Concilio di Toledo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nome che si dà ai diciotto concilii generali che si celebrarono a Toledo tra l'anno 400 e l'anno 702; ad eccezione del primo furono tutti tenuti sotto la dominazione visigota della penisola iberica.

Le riunioni conciliari visigote furono di due classi:

  • provinciali, che raggruppavano alla presidenza metropolitana tutto il basso episcopato,
  • generali, che raggruppavano tutti i vescovi del regno e trattavano temi di interesse generale.

Queste ultime assemblee politico-religiose della monarchia visigota erano convocate dal re e presiedute dall'arcivescovo più prestigioso del regno (in un secondo tempo dall'arcivescovo di Toledo), a cui partecipavano le alte gerarchie ecclesiastiche e la nobiltà.

Il III Concilio di Toledo del 589 fu il primo a carattere generale e decretò l'abbandono dell'arianesimo da parte dei Visigoti, con la conseguente conversione al Cattolicesimo del re Recaredo I e del popolo Goto, con conseguente incorporazione politica della popolazione autoctona ibero-romana.

Nel IV Concilio di Toledo del 633 si sanzionò il carattere elettivo della monarchia visigota. Durante questi Concilii si presero decisioni rispetto al limite del potere reale, però altri furono usati per legalizzare colpi di forza e usurpazioni, ed alcuni imposero decisioni repressive contro i giudei, come il XVII Concilio di Toledo dell'anno 694.

Concilii[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 743-779
  • E.C. Butler, Il monachesimo, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 517-539
  • H.F. Stewart, La cultura del tempo, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 540-571