella. Alla rete idrografica maggiore si affianca poi una fitta maglia di corsi d'acqua minori, tutti a carattere stagionale.

[modifica] Storia

La fondazione di Contessa viene attribuita intorno al 1450, quando un gruppo di profughi albanesi ricostruì le rovine remote di un casale preesistente, il Casale di Comitissa o Vinea Comitissae, ricostruito e ripopolato da soldati albanesi, provenienti dal Casale di Bisiri (Mazara) dove avevano prestato servizio per il re di Napoli dal 1448. I capitoli di nascita ufficiali, della concessione dei feudi, sorsero nel 1520, anno in cui ebbe avvio la riedificazione, la valorizzazione e il popolamento dei greco-albanesi provenienti dall'Albania meridionale e dalla Morea in Grecia.

A partire dal XVI secolo si riscontrano documenti notarili o ecclesiastici che riguardano la nuova comunità degli albanesi stabilitisi nell'antico casale. Il 14 dicembre del 1517 fu redatto l'atto di affitto del territorio, firmato da una rappresentanza della comunità albanese[2] di Contessa, e nel 1520, prima che scadesse il contratto di affitto di nove anni, gli albanesi di Contessa sottoscrissero con Don Alfonso Cardona un atto di concessione conclusivo. Con questo atto i feudi di Contessa e Serradamo furono assegnati agli Arbëreshë, che li trasformarono in vigneti, uliveti e frutteti e li coltivarono a grano. La decima fu successivamente trasformata con la concessione in enfiteusi, con l'intento di incentivare gli investimenti fissi da parte dei contadini arbëreshë. Su tutti i feudi gli albanesi avevano diritti di pascolo e spigolatura (usi civici); e si sviluppò la coltura intensiva con alberi e vigneti, in quanto su essi gli arbëreshë godevano del diritto di disporre liberamente l'eredità mediante testamento. Altri esuli albanesi intanto nel 1521, durante la grande migrazione albanese nel mondo causata dall'avanzata dei turchi ottomani, raggiunsero Contessa.

Venivano scambiati abitualmente solo per "greci", in quanto si dava maggior rilevanza al carattere religioso (rito greco) piuttosto che all'appantenenza etnica (albanese). Tuttora i paesi limitrofi usano chiamare "Greci di la Cuntissa" gli abitanti.

Con la scoperta archeologica di Entella nel 1875, per dare rilievo all'antico sito, si volle aggiungere al nome del paese greco-albanese oltresì il termine Entella, costituendo così la denominazione attuale. È chiamato in lingua arbëresh dai suoi abitanti Kundisa.

Il comune, dopo il terremoto del 1968, dovette chiudere le sue chiese al culto perché dichiarate inagibili, e poiché altrettanto poteva dirsi delle case, si ebbe, in quella circostanza, un forte flusso migratorio. Da allora il paese si è un po' ampliato nella parte della Fusha Kavalari, anche se il centro storico comprende ancora invariato la via Morea, via Kastriota, Piazza Umberto I, via Musacchia e la via Kroja. Oggi Contessa Entellina vive un periodo assai complesso. Si sono susseguite molteplici migrazioni, dimezzando così la popolazione e spopolando in parte il centro storico; inoltre la lingua arbëreshë viene sempre meno insegnata alle nuove generazioni, ciò comportando ad una progressiva perdita per l'intera comunità, che è constantemente smarrita e sottratta della propria identità etnica e linguistica. Per questo una lotta etnico-culturale[3], per il mantenimento dei propri aspetti identitari e religiosi, è sempre più costante e persistente nell'intera comunità.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura e tradizioni

Mantiene la lingua albanese, la cultura e le tradizioni dei propri antenati; e custodisce la fede cristiana orientale di rito bizantino-greco, facendo parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi.

[modifica] Lingua arbëreshë

Un forte elemento che contraddistingue la comunità, oltre il rito bizantino, è la lingua[4]. A Contessa Entellina si parla una lingua antica e preziosa, tramandata nei secoli dagli avi, è l'arbëreshë, ovverosia la lingua albanese dell'Albania meridionale, arricchita di termini del greco arcaico. In pochi la sanno leggere e scrivere, ma tuttavia viene usata giornalmente come lingua madre primaria. Conservatesi per più di cinquecento anni, ha mantenuto l'aspetto fonetico originario, sebbene, negli ultimi decenni, ha subito influssi, considerabili deleteri per la sopravvivenza della lingua, dal dialetto e dalla lingua italiana. Così, poiché c'è il rischio che la lingua albanese si perda, è obbligatorio il suo studio nelle scuole elementari e medie, nelle quali viene insegnata anche la base della letteratura albanese. Questo in base alla legge dalla legislazione statale (legge 482/1999) che riconosciute e tutela le minoranze etniche e linguistiche di storico insediamento.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Sergio Gioachino Parrino (lista civica Contessa nel Futuro - Parrino Sindaco) dal 16/06/2008

[modifica] Cultura

[modifica] Canti tradizionali greco-albanesi

I canti religiosi bizantini e popolari, tuttora molto sentiti, utilizzano come consuetudine il greco antico e la lingua albanese. Tra i più conosciuti vi sono: Stosanesi (modificazione locale del Christòs anèsti), Tri dit’in’Zot, E bukura Moré, Qyavarrisu, Të parkales, Falem, Kuntisë hora ime je ti. I canti "Lazëri" e "Krishti u ngjall" vengono eseguiti da gruppi di giovani e meno giovani per le strade del paese la notte che precede il sabato e la domenica di Pasqua. La loro conservazione, come la lingua albanese che li caratterizza, è da attribuire soprattutto alle comunità parrocchiali, al coro musicale "Padre Lorenzo Tardo", al gruppo folcloristico "Brinjat", alle scuole locali e principalmente all'interno dei nuclei famigliari arbëreshë.

[modifica] Costume

A Contessa Entellina dall'Ottocento l'uso del tipico costume arbëreshe, indossato per le feste dell'anno liturgico bizantino, è in disuso. I costumi tradizionali femminili esistenti sono di fattura recente, su imitazione di quelli di Piana degli Albanesi. Negli ultimi anni è stata rinvenuta una certa documentazione per recuperare il profilo dell'originario costume locale.

[modifica] Istituzioni culturali

  • Associazione Teatrale «Drita»
  • Associacione Culturale «Nicolò Chetta»
  • Gruppo Folcloristico Arbëreshë «Brinjat»
  • Associazione Melurgico-Musicale «Ieromonaco L. Tardo»

[modifica] Festività e folclore

Particolarmente suggestive, a testimonianza della specificità etnica e religiosa arbëreshë, sono l'Epifania e le manifestazioni e i riti della Settimana Santa, che iniziano con il Sabato Santo con la Liturgia di San Basilio. Dopo la cerimonia vengono sciolte le campane a festa mentre la gente nelle case percuote gli angoli con un tralcio di vite scacciando il demonio. Dopo la messa della veglia di mezzanotte, gruppi di giovani cantano per le vie del paese, in greco ed albanese, la Resurrezione di Cristo ricevendo in cambio doni. La Domenica delle Palme è anche simile a quella degli altri due paesi di cultura albanese. A Contessa Entellina, in particolare, ricordiamo che le Processioni della Domenica delle Palme sono due, quivi la solenne liturgia é rigorosamente di rito greco-bizantino e si va in processione cantando il "Christos Anesti" (Cristo risorto). Essi sono gli avvenimenti più importanti e soprattutto di richiamo per i loro particolari Riti orientali. Rilevante, per il calendario festivo di Contessa Entellina, è anche la Festa in onore della Madonna della Favara (8 settembre), durante la quale i fedeli di rito greco-bizantino e latino convergono contemporaneamente e si uniscono per la celebrazione eucaristica ; e per questa data importante il comitato si impegna nei mesi precedenti a raccogliere le offerte per realizzare i festeggiamenti, che iniziano alcuni giorni prima della processione con l'esibirsi di gruppi teatrali, orchestrali e folkloristici, il più delle volte dando risalto alla lingua albanese, avendo così un'aria di festa partecipata dai residenti e anche da quelli emigrati, che spesso ritornano ritrovando cari, affetti e tradizioni proprie d'origine.

[modifica] Personalità legate a Contessa Entellina

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architettura religiosa

Nel settore monumentale ecclesiastico una particolare chiesa è quella di SS. Annunziata o San Nicolò (Chiesa Madre), patrono del paese, costruita nel 1520 dai primi esuli arbëreshë, nella quale viene celebrata la Divina liturgia secondo il rito bizantino-greco, insieme ad essa il rito bizantino viene solennizzato anche nelle chiese di Anime Sante, Maria dell'Itria e San Rocco. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie delle Favara e l'Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro sono invece passate al rito latino.

[modifica] Riserve naturali ed ambientali

Delle 91 riserve naturali istituite dalla Regione Siciliana, due ricadono sul territorio di Contessa Entellina:

Fuori dal perimetro cittadino, si possono fare escursioni, oltre che sulla citata Rocca d'Entella, anche al Castello di Calatamauro di fattura bizantina, nonché appunto alle riserve naturali Grotta di Entella e Monte Genuardo.

[modifica] Economia

Contessa Entellina è un importante centro artigianale, dove vengono eseguite e incise le antiche icone bizantine. Vanta, inoltre, la coltivazione di numerosi prodotti agricoli, quali il grano, le olive, gli agrumi, nonché l'uva da mosto. Rilevanti anche le sue fiere del bestiame, che si svolgono nei mesi di maggio e di settembre.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Storia del comune. www.comunedicontessaentellina.it. URL consultato il 22 settembre 2006.
  3. ^ Lettera aperta inviata da Piana degli Albanesi sulla questione di Contessa Entellina. www.arbitalia.it. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  4. ^ Storia e tradizioni > Lingua arbëreshe. www.comunedicontessaentellina.it. URL consultato il 30 settembre 2006.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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