Corpi Santi di Milano
Il comune dei Corpi Santi di Milano, suburbio della città, era l'unione amministrativa delle cascine e dei borghi agricoli oltre la cinta dei bastioni di Milano.
Imposto con imperial decreto dall'imperatrice Maria Teresa nel 1757 ma istituito da suo figlio Giuseppe II nel 1782, fu autonomo fino al 1873, quando venne inglobato nel territorio del Comune di Milano. Durante la parentesi repubblicana prima e napoleonica poi venne abolito, a favore di un modello di città aperta coerente con le dinamiche del territorio (1797-1814).
Il comune portò fino al 1859 il nome di Corpi Santi; da quella data vi si aggiunse il suffisso di Milano, probabilmente per distinguerli dai Corpi Santi di Pavia.
La superficie di tale comune era di 66,35 km² [1] . Si trattava di una vasta area che circondava la città per un raggio di 6-7 km[2].
Il comune dei Corpi Santi era una zona prettamente agricola alle porte della città. Essa era ricca di campi e soprattutto di orti. Questo perché gli orti producevano prodotti deperibili e costosi che per essere commercializzati con la città necessitavano brevi distanze dal luogo di produzione al mercato cittadino. Il territorio agreste di quest'area era molto fertile e ricco di risorgive e corsi d'acqua (i Navigli e i fiumi Olona, Lambro, Seveso e Nirone). Grazie alla presenza di questi corsi d'acqua, i mulini erano numerosi e sorgevano un po' ovunque nel contado.
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[modifica] Toponomastica
Il nome forse deriva dalla presenza dei corpi dei tre Re Magi al di fuori delle mura di Milano, poiché, così vuole la tradizione, il carro che portava le sacre reliquie si fermò inspiegabilmente, senza che gli uomini del santo convoglio riuscissero ad andare avanti: le ruote erano diventate pesanti come macigni, e buoi e cavalli non la vincevano. Così il vescovo dovette abbandonare l'idea di avere i tre santi corpi nella cattedrale e si dovette costruire la Basilica di Sant'Eustorgio [3].
Al di là di questa leggenda, il nome potrebbe deriva dal fatto che la legislazione sanitaria austriaca imponeva di spostare i cimiteri fuori dalla cerchia cittadina.[4]
[modifica] Struttura
Il comune era costituito da 2 mandamenti concentrici (che divennero il 7º e l'8º di Milano). Essi furono divisi in 8 parti una volta che il comune venne inglobato a Milano.
Questi 2 mandamenti erano divisi da sedici porte, attraverso le quali le merci dovevano pagare i dazi:
- Ticinese, con l'arco del Cagnola del 1814
- Lodovica
- Vigentina
- Romana, con l'arco monumentale del 1596
- Tosa, dal 1861 Vittoria
- Monforte, coi caselli del Tormenti del 1889
- Venezia, coi caselli del Vantini del 1828
- Principe Umberto, aperta nel 1864 a servizio della stazione centrale
- Nuova, con l'arco dello Zanoia del 1813
- Tombone di san Marco (solo per merci su acqua)
- Comasina, dal 1860 Garibaldi, con l'arco del Moraglia del 1826
- Volta, coi caselli del Beruto del 1880
- Tenaglia
- Sempione con l'Arco della Pace del Cagnola del 1838
- Vercellina, dal 1860 Magenta, i cui caselli furono i primi ad essere demoliti insieme alle mura spagnole
- Genova, coi caselli del Nazari del 1873
- Tombone di via Arena (solo per merci su acqua).
Il Comune dei Corpi Santi era esente da dazio, e quindi tutto ciò che ne proveniva costava meno.
[modifica] La composizione del comune: cascine e borgate agricole
Il comune dei Corpi Santi era costituito da numerose grosse cascine sparse per la campagna, oltre che da piccoli villaggi agricoli.
Per la precisione, i Corpi Santi erano costituiti da[5]:
- Sancta Maria Magdalena ad Vepram (La Maddalena)
- Sanctus Syrus ad Vepram (San Siro alla Vepra)
- Bativacca (Bativacca)
- Calvairate (Calvairate)
- Carraria (Carrera)
- S. Petrus In Sala Rozoni (S. Pietro in Sala)
- Casinae De Bifis (Cassine de' Biffi)
- Morcincta (Morsengia o Morsenchio)
- Fonticillum. Fontegium Monasterium (Santa Maria Rossa)
- Mirasole Monasterium (Mirasole)
- Gratasollia Monasterium (Gratasollia o Gratosoglio)
Questi villaggi, una volta aggregati alla città (nel Novecento), divennero altrettanti quartieri. È il caso di San Siro, Barona, Gratosoglio, Ghisolfa, Bovisa, Calvairate, Tre Ronchetti, Monluè, Maddalena, Fontana, Lorenteggio, Lampugnano, e Cimiano [6].
Le cascine, invece, una volta inglobate a Milano divennero parrocchie, scuole o edifici comunali. Spesso esse diedero il nome alle vie urbane o ai quartieri che vi si stavano formando appresso. Nel caso della Cascina Taliedo questa diede il nome, oltre che al quartiere, anche al primo aeroporto di Milano, il Campo di aviazione di Taliedo.
[modifica] L'annessione a Milano
Con il Regno d'Italia il 9 febbraio 1808 il Comune dei Corpi Santi, con altri 34 comuni[7], venne aggregato a Milano, ma tale unione non durò a lungo: con il ritorno della dominazione austriaca ne venne separata nel 1816 con la notificazione del 12 febbraio.
Le prime proposte ufficiali di annessione iniziarono nel 1860, ma non si giunse a risultati concreti, nonostante il vantaggio che ne sarebbe derivato a entrambi i comuni, fino a che non venne fatta una richiesto ufficiale al Re, che acconsentì l'8 giugno 1873.
L'annessione non fu del tutto indolore: infatti sia mentre essa veniva discussa (1860-1873), sia negli anni appena successivi (fino a circa il 1877) vi furono varie proteste e rivolte popolari. Anche lo studioso Carlo Cattaneo si espresse contro l'annessione, ritenendola dannosa per le attività economiche dei Corpi Santi.
[modifica] Popolazione e densità
- 1808: abitanti 17.357 (Milano nel 1805 ne aveva 115.290); densità 261,6 ab./km²
- 1817: abitanti 17.833; densità 268,8 ab./km²
- 1836: abitanti 25.768 (Milano ne aveva 156.617); densità 388,4 ab./km²
- 1853: abitanti 36.227; densità 546 ab./km²
- Metà anni cinquanta dell'Ottocento: abitanti 38.424; densità 579,1 ab./km²
- 1859: abitanti 41.519; densità 625,8 ab./km²
- 1861: abitanti 46.348 (Milano ne aveva 196.109); densità 698,5 ab./km²
- 1871: abitanti 62.976 (Milano ne aveva 199.009); densità 949,1 ab./km²
[modifica] Dati
- Tra il 1862 ed il 1863 il comune dei Corpi Santi ebbe anche un giornale: il Suburbano.
- Nel comune erano presenti 11 asili, 28 scuole elementari ed una guardia nazionale composta da una legione di due battaglioni.
- La zona del comune dei Corpi Santi era ricca di luoghi di culto: conventi soppressi, chiese, ma soprattutto cappelle, alcune delle quali anche molto antiche come quella di San Protaso al Lorenteggio o quella di San Cristoforo. Un'altra di queste cappelle era quella di San Siro, che sorgeva nel luogo in cui sorge l'omonimo quartiere e lo stadio Giuseppe Meazza.
[modifica] Collegamenti esterni
- http://www.storiadimilano.it/citta/corpisanti/corpi_santi.htm
- Comune dei Corpi Santi 1782-1797
- Comune dei Corpi Santi 1798-1808
- Comune dei Corpi Santi 1816-1859
- Comune dei Corpi Santi 1859-1873
- Cartina di Milano all'annessione dei Corpi Santi nel 1873
[modifica] Note
- ^ Dato ricavabile da pag. 353 del libro Milano. Costruzione di una città, di Giuseppe De Finetti, Giovanni Cislaghi, Mara De Benedetti, Piergiorgio Marabelli, HOEPLI EDITORE, City planning, 2002.
- ^ Più precisamente, la distanza tra i confini esterni del Comune dei Corpi Santi e i Bastioni Spagnoli variava da un minimo di 3 km a un massimo di 7 km; normalmente, però, tale distanza era di 5÷6 km.
- ^ Dato riscotrabile su: http://www.cassiciaco.it/ita/Rus_cassiciacum/Ambrogio/chiese.htm.
- ^ Luigi Ripamonti, La storia di Affori, Milano, La buona parola, 1995.
- ^ Giulini (1857: 308).
- ^ Queste ultime 3 borgate vennero suddivise nel 1873 con i comuni limitrofi.
- ^ Affori, Bicocca, Boldinasco, Casa Nova, Chiaravalle, Crescenzago, Dergano, Garegnano Marcido, Gorla, Grancino, Lambrate, Lampugnano, Linate Superiore e Inferiore, Lorenteggio, Macconago, Morsenchio, Musocco, Niguarda, Nosedo Chiaravalle, Poasco, Precentenaro, Precotto, Quarto Cagnino, Quinto Sole, Redecesio, Ronchetto, San Gregorio Vecchio, Segnano, Sella Nova, Trenno, Turro, Vajano, Vigentino e Villapizzone [1]
[modifica] Bibliografia
- Giorgio Giulini, Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città, e della campagna di Milano, ne'secoli bassi, Volume 7, Milano, Francesco Colombo Librajo, 1857.
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