Confederazione estone dei combattenti per la libertà

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Artur Sirk, a Pärnu, parla alla Confederazione estone dei combattenti per la libertà

La Confederazione estone dei combattenti per la libertà (estone: Eesti Vabadussõjalaste Liit, EVL) è stato un partito politico fascista estone, parte della rete nazionalista del Movimento Vaps. Presidente della Confederazione è stato Andres Larka.

L'organizzazione, fondata nel 1920 da Artur Sirk, era stata impostata sull'esempio dei fasci italiani di combattimento, ovvero con una organizzazione di tipo paramilitare, composta in un primo momento essenzialmente dai reduci del conflitto di liberazione contro russi e comunisti, avvenuto nel 1917-1918.

Lo sviluppo immediato del movimento portò in breve tempo all'adesione di personalità di rilievo della borghesia e classe media estone.

[modifica] Ideologia

Sotto il profilo ideologico, l´EVL non ebbe pienamente modo di elaborare una forte ed articolata ideologia fondante nonché sviluppare strette connessioni con altri movimenti fascisti stranieri dell'epoca. Il suo principale obiettivo politico era l'istituzione di governo autoritario e nazionalista in Estonia.

[modifica] I simboli italianeggianti

L'EVL adotterà la camicia nera (con berretto nero) simbolo del fascismo originario, cioè quello italiano, come propria uniforme e introdurrà l'utilizzo del saluto romano, raccogliendo consensi nelle tradizionali roccheforti borghesi, dalla classe media, ma progressivamente anche dai ceti lavoratori. La breve esperienza dell'EVL, scaturita dalla spinta repressiva avviata dal Governo, rappresenterà tuttavia una rara eccezione nel panorama dei partiti fascisti europei. Nelle linee programmatiche, l'EVL respingeva la teorie razziali naziste ed aveva pubblicamente criticato la persecuzione degli ebrei. Allo stesso modo, rifiutava pratiche di sovversione verso lo stato o di esplicita violenza verso avversari politici, socialisti e comunisti.

Una posizione progressivamente snaturata dall'uscita dal movimento degli elementi più moderati e rappresentantivi (fra questi l'ammiraglio Johan Pitka), sostituiti alla direzione da giovani e non veterani. Istanze e pulsioni che emergevano nel loro rinnovato vigore sul foglio politico, Võitlus (Lotta).

L'accelerazione in senso rivoluzionario, peraltro di stampo fascista, generò forte preoccupazione negli ambienti governativi, da sempre attenti ad una politica filo britannica. La campanella d'allarme suona per il Governo nell'ottobre 1933 con un referendum di riforma costituzionale. L'EVL ottiene a sorpresa l'approvazione del quesito, con il 72.7% dei suffragi. Il netto risultato referendario, coronamento del progetto politico dei fascisti estoni, spiana adesso la strada per il Parlamento di elaborare un sistema elettorale in vista delle imminenti elezioni presidenziali da tenersi nell'aprile 1934. Sistema elettorale che avrebbe permesso all'EVL di aggiudicarsi la sfida elettorale. Il 12 marzo 1934 il governo di Konstantin Päts decide il colpo di mano, attuando ul colpo di Stato: vengono annullate le elezioni, il partito fascista estone viene posto fuorilegge e disciolto nel dicembre 1935 e instaturata una sorta di dittatura militare. Tutti gli esponenti vengono arrestati, processati e condotti carcere, segnando definitivamente il tramonto del movimento politico.

Simbolo dell' EVL
Leader Andres Larka parlare

Durante l'occupazione sovietica del 1940 e del 1944, si tornerà a parlare dei Vaps e dell'EVL quando i suoi ex-militanti parteciparono attivamente alla resistenza partigiana con i fratelli della foresta.

[modifica] Bibliografia

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