Diffusione dello sloveno in Italia

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Non ci sono dati recenti e certi sui parlanti in sloveno o dialetti sloveni in Italia statistiche di quasi 40 anni fa attestavano gli utilizzatori dello sloveno in 61.000 nel 1974 [1] nel territorio del Friuli-Venezia Giulia, raccolti nella provincia di Trieste e nelle zone orientali delle province di Gorizia e Udine. La qualifica di "dialetto sloveno" qui considerata è quella derivante dalla legislazione italiana.

Indice

[modifica] Diffusione

[modifica] Provincia di Udine

I cittadini italiani di lingua slovena della provincia di Udine sono suddivisi in tre comunità autoctone, ognuna con specificità proprie.

La maggior parte è compresa nella Slavia friulana, dove si parlano i dialetti sloveni detti del Natisone (nadiški) e del Torre (terski). Essa comprende i comuni di Lusevera, Taipana, Pulfero, Savogna, Grimacco, Drenchia, San Pietro al Natisone, San Leonardo, Stregna e le frazioni montane dei comuni di Nimis, Attimis, Faedis, Torreano e Prepotto.

I parlanti sloveno della Val Canale vivono nei comuni di Malborghetto Valbruna (frazioni Valbruna, Bagni di Lusnizza, Santa Caterina, Ugovizza), Pontebba (frazione Laglesie San Leopoldo), a Tarvisio (frazioni Camporosso, Cave del Predil, Fusine in Valromana). Storicamente hanno fatto parte, fino al 1918, della Carinzia e della Carniola (frazione tarvisiana di Fusine in Valromana) e sono l'unica comunità slovena della provincia di Udine che ha storicamente goduto di un sistema scolastico in lingua slovena.

Gli abitanti di Resia parlano un dialetto sloveno arcaico (il resiano) che viene percepito da molti parlanti, che hanno sviluppato una propria peculiare identità etno-linguistica, come idioma a se stante.

Area di diffusione della lingua slovena e delle sue varietà dialettali, in Slovenia, Austria, Italia, Croazia e Ungheria[senza fonte]

Comuni a maggioranza slavofona nella Provincia di Udine:

[modifica] Provincia di Gorizia

In provincia di Gorizia la comunità di lingua slovena è storicamente presente su una stretta fascia lungo il confine con la Slovenia. Comunità di lingua slovena sono presenti anche nei centri industriali della Bisiacaria.

Lo sloveno standard è parlato da parte della minoranza di lingua slovena della città di Gorizia e in alcune zone dei comuni di Monfalcone, di Ronchi dei Legionari e di Sagrado, mentre nei comuni di San Floriano Del Collio, Savogna d'Isonzo, Doberdò del Lago e nelle frazioni di Oslavia, Piuma, Groina e Sant' Andrea lo sloveno è la lingua parlata dalla maggior parte della popolazione. Nel comune di San Floriano del Collio e in alcune frazioni di Cormons, Dolegna del Collio e Gorizia (Podgora/Piedimonte) è diffusa la variante detta dialetto del Collio (briško narečje), mentre nei comuni del Carso goriziano e nei sobborghi meridionali di Gorizia si parla il dialetto carsico (kraško narečje).

Comuni a maggioranza di lingua slovena nella Provincia di Gorizia:

[modifica] Provincia di Trieste

Un ufficio del comune di Trieste.

In provincia di Trieste, dove risiede la comunità di lingua slovena più numerosa[2] della regione, lo sloveno è parlato, dagli appartenenti della minoranza, su quasi tutto il territorio della provincia, tranne che nel centro abitato di Muggia ed in alcune sue frazioni. Nel comune di Trieste lo sloveno è minoritario in città, ma maggioritario in alcuni sobborghi periferici e nelle frazioni dell'entroterra carsico.

Nelle zone rurali del comune di Muggia, nella maggior parte delle frazioni del comune di Dolina-San Dorligo della Valle e in alcuni rioni periferici di Trieste è diffuso il dialetto istriano-variante di Risano. Nei comuni di Monrupino, Sgonico e in alcune frazioni di Dolina-San Dorligo della Valle è diffuso il dialetto carniolino centrale (notranjsko narečje). Lo sloveno è diffuso come dialetto carsico (kraško narečje) anche su tutto il territorio del comune di Duino-Aurisina (ad esclusione della frazione Villaggio del Pescatore), dove però è minoritario rispetto all'italiano.

Comuni a maggioranza di lingua slovena nella Provincia di Trieste:

[modifica] I dialetti

Lo sloveno in Italia è rappresentato da vari dialetti; tutti questi, tranne il resiano, si estendono anche dall'altra parte del confine con la Slovenia (e, nel caso del dialetto del Gailtal, anche in Austria):

Tranne il penultimo, che fa parte del gruppo dei dialetti carinziani, tutti gli altri fanno parte del gruppo dei dialetti del Litorale (primorska narečna skupina).

Quanto al resiano tanto i linguisti che i poteri politici e l'opinione pubblica non sono concordi riguardo al suo status: alcuni lo considerano parte integrante del gruppo dialettale litoraneo, altri parlano di un dialetto di transizione tra i gruppi litoraneo e carinziano, altri ancora sostengono la sua peculiarità nell'ambito della famiglia linguistica slovena; taluni, infine, sostengono invece si tratti di un idioma a se stante, sebbene simile allo sloveno[senza fonte]. Il Resiano ha mantenuto infatti degli arcaismi non più esistenti negli altri dialetti sloveni, quale ad esempio il tempo verbale aoristo, e presenta un sistema fonetico del tutto peculiare, con ben quattro varianti locali della dizione. La popolazione parlante, inoltre, istigata da decenni di propaganda, sembra propendere ampiamente per un'identificazione indipendente dallo sloveno.

[modifica] Sloveno standard e dialetti sloveni

Il frazionamento della minoranza in Italia, come anche la diversa appartenenza statale, rendono problematica (nonché in più di qualche caso dichiaratamente avversata) l'adozione dello standard letterario sloveno come lingua comune per l'insieme delle comunità: mentre infatti gli slovenofoni di Trieste e di Gorizia si riconoscono pienamente nella lingua e nelle tradizioni culturali della vicina Slovenia - alle quali hanno dato anzi un contributo storicamente significativo -, i gruppi della provincia di Udine (Slavia Friulana) tendono in genere a porre l'accento sulla differenza dei loro dialetti dallo standard sloveno, per sottolineare la loro peculiarità storica e culturale. Ciò deriva anche dal fatto che, a differenza degli sloveni della provincia di Trieste e Gorizia che hanno avuto scuole pubbliche con lo sloveno standard come lingua d'insegnamento dai tempi dell'Impero asburgico, gli sloveni della provincia di Udine non hanno mai avuto la possibilità di un contatto costante con la lingua letteraria slovena nonostante le promesse del Regno d'Italia. La loro variante dello sloveno è quindi rimasta sul livello di lingua orale, creando un diffuso fenomeno di diglossia, che aveva caratterizzato a lungo anche gli sloveni dell'Oltremura.

La peculiarità del resiano ha inoltre indotto alla creazione di una propria standardizzazione ortografica che si è andata diffondendo negli ultimi due decenni. All'inizio del 2007 il consiglio comunale di Resia ha però approvato una risoluzione che afferma la volontà del comune di essere inserito nel territorio dove sarà vigente la Legge di tutela della minoranza slovena, benché resti aperta la polemica soprattutto interna sulla questione dell'uso del Resiano scritto nel sistema educativo e amministrativo in luogo dello Sloveno, e sull'opportunità di sostenere la richiesta di un diverso riconoscimento per questo idioma da parte dello stato italiano. Va infatti sottolineato che la comunità resiana, per la sua esiguità numerica, se priva di un qualsiasi riconoscimento di minoranza non potrebbe attualmente disporre di alcun sostegno finanziario per l'insegnamento e anzi rischierebbe di dover rinunciare all'istituzione scolastica sul proprio territorio comunale.

È difficile fare chiarezza sulle posizioni contrastanti che vengono prese nel dibattito anche perché sul territorio della tutela culturale le polemiche vengono alimentate anche da posizioni politiche e ideologiche in buona parte provenienti dall'esterno: in particolare se da un lato gran parte dell'associazionismo sloveno e tutte le correnti filo-slovene spingono per una comune identificazione slovena di tutti i cittadini italiani di lingua slovena del Friuli-Venezia Giulia e per l'adozione dello sloveno standard da parte di tutte le comunità, d'altro canto gran parte della politica italiana e anche friulana, e tutto il nazionalismo italiano, ivi comprese le associazioni segrete che hanno svolto un rilevante ruolo nella storia locale del XX secolo [1], sono contrari all'identificazione slovena e spingono invece per un'esaltazione delle differenze locali, culturali e storiche, e pertanto per un maggiore riconoscimento delle differenze in particolare dei Resiani e degli abitanti della Benecia. Il dibattito attuale è in tutti i casi piuttosto acceso e vario, tanto da essere difficile riportare completamente tutte le posizioni presenti.

[modifica] Scolarizzazione in lingua slovena

Una scuola elementare in lingua slovena in Provincia di Trieste.

Sotto la monarchia d'Austria-Ungheria grazie al regime federale dello stato l'idioma sloveno ha trovato una sua collocazione scolastica, mentre le terre che scelsero tramite il referendum del 1866 di passare sotto il regno d'Italia non fruirono di questa opportunità. Già nella seconda metà del Settecento, Maria Teresa d'Austria e successivamente Giuseppe II e Leopoldo II, furono tre imperatori illuminati che promossero la scolarizzazione di massa in tutto il loro Impero. Se all'inizio dell'Ottocento solo pochissimi sloveni sapevano leggere e scrivere nella loro lingua, cent'anni dopo (inizio Novecento) tutti frequentavano la scuola e l'analfabetismo nella parte occidentale dell'Austria-Ungheria era stato quasi completamente rimosso. In seguito alle riforme costituzionali degli anni sessanta dell'Ottocento, la scolarizzazione elementare nella parte austriaca della duplice monarchia venne a dipendere dalle amministrazioni comunali. Per gli sloveni del Goriziano e del Carso ciò significò una scolarizzazione nella lingua slovena standard, mentre a Trieste (in quanto prevalentemente italiana), ed anche in parte dell'Istria dove sia le amministrazioni comunali sia l'istruzione erano italiane, vennero fondate, già dalla seconda metà dell'Ottocento, varie scuole private slovene, dirette dalla "Società SS. Cirilio e Metodio" (Cirilmetodova družba). Questo, insieme alla diffusione delle attività culturali di stampo popolare, ha permesso agli sloveni austroungarici di imparare a leggere e scrivere nello sloveno standard. In territorio Italiano va ricordato monsignor Ivan Trinko appassionato diffusore della cultura slovena che si oppose alle proibizioni del regime fascista all'uso dello sloveno locale nelle chiese. Questo oltre alla diversa storia delle terre del natisone rispetto a quelle slovene contribuì ad un senso di apparente diverso degli Italiani di lingua slava della provincia di Udine dagli sloveni della provincia di Gorizia e Trieste. Tuttavia i rapporti economici, parentali (i tanti matrimoni) e culturali tra le genti delle vallate confinarie (italiane e slovene) lungo il confine della provincia di Udine, sono sempre stati, nei secoli, molto forti.

Da oltre 20 anni esiste, a S.Pietro degli Schiavoni nella Slavia friulana, una scuola pubblica bilingue molto frequentata dai ragazzi della vallata e finanziata dallo Stato italiano. La scuola media di primo grado, richiesta da diversi anni, è stata inaugurata il 12 settembre 2007[2].

[modifica] Lo status dello sloveno in Italia

Carta d'identità bilingue.

Nella provincia di Trieste e in quella di Gorizia funzionano, dal primo dopoguerra, scuole statali con lo sloveno come lingua d'insegnamento.

Nella provincia di Udine la popolazione di lingua slovena, essendo interessata alla salvaguardia della realtà socio culturale locale più che all'appartenenza ad un'entità, non ha usufruito di nessuna salvaguardia legale, preferendo i pochi interessati raggrupparsi in alcune organizzazioni culturali locali.

Con la legge n. 38 del 23 febbraio 2001 è stato costituito il "Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena" con sede a Trieste, si è provveduto a tracciare un elenco dei comuni abitati dalla minoranza, estendendo alle Valli del Natisone le norme di tutela, riconoscendo come scuole statali gli istituti bilingui privati. Nel 2007 è stato aperto nel centro di Trieste lo Sportello unico statale per gli Sloveni[3], al fine di consentire alla comunità di utilizzare la propria lingua materna nei rapporti con le istituzioni pubbliche.

Le associazioni di lingua slovena sono quasi tutte inquadrate nell'Unione Culturale Economica Slovena (SKGZ - Slovenska kulturno gospodarska zveza) e nella Confederazione delle Organizzazioni Slovene (SSO - Svet slovenskih organizacij), che a loro volta hanno dato vita al Coordinamento delle minoranze slovene in Italia, Austria, Ungheria e Croazia (SLOMAK - "Slovenska manjšinska koordinacija"). A Trieste esiste anche l'Istituto Sloveno delle Ricerche (SLORI - Slovenski raziskovalni inštitut). Nella stessa città viene stampato, dal 1945, il quotidiano Primorski dnevnik, redatto completamente in lingua slovena. Dalla sede regionale RAI vanno inoltre in onda numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua slovena. Le comunità slovene di Gorizia e Trieste hanno inoltre la possibilità di ascoltare i canali radiofonici e televisivi della vicina Slovenia, con la quale hanno mantenuto intensi e stretti contatti culturali che si sono rafforzati dopo la proclamazione dell'indipendenza del paese nel 1991.

Da decenni, lo sloveno è utilizzato come lingua coufficiale in diversi comuni della provincia di Trieste e del Goriziano, con tutti i documenti redatti in forma bilingue. Lo sloveno standard viene utilizzato anche in alcuni comuni delle Valli del Natisone (provincia di Udine), pur se sporadicamente, per via delle già citate resistenze di parte della popolazione locale ad identificare il proprio dialetto con la lingua slovena ufficiale.

[modifica] Comuni tutelati

Elenco dei comuni in cui vige la tutela della comunità slovena (legge n. 38 del 2001, approvato da Decreto del Presidente della Repubblica il 12 settembre 2007[4])

Comune Provincia
Attimis Provincia di Udine
Cividale del Friuli* Provincia di Udine
Cormons Provincia di Gorizia
Doberdò del Lago Provincia di Gorizia
Drenchia Provincia di Udine
Duino-Aurisina Provincia di Trieste
Faedis** Provincia di Udine
Gorizia* Provincia di Gorizia
Grimacco Provincia di Udine
Lusevera Provincia di Udine
Malborghetto Valbruna Provincia di Udine
Monfalcone Provincia di Gorizia
Monrupino Provincia di Trieste
Muggia Provincia di Trieste
Nimis*** Provincia di Udine
Prepotto Provincia di Udine
Pulfero Provincia di Udine
Resia Provincia di Udine
Ronchi dei Legionari Provincia di Gorizia
San Floriano del Collio Provincia di Gorizia
Sagrado Provincia di Gorizia
San Dorligo della Valle Provincia di Trieste
San Leonardo Provincia di Udine
San Pietro al Natisone Provincia di Udine
Savogna Provincia di Udine
Savogna d'Isonzo Provincia di Gorizia
Sgonico Provincia di Trieste
Stregna Provincia di Udine
Taipana Provincia di Udine
Tarvisio Provincia di Udine
Torreano Provincia di Udine
Trieste* Provincia di Trieste
* Nelle aree centrali di Trieste e Gorizia e nel comune di Cividale i servizi alla minoranza vengono garantiti solo da uffici dedicati. Non si applica inoltre il bilinguismo visivo.

** Solo le seguenti frazioni e località : Canebola, Valle, Clap, Costalunga, Costapiana, Pedrosa, Stremiz e Gradischiutta
*** Solo la frazione di Cergneu

[modifica] Personaggi celebri

Tra i cittadini italiani di lingua slovena ricordiamo:

Tra gli italiani celebri con ascendenze slovene, non identificabili con la comunità slovena del Friuli-Venezia Giulia, ricordiamo:

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Raoul Pupo, Il Lungo esodo, Rizzoli, Milano, 2005, pag. 304 ISBN 88-17-00562-2
  2. ^ Cfr. Raoul Pupo, Il Lungo esodo, pag.304, Rizzoli, Milano, 2005, pag. 304 ISBN 88-17-00562-2
  3. ^ SUSS, Annuncio dell'attuazione della norma
  4. ^ Elenco del Ministero dell'Interno
  5. ^ Carteggio scazonte: corrispondenza tra Alojz Rebula e Manlio Cecovini" Province: Trieste, 2001

[modifica] Bibliografia

  • Joachim Hösler, Slovenia: storia di una giovane identità europea (Trieste: Beit, 2008).
  • Milica Kacin-Wohinc & Jože Pirjevec, Storia degli Sloveni in Italia (Venezia: Marsilio, 1998).
  • Krajevni leksikon Slovencev v Italiji - Goriška pokrajina (Trieste - Dunio: KLSI, 1995).
  • Krajevni leksikon Slovencev v Italiji - Tržaška pokrajina (Trieste: Založništvo tržaškega tiska, 1990).
  • Marta Verginella, Il confine degli altri: La questione giuliana e la memoria slovena (Roma: Donzelli, 2008).
  • Marta Verginella, Sandi Volk, Katja Colja, Storia e memoria degli sloveni del Litorale (Trieste: Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, 1994).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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