Consalvo Di Taranto

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Consalvo Di Taranto (Deliceto, Gennaio 1874Deliceto, 1944) è stato uno storico italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Frequenta il Ginnasio e il Liceo Classico presso il prestigioso Collegio Pareggiato Nazzareno dei Padri Scolopi nel centro di Roma. Ivi prende il diploma di Maturità Classica. Nel 1896 partecipa alla Guerra di Abissinia (1895-1896). In seguito a un ferimento ritorna in Italia dove, seguendo la sua naturale inclinazione per la ricerca storica, si laurea in Lettere all’Università di Napoli.

Negli anni successivi, disilluso e forse amaraggiato da una delusione sentimentale, cerca risposte e conforto nello studio della teologia fino a diventare sacerdote. Dal 1908, e per i successivi 29 anni insegna presso vari istituti superiori tra cui il Regio Istituto Tecnico e Nautico di Bari.

Nel corso di tali anni il Di Taranto si avvivina alla dottrina del Modernismo teologico, nuova corrente del Cattolicesimo che esprimeva in quel periodo il tentativo di riformulare il messaggio cristiano alla luce delle istanze storiche e culturali della società dei primi anni del Novecento. Allo stesso tempo si dedica ad una rigorosa ricerca storico-sociale sull’Italia Meridionale. Questo impegno, da un lato lo porta a analizzare le cause dell’arretratezza e della povertà di larghe fasce della società meridionale d’Italia, e dall’altro, lo induce allo studio degli effetti che la parte più povera di tale popolazione è costretta a sopportare, e che già nei primi anni del Novecento si manifesta nell’Emigrazione italiana verso innumerevoli destinazioni oltreoceano.

Le sue posizioni sul Modernismo teologico, le sue simpatie verso le classi meno abbienti e il suo impegno attivo per l’eliminazione dei privilegi e dei soprusi presenti nella società italiana di inizio Novecento lo portano a frequenti scontri con le autorità religiose del suo tempo. Tali contrasti culminano con l’abbandono del servizio sacerdotale.

Nel 1939 ritorna, ormai in pensione, al suo paese natale, Deliceto, dove muore nel 1944.

[modifica] Opere

Le opere di Consalvo Di Taranto possono essere suddivise in due tipologie principali: la produzione narrativa e quella storiografica.

La produzione narrativa tratta soprattutto delle popolazioni della Daunia, non solo raccontandone le tradizioni secolari ma descrivendo anche momenti di vita reale nei piccoli centri (paesi) che caratterizzano questa zona della Puglia. In particolare nell'opera, "La vita paesana in Capitanata", il Di Taranto descrive, con affetto e pungente ironia, la vita quotidiana, la struttura della società, gli eventi e i comportamenti (di persone realmente vissute) del suo paese di origine, Deliceto (nel libro ribattezzato Colle d'Elce). Le vicende narrate nel libro sono comunque più in generale rappresentative del modo di vivere nei paesi della Daunia, negli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale.

Nella produzione storiografica invece il Di Taranto, utilizzando un approccio rigoroso e scientifico, ricostruisce con precisi riferimenti storici e sociali le principali tappe della storia della Daunia e della Capitanata nel corso dei secoli, e ne studia gli effetti sulle popolazioni del Meridione d'Italia. L'opera più importante dal punto di vista storiografico è senz'altro "La Capitanata al tempo dei Normanni e degli Svevi". L'opera narra le vicende storiche e sociali della Capitanata partendo dal confronto tra Bizantini e Longobardi fino ad arrivare al regno Normanno Svevo e al suo successivo abbattimento ad opera di Carlo d'Angió e del Pontefice del tempo. Il Di Taranto ricostruice gli avvenimenti succedutisi nel corso dei secoli basandosi su registri comunali e parrocchiali, documenti privati e soprattutto su fonti storiche, oggi inedite, ma al tempo del Di Taranto consultabili negli archivi di Roma, Napoli e in alcune abbazie del Sud Italia (tutte le fonti consultate dall'autore sono citate nel libro seguendo un rigoroso approccio storico). In quest'opera il Di Taranto si sofferma soprattutto sui grandi avvenimenti storici, (successione di sovrani, pontefici, casate illustri) che hanno influenzato le vicende della Capitanata. Un altro contributo storiografico dell'opera è senz'altro rappresentato dalle innumerevoli informazioni giuridiche, economiche, demografiche e di altro genere, talvolta inedite, reperibili in questo trattato.

In "Deliceto: Storia civile e religiosa" attingendo alle notizie dell'archivio di Stato a Napoli e a quello Provinciale di Foggia, nonché a numerosi documenti di carattere storico e religioso (tutte le fonti sono certosinamente riportate nel libro), il Di Taranto ricostruisce la storia di Deliceto partendo dagli eventi storici della Daunia e della Capitanata precedenti la sua fondazione (nell'opera infatti il Di Taranto si propone innanzittutto di confutare altri storici, tra cui il Bracca[1], che avevano sostenuto che Deliceto esistesse fin dai tempi delle guerre puniche). Ripercorrendo le vicende storiche della Daunia fin dai tempi dei Romani, il Di Taranto identifica la data di fondazione di Deliceto e i motivi storici e sociali che portano le genti della Capitanata a cercare protezione sulle colline del Sub Appennino Dauno. L'opera poi ripercorre la storia di Deliceto nel corso dei secoli durante i quali il Sud Italia ė stato dominato da diversi popoli stranieri, fino ad arrivare agli anni del regime fascista e alla sua caduta. Guardando a questo lavoro da un'ottica più larga, si puó dire che esso illumini la storia di altri paesi della Capitanata che hanno vissuto simili vicende storiche nel corso dei secoli.

  • Deliceto. Storia civile e religiosa, Foggia: Edizioni del Rosone, 1998.
  • La Capitanata al tempo dei Normanni e degli Svevi, Matera: Tipografia Editrice Conti, 1927. Riedizione: Foggia: Edizioni del Rosone, 1994
  • La vita paesana in Capitanata, Matera: Tipografia Editrice Conti, 1927
  • L'Infante di Spagna Carlo di Borbone prima della conquista del Regno, Napoli: Stab. Tip. N. Jovene e C., 1905
  • La Capitanata nell'anno 1848, Deliceto: Balestrieri, 1910
  • Canti della Daunia, Matera: Tipografie Editrice Conti, 1924
  • Il travaglio di un'anima, Bari: V. Romano, 1930
  • In morte di Gabriele D'Annunzio, Melfi: Tip. M. Del Secolo, 16 E. F. 1937-1938
  • Al duce per l'accordo di Monaco, Melfi: Tip. M. Del Secolo, 1938
  • Per la Corsica, Melfi: Tip. M. Del Secolo, 17 E. F. 1938-1939
  • Ad limina Petri, Melfi: Tip. Del Secolo, 1939
  • La musa francescana, Bari: S. T., Soc. Ed. Tipografica, 1947;

[modifica] Note

  1. ^ //http://www.prolocodeliceto.it/BRACCA.html

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